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Sentenza 11 novembre 2024
Sentenza 11 novembre 2024
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Palermo, sentenza 11/11/2024, n. 5415 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Palermo |
| Numero : | 5415 |
| Data del deposito : | 11 novembre 2024 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI PALERMO
SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE
INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE EUROPEA riunito in camera di consiglio e composto dai sigg.ri Magistrati dr. Francesco Micela Presidente dr.ssa Angela Lo Piparo Giudice dr. Michele Guarnotta Giudice (est.) ha pronunciato la seguente
SENTENZA nell'ambito del procedimento ex art. 281 decies c.p.c. e ss. iscritto al n. 4133 del Ruolo
Generale degli Affari civili contenziosi dell'anno 2023 promosso
DA
, nato in [...] in data [...] (difeso dall'Avv. MONTANA Parte_1
FRANCESCO PAOLO);
– ricorrente –
CONTRO
; Controparte_1
Controparte_2
Controparte_3
[...]
– resistente –
E CON L'INTERVENTO DEL
PUBBLICO MINISTERO;
– interveniente necessario –
AVENTE AD OGGETTO: Ricorso avverso il diniego di rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale;
CONCLUSIONI DELLE PARTI: come da note scritte depositate il 10/10/2024 in sostituzione dell'udienza del 28/10/2024; MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Con il ricorso introduttivo del presente giudizio depositato il 07/03/2023, Pt_1
ha impugnato il provvedimento emesso dal Questore di Palermo del
[...]
04/02/2023, notificato all'interessato in data 06/02/2023, con il quale è stata respinta la sua domanda diretta a conseguire il rilascio di permesso di soggiorno per protezione speciale presentata in data 11/05/2022, non ravvisandone i presupposti per la sua concessione.
In particolare, il ricorrente ha lamentato l'erroneità delle valutazioni operate dalla
Questura di , deducendo, tra l'altro: di essere arrivato in Italia nel 2016; di CP_1 avere avviato in Italia un solido percorso di integrazione socio-economica; di avere svolto sul territorio nazionale regolare attività lavorativa, dapprima in forza di contratto di lavoro fino al 2019 e, successivamente, in modo saltuario;
e di avere, infine, trovato una regolare occupazione in forza di contratto di lavoro a tempo indeterminato, a far data dal 16.07.2022.
Chiedeva, pertanto, previa sospensiva del provvedimento impugnato, di ritenere e dichiarare la sussistenza dei motivi di cui all'art. 19, comma 1, 1.1 e 1.2 del D. Lgs. n.
25/2008, così come modificato dall'art. 1 del D.L. n. 130 del 21 ottobre 2020, conv. con legge n. 173 del 18 dicembre 2020, con conseguente diritto del ricorrente al rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale.
2. Parte resistente si è costituita in giudizio in data 17/04/2023, deducendo l'infondatezza della pretesa attorea, e successivamente, con memoria difensiva depositata il 23/01/2024, ha insistito per il rigetto del ricorso.
3. Scaduto il termine del 28/10/2024 fissato per il deposito di note scritte ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c., la causa è stata posta in decisione.
4. Nel merito deve ritenersi che, nel caso di specie, sussistono i presupposti per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi speciali.
Preliminarmente, deve osservarsi che, il collegio prende atto dell'intervenuta recente modifica della normativa in esame ovvero del D.L. 130/2020 entrato in vigore in data
22 ottobre 2020, convertito nella legge 173/2020 che ha abrogato l'istituto del permesso di soggiorno per “casi speciali”, introdotto con il D.L. 113/2018 in luogo del permesso per motivi umanitari, ed interamente innovato la disciplina così prevedendo:
nell'art. 5 c. 6 d.lgs. 286/1998, in materia di revoca del permesso di soggiorno, vie-ne inserito il riferimento al rispetto degli obblighi costituzionali o internazionali dello
Stato italiano;
l'art. 6, con il nuovo comma 1 bis d. lgs. 286/1998 prevede che sono “convertibili” in permesso di soggiorno per motivi di lavoro, ove ne ricorrano i requisiti, i seguenti permessi:
1. permesso di soggiorno per protezione speciale (art. 32 c. 3 d. lgs. 25/2008) ad eccezione dei casi per i quali siano state applicate le cause di diniego ed esclusione della protezione internazionale (art. 10, comma 2, art. 12, comma 1, lettere b) e c), e art.16 d. lgs. 251/2007);
2. permesso di soggiorno per calamità (art. 20 bis d. lgs. 286/1998);
3. permesso di soggiorno per residenza elettiva (art. 11 c. 1 lettera c quater DPR
394/1999);
4. permesso di soggiorno per acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, di cui all'articolo (art. 11 c. 1 lettera c, DPR 394/1999 ad eccezione dei casi in cui lo straniero era precedentemente in possesso di un permesso per richiesta asilo);
5. permesso di soggiorno per attività sportiva (art. 27 c. 1 lett. p, d. lgs. 286/1998);
6. permesso di soggiorno per lavoro di tipo artistico (art. 27 c. 1 lett. m, n, o, d. lgs.
