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Sentenza 22 gennaio 2025
Sentenza 22 gennaio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Napoli Nord, sentenza 22/01/2025, n. 303 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Napoli Nord |
| Numero : | 303 |
| Data del deposito : | 22 gennaio 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE DI NAPOLI NORD SEZIONE LAVORO
Il Giudice del Tribunale di Napoli Nord, dott.ssa Chiara Cucinella in funzione di Giudice del lavoro, all'esito dell'udienza del 22.1.2025 sostituita dal deposito delle note di trattazione scritta ex art. 127 ter c.p.c. ha depositato la seguente sentenza nella causa iscritta al n. 4722 /2023 vertente
TRA
, nato a [...] il [...], Parte_1 elettivamente domiciliata in Indirizzo Telematico unitamente all'avv. TOMMASINO ERMES dal quale è rappresentato e difeso, come in atti RICORRENTE E
, in Controparte_1 persona del legale rappresentante pro tempore, in proprio che quale mandatario della in persona del legale rappresentante pro tempore, Controparte_2 rappresentato e difeso dall'avv. DE BENEDICTIS ITALA , come in atti RESISTENTE NONCHE'
, subentrante a titolo Controparte_3 universale nei rapporti di , incorporante di Controparte_4
, e , in persona del Controparte_5 Controparte_6 Controparte_7 legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. SAVARESE PAOLA, come in atti RESISTENTE
OGGETTO: opposizione a cartella esattoriale CONCLUSIONI : come in atti e verbali di causa
FATTO E DIRITTO Con ricorso depositato il 17/04/2023 parte ricorrente, premesso che veniva a conoscenza dell'avviso di addebito n.32820190003713027000 notificato in data 18/03/2023, avente ad oggetto il pagamento della somma di € 12.701,43 a titolo di contributi IVS anno 2015, impugnava la/e predetta/e cartella/e, assumendone la mancata notifica, la decadenza e la prescrizione. Si costituivano ed resistendo all'avversa domanda, di cui in via CP_1 CP_3 preliminare eccepivano la carenza di interesse ad agire e nel merito la tardività.
******
1 Giurisdizione, competenza e legittimazione passiva. In via preliminare, si osserva che per le omissioni contestate all'opponente, in quanto rientranti nell'ambito previdenziale, c'è giurisdizione del Giudice ordinario e competenza del Giudice del lavoro per materia e territorio, ex art.444 c.p.c. Sussiste la legittimazione passiva di Controparte_3 subentrante a titolo universale nei rapporti di Controparte_4
per la parte relativa all'impugnativa di atti di provenienza del
[...] concessionario (notifica delle cartelle di pagamento - ex multis, Cass. n. 594/2016; Cass. ord. n.12385/2013¸ Cass. n. 18522/2011). Ne consegue, dunque, la piena legittimazione ad causam di con Controparte_3 eccezione della sola impugnazione dell'avviso di addebito, per il quale è competente, anche nella fase esecutiva, in ragione della riforma di cui alla legge n. 122 del 2010, esclusivamente l'ente previdenziale. L' è legittimato processuale passivo in quanto titolare del rapporto CP_1 obbligatorio. Sussiste, infine, la legittimazione passiva della solo per i crediti CP_2 antecedenti il 2008, in quanto la stessa è cessionaria dei crediti maturati CP_1 fino al 2008, ex art.13 della legge 448/98.
Il contenzioso in materia esattoriale: Opposizione a cartella esattoriale, opposizione agli atti esecutivi e opposizione all'esecuzione. Ciò posto occorre, in via preliminare, qualificare l'odierna domanda. È opportuno premettere, in linea generale, che nei confronti delle cartelle esattoriali è possibile proporre: 1) opposizione a cartella esattoriale ex art. 24 D. L.vo n. 46/99; 2) opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. ; 3) opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c.. 1) L'art. 24 del D. L.vo n. 46/99, a pena di inammissibilità, ammette che il contribuente possa proporre opposizione al giudice del lavoro “contro l'iscrizione a ruolo” dei crediti degli enti previdenziali, solo nel termine di quaranta giorni dalla notifica della cartella di pagamento. Tale norma disciplina l'impugnazione della cartella con riferimento al merito della pretesa contributiva;
disciplina l'azione che un debitore propone rispetto all' an della pretesa contributiva e cioè rispetto a tutto ciò che attiene alla prestazione ( non debenza dei contributi, insussistenza dei presupposti per l'iscrizione alla Cassa o alla Gestione Separata, prescrizione del contributo in assenza di alcuna valida notifica, ecc). Si osserva, inoltre, che, in questo caso, poiché la mancata o irregolare notifica della cartella non può privare il destinatario del rimedio previsto dalla legge e rendere inammissibile l'opposizione, il momento di garanzia può essere recuperato nei confronti del primo atto idoneo a porre il soggetto in grado di esercitare validamente il suo diritto di difesa (tesi già adottata dalla
2 giurisprudenza di legittimità per ammettere l'opposizione ex art. 22 della legge n. 689 del 1981 nei confronti dell'avviso di mora, quando non risulta la notifica dell'ordinanza ingiunzione e/o della cartella esattoriale: cfr. Cass. sez. I, 5.3.2002, n. 3127; Cass., sez. III, 1.3.2000, n. 2293 e confermata da Cassazione 1.3.2019 n. 6166). Ne deriva che l'opposizione avverso un atto successivo alla cartella ( ad es. avviso di pagamento, estratto di ruolo, iscrizione di ipoteca, preavviso di fermo, fermo amministrativo, avviso di vendita immobiliare ecc. ), sempre che abbia ad oggetto questioni relative al merito della pretesa contributiva, sarà ammissibile solo se lo stesso costituisca il primo atto con cui il contribuente è venuto regolarmente a conoscenza dell'iscrizione a ruolo e se la stessa venga proposta entro 40 gg da tale conoscenza;
nell'ambito di tale giudizio la parte potrà poi avvantaggiarsi della sospensione dell'esecutività del ruolo ex art. 24 comma 6 D.lgs 46/99. Ne consegue anche che la censura di inesistenza della notifica della cartella, nel procedimento in oggetto, rileva in via incidentale, al solo fine del giudizio di tempestività della azione e non, ex sé, al fine di bloccare il procedimento esecutivo. Osserva il tribunale, infatti, che diversi principi affermati con riferimento al procedimento tributario non possono confermarsi in relazione ai giudizi aventi ad oggetto impugnative di cartelle per crediti contributivi.
Ciò in ragione della peculiarità del procedimento tributario, caratterizzato da una sequenza di atti, autonomamente impugnabili, dove la mancata notifica di un atto a monte - autonomamente impugnabile - fatta valere a seguito della conoscenza dell'atto a valle, facoltizza il destinatario a scegliere, in ragione del suo interesse, se aprire o meno la discussione giurisdizionale anche sul merito della pretesa tributaria. Diversamente opinando, infatti, si arriverebbe alla irragionevole conseguenza che l'Amministrazione potrebbe procedere sempre all'adozione di atti conseguenti, senza notificare quelli presupposti, perché il contribuente sarebbe vincolato alla loro impugnazione congiunta. Si osserva, poi, che, ai sensi dell'art. 29, co. 2, del D. Lgs. n. 46/99, è fatta salva l'operatività delle opposizioni esecutive da proporsi.
2) Il debitore può, dunque, proporre opposizione all'esecuzione, secondo il combinato disposto degli artt. 615 e 618 bis cpc, quando contesta il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata. In questo caso il ricorrente fa valere fatti estintivi, modificativi o impeditivi verificatisi dopo la notificazione della cartella, come il pagamento del credito successivamente intervenuto o la prescrizione maturata successivamente alla notificazione della cartella o dell'ultimo atto di esecuzione. Tale tipo di impugnazione si limita, dunque, ai fatti ostativi sopravvenuti e non soggiace a termini perentori, potendo essere esperita quando la parte pubblica
3 tenti di mettere in esecuzione il titolo costituito dalla cartella esattoriale non opposta. Il soggetto già raggiunto da una ordinanza di ingiunzione per il pagamento di contributi previdenziali e relative sanzioni, nel giudizio di opposizione proposto avverso la cartella esattoriale, poi notificatogli per la riscossione dell'importo intimato, non può impugnare la pretesa contributiva dell'amministrazione né sotto il profilo della sua illegittimità alla iscrizione né sotto quello della non debenza delle somme ( essendo tali vizi attinenti all'an della pretesa e soggetti al termine decadenziale di 40 giorni), ma può solo contestare la legittimità dell'azione esecutiva intrapresa dall'esattore.
3) Infine, ex art. 617 c.p.c., il contribuente può contestare il quomodo del procedimento, ovvero le modalità di svolgimento dell'azione esecutiva. In tale ultimo caso, l'opposizione dovrà essere proposta nel termine perentorio di venti giorni stabilito dall'art. 617 c.p.c.
L'interesse ad agire e la non autonoma impugnabilità dell'estratto di ruolo Si osserva, inoltre, per completezza che in ordine all'autonoma impugnabilità dell'estratto di ruolo, il D.L. n. 146 del 21 ottobre 2021, art.
3-bis e la successiva Cassazione civile sez. un. - 06/09/2022, n. 26283 hanno statuito che il legislatore, nel regolare specifici casi di azione "diretta", stabilisce che sussiste interesse solo se vi è: pregiudizio per la partecipazione a una procedura di appalto;
per la riscossione di somme allo stesso dovute dai soggetti pubblici;
per la perdita di un beneficio nei rapporti con una pubblica amministrazione. A parere della Suprema Corte, i casi indicati sono quindi tassativi e non esemplificativi. Non sussiste un vuoto di tutela dal momento che « pure a fronte dell'invalida o dell'omessa notificazione della cartella o dell'intimazione di pagamento, difatti, c'è sempre un giudice chiamato a pronunciarsi sulle doglianze del contribuente, che impugni l'atto successivo, anche se esecutivo, o alternativo all'esecuzione, perché volto a indurre il debitore all'adempimento
(Cass., sez. un., n. 959/17; n. 40763/21; tra varie, Cass., sez. un., n. 7822/20, cit.; sez. un., n. 8465/22). Osserva, infine, che in tema di riscossione a mezzo ruolo, D.L. n. 146 del 21 ottobre 2021, art.
3-bis si applica ai processi pendenti, poiché specifica, concretizzandolo, l'interesse alla tutela immediata a fronte del ruolo e della cartella non notificata o invalidamente notificata. Nel caso in esame sussiste interesse ad agire dal momento che il ricorrente è stato destinatario di una intimazione di pagamento.
******
Tanto premesso, occorre fare applicazione dei principi appena espressi al caso di specie.
4 Ebbene, il ricorrente agisce in giudizio per l'accertamento della insussistenza del credito contributivo per intervenuta prescrizione. Nel dettaglio, deduce in primo luogo l'inesistenza e/o nullità della notifica delle cartelle oggetto dell'estratto di ruolo impugnato;
in secondo luogo, eccepisce la prescrizione successiva alla notifica delle stesse, intendendo far valere un fatto estintivo del credito successivo alla loro formazione.
, però, ha fornito prova della regolare notifica della cartella indicata dal CP_1 ricorrente (si veda avviso di ricevimento, in atti). Peraltro l'avviso è stato oggetto dell'impugnativa nel presente procedimento e non può che considerarsi conosciuto dal ricorrente. Eventuali vizi formali, d'altra parte, potevano essere fatti valere nel termine di 20 giorni, vanamente decorso. Dunque, è tardiva l'eccezione di decadenza, configurando la stessa opposizione agli atti esecutivi ed altresì l'eccezione di prescrizione dei contributi antecedente alla notifica del titolo, in quanto azione concernente il merito della pretesa ex art. 24 L 46/96. Le relative azioni andavano proposte nel termine rispettivamente di 20 e di 40 giorni dalla notificazione degli atti ( ipotesi sub 1) e sub 3) in parte motiva).
La prescrizione, pertanto, non risulta maturata, avendo l notificato CP_1 comunicazione di debito in data 11.02.2019. La notifica può considerarsi validamente perfezionata, anche in assenza di prova dell'invio del CAD. Chiarisce, infatti, la Suprema Corte nella sentenza n. 10012 15.04.2021 che nell'ipotesi di notifica a mezzo posta/assenza temporanea del destinatario ovvero di persone idonee alla ricezione dell'atto notificando (L. n. 890 del 1982, art. 8 e art. 140 c.p.c.), per considerare perfezionata la procedura notificatoria è necessario verificare in concreto l'avvenuta ricezione della CAD ed a tal fine il notificante è processualmente onerato della produzione del relativo avviso di ricevimento. Tale disciplina si differenzia nettamente da quella dell'art. 139 c.p.c., comma 4, ovvero della L. n. 890 del 1982, art. 7, u.c., disciplinanti i casi di consegna dell'atto notificando a persona diversa dal destinatario e che in tal caso prevedono che venga spedita a quest'ultimo una raccomandata "semplice" che gli dia notizia dell'avvenuta notificazione dell'atto medesimo. Sono pertanto rispettati i criteri dettati dalla Suprema Corte, essendo stato ricevuto l'atto presso l'indirizzo pacifico del ricorrente, dal destinatario firmatario.
Le spese legali seguono la soccombenza e sono poste a carico del ricorrente, come da dispositivo.
P.Q.M.
5 Il Tribunale di Napoli Nord, definitivamente pronunziando, respinta ogni diversa istanza, deduzione, eccezione, così provvede:
1) Rigetta il ricorso.
2) Condanna parte ricorrente al pagamento di € 1.300,00, oltre spese generali al 15%, IVA e CPA come per legge, in favore di ciascun convenuto.
Si comunichi Aversa, 22/01/2025 Il giudice dott.ssa Chiara Cucinella
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Il Giudice del Tribunale di Napoli Nord, dott.ssa Chiara Cucinella in funzione di Giudice del lavoro, all'esito dell'udienza del 22.1.2025 sostituita dal deposito delle note di trattazione scritta ex art. 127 ter c.p.c. ha depositato la seguente sentenza nella causa iscritta al n. 4722 /2023 vertente
TRA
, nato a [...] il [...], Parte_1 elettivamente domiciliata in Indirizzo Telematico unitamente all'avv. TOMMASINO ERMES dal quale è rappresentato e difeso, come in atti RICORRENTE E
, in Controparte_1 persona del legale rappresentante pro tempore, in proprio che quale mandatario della in persona del legale rappresentante pro tempore, Controparte_2 rappresentato e difeso dall'avv. DE BENEDICTIS ITALA , come in atti RESISTENTE NONCHE'
, subentrante a titolo Controparte_3 universale nei rapporti di , incorporante di Controparte_4
, e , in persona del Controparte_5 Controparte_6 Controparte_7 legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. SAVARESE PAOLA, come in atti RESISTENTE
OGGETTO: opposizione a cartella esattoriale CONCLUSIONI : come in atti e verbali di causa
FATTO E DIRITTO Con ricorso depositato il 17/04/2023 parte ricorrente, premesso che veniva a conoscenza dell'avviso di addebito n.32820190003713027000 notificato in data 18/03/2023, avente ad oggetto il pagamento della somma di € 12.701,43 a titolo di contributi IVS anno 2015, impugnava la/e predetta/e cartella/e, assumendone la mancata notifica, la decadenza e la prescrizione. Si costituivano ed resistendo all'avversa domanda, di cui in via CP_1 CP_3 preliminare eccepivano la carenza di interesse ad agire e nel merito la tardività.
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1 Giurisdizione, competenza e legittimazione passiva. In via preliminare, si osserva che per le omissioni contestate all'opponente, in quanto rientranti nell'ambito previdenziale, c'è giurisdizione del Giudice ordinario e competenza del Giudice del lavoro per materia e territorio, ex art.444 c.p.c. Sussiste la legittimazione passiva di Controparte_3 subentrante a titolo universale nei rapporti di Controparte_4
per la parte relativa all'impugnativa di atti di provenienza del
[...] concessionario (notifica delle cartelle di pagamento - ex multis, Cass. n. 594/2016; Cass. ord. n.12385/2013¸ Cass. n. 18522/2011). Ne consegue, dunque, la piena legittimazione ad causam di con Controparte_3 eccezione della sola impugnazione dell'avviso di addebito, per il quale è competente, anche nella fase esecutiva, in ragione della riforma di cui alla legge n. 122 del 2010, esclusivamente l'ente previdenziale. L' è legittimato processuale passivo in quanto titolare del rapporto CP_1 obbligatorio. Sussiste, infine, la legittimazione passiva della solo per i crediti CP_2 antecedenti il 2008, in quanto la stessa è cessionaria dei crediti maturati CP_1 fino al 2008, ex art.13 della legge 448/98.
Il contenzioso in materia esattoriale: Opposizione a cartella esattoriale, opposizione agli atti esecutivi e opposizione all'esecuzione. Ciò posto occorre, in via preliminare, qualificare l'odierna domanda. È opportuno premettere, in linea generale, che nei confronti delle cartelle esattoriali è possibile proporre: 1) opposizione a cartella esattoriale ex art. 24 D. L.vo n. 46/99; 2) opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. ; 3) opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c.. 1) L'art. 24 del D. L.vo n. 46/99, a pena di inammissibilità, ammette che il contribuente possa proporre opposizione al giudice del lavoro “contro l'iscrizione a ruolo” dei crediti degli enti previdenziali, solo nel termine di quaranta giorni dalla notifica della cartella di pagamento. Tale norma disciplina l'impugnazione della cartella con riferimento al merito della pretesa contributiva;
disciplina l'azione che un debitore propone rispetto all' an della pretesa contributiva e cioè rispetto a tutto ciò che attiene alla prestazione ( non debenza dei contributi, insussistenza dei presupposti per l'iscrizione alla Cassa o alla Gestione Separata, prescrizione del contributo in assenza di alcuna valida notifica, ecc). Si osserva, inoltre, che, in questo caso, poiché la mancata o irregolare notifica della cartella non può privare il destinatario del rimedio previsto dalla legge e rendere inammissibile l'opposizione, il momento di garanzia può essere recuperato nei confronti del primo atto idoneo a porre il soggetto in grado di esercitare validamente il suo diritto di difesa (tesi già adottata dalla
2 giurisprudenza di legittimità per ammettere l'opposizione ex art. 22 della legge n. 689 del 1981 nei confronti dell'avviso di mora, quando non risulta la notifica dell'ordinanza ingiunzione e/o della cartella esattoriale: cfr. Cass. sez. I, 5.3.2002, n. 3127; Cass., sez. III, 1.3.2000, n. 2293 e confermata da Cassazione 1.3.2019 n. 6166). Ne deriva che l'opposizione avverso un atto successivo alla cartella ( ad es. avviso di pagamento, estratto di ruolo, iscrizione di ipoteca, preavviso di fermo, fermo amministrativo, avviso di vendita immobiliare ecc. ), sempre che abbia ad oggetto questioni relative al merito della pretesa contributiva, sarà ammissibile solo se lo stesso costituisca il primo atto con cui il contribuente è venuto regolarmente a conoscenza dell'iscrizione a ruolo e se la stessa venga proposta entro 40 gg da tale conoscenza;
nell'ambito di tale giudizio la parte potrà poi avvantaggiarsi della sospensione dell'esecutività del ruolo ex art. 24 comma 6 D.lgs 46/99. Ne consegue anche che la censura di inesistenza della notifica della cartella, nel procedimento in oggetto, rileva in via incidentale, al solo fine del giudizio di tempestività della azione e non, ex sé, al fine di bloccare il procedimento esecutivo. Osserva il tribunale, infatti, che diversi principi affermati con riferimento al procedimento tributario non possono confermarsi in relazione ai giudizi aventi ad oggetto impugnative di cartelle per crediti contributivi.
Ciò in ragione della peculiarità del procedimento tributario, caratterizzato da una sequenza di atti, autonomamente impugnabili, dove la mancata notifica di un atto a monte - autonomamente impugnabile - fatta valere a seguito della conoscenza dell'atto a valle, facoltizza il destinatario a scegliere, in ragione del suo interesse, se aprire o meno la discussione giurisdizionale anche sul merito della pretesa tributaria. Diversamente opinando, infatti, si arriverebbe alla irragionevole conseguenza che l'Amministrazione potrebbe procedere sempre all'adozione di atti conseguenti, senza notificare quelli presupposti, perché il contribuente sarebbe vincolato alla loro impugnazione congiunta. Si osserva, poi, che, ai sensi dell'art. 29, co. 2, del D. Lgs. n. 46/99, è fatta salva l'operatività delle opposizioni esecutive da proporsi.
2) Il debitore può, dunque, proporre opposizione all'esecuzione, secondo il combinato disposto degli artt. 615 e 618 bis cpc, quando contesta il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata. In questo caso il ricorrente fa valere fatti estintivi, modificativi o impeditivi verificatisi dopo la notificazione della cartella, come il pagamento del credito successivamente intervenuto o la prescrizione maturata successivamente alla notificazione della cartella o dell'ultimo atto di esecuzione. Tale tipo di impugnazione si limita, dunque, ai fatti ostativi sopravvenuti e non soggiace a termini perentori, potendo essere esperita quando la parte pubblica
3 tenti di mettere in esecuzione il titolo costituito dalla cartella esattoriale non opposta. Il soggetto già raggiunto da una ordinanza di ingiunzione per il pagamento di contributi previdenziali e relative sanzioni, nel giudizio di opposizione proposto avverso la cartella esattoriale, poi notificatogli per la riscossione dell'importo intimato, non può impugnare la pretesa contributiva dell'amministrazione né sotto il profilo della sua illegittimità alla iscrizione né sotto quello della non debenza delle somme ( essendo tali vizi attinenti all'an della pretesa e soggetti al termine decadenziale di 40 giorni), ma può solo contestare la legittimità dell'azione esecutiva intrapresa dall'esattore.
3) Infine, ex art. 617 c.p.c., il contribuente può contestare il quomodo del procedimento, ovvero le modalità di svolgimento dell'azione esecutiva. In tale ultimo caso, l'opposizione dovrà essere proposta nel termine perentorio di venti giorni stabilito dall'art. 617 c.p.c.
L'interesse ad agire e la non autonoma impugnabilità dell'estratto di ruolo Si osserva, inoltre, per completezza che in ordine all'autonoma impugnabilità dell'estratto di ruolo, il D.L. n. 146 del 21 ottobre 2021, art.
3-bis e la successiva Cassazione civile sez. un. - 06/09/2022, n. 26283 hanno statuito che il legislatore, nel regolare specifici casi di azione "diretta", stabilisce che sussiste interesse solo se vi è: pregiudizio per la partecipazione a una procedura di appalto;
per la riscossione di somme allo stesso dovute dai soggetti pubblici;
per la perdita di un beneficio nei rapporti con una pubblica amministrazione. A parere della Suprema Corte, i casi indicati sono quindi tassativi e non esemplificativi. Non sussiste un vuoto di tutela dal momento che « pure a fronte dell'invalida o dell'omessa notificazione della cartella o dell'intimazione di pagamento, difatti, c'è sempre un giudice chiamato a pronunciarsi sulle doglianze del contribuente, che impugni l'atto successivo, anche se esecutivo, o alternativo all'esecuzione, perché volto a indurre il debitore all'adempimento
(Cass., sez. un., n. 959/17; n. 40763/21; tra varie, Cass., sez. un., n. 7822/20, cit.; sez. un., n. 8465/22). Osserva, infine, che in tema di riscossione a mezzo ruolo, D.L. n. 146 del 21 ottobre 2021, art.
3-bis si applica ai processi pendenti, poiché specifica, concretizzandolo, l'interesse alla tutela immediata a fronte del ruolo e della cartella non notificata o invalidamente notificata. Nel caso in esame sussiste interesse ad agire dal momento che il ricorrente è stato destinatario di una intimazione di pagamento.
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Tanto premesso, occorre fare applicazione dei principi appena espressi al caso di specie.
4 Ebbene, il ricorrente agisce in giudizio per l'accertamento della insussistenza del credito contributivo per intervenuta prescrizione. Nel dettaglio, deduce in primo luogo l'inesistenza e/o nullità della notifica delle cartelle oggetto dell'estratto di ruolo impugnato;
in secondo luogo, eccepisce la prescrizione successiva alla notifica delle stesse, intendendo far valere un fatto estintivo del credito successivo alla loro formazione.
, però, ha fornito prova della regolare notifica della cartella indicata dal CP_1 ricorrente (si veda avviso di ricevimento, in atti). Peraltro l'avviso è stato oggetto dell'impugnativa nel presente procedimento e non può che considerarsi conosciuto dal ricorrente. Eventuali vizi formali, d'altra parte, potevano essere fatti valere nel termine di 20 giorni, vanamente decorso. Dunque, è tardiva l'eccezione di decadenza, configurando la stessa opposizione agli atti esecutivi ed altresì l'eccezione di prescrizione dei contributi antecedente alla notifica del titolo, in quanto azione concernente il merito della pretesa ex art. 24 L 46/96. Le relative azioni andavano proposte nel termine rispettivamente di 20 e di 40 giorni dalla notificazione degli atti ( ipotesi sub 1) e sub 3) in parte motiva).
La prescrizione, pertanto, non risulta maturata, avendo l notificato CP_1 comunicazione di debito in data 11.02.2019. La notifica può considerarsi validamente perfezionata, anche in assenza di prova dell'invio del CAD. Chiarisce, infatti, la Suprema Corte nella sentenza n. 10012 15.04.2021 che nell'ipotesi di notifica a mezzo posta/assenza temporanea del destinatario ovvero di persone idonee alla ricezione dell'atto notificando (L. n. 890 del 1982, art. 8 e art. 140 c.p.c.), per considerare perfezionata la procedura notificatoria è necessario verificare in concreto l'avvenuta ricezione della CAD ed a tal fine il notificante è processualmente onerato della produzione del relativo avviso di ricevimento. Tale disciplina si differenzia nettamente da quella dell'art. 139 c.p.c., comma 4, ovvero della L. n. 890 del 1982, art. 7, u.c., disciplinanti i casi di consegna dell'atto notificando a persona diversa dal destinatario e che in tal caso prevedono che venga spedita a quest'ultimo una raccomandata "semplice" che gli dia notizia dell'avvenuta notificazione dell'atto medesimo. Sono pertanto rispettati i criteri dettati dalla Suprema Corte, essendo stato ricevuto l'atto presso l'indirizzo pacifico del ricorrente, dal destinatario firmatario.
Le spese legali seguono la soccombenza e sono poste a carico del ricorrente, come da dispositivo.
P.Q.M.
5 Il Tribunale di Napoli Nord, definitivamente pronunziando, respinta ogni diversa istanza, deduzione, eccezione, così provvede:
1) Rigetta il ricorso.
2) Condanna parte ricorrente al pagamento di € 1.300,00, oltre spese generali al 15%, IVA e CPA come per legge, in favore di ciascun convenuto.
Si comunichi Aversa, 22/01/2025 Il giudice dott.ssa Chiara Cucinella
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