Cass. pen., sez. I, sentenza 27/05/2008, n. 25938
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Sentenza 27 maggio 2008

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In caso di concorso anomalo nel reato, il riconoscimento della diminuente a chi volle quello meno grave esclude la contestuale applicazione, in suo favore, del regime della continuazione tra i più reati commessi, in quanto esso è preclusivo della simultanea sussistenza di una previa programmazione unitaria dei fatti criminosi, sorretta da una volizione piena e non soltanto dalla prevedibilità dell'evento diverso o ulteriore.

Il giudice d'appello che, investito d'impugnazione del P.M. avverso sentenza d'assoluzione emessa all'esito di giudizio abbreviato, non ne abbia ancora pronunciato l'inammissibilità ai sensi della Legge n. 46 del 2006, legittimamente decide su di essa a seguito della sopravvenuta sentenza n. 320 del 2007 della Corte cost., dichiarativa dell'illegittimità costituzionale dell'art. 443 cod. proc. pen., nella parte in cui esclude la facoltà del P.M. di appellare le sentenze di proscioglimento emesse all'esito di giudizio abbreviato.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. I, sentenza 27/05/2008, n. 25938
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 25938
    Data del deposito : 27 maggio 2008

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