286/1998);
7. permesso di soggiorno per motivi religiosi (art. 5 c. 2 d. lgs. 286/1998);
8. per-messo di soggiorno per assistenza minori (art. 31 c. 3 d. lgs. 286/1998);
9. permesso di soggiorno per gravi motivi sanitari.
Viene, inoltre, modificato l'art. 19 d.lgs. n. 286/1998 rubricato “Divieti di espulsione e di respingimento. Disposizioni in materia di categorie vulnerabili” il cui nuovo comma
1.1, come sostituito dal d. l. 130/2020, estende la casistica in cui sono vietati il respingimento, l'espulsione o l'estradizione: • qualora esistano fondati motivi di ritenere che la persona rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti (nella valutazione di tali motivi, occorre tenere conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani);
• qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, a meno che esso non sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale ovvero di ordine e sicurezza pubblica (nella valutazione del rischio, si tiene conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine).
Il comma 1.2, aggiunto all'art. 19, prevede che, nel caso in cui sia rigettata la domanda di protezione internazionale, qualora ricorrano i requisiti di cui sopra, la CP_3
trasmetta gli atti al Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per
[...]
protezione speciale.
Alla luce della novella legislativa esaminata, ai sensi del. D.l. 130/2020 come convertito, può ritenersi il ricorrente meritevole delle forme di protezione così istituite: nel caso in esame, invero, si ritiene che l'allontanamento del ricorrente dal territorio italiano sia precluso dall'esigenza di rispettare la vita privata dello stesso il quale è giunto in Italia nel 2016 e ha qui avviato un proficuo percorso di integrazione socio- economica.
Ed infatti, il ricorrente ha documentato di aver svolto regolare attività lavorativa alle dipendenze di “ , con sede legale a Partinico (Pa), via Emma n.76, in Controparte_4
forza dapprima di un contratto di lavoro a tempo determinato dal 24.01.2017 al
31.12.2017 e, successivamente, di un secondo contratto di lavoro a tempo determinato dal 22.01.2018 al 31.12.2018, con la qualifica di bracciante agricolo, come risulta dalle comunicazioni Unilav (cfr. all. 4 e 5 al ricorso); di aver svolto regolare attività lavorativa alle dipendenze di , con sede legale a Partinico (Pa), via Parte_2
Timpa n.18, in forza di contratto di lavoro a tempo determinato dal 09.04.2019 al
31.12.2019, con la qualifica di bracciante agricolo, come risulta dalla comunicazione Unilav e dalla dichiarazione di assunzione depositate in atti (cfr. all. 4 e 5 al ricorso); di aver ricevuto, in data 01.04.2022, una proposta di lavoro alle dipendenze di “
[...]
, condizionata al rilascio del titolo autorizzativo al soggiorno, con la Parte_3
mansione di domestico (cfr. all. 4 al ricorso); e di svolgere regolare attività lavorativa alle dipendenze della ditta “Associazione culturale i campanili di Borgo Parrini”, con sede legale a Partinico (Pa), via Montegrappa SNC, in forza di contratto di lavoro a tempo indeterminato dal 16.07.2022, con la qualifica di addetto alle pulizie di interni, come risulta dalla comunicazione Unilav, dalla certificazione unica del 2023 relativa all'anno di imposta 2022, dalla certificazione unica del 2024 relativa all'anno di imposta 2023, dalle buste paga di luglio, agosto, settembre 2022, dalle buste paga di febbraio, marzo, aprile, maggio, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre 2023 e dalle buste paga da marzo ad agosto 2024 (cfr. all. 6 al ricorso;
all. note del 15.05.2023; all. note del 29.01.2024; all. note del 28.05.2024; all. note del 02.06.2024; all. note del
10.10.2024).
A ciò va aggiunto che il ricorrente manca dal proprio Paese di origine dal 2016 con conseguente presumibile difficoltà di inserirsi nuovamente in un adeguato contesto sociale e lavorativo in caso di rimpatrio, nell'ambito di un Paese di origine, comunque, allo stato contrassegnato da una complessiva situazione di crisi economica e sociale.
Tanto premesso, il ricorso è fondato e va, quindi, accolto.
Avuto riguardo alle considerazioni sopra svolte e considerato che dagli atti del giudizio non emerge che l'allontanamento del ricorrente sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale ovvero di ordine e sicurezza pubblica, va riconosciuto il diritto del ricorrente ad ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno, sussistendone i relativi presupposti, nelle forme del permesso di soggiorno per protezione speciale.
5. Avuto riguardo alla particolarità dell'oggetto del giudizio ed alla complessa evoluzione del contesto normativo e giurisprudenziale – anche sovranazionale - di riferimento in materia, si ravvisano giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese processuali rispettivamente sostenute.
P.Q.M.
Il Tribunale, ogni contraria istanza, eccezione e difesa disattesa, definitivamente pro- nunciando:
in accoglimento del ricorso, accerta il diritto di , sopra meglio Parte_1 generalizzato, al rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale ai sensi dell'art. 19 comma 1.2 del d.lgs. n. 286/1998 (riguardato nella formulazione introdotta dal D.L. n. 130/20, come convertito nella legge n.
173/2020, che ha abrogato il d.l. 138/2018), disponendo la trasmissione degli atti al Sig. Questore della Provincia territorialmente competente per il rilascio di detto permesso di soggiorno;
compensa integralmente le spese processuali tra le parti.
Manda alla Cancelleria per la comunicazione del presente provvedimento alle parti costituite e per gli ulteriori adempimenti di competenza.
Palermo, 06/11/2024.
Il presente provvedimento, redatto su documento informatico, viene sottoscritto con firma digitale dal Giudice estensore Dott. Michele Guarnotta e dal Presidente dott. Francesco Micela, in conformità alle prescrizioni del combinato disposto dell'art. 4 del D.L. 29/12/2009, n. 193, conv. con modifiche dalla L. 22/2/2010, n. 24, e del D.lgs.
7/3/2005, n. 82, e succ. mod. e nel rispetto delle regole tecniche sancite dal decreto del Ministro della Giustizia
21/2/2011, n. 44.
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI PALERMO
SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE
INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE EUROPEA riunito in camera di consiglio e composto dai sigg.ri Magistrati dr. Francesco Micela Presidente dr.ssa Angela Lo Piparo Giudice dr. Michele Guarnotta Giudice (est.) ha pronunciato la seguente
SENTENZA nell'ambito del procedimento ex art. 281 decies c.p.c. e ss. iscritto al n. 4133 del Ruolo
Generale degli Affari civili contenziosi dell'anno 2023 promosso
DA
, nato in [...] in data [...] (difeso dall'Avv. MONTANA Parte_1
FRANCESCO PAOLO);
– ricorrente –
CONTRO
; Controparte_1
Controparte_2
Controparte_3
[...]
– resistente –
E CON L'INTERVENTO DEL
PUBBLICO MINISTERO;
– interveniente necessario –
AVENTE AD OGGETTO: Ricorso avverso il diniego di rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale;
CONCLUSIONI DELLE PARTI: come da note scritte depositate il 10/10/2024 in sostituzione dell'udienza del 28/10/2024; MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Con il ricorso introduttivo del presente giudizio depositato il 07/03/2023, Pt_1
ha impugnato il provvedimento emesso dal Questore di Palermo del
[...]
04/02/2023, notificato all'interessato in data 06/02/2023, con il quale è stata respinta la sua domanda diretta a conseguire il rilascio di permesso di soggiorno per protezione speciale presentata in data 11/05/2022, non ravvisandone i presupposti per la sua concessione.
In particolare, il ricorrente ha lamentato l'erroneità delle valutazioni operate dalla
Questura di , deducendo, tra l'altro: di essere arrivato in Italia nel 2016; di CP_1 avere avviato in Italia un solido percorso di integrazione socio-economica; di avere svolto sul territorio nazionale regolare attività lavorativa, dapprima in forza di contratto di lavoro fino al 2019 e, successivamente, in modo saltuario;
e di avere, infine, trovato una regolare occupazione in forza di contratto di lavoro a tempo indeterminato, a far data dal 16.07.2022.
Chiedeva, pertanto, previa sospensiva del provvedimento impugnato, di ritenere e dichiarare la sussistenza dei motivi di cui all'art. 19, comma 1, 1.1 e 1.2 del D. Lgs. n.
25/2008, così come modificato dall'art. 1 del D.L. n. 130 del 21 ottobre 2020, conv. con legge n. 173 del 18 dicembre 2020, con conseguente diritto del ricorrente al rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale.
2. Parte resistente si è costituita in giudizio in data 17/04/2023, deducendo l'infondatezza della pretesa attorea, e successivamente, con memoria difensiva depositata il 23/01/2024, ha insistito per il rigetto del ricorso.
3. Scaduto il termine del 28/10/2024 fissato per il deposito di note scritte ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c., la causa è stata posta in decisione.
4. Nel merito deve ritenersi che, nel caso di specie, sussistono i presupposti per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi speciali.
Preliminarmente, deve osservarsi che, il collegio prende atto dell'intervenuta recente modifica della normativa in esame ovvero del D.L. 130/2020 entrato in vigore in data
22 ottobre 2020, convertito nella legge 173/2020 che ha abrogato l'istituto del permesso di soggiorno per “casi speciali”, introdotto con il D.L. 113/2018 in luogo del permesso per motivi umanitari, ed interamente innovato la disciplina così prevedendo:
nell'art. 5 c. 6 d.lgs. 286/1998, in materia di revoca del permesso di soggiorno, vie-ne inserito il riferimento al rispetto degli obblighi costituzionali o internazionali dello
Stato italiano;
l'art. 6, con il nuovo comma 1 bis d. lgs. 286/1998 prevede che sono “convertibili” in permesso di soggiorno per motivi di lavoro, ove ne ricorrano i requisiti, i seguenti permessi:
1. permesso di soggiorno per protezione speciale (art. 32 c. 3 d. lgs. 25/2008) ad eccezione dei casi per i quali siano state applicate le cause di diniego ed esclusione della protezione internazionale (art. 10, comma 2, art. 12, comma 1, lettere b) e c), e art.16 d. lgs. 251/2007);
2. permesso di soggiorno per calamità (art. 20 bis d. lgs. 286/1998);
3. permesso di soggiorno per residenza elettiva (art. 11 c. 1 lettera c quater DPR
394/1999);
4. permesso di soggiorno per acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, di cui all'articolo (art. 11 c. 1 lettera c, DPR 394/1999 ad eccezione dei casi in cui lo straniero era precedentemente in possesso di un permesso per richiesta asilo);
5. permesso di soggiorno per attività sportiva (art. 27 c. 1 lett. p, d. lgs. 286/1998);
6. permesso di soggiorno per lavoro di tipo artistico (art. 27 c. 1 lett. m, n, o, d. lgs.
286/1998);
7. permesso di soggiorno per motivi religiosi (art. 5 c. 2 d. lgs. 286/1998);
8. per-messo di soggiorno per assistenza minori (art. 31 c. 3 d. lgs. 286/1998);
9. permesso di soggiorno per gravi motivi sanitari.
Viene, inoltre, modificato l'art. 19 d.lgs. n. 286/1998 rubricato “Divieti di espulsione e di respingimento. Disposizioni in materia di categorie vulnerabili” il cui nuovo comma
1.1, come sostituito dal d. l. 130/2020, estende la casistica in cui sono vietati il respingimento, l'espulsione o l'estradizione: • qualora esistano fondati motivi di ritenere che la persona rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti (nella valutazione di tali motivi, occorre tenere conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani);
• qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, a meno che esso non sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale ovvero di ordine e sicurezza pubblica (nella valutazione del rischio, si tiene conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine).
Il comma 1.2, aggiunto all'art. 19, prevede che, nel caso in cui sia rigettata la domanda di protezione internazionale, qualora ricorrano i requisiti di cui sopra, la CP_3
trasmetta gli atti al Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per
[...]
protezione speciale.
Alla luce della novella legislativa esaminata, ai sensi del. D.l. 130/2020 come convertito, può ritenersi il ricorrente meritevole delle forme di protezione così istituite: nel caso in esame, invero, si ritiene che l'allontanamento del ricorrente dal territorio italiano sia precluso dall'esigenza di rispettare la vita privata dello stesso il quale è giunto in Italia nel 2016 e ha qui avviato un proficuo percorso di integrazione socio- economica.
Ed infatti, il ricorrente ha documentato di aver svolto regolare attività lavorativa alle dipendenze di “ , con sede legale a Partinico (Pa), via Emma n.76, in Controparte_4
forza dapprima di un contratto di lavoro a tempo determinato dal 24.01.2017 al
31.12.2017 e, successivamente, di un secondo contratto di lavoro a tempo determinato dal 22.01.2018 al 31.12.2018, con la qualifica di bracciante agricolo, come risulta dalle comunicazioni Unilav (cfr. all. 4 e 5 al ricorso); di aver svolto regolare attività lavorativa alle dipendenze di , con sede legale a Partinico (Pa), via Parte_2
Timpa n.18, in forza di contratto di lavoro a tempo determinato dal 09.04.2019 al
31.12.2019, con la qualifica di bracciante agricolo, come risulta dalla comunicazione Unilav e dalla dichiarazione di assunzione depositate in atti (cfr. all. 4 e 5 al ricorso); di aver ricevuto, in data 01.04.2022, una proposta di lavoro alle dipendenze di “
[...]
, condizionata al rilascio del titolo autorizzativo al soggiorno, con la Parte_3
mansione di domestico (cfr. all. 4 al ricorso); e di svolgere regolare attività lavorativa alle dipendenze della ditta “Associazione culturale i campanili di Borgo Parrini”, con sede legale a Partinico (Pa), via Montegrappa SNC, in forza di contratto di lavoro a tempo indeterminato dal 16.07.2022, con la qualifica di addetto alle pulizie di interni, come risulta dalla comunicazione Unilav, dalla certificazione unica del 2023 relativa all'anno di imposta 2022, dalla certificazione unica del 2024 relativa all'anno di imposta 2023, dalle buste paga di luglio, agosto, settembre 2022, dalle buste paga di febbraio, marzo, aprile, maggio, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre 2023 e dalle buste paga da marzo ad agosto 2024 (cfr. all. 6 al ricorso;
all. note del 15.05.2023; all. note del 29.01.2024; all. note del 28.05.2024; all. note del 02.06.2024; all. note del
10.10.2024).
A ciò va aggiunto che il ricorrente manca dal proprio Paese di origine dal 2016 con conseguente presumibile difficoltà di inserirsi nuovamente in un adeguato contesto sociale e lavorativo in caso di rimpatrio, nell'ambito di un Paese di origine, comunque, allo stato contrassegnato da una complessiva situazione di crisi economica e sociale.
Tanto premesso, il ricorso è fondato e va, quindi, accolto.
Avuto riguardo alle considerazioni sopra svolte e considerato che dagli atti del giudizio non emerge che l'allontanamento del ricorrente sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale ovvero di ordine e sicurezza pubblica, va riconosciuto il diritto del ricorrente ad ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno, sussistendone i relativi presupposti, nelle forme del permesso di soggiorno per protezione speciale.
5. Avuto riguardo alla particolarità dell'oggetto del giudizio ed alla complessa evoluzione del contesto normativo e giurisprudenziale – anche sovranazionale - di riferimento in materia, si ravvisano giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese processuali rispettivamente sostenute.
P.Q.M.
Il Tribunale, ogni contraria istanza, eccezione e difesa disattesa, definitivamente pro- nunciando:
in accoglimento del ricorso, accerta il diritto di , sopra meglio Parte_1 generalizzato, al rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale ai sensi dell'art. 19 comma 1.2 del d.lgs. n. 286/1998 (riguardato nella formulazione introdotta dal D.L. n. 130/20, come convertito nella legge n.
173/2020, che ha abrogato il d.l. 138/2018), disponendo la trasmissione degli atti al Sig. Questore della Provincia territorialmente competente per il rilascio di detto permesso di soggiorno;
compensa integralmente le spese processuali tra le parti.
Manda alla Cancelleria per la comunicazione del presente provvedimento alle parti costituite e per gli ulteriori adempimenti di competenza.
Palermo, 06/11/2024.
Il presente provvedimento, redatto su documento informatico, viene sottoscritto con firma digitale dal Giudice estensore Dott. Michele Guarnotta e dal Presidente dott. Francesco Micela, in conformità alle prescrizioni del combinato disposto dell'art. 4 del D.L. 29/12/2009, n. 193, conv. con modifiche dalla L. 22/2/2010, n. 24, e del D.lgs.
7/3/2005, n. 82, e succ. mod. e nel rispetto delle regole tecniche sancite dal decreto del Ministro della Giustizia
21/2/2011, n. 44.