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21 luglio 2017
21 luglio 2017
Art. 4. Numero massimo di voti esprimibili e tutela
del genere meno rappresentato 1. Ciascun elettore puo' esprimere un numero di voti non superiore ai due terzi dei consiglieri da eleggere ai sensi dell' articolo 28, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247 , secondo quanto indicato nella tabella A allegata alla presente legge.
2. In attuazione dell' articolo 51 della Costituzione , la presente legge tutela il genere meno rappresentato disciplinando al capo III le modalita' di espressione del voto.
Note all'art. 4:
- Per il testo dell' art. 28, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247 , si vedano le note all'articolo 2.
- Il testo dell' articolo 51 della Costituzione , e' il seguente:
«Art. 51. - Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunita' tra donne e uomini.
La legge puo', per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
Chi e' chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.».
del genere meno rappresentato 1. Ciascun elettore puo' esprimere un numero di voti non superiore ai due terzi dei consiglieri da eleggere ai sensi dell' articolo 28, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247 , secondo quanto indicato nella tabella A allegata alla presente legge.
2. In attuazione dell' articolo 51 della Costituzione , la presente legge tutela il genere meno rappresentato disciplinando al capo III le modalita' di espressione del voto.
Note all'art. 4:
- Per il testo dell' art. 28, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247 , si vedano le note all'articolo 2.
- Il testo dell' articolo 51 della Costituzione , e' il seguente:
«Art. 51. - Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunita' tra donne e uomini.
La legge puo', per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
Chi e' chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.».
Giurisprudenza • 3
- 1. Cass. civ., SS.UU., sentenza 23/01/2025, n. 1662Provvedimento: […] pur dando atto dei voti ricevuti dagli avv.ti FA e IO, ne dichiarava l'ineleggibilità “per avere svolto due mandati consecutivi, l'ultimo dei quali 2019/2022 considerato per intero, poiché le rassegnate dimissioni dopo un periodo di consiliatura inferiore a due anni non rientrano nella previsione del quarto comma dell'art. 3 della legge n. 113/2017 («Dei mandati di durata inferiore ai due anni non si tiene conto ai fini del rispetto del divieto di cui al secondo periodo del comma 3» - c.d. divieto del terzo mandato consecutivo -). […]Leggi di più...
- art. 3 L. n. 113/2017·
- divieto terzo mandato consecutivo·
- ineleggibilità·
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