Corte d'Appello Lecce, sentenza 23/02/2025, n. 108
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Sentenza 23 febbraio 2025

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Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte di Appello di Lecce, presieduta dalla Dott.ssa Caterina Mainolfi, che ha rigettato l'appello proposto da una pensionata contro l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS). L'appellante sosteneva di aver percepito indebitamente l'indennità di accompagnamento a causa di un errore dell'INPS, che non aveva revocato la prestazione nonostante la revisione medica avesse accertato l'insussistenza del requisito sanitario. La pensionata richiedeva l'accertamento dell'irripetibilità delle somme richieste in restituzione, invocando la buona fede e l'affidamento legittimo nella percezione della prestazione.

La Corte ha argomentato che, sebbene l'INPS non avesse tempestivamente sospeso l'erogazione, l'appellante era consapevole della perdita del diritto all'indennità a seguito della comunicazione del verbale di revisione. La Corte ha richiamato principi giurisprudenziali che escludono la ripetizione delle somme indebitamente percepite in presenza di affidamento legittimo, ma ha ritenuto che nel caso specifico tale affidamento non fosse sussistente, poiché l'appellante avrebbe dovuto impugnare il verbale entro sei mesi dalla comunicazione. Pertanto, l'appello è stato rigettato e le spese compensate, riconoscendo la complessità della materia.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Lecce, sentenza 23/02/2025, n. 108
    Giurisdizione : Corte d'Appello Lecce
    Numero : 108
    Data del deposito : 23 febbraio 2025

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