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Sentenza 11 marzo 2025
Sentenza 11 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Livorno, sentenza 11/03/2025, n. 149 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Livorno |
| Numero : | 149 |
| Data del deposito : | 11 marzo 2025 |
Testo completo
N. R.G. 514/2024
TRIBUNALE ORDINARIO di LIVORNO
VERBALE DELLA CAUSA n. r.g. 514/2024 tra
Parte_1
RICORRENTE
e
CP_1
RESISTENTE
Oggi 11 marzo 2025 innanzi al dott. Federica Manfrè, sono comparsi tramite collegamento da remoto: per il ricorrente l'avv. Ugo Boirivant per l'avv. Daniela Benucci anche in sostituzione dell'avv. Mancuso Severini Maria Elena CP_1
i quali rendono le dichiarazione ex art 196 duodecies secondo comma disp att cpc
Le parti discutono riportandosi ai rispettivi atti e rinunciano a presenziare alla lettura del dispositivo e della motivazione della sentenza
Il Giudice
Previa Camera di Consiglio emette sentenza dando lettura del dispositivo e della contestuale motivazione.
Il Giudice
dott. Federica Manfrè
1
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI LIVORNO
SEZIONE CIVILE
Ufficio del Giudice del Lavoro
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott.ssa Federica Manfré ha pronunciato ex art 429 cpc la seguente
SENTENZA nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 514/2024 promossa da:
(C.F. ) con il patrocinio dell'avv. BOIRIVANT Parte_1 C.F._1
UGO
Parte ricorrente contro
Controparte_2
(C.F. , con il patrocinio dell'avv. BENUCCI DANIELA e dell'avv.
[...] P.IVA_1
MANCUSO SEVERINI MARIA ELENA
Parte resistente
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione 1. ha convenuto in giudizio l per vederlo condannare alla corresponsione delle Parte_1 CP_1 prestazioni previste dall'art 13 del d.lgs 38/2000 in conseguenza del riconoscimento di un grado di invalidità nella misura del 6%, per la malattia professionale “tendinopatia capo lungo bicipite spalla dx” denunciata in data
20.2.2020, da porsi in unificazione con i postumi già riconosciuti in via amministrativa nella misura del 20%
(“tendinopatia CL bicipite sinistro, 2%; tendinopatia sovraspinato destro, impegno articolare spalla destra, tendinopatia sovraspinato sinistro, impegno articolare spalla sinistra 8%; compromissione motoria e sensitiva del nervo mediano al polso bilateralmente, 5%; ipovalidità del rachide lombare 8%), per un danno complessivo del
26%.
2.Il ricorrente, in sintesi, ha allegato che: dal 1983 ha svolto l'attività di macellaio prima presso la Ditta Testi
Ferruccio, poi presso la sas Centro Carni di Testi CL & C. ed infine, sino al collocamento in pensione avvenuto ad agosto 2022, presso la SRL Centro Carni Testi;
l'attività consisteva giornalmente nel movimentare quarti di vitellone del peso di 60/ 90 Kg dalla cella frigo alla ganciera per disossarli in quattro pezzi anatomici di circa 20 Kg ciascuno, che poi venivano movimentati per il taglio al dettaglio;
nello svolgimento di detta attività, impegnava severamente vari distretti del corpo quali braccia, spalle, ginocchia e colonna vertebrale ed era
1 esposto al rischio di sovraccarico biomeccanico e a un quotidiano impiego della forza con assunzione anche di posture incongrue.
3.Costituitosi in giudizio l' ha concluso per il rigetto del ricorso perché infondato in fatto e in diritto. CP_1
4.La causa istruita per documenti (non essendo specificamente contestate le allegazioni del ricorso) e CTU medico-legale, è stata discussa all'odierna udienza e decisa con sentenza con motivazione contestuale.
5.Il ricorso è fondato e merita accoglimento per le ragioni e nei limiti che si vanno a esporre.
6.Il CTU ha accertato che: < Sulla base della documentazione esaminata e da quanto appurato in sede di perizia medico-legale si può affermare che il Sig. di anni 62 è affetto dalla seguente patologia della Parte_1 spalla destra “Tendinopatia del capolungo del bicipite omerale in soggetto con tendinopatia sovraspinato e impegno articolare (già riconosciuti come tecnopatie)”
La tendinopatia del capo lungo del bicipite è un'alterazione che rientra fra le affezioni degenerative della spalla, della cuffia dei rotatori
Tali alterazioni, molto spesso compaiono a carico dell'arto dominante, quello che in realtà si usa di più nelle attività lavorative o sportive con i movimenti o le posizioni della spalla favorenti la sua insorgenza. Il sintomo principale, nelle fasi iniziali della malattia, è rappresentato dal dolore nell'eseguire i movimenti della spalla;
nelle fasi avanzate compaiono dolori anche notturni ed irradiati, con associata riduzione della funzione motoria.
