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Sentenza 6 marzo 2025
Sentenza 6 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Brescia, sentenza 06/03/2025, n. 901 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Brescia |
| Numero : | 901 |
| Data del deposito : | 6 marzo 2025 |
Testo completo
R.G. 3057/2024
Tribunale Ordinario di Brescia
Settima Sezione Civile nel giudizio promosso da
, con l'avvocato Cattaneo Antonio Achille Parte_1
ricorrente nei confronti di
Controparte_1
resistente con l'intervento del Pubblico Ministero ha pronunciato la seguente sen ten za
1. Il ricorrente ha chiesto l'accertamento della cittadinanza italiana in quanto discendente di Per_1
nata a [...] il [...], e trasferitasi nel corso della vita in Brasile, e ha
[...] rappresentato come segue la linea di discendenza: “In data 12 Febbraio 1877, in Italia, nel Comune di OG SC, Provincia di Mantova, nasceva la signora , figlia legittima di Persona_1 [...]
e di , come comprovato dall'”Estratto riassunto dal registro degli atti Per_2 Persona_3
di Nascita”, anno 1877, n.28 datato 02.05.2023, emesso dall'Ufficiale di Stato Civile del Comune di
OG SC (Mantova), che si produce (doc.03).
2. La signora - denominata in Persona_1
atti anche come ovvero come ovvero come - Controparte_2 CP_3 CP_4 non ha mai rinunciato alla cittadinanza Italiana, come comprovato dal “Certificato Negativo di
Naturalizzazione” n.000.868.187.091/2024 datato 10.01.2024, emesso dal Ministero della Giustizia
Brasiliano, Segreteria Nazionale di Giustizia, Dipartimento Stranieri, che si produce anche in copia tradotta e munita di “apostille” ai sensi della Convenzione Aja 05.10.1961 emesse dal Consiglio
Nazionale di Giustizia Brasiliano (doc.04).
3. In data 16 Settembre 1899, in Ribeiraosinho (SP-
Brasile), la signora contraeva matrimonio con il signor , Persona_1 Persona_4 cittadino Portoghese, come comprovato dal ”Certificato integrale di Matrimonio”, matricola
116418.01.55.1899.2.00002.170.0000062-18 datato 09.01.2023, emesso dall'Ufficiale di Stato
Civile del Municipio di Taquaritinga (SP-Brasile), che si produce anche in copia tradotta e munita di “apostille” ai sensi della Convenzione Aja 05.10.1961 emesse dal Consiglio Nazionale di Giustizia
Brasiliano (doc.05).
4. Dall'unione coniugale tra la signora ed il signor Persona_1 [...]
, nasceva in Matão (SP-Brasile), in data 02 Marzo 1910, il signor Persona_4 [...]
(cognome così rettificato in atto), come comprovato dal ”Certificato integrale di Parte_2 Nascita”, matricola 122929.01.55.1910.1.00014.095.0000119-19 datato 01.06.2023, emesso dall'Ufficiale di Stato Civile del Municipio di Matão (SP-Brasile), che si produce anche in copia tradotta e munita di “apostille” ai sensi della Convenzione Aja 05.10.1961 emesse dal Consiglio
Nazionale di Giustizia Brasiliano (doc.06).
5. In data 31 Luglio 1937, in Rio Preto (SP-Brasile), il signor (data di nascita rettificata in atto) contraeva matrimonio con Parte_2
la signora (da coniugata, ), cittadina Persona_5 Persona_6
Brasiliana, come comprovato dal ”Certificato integrale di Matrimonio”, matricola
122119.01.55.1937.2.00002.082.0000295-47 datato 21.06.2023, emesso dall'Ufficiale di Stato
Civile del Municipio di Rio Preto (SP-Brasile), che si produce anche in copia tradotta e munita di
“apostille” ai sensi della Convenzione Aja 05.10.1961 emesse dal Consiglio Nazionale di Giustizia
Brasiliano (doc.07).
6. Dall'unione coniugale tra il signor e la Parte_2
signora , nasceva in São José do Rio Preto (SP-Brasile), in data 20 Persona_6
Maggio 1938, il signor come comprovato dal ”Certificato integrale Parte_3 di Nascita”, matricola 119040.01.55.1938.1.00043.529.0009435-81 datato 30.05.2023, emesso dall'Ufficiale di Stato Civile della 1° Sottodistretto del Municipio di São José do Rio Preto (SP-
Brasile), che si produce anche in copia tradotta e munita di “apostille” ai sensi della Convenzione
Aja 05.10.1961 emesse dal Consiglio Nazionale di Giustizia Brasiliano (doc.08).
7. In data 16
Dicembre 1967, in Palestina (SP-Brasile), il signor contraeva Parte_3
matrimonio con la signora (da coniugata, ), cittadina Brasiliana, Persona_7 Persona_8 come comprovato dal ”Certificato integrale di Matrimonio”, matricola
115824.01.55.1967.2.00009.246.0002209-17 datato 02.06.2023, emesso dall'Ufficiale di Stato
Civile del Municipio di Palestina (SP-Brasile), che si produce anche in copia tradotta e munita di
“apostille” ai sensi della Convenzione Aja 05.10.1961 emesse dal Consiglio Nazionale di Giustizia
Brasiliano (doc.09).
8. Dall'unione coniugale tra il signor e la signora Parte_3
, nasceva in São José do Rio Preto (SP-Brasile), in data 23 Giugno 1970, Persona_8 il signor come comprovato dal ”Certificato integrale di Nascita”, Parte_1
matricola 119040.01.55.1970.1.00084.077.0051720-21 datato 30.05.2023, emesso dall'Ufficiale di
Stato Civile della 1° Sottodistretto del Municipio di São José do Rio Preto (SP-Brasile), che si produce anche in copia tradotta e munita di “apostille” ai sensi della Convenzione Aja 05.10.1961 emesse dal Consiglio Nazionale di Giustizia Brasiliano (doc.10)”.
Il si è rimesso alla decisione del giudice. Controparte_1
Il Pubblico Ministero ha preso visione del ricorso.
2. In diritto, più in generale, si osserva che:
− lo Statuto Albertino non recava una definizione di “regnicolo”;
− l'art. 4 cod. civ. 1865 stabiliva che «è cittadino il figlio di padre cittadino» e il successivo art. 14 prevedeva che «la donna cittadina che si marita a uno straniero diviene straniera, sempreché per il fatto del matrimonio acquisti la cittadinanza del marito»;
− la l. 13 giugno 1912, n. 555 ha disciplinato in modo organico la materia della cittadinanza, abrogando le norme del codice civile (art. 17), e stabilendo, tra l'altro, che «è cittadino per nascita il figlio di padre cittadino» (art. 1) e che «la donna cittadina che si marita a uno straniero perde la cittadinanza italiana, sempreché il marito possieda una cittadinanza che per fatto del matrimonio a lei sì comunichi» (art. 10, co. 3);
− la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 1 l. n. 555/1912, nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina (sent. 28 gennaio 1983,
n. 30) e dell'art. 10, co. 3, nella parte in cui prevedeva la perdita della cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna (sent. 9 aprile 1975, n. 87);
− la Corte di cassazione ha statuito a sezioni unite che «[l]e norme precostituzionali riconosciute illegittime per effetto di sentenze del giudice della legge sono inapplicabili e non hanno più effetto dal 1 gennaio 1948 sui rapporti su cui ancora incidono, se permanga la discriminazione delle persone per il loro sesso o la preminenza del marito nei rapporti familiari, sempre che vi sia una persona sulla quale determinano ancora conseguenze ingiuste, ma giustiziabili, cioè tutelabili in sede giurisdizionale. Di certo non può costituire criterio ermeneutico in senso opposto degli effetti delle sentenze d'incostituzionalità delle leggi, la diffidenza della prassi amministrativa verso una eccessiva espansione della retroattività, che potrebbe dar luogo ad una moltiplicazione di richieste di cittadinanza dai discendenti dei cittadini italiani emigrati in altri Stati» (sent. 25 febbraio 2009,
n. 4466);
− ai sensi dell'art. 1, co. 1, lett. a), l. 5 febbraio 1992, n. 91 «è cittadino per nascita il figlio di padre o di madre cittadini».
In diritto, in particolare, con riguardo alle fattispecie connesse con l'ordinamento brasiliano, si osserva che:
− si era posto il problema della c.d. “grande naturalizzazione”, introdotta con decreto governativo n.
58 A del 15 dicembre 1889, a mente del quale gli italiani presenti in Brasile al 15 novembre 1889 avrebbero ottenuto la naturalizzazione automatica brasiliana, a meno che avessero manifestato entro sei mesi, dinanzi ai propri consolati, la volontà di conservare la cittadinanza italiana;
− la Corte di cassazione ha enunciato a sezioni unite i seguenti princìpi di diritto: «(i) secondo la tradizione giuridica italiana, nel sistema delineato dal codice civile del 1865, dalla successiva legge sulla cittadinanza n. 555 del 1912 e dall'attuale L. n. 91 del 1992, la cittadinanza per fatto di nascita si acquista a titolo originario iure sanguinis, e lo status di cittadino, una volta acquisito, ha natura permanente, è imprescrittibile ed è giustiziabile in ognitempo in base alla semplice prova della fattispecie acquisitiva integrata dalla nascita da cittadino italiano;
a chi richieda il riconoscimento della cittadinanza spetta di provare solo il fatto acquisitivo e la linea di trasmissione, mentre incombe alla controparte, che ne abbia fatto eccezione, la prova dell'eventuale fattispecie interruttiva;
|| (ii) l'istituto della perdita della cittadinanza italiana, disciplinato dal codice civile del 1865 e dalla L. n. 555 del 1912, ove inteso in rapporto al fenomeno di cd. grande naturalizzazione degli stranieri presenti in Brasile alla fine dell'Ottocento, implica un'esegesi restrittiva delle norme afferenti, nell'alveo dei sopravvenuti principi costituzionali, essendo quello di cittadinanza annoverabile tra i diritti fondamentali;
in questa prospettiva l'art. 11, n. 2, c.c. 1865, nello stabilire che la cittadinanza italiana è persa da colui che abbia “ottenuto la cittadinanza in paese estero”, sottintende, per gli effetti sulla linea di trasmissione iure sanguinis ai discendenti, che si accerti il compimento, da parte della persona all'epoca emigrata, di un atto spontaneo e volontario finalizzato all'acquisto della cittadinanza straniera – per esempio integrato da una domanda di iscrizione nelle liste elettorali secondo la legge del luogo –, senza che l'aver stabilito all'estero la residenza, o anche l'aver stabilizzato all'estero la propria condizione di vita, possa considerarsi bastevole, unitamente alla mancata reazione al provvedimento generalizzato di naturalizzazione, a integrare la fattispecie estintiva dello status per accettazione tacita degli effetti di quel provvedimento;
|| (iii) dagli artt. 3,4,16
Cost. e seg., e art. 22 Cost., dall'art. 15 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del
10 dicembre 1948 e dal Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007, si ricava che ogni persona ha un diritto soggettivo permanente e imprescrittibile allo stato di cittadino, che congloba distinti ed egualmente fondamentali diritti;
ciò rileva anche in relazione all'esegesi delle norme dello Stato precostituzionale, ove ancora applicabili;
il diritto si può perdere per rinuncia, ma purché volontaria ed esplicita, in ossequio alla libertà individuale, e quindi mai per rinunzia tacita, a sua volta desumibile da una qualche forma di accettazione tacita di quella straniera impartita per provvedimento generalizzato di naturalizzazione;
|| (iv) la fattispecie di perdita della cittadinanza italiana, correlata all'accettazione di un “impiego da un governo estero” senza permissione del governo italiano, deve essere intesa, sia nell'art. 11 c.c. abr., n. 3, sia nella L. n. 555 del 1912, art. 8, n. 3, come comprensiva dei soli impieghi governativi strettamente intesi, che abbiano avuto come conseguenza l'assunzione di pubbliche funzioni all'estero tali da imporre obblighi di gerarchia e fedeltà verso lo Stato straniero, di natura stabile e tendenzialmente definitiva, così da non poter essere integrata dalla mera circostanza dell'avvenuto svolgimento all'estero di una qualsivoglia attività di lavoro, pubblico o privato» (sent. 24 agosto 2022, n. 25318).
3. Nel caso di specie è provato che nata a [...] il [...] (doc. Persona_1
3 fasc. ric.), non ha acquisito la cittadinanza brasiliana per naturalizzazione (doc. 4 fasc. ric.).
La linea di discendenza dall'avo nei termini indicati nel ricorso è provata dai documenti prodotti dal ricorrente, indicati sopra e non oggetto di critiche da parte dell'amministrazione resistente. La domanda è fondata.
4. Parte ricorrente ha evidenziato che i tempi di attesa per la convocazione presso il consolato competente sono indeterminati, ragione per cui ha esperito l'odierna azione. Atteso che verosimilmente ciò dipende dal numero copioso di domande, non si può ritenere che l'amministrazione abbia dato causa all'affare.
Inoltre, il convenuto si è rimesso all'accertamento del giudice.
Le spese processuali sono compensate tra le parti per intero.
Per qu esti motivi
1. Dichiara che è cittadino italiano. Parte_1
2. Ordina al e, per esso, al competente Ufficiale dello Stato Civile di procedere Controparte_1
agli adempimenti previsti dalla legge.
3. Compensa per intero tra le parti le spese processuali.
Brescia, 6.3.2025
Il giudice
Christian Colombo