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Sentenza 10 settembre 2025
Sentenza 10 settembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Velletri, sentenza 10/09/2025 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Velletri |
| Numero : | |
| Data del deposito : | 10 settembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI VELLETRI
SEZIONE LAVORO in persona del giudice, dott. Claudio Silvestrini, all'esito dell'udienza fissata per il 9 settembre 2025, sostituita dal deposito di note scritte ai sensi dell'art. 127-ter c.p.c. (introdotto dall'art. 3, co. 10, del D.
Lgs. n. 149/2022 e modificato, a decorrere dal 26 novembre 2024, dall'art. 3, co. 1, lett. i, del D. Lgs. n. 164/2024), ha pronunciato in data 10 settembre
2025, previa lettura delle note sostitutive dell'udienza depositate dalle parti costituite, la seguente
S E N T E N Z A ex art. 127-ter c.p.c. nella causa iscritta al n. 6373, del Ruolo Generale Affari Contenziosi dell'anno
2024, pendente
T R A
, Parte_1 con gli avv.ti DE RISI MICHELA, SCALA MASSIMO,
- ricorrente/opponente -
E
in persona del legale rappresentante pro tempore, CP_1 con l'avv. MIGLIO SIMONA,
- resistente/opposto -
MOTIVI DELLA DECISIONE
1 A seguito dell'espletamento dell' e dell'assegnazione dei termini CP_2 per proporre eventuali contestazioni, l'odierna parte ricorrente ha depositato atto di dissenso e quindi, nei termini dettati dall'art 445-bis c.p.c., il ricorso che ha dato luogo alla presente fase di opposizione, avente per oggetto l'accertamento dei requisiti sanitari necessari per ottenere il riconoscimento del diritto all'indennità di accompagnamento ex art. 1 della L. n. 18/1980, la sussistenza dei quali era stata esclusa dal consulente incaricato in sede di
A.T.P.O.
Mentre era pendente il giudizio di – e, segnatamente, a seguito CP_2 di tardiva convocazione della odierna parte ricorrente a visita in sede amministrativa, avvenuta in data 14.07.2023 – era stata invece riconosciuta, in capo a quest'ultima, la sussistenza dei requisiti sanitari per ottenere il riconoscimento dello status di soggetto portatore di handicap grave ex art. 3, co. 3, della L. n. 104/1992 (l'accertamento del quale status aveva costituito oggetto di una delle domande originariamente presentate dalla odierna parte ricorrente in sede di CP_2
Si è costituita in giudizio la odierna parte resistente, contestando le affermazioni attoree e chiedendo il rigetto del ricorso in opposizione: la odierna parte resistente ha inoltre eccepito l'inammissibilità del ricorso in opposizione per carenza di idonee e specifiche contestazioni alle risultanze peritali del precedente giudizio di A.T.P.O.,
Acquisita la documentazione relativa alla fase del procedimento di
A.T.P.O. già espletato fra le parti, la causa è apparsa matura per la decisione, senza necessità di rinnovazione delle operazioni peritali.
* * *
Il ricorso in opposizione è inammissibile.
Nel caso di specie, nell'atto introduttivo della presente fase di opposizione la odierna parte ricorrente si è limitata a contestare in modo generico e apodittico la valutazione medico legale già operata dal consulente
2 incaricato in sede di senza nulla aggiungere rispetto a quanto già CP_2 sostenuto e dedotto dalla stessa nella fase precedente, in sede di osservazioni critiche alla bozza di perizia.
In altri termini, la odierna parte ricorrente si è limitata a chiedere lo svolgimento di una seconda C.T.U. esattamente per le medesime ragioni per le quali aveva richiesto la prima C.T.U., senza fornire alcun nuovo elemento o parametro di valutazione o prospettazione alternativa fondata su parametri medico-legali o giuridici.
Inoltre, apparendo le valutazioni svolte dal consulente incaricato nella prima fase razionali, complete e condivisibili, non vi è alcun motivo per effettuare un ulteriore accertamento del requisito medico-sanitario.
E' appena il caso di evidenziare che la fase di opposizione non può costituire una mera duplicazione della prima fase di A.T.P.O., ostando a ciò i principi costituzionali del giusto processo e della ragionevole durata del medesimo, ex art. 111 Cost., oltre che il principio di equilibrio di bilancio ex art. 81 Cost. e il principio di buon andamento della p.a. ex art. 97 Cost. (tenuto conto anche della disciplina in materia di irripetibilità delle spese legali e di
C.T.U. nella materia oggetto dei procedimenti previdenziali e assistenziali): il contemperamento di tali principi con il diritto di azione ex art. 24 Cost e il diritto alla salute ex art. 32 Cost. non comporta – ad avviso del giudicante – una vulnerazione di questi diritti, giacché essi sono comunque tutelati in prima battuta tramite la fase di A.T.P.O. e in secondo luogo tramite la fase di opposizione, certamente ammissibile ove il relativo ricorso sia basato su ragioni specifiche e debitamente argomentate.
Le spese di lite relative alla presente fase di opposizione sono irripetibili ex art. 152 disp. att. c.p.c.
Le spese di lite relative alla fase di A.T.P.O. sono poste a carico della odierna parte resistente, in applicazione del principio della soccombenza virtuale (ancorché parziale), desumibile dall'avvenuto riconoscimento, a
3 seguito di tardiva convocazione a visita, della sussistenza, in capo alla odierna parte ricorrente, dei requisiti sanitari per ottenere il riconoscimento dello status di soggetto portatore di handicap grave (per il quale la odierna parte ricorrente aveva originariamente presentato domanda giudiziale in sede di A.T.P.O.).
Tali spese sono liquidate – in ragione della peculiare natura del procedimento di A.T.P.O. (avente ad oggetto l'accertamento non di un diritto, bensì di un mero stato invalidante) e del carattere prevalentemente routinario delle questioni emerse – in complessivi euro 1.500,00 (comprensivi di spese generali), oltre i.v.a. e c.p.a., come per legge.
Le spese di lite relative alla fase di A.T.P.O. devono inoltre essere parzialmente compensate, nella misura di 1/2, in ragione della soccombenza parziale della odierna parte ricorrente in sede di A.T.P.O.: difatti, come chiarito dalla Suprema Corte, “Nelle controversie assistenziali, il riconoscimento del requisito sanitario con una decorrenza successiva a quella della domanda, riconducibile ad una parzialità dell'accoglimento meramente quantitativo, realizza una soccombenza reciproca idonea a giustificare la compensazione, parziale o totale, delle spese di lite” (Cassazione civile sez. VI 21 dicembre 2016 n. 26565).
Le spese di C.T.U. relative alla fase di A.T.P.O. sono liquidate come da separato decreto e poste a carico della odierna parte resistente, in ragione della soccombenza virtuale e parziale di quest'ultima in tale fase.
P.Q.M.
Il giudice, disattesa ogni diversa istanza, eccezione e deduzione, definitivamente pronunciando,
• dichiara l'inammissibilità del ricorso in opposizione;
• dichiara l'irripetibilità delle spese di lite relative alla presente fase di opposizione;
• condanna la odierna parte resistente al pagamento, in favore della odierna parte ricorrente, delle spese di lite relative alla precedente fase di A.T.P.O., liquidate, previa compensazione parziale, in euro 750,00
4 (comprensive di spese generali), oltre IVA e CPA, da distrarsi, ove richiesto, in favore dei procuratori dichiaratisi antistatari;
• condanna la odierna parte resistente al pagamento delle spese di C.T.U. della fase di A.T.P.O., liquidate come da separato decreto.
Velletri, 10 settembre 2025
Il giudice dott. Claudio Silvestrini
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