Il capo lungo del bicipite brachiale origina dal tubercolo sopraglenoideo della scapola e dalla porzione superiore del labbro glenoideo e decorre intracapsulare ma esxtrasinoviale anteriormente alla testa omerale e continua nella doccia bicipitale dove è stabilizzato dal complesso dei legamenti coracoomerale, glenoomerale superiore e dal tendine del muscolo sottoscapolare (puleggia bicipitale), all'interno dell'intervallo dei rotatori. La sua giunzione miotendinea si trova a livello del terzo prossimale dell'omero, in prossimità dell'inserzione del muscolo grande pettorale. ll ruolo biomeccanico del tendine del capo lungo del bicipite e la sua azione a livello dell'articolazione gleno- omerale sono discussi in letteratura, ma si tende ad attribuire a questa struttura un ruolo quantomeno di stabilizzatore passivo, anche se secondario alla cuffia dei rotatori, soprattutto nel contrastare l'eccessiva traslazione anteriore della testa omerale.
La patofisiologia delle tendinopatie è altresì un fenomeno complesso ma normalmente è riconosciuto il ruolo dei fattori di irritazione meccanici come la compressione e la trazione ripetute del tendine durante il movimento, che favoriscono un'alterazione dell'omeostasi dei tessuti, con possibile sviluppo di tenosinovite ed edema locale. Se la patologia progredisce, il tendine e la guaina sinoviale vanno incontro a modifiche strutturali, come ispessimento, fibrosi e formazione di adesioni che riducono lo spazio e quindi la mobilità all'interno della doccia bicipitale, predisponendo anche il tendine alla rottura.
In letteratura queste alterazioni sono identificate come patologie da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori.
2 Per quanto riguarda il rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori per gli addetti che utilizzano utensili di un certo peso, per lunghi periodi della giornata lavorativa, con le braccia all'altezza delle spalle, con i gomiti posti in posizione flessa, l'analisi dell'andamento delle malattie professionali denunciate mostra proprio un aumento di quelle malattie che gravano sull'apparato osteoarticolare;
tale rischio è identificabile anche in funzione degli elementi caratterizzanti il binomio attrezzature-attività.
Inoltre tali malattie, a eziopatogenesi multifattoriale, sono riscontrabili anche nella popolazione 'non esposta' per cause locali o cause generali legate a pregressi traumatismi, all'invecchiamento, a patologie dismetaboliche/reumatiche ecc..; analoghi meccanismi da sollecitazioni biomeccaniche si verificano inoltre in attività sportive e/o hobbistiche.
Una situazione lavorativa di sovraccarico degli arti superiori si verifica quando i gesti lavorativi, compiuti con gli arti superiori, sono frequenti, rapidamente ripetuti, uguali a se stessi per lunghi periodi del turno di lavoro, richiedono sviluppo di forza manuale, comportano posture incongrue del segmento dell'arto superiore, non sono alternati con periodi di recupero o riposo.
Altri fattori in grado di amplificare il rischio, quando concomitanti, sono l'utilizzo di strumenti vibranti e di utensili con impugnatura inadeguata, il contatto con il freddo, l'esecuzione di lavori di precisione, l'uso di guanti inadeguati e i ritmi di lavoro determinati dalla macchina.
A titolo esemplificativo alcuni esempi di lavorazioni a rischio presunto di sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e di alcune modalità operative che possono esporre al medesimo rischio sono: magazzinaggio, cassiera in supermercati, montaggio, assemblaggio su linea, preparazioni manuali, confezionamento imballaggi su linea, operazioni di cernita manuale, uso di attrezzi manuali che comportano uso di forza (leve, pinze, tenaglie, taglierine, raschietti,uso mole, frese, martelli etc..)
(…)
Fra le principali lavorazioni da ritenersi a rischio di sovraccarico biomeccanico (elenco rilevato dalla casistica esaminata in Sovrintendenza Medica Generale e secondo le esperienze maturate nella partecipazione a gruppi di lavoro esterni) riportate nella circolare n. 81 del 27 dicembre 2000 è segnalata la “Lavorazione delle carni
(pollami, suini): macellazione (scuoio, eviscerazione, disosso,) ecc, insaccamento a ritmi prefissati e/o elevati”.
E' verosimile che l'attività svolta dal Sig. per più di 40 anni, lo abbia esposto al sovraccarico degli arti Pt_1 superiori;
tale attività ha comportato il verificarsi di microtraumi e l'assunzione di posture incongrue della spalla per la movimentazione di casse, il rifornimento del banco della carni, la preparazione di carni macinate, il disosso di quarti di bovini, azioni che comunque sono state svolte per diverse ore al giorno e che hanno impegnato gli arti superiori.
3 Il Sig. ha altri riconoscimenti per patologie dell'arto superiore quindi l'Ente assicuratore, nei casi Pt_1 CP_1 precedenti di interessamