"3. Sono inappellabili le sentenze di condanna per le quali e' stata applicata la sola pena dell'ammenda e le sentenze di proscioglimento o di non luogo a procedere relative a contravvenzioni punite con la sola pena dell'ammenda o con pena alternativa".
4 maggio 2001
"3. Sono inappellabili le sentenze di condanna per le quali e' stata applicata la sola pena dell'ammenda e le sentenze di proscioglimento o di non luogo a procedere relative a contravvenzioni punite con la sola pena dell'ammenda o con pena alternativa".
Commentari • 4
- 1. Reso - Pagina 26https://www.brocardi.it/
[…] VI, sentenza n. 27858 del 11 luglio 2001 «L'art. 13 legge 26 marzo 2001, n. 128 che, modificando l'art. 593 c.p.p., ha reso nuovamente appellabili le sentenze di condanna alla sola pena della multa, non si applica, in virtù del principio del tempus regit actum, ai ricorsi proposti prima...» Cassazione penale, Sez. […]
Leggi di più… - 2. Molestia: basta contatto telefonico o sms (Cass. 6064/128)https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 21 marzo 2018
[…] Quel che più rileva è l'esclusione della violazione del principio di eguaglianza per il diverso trattamento che sarebbe riservato a fattispecie identiche o similari, avuto riguardo alla regola dell'inappellabilità sancita dall'art. 593, comma 3, cod. proc. pen., come sostituito dall'art. 13 della legge 26 marzo 2001, n. 128 (Interventi legislativi in materia di tutela della sicurezza dei cittadini), per le sentenze di condanna alla pena dell'ammenda pronunciate dal tribunale. […]
Leggi di più… - 3. Art. 593 - Casi di appellohttps://www.filodiritto.com/
- 4. la tutela del giornalistaRedazione · https://www.diritto.it/ · 3 ottobre 2002
di Vincenzo Strippoli Relazione al Convegno ANCUPM tenutosi a Massa il 3.10.02 Anche se a non tutti fa piacere, il fatto di esercitare delle pubbliche funzioni, a qualunque livello, espone il nostro operato all'interesse e al giudizio dell'opinione pubblica. In una struttura, quale la polizia municipale, che fornisce alla collettività un servizio essenziale e qualificato, il ruolo di responsabile conferisce a chi lo riveste un prestigio e una visibilità ai quali gli organi di stampa non rimangono indifferenti. Molti giornalisti sono persone corrette, altri tendono a travisare le notizie. E' spiacevole leggere a volte servizi o commenti che calpestano con disinvoltura la dignità di …
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Giurisprudenza • 16
- 1. Cass. pen., sez. V, sentenza 24/09/2001, n. 43450Provvedimento: […] Essa ovviamente ha ad oggetto il dettato dell'art. 593 del codice di rito come modificato dall'art. 18 della legge 468/99, ma prima della nuova modifica apportata dall'art. 13 della legge 128/2001.Leggi di più...
- pubblicazione parziale·
- esclusione·
- notizie diffuse in una conferenza stampa·
- scriminante del diritto di cronaca·
- sussistenza·
- diffamazione commessa col mezzo della stampa·
- stampa
- 2. Cass. pen., sez. VI, sentenza 01/07/2002, n. 30021Provvedimento: […] Ne consegue che il ricorso proposto dal FU è ammissibile in rito, poiché egli - sebbene per la sentenza impugnata fosse già previsto l'appello dall'art. 593 c.p.p. nel testo modificato dall'art. 13 legge 26 marzo 2001, n. 128, in quanto fu pronunciata il 5 ottobre 2001 - ha in realtà ha proposto un ricorso immediato per cassazione ex art.569 c.p.p.. […]Leggi di più...
- configurabilità·
- mutamento arbitrario di destinazione della cosa, pur senza arrecare danni·
- sussistenza·
- reato di cui all'art. 392 cod. pen·
- violenza sulla cosa·
- con violenza sulle cose·
- tutela arbitraria delle proprie ragioni·
- esercizio arbitrario delle proprie ragioni (ragion fattasi)·
- reati contro l'amministrazione della giustizia
- 3. Cass. pen., sez. I, sentenza 18/10/2019, n. 42897Provvedimento: […] Si legge nella citata sentenza che non è "ravvisabile la dedotta violazione del principio di eguaglianza, per il diverso trattamento che sarebbe riservato a fattispecie identiche o similari, avuto riguardo alla regola dell'inappellabilità sancita dall'art. 593, comma 3, cod. proc. pen., come sostituito dall'art. 13 della legge 26 marzo 2001, n. 128 (...), per le sentenze di condanna alla pena dell'ammenda pronunciate dal tribunale. […]Leggi di più...
- risarcimento del danno·
- art. 192 cod. proc. pen.·
- inammissibilità ricorso·
- principio del doppio grado di giurisdizione·
- legittimità costituzionale art. 593 cod. proc. pen.·
- valutazione della prova·
- spese processuali·
- ordinanza sindacale·
- responsabilità legale rappresentante·
- difetto di motivazione
- 4. Cass. pen., sez. I, sentenza 06/12/2017, n. 6064Provvedimento: […] Quel che più rileva è l'esclusione della violazione del principio di eguaglianza per il diverso trattamento che sarebbe riservato a fattispecie identiche o similari, avuto riguardo alla regola dell'inappellabilità sancita dall'art. 593, comma 3, cod. proc. pen., come sostituito dall'art. 13 della legge 26 marzo 2001, n. 128 (Interventi legislativi in materia di tutela della sicurezza dei cittadini), per le sentenze di condanna alla pena dell'ammenda pronunciate dal tribunale. […]Leggi di più...
- esclusione·
- elemento costitutivo del reato·
- molestia o disturbo alle persone·
- sussistenza·
- configurabilità della continuazione·
- pluralità di azioni petulanti·
- reati contro l'ordine pubblico·
- concernenti le manifestazioni sediziose e pericolose·
- contravvenzioni
- 5. Corte Cost., sentenza 19/12/2008, n. 426Provvedimento: […] 3.2. – Neppure è ravvisabile la dedotta violazione del principio di eguaglianza, per il diverso trattamento che sarebbe riservato a fattispecie identiche o similari, avuto riguardo alla regola dell'inappellabilità sancita dall'art. 593, comma 3, cod. proc. pen., come sostituito dall'art. 13 della legge 26 marzo 2001, n. 128 (Interventi legislativi in materia di tutela della sicurezza dei cittadini), per le sentenze di condanna alla pena dell'ammenda pronunciate dal tribunale.Leggi di più...
- appello dell'imputato·
- processo penale·
- non fondatezza della questione.·
- esclusione·
- procedimento dinanzi al giudice di pace·
- lamentata violazione del principio di eguaglianza