Cass. pen., sez. VI, sentenza 19/03/2014, n. 15146
CASS
Sentenza 19 marzo 2014

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Nel reato abituale, il dolo non richiede - a differenza che nel reato continuato - la sussistenza di uno specifico programma criminoso, verso il quale la serie di condotte criminose, sin dalla loro rappresentazione iniziale, siano finalizzate; è invece sufficiente la consapevolezza dell'autore del reato di persistere in un'attività delittuosa, già posta in essere in precedenza, idonea a ledere l'interesse tutelato dalla norma incriminatrice. (In applicazione del principio, la Corte ha escluso che, con riferimento a distinti episodi di maltrattamenti in famiglia, la natura di reato abituale della fattispecie incriminatrice possa costituire elemento idoneo a dimostrare la continuità ideativa e, quindi, l'esistenza del vincolo di continuazione tra gli stessi).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 19/03/2014, n. 15146
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 15146
Data del deposito : 19 marzo 2014

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