Sentenza 6 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte d'Appello Catanzaro, sentenza 06/03/2025, n. 295 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte d'Appello Catanzaro |
| Numero : | 295 |
| Data del deposito : | 6 marzo 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
In nome del Popolo Italiano Corte D'Appello di Catanzaro SEZIONE LAVORO
La Corte, riunita in camera di consiglio, così composta:
1. dott.ssa Gabriella Portale Presidente
2. dott.ssa Barbara Fatale Consigliere rel.
3. dott. Antonio Cestone Consigliere ha pronunciato, con motivazione ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c., la seguente SENTENZA nella causa in grado di appello iscritta al numero 117 del Ruolo generale affari contenziosi dell'anno 2024 e vertente TRA
, Parte_1 in persona del legale rappresentante p. t., elettivamente domiciliata in Cosenza, viale Trieste n. 50, presso lo studio dell'AVV. GIUSEPPINA ANGELA TURANO dalla quale è rappresentata e difesa in forza di mandato in calce al ricorso in appello appellante
E
Controparte_1 appellato non costituito Avente ad oggetto: appello avverso sentenza del Tribunale di Cosenza. Differenze retributive
CONCLUSIONI DELLE PARTI Per l'appellante: << IN RIFORMA DELL'IMPUGNATA SENTENZA n.1592/2023 pubblicata il 10.10.2023, del Tribunale Civile - Sezione Lavoro e Previdenza – di
Cosenza - resa a termine del giudizio iscritto al n. Rg. 3127/2022; 1. AMMETTERE: nella forma ed ACCOGLIERE nel merito il presente ricorso in appello;
2.
RIGETTARE la domanda formulata dallo per le motivazioni ampiamente CP_1 dedotte in narrativa, e da intendersi qui integralmente riportate;
3. ACCERTARE E DICHIARARE come non dovuta alcuna somma né per l'ERAS A) e né per l'ERAS
B), per tutte le altre motivazioni meglio esposte in narrativa;
4. CONDANNARE l'odierno appellato al pagamento delle spese, diritti ed onorari del doppio grado di giudizio, da distrarre ex art. 93 c.p.c. in favore del procuratore antistatario>>.
§1 In premessa si rappresenta che la presente decisione viene assunta a seguito di scambio di note ex art. 127 ter c.p.c.
§1.1
Questa è la vicenda processuale per come descritta nella sentenza gravata: << Con ricorso del 1.12.2022, ritualmente notificato, l'odierno ricorrente conveniva in giudizio la società al fine di sentir riconoscere la corretta Parte_1 retribuzione spettante per i giorni di ferie godute in misura pari a quella attribuita per le giornate di lavoro effettivamente svolto e la conseguente condanna della
1
la quale nel merito, ha contestato la fondatezza della domanda,
[...] rappresentando di aver ottemperato all'accordo aziendale sottoscritto con le OOSS. In particolare, deduceva l' convenuta, di aver sempre corrisposto a tutti i CP_2 dipendenti la retribuzione nel periodo feriale in ossequio alle disposizioni di cui alla vigente contrattazione collettiva nazionale dei lavoratori autoferrotranvieri, che stabilisce espressamente i singoli elementi, facenti parte della retribuzione ordinaria, da computare nella quantificazione degli importi da corrispondere durante la fruizione delle ferie. Evidenziando inoltre che la giurisprudenza della
Corte di Cassazione richiamata in ricorso, ha precisato che la parte variabile della retribuzione spettante al lavoratore deve essere inclusa nel calcolo della retribuzione feriale solo nei casi, in cui sia intrinsecamente connessa alla natura delle mansioni svolte dall'interessato, compensi uno specifico disagio derivante dall'espletamento di tali mansioni o sia correlata al peculiare status professionale o personale dell'interessato. Ha, quindi, concluso chiedendo, il rigetto della domanda del ricorrente perché infondata in fatto ed in diritto>>.
§1.2
Il Tribunale “Condanna la società convenuta al pagamento in favore del ricorrente della somma di euro 4259,71, oltre interessi e rivalutazione monetaria dalla data di maturazione dei crediti e fino al soddisfo;
Condanna la società convenuta alla rifusione delle spese di lite che liquida in euro 1.314,00, oltre IVA, CPA e rimborso spese forfettarie come per legge, con distrazione“.
§2
La sentenza è gravata d'appello da con atto depositato il Parte_1
31 gennaio 2024. L'udienza del 18 febbraio 2025 è stata trattata dal Collegio nella forma scritta prevista dall'art. 127 ter cpc. L'appellante, tuttavia, non ha depositato le note di trattazione scritta, né ha documentato di avere provveduto alla notifica del ricorso in appello. Per tale motivo va dichiarata l'improcedibilità dell'impugnazione (cfr., in tale senso, Cass., sezione lavoro, ordinanza n. 27079 del 26.11.2020, secondo cui << Nelle controversie di lavoro in grado d'appello, la mancata notificazione del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza determina l'improcedibilità dell'impugnazione,
2 senza possibilità per il giudice di assegnare un termine perentorio per provvedervi, a nulla rilevando la notificazione eseguita nel periodo intermedio fra la prima e la seconda udienza, cui la causa sia stata rinviata ai sensi dell'art. 348 c.p.c. per mancata comparizione delle parti, non potendo la parte ricorrente giovarsi di tale ulteriore inerzia al fine di ottenere in altro modo una rimessione in termini che l'ordinamento, in virtù di un'interpretazione costituzionalmente orientata imposta dal principio della cd. ragionevole durata del processo ex art. 111, comma 2, Cost., non consente di riconnettere ad una notificazione puramente e semplicemente omessa>>).
La dichiarazione di improcedibilità, per il suo carattere definitivo e decisorio, va resa con sentenza (Cass. 12636/2004). Nulla sulle spese, stante la soccombenza dell'unica parte costituita. A causa dell'improcedibilità dell'appello, sussistono i presupposti processuali per il versamento, da parte dell'appellante, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso in appello (Cass. SU 4315/2020).
P.Q.M.
La Corte definitivamente pronunciando sull'appello proposto da Parte_1
con ricorso depositato il 31 gennaio 2024, avverso la sentenza del
[...]
Tribunale di Cosenza, giudice del lavoro, n. 1592/2023, pubblicata in data 10 ottobre
2023, così provvede:
1. Dichiara improcedibile l'appello;
2. Nulla sulle spese;
3. Dà atto che, per effetto della decisione, sussistono i presupposti di cui all'art. 13, c. 1 – quater, d.P.R. 115/2002, per il versamento dell'ulteriore contributo unificato dovuto dall'appellante. Così deciso nella camera di consiglio della Corte di appello di Catanzaro, sezione lavoro, del 3 marzo 2025
Il Consigliere estensore
Dr.ssa Barbara Fatale
Il Presidente
Dr.ssa Gabriella Portale
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