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Sentenza 10 ottobre 2025
Sentenza 10 ottobre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Foggia, sentenza 10/10/2025, n. 1986 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Foggia |
| Numero : | 1986 |
| Data del deposito : | 10 ottobre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI FOGGIA
SEZIONE LAVORO
La dott.ssa MA Renzetti, in funzione di Giudice del Lavoro, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa iscritta al n. 3431/24 R.G. Lavoro, discussa all'udienza del 10.10.2025 e promossa da
, rappresentata e difesa dall' Avv. B. Biuso giusta procura in atti Parte_1
RICORRENTE
contro
in persona del suo legale rappresentante pro- Controparte_1 tempore, rappresentato e difeso dai funzionari presso l' CP_1
RESISTENTE
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato in data 05.04.24 parte ricorrente – a seguito dell'espletamento dell'accertamento tecnico preventivo del requisito sanitario finalizzato ad ottenere l'indennità di accompagnamento e dell'assegnazione dei termini per proporre eventuali contestazioni – ha chiesto all'intestato Tribunale il riconoscimento del diritto alla suddetta prestazione a far data dalla domanda amministrativa, vinte le spese.
L' costituito chiedeva il rigetto della domanda. CP_1
Acquisito il fascicolo relativo al procedimento di A.T.P., il Tribunale ha pronunciato la presente sentenza contestuale depositata in forma telematica all'esito della camera di consiglio e sulle conclusioni in atti.
Ciò posto, il ricorso è fondato per le ragioni e nei limiti di seguito esposti.
1 Il consulente tecnico dr. rispetto alle conclusioni articolate dal CTU , dr. Persona_1 Per_2 nella prima fase del procedimento nella relazione depositata telematicamente in atti, ha accertato e precisato, in sede di chiarimenti, che la ricorrente è affetta dalle patologie indicate nell'elaborato peritale e meritevole della indennità di accompagnamento con decorrenza dal 22.01.2025 (data della visita peritale).
Orbene, le conclusioni cui è pervenuto il c.t.u., basate su precisi e concreti dati obiettivi e sorrette da esauriente motivazione logica e tecnica, possono senz'altro essere condivise e fatte proprie dal giudicante, sottraendosi a qualsiasi critica e contestazione delle parti, siccome trovano piena giustificazione nelle patologie accertate e nella documentazione sanitaria esaminata, oltre che nell'evidenza clinica direttamente riscontrata dall'ausiliario in occasione della visita peritale.
In definitiva, deve ritenersi sussistere il requisito sanitario chiesto dalla parte ricorrente connesso al successivo ed eventuale riconoscimento dell'indennità di accompagnamento.
Alla luce di quanto precede, questo Giudice condivide e fa proprie le conclusioni rassegnate dal
C.T.U., attesa altresì la presunzione di imparzialità che assiste le argomentazioni dell'esperto nominato dall'Ufficio (su cui cfr. Cass. Civ. Sez. II, n. 23362/2012), non ritenendo di dovere effettuare ulteriori approfondimenti, né avanzare richieste di chiarimenti, né disporre rinnovi dell'elaborato peritale (sul punto cfr. Cass. Civ. Sez. I, n. 5277/2006; Cass. Sez. Lav., n.
23413/2011).
Va, invece, dichiarata inammissibile la domanda di condanna al pagamento della prestazione, condividendosi il diffuso orientamento della giurisprudenza di merito, secondo cui il presente giudizio è finalizzato solo all'accertamento del requisito sanitario, restando esclusa la possibilità di proporre domande ed eccezioni volte all'accertamento del diritto alle rivendicate prestazioni assistenziali ed alla condanna dell' alla relativa erogazione (Trib. Bologna, Sez. Lav. n. CP_1
6/2015; Trib. Teramo, Sez. Lav. n. 651/2016; Trib. Torino, Sez. Lav. n. 910/2014; Trib. Perugia,
Sez. Lav. n. 84/2015).
A tal fine conviene richiamare la più recente giurisprudenza della Suprema Corte (v. Cass. n.
5338/2014, Cass. n. 6084/2014, Cass. n. 6085/2014), secondo cui, nel giudizio di opposizione, che segue la contestazione delle conclusioni rassegnate dal consulente tecnico nominato nella fase dell'accertamento tecnico preventivo obbligatorio, oggetto del contenzioso può essere solo l'accertamento della invalidità, per altro nei ristretti limiti delineati dagli elementi di contestazione proposti dalla parte dissenziente.
In altri termini, secondo il Giudice di legittimità, l'intero procedimento delineato dall'art. 445-bis cpc ha lo scopo di accertare, con funzione deflattiva del contenzioso in materia previdenziale ed
2 assistenziale, soltanto l'esistenza del requisito sanitario, esulando dal thema decidendum gli altri profili costitutivi del diritto alla prestazione rivendicata.
Afferma, infatti, la Corte di Cassazione: “mentre con la legislazione previgente si trattava di verificare, in un "unico" giudizio, la ricorrenza sia dello stato di invalidità, sia dei requisiti non sanitari prescritti dalla legge come condizione per il diritto alla prestazione richiesta, con la nuova disposizione le controversie relative alle prestazioni previdenziali ed assistenziali si scindono invece in due diverse fasi: quella concernente l'accertamento sanitario, regolata da un rito speciale (a contraddittorio posticipato ed eventuale) e quella (non giudiziale, ma eventualmente anche giudiziale) di concessione della prestazione, in cui va verificata l'esistenza dei requisiti non sanitari”.
Di conseguenza, va dichiarata l'inammissibilità della domanda volta ad ottenere la condanna CP_ dell' alla erogazione della prestazione.
Le spese sono compensate, attesa la decorrenza del requisito sanitario compatibile con la prestazione richiesta successiva alla data della domanda amministrativa. CP_ Spese di CTU, liquidate con separati decreti, a carico dell' ex art. 152 disp. att. cpc.
P.Q.M.
Il Tribunale di Foggia-Sezione Lavoro, definitivamente pronunciando disattesa o assorbita ogni contraria istanza, eccezione e difesa, così provvede:
a) dichiara il diritto della parte ricorrente al riconoscimento dei requisiti sanitari connessi all'indennità di accompagnamento dal 22.01.25;
b) spese di lite compensate;
CP_ c) pone le spese di c.t.u, che liquida con separati decreti, definitivamente a carico dell'
Foggia, 10.10.2025
Il Giudice del Lavoro
dott.ssa MA Renzetti
3
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI FOGGIA
SEZIONE LAVORO
La dott.ssa MA Renzetti, in funzione di Giudice del Lavoro, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa iscritta al n. 3431/24 R.G. Lavoro, discussa all'udienza del 10.10.2025 e promossa da
, rappresentata e difesa dall' Avv. B. Biuso giusta procura in atti Parte_1
RICORRENTE
contro
in persona del suo legale rappresentante pro- Controparte_1 tempore, rappresentato e difeso dai funzionari presso l' CP_1
RESISTENTE
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato in data 05.04.24 parte ricorrente – a seguito dell'espletamento dell'accertamento tecnico preventivo del requisito sanitario finalizzato ad ottenere l'indennità di accompagnamento e dell'assegnazione dei termini per proporre eventuali contestazioni – ha chiesto all'intestato Tribunale il riconoscimento del diritto alla suddetta prestazione a far data dalla domanda amministrativa, vinte le spese.
L' costituito chiedeva il rigetto della domanda. CP_1
Acquisito il fascicolo relativo al procedimento di A.T.P., il Tribunale ha pronunciato la presente sentenza contestuale depositata in forma telematica all'esito della camera di consiglio e sulle conclusioni in atti.
Ciò posto, il ricorso è fondato per le ragioni e nei limiti di seguito esposti.
1 Il consulente tecnico dr. rispetto alle conclusioni articolate dal CTU , dr. Persona_1 Per_2 nella prima fase del procedimento nella relazione depositata telematicamente in atti, ha accertato e precisato, in sede di chiarimenti, che la ricorrente è affetta dalle patologie indicate nell'elaborato peritale e meritevole della indennità di accompagnamento con decorrenza dal 22.01.2025 (data della visita peritale).
Orbene, le conclusioni cui è pervenuto il c.t.u., basate su precisi e concreti dati obiettivi e sorrette da esauriente motivazione logica e tecnica, possono senz'altro essere condivise e fatte proprie dal giudicante, sottraendosi a qualsiasi critica e contestazione delle parti, siccome trovano piena giustificazione nelle patologie accertate e nella documentazione sanitaria esaminata, oltre che nell'evidenza clinica direttamente riscontrata dall'ausiliario in occasione della visita peritale.
In definitiva, deve ritenersi sussistere il requisito sanitario chiesto dalla parte ricorrente connesso al successivo ed eventuale riconoscimento dell'indennità di accompagnamento.
Alla luce di quanto precede, questo Giudice condivide e fa proprie le conclusioni rassegnate dal
C.T.U., attesa altresì la presunzione di imparzialità che assiste le argomentazioni dell'esperto nominato dall'Ufficio (su cui cfr. Cass. Civ. Sez. II, n. 23362/2012), non ritenendo di dovere effettuare ulteriori approfondimenti, né avanzare richieste di chiarimenti, né disporre rinnovi dell'elaborato peritale (sul punto cfr. Cass. Civ. Sez. I, n. 5277/2006; Cass. Sez. Lav., n.
23413/2011).
Va, invece, dichiarata inammissibile la domanda di condanna al pagamento della prestazione, condividendosi il diffuso orientamento della giurisprudenza di merito, secondo cui il presente giudizio è finalizzato solo all'accertamento del requisito sanitario, restando esclusa la possibilità di proporre domande ed eccezioni volte all'accertamento del diritto alle rivendicate prestazioni assistenziali ed alla condanna dell' alla relativa erogazione (Trib. Bologna, Sez. Lav. n. CP_1
6/2015; Trib. Teramo, Sez. Lav. n. 651/2016; Trib. Torino, Sez. Lav. n. 910/2014; Trib. Perugia,
Sez. Lav. n. 84/2015).
A tal fine conviene richiamare la più recente giurisprudenza della Suprema Corte (v. Cass. n.
5338/2014, Cass. n. 6084/2014, Cass. n. 6085/2014), secondo cui, nel giudizio di opposizione, che segue la contestazione delle conclusioni rassegnate dal consulente tecnico nominato nella fase dell'accertamento tecnico preventivo obbligatorio, oggetto del contenzioso può essere solo l'accertamento della invalidità, per altro nei ristretti limiti delineati dagli elementi di contestazione proposti dalla parte dissenziente.
In altri termini, secondo il Giudice di legittimità, l'intero procedimento delineato dall'art. 445-bis cpc ha lo scopo di accertare, con funzione deflattiva del contenzioso in materia previdenziale ed
2 assistenziale, soltanto l'esistenza del requisito sanitario, esulando dal thema decidendum gli altri profili costitutivi del diritto alla prestazione rivendicata.
Afferma, infatti, la Corte di Cassazione: “mentre con la legislazione previgente si trattava di verificare, in un "unico" giudizio, la ricorrenza sia dello stato di invalidità, sia dei requisiti non sanitari prescritti dalla legge come condizione per il diritto alla prestazione richiesta, con la nuova disposizione le controversie relative alle prestazioni previdenziali ed assistenziali si scindono invece in due diverse fasi: quella concernente l'accertamento sanitario, regolata da un rito speciale (a contraddittorio posticipato ed eventuale) e quella (non giudiziale, ma eventualmente anche giudiziale) di concessione della prestazione, in cui va verificata l'esistenza dei requisiti non sanitari”.
Di conseguenza, va dichiarata l'inammissibilità della domanda volta ad ottenere la condanna CP_ dell' alla erogazione della prestazione.
Le spese sono compensate, attesa la decorrenza del requisito sanitario compatibile con la prestazione richiesta successiva alla data della domanda amministrativa. CP_ Spese di CTU, liquidate con separati decreti, a carico dell' ex art. 152 disp. att. cpc.
P.Q.M.
Il Tribunale di Foggia-Sezione Lavoro, definitivamente pronunciando disattesa o assorbita ogni contraria istanza, eccezione e difesa, così provvede:
a) dichiara il diritto della parte ricorrente al riconoscimento dei requisiti sanitari connessi all'indennità di accompagnamento dal 22.01.25;
b) spese di lite compensate;
CP_ c) pone le spese di c.t.u, che liquida con separati decreti, definitivamente a carico dell'
Foggia, 10.10.2025
Il Giudice del Lavoro
dott.ssa MA Renzetti
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