Cass. pen., sez. III, sentenza 05/11/2015, n. 2608
CASS
Sentenza 5 novembre 2015

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Massime1

In tema di intercettazioni di conversazioni, ai fini del divieto di utilizzazione previsto dall'art. 270, comma primo, cod. proc. pen., occorre far riferimento ad una nozione sostanziale di "diverso procedimento", secondo cui la "diversità" va collegata al dato dell'insussistenza, tra i due fatti - reato, storicamente differenti, di un nesso ai sensi dell'art. 12 cod. proc. pen., o di tipo investigativo, e, quindi, all'esistenza di un collegamento meramente fattuale ed occasionale. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto l'inutilizzabilità di conversazioni telefoniche intercettate in forza di autorizzazione concessa per il reato di tentata estorsione con riferimento ad ipotesi delittuosa del tutto autonoma, concernente il delitto di frode sportiva, sebbene la "notitia criminis" per questa fattispecie provenisse proprio dalle intercettazioni in questione).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 05/11/2015, n. 2608
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 2608
Data del deposito : 5 novembre 2015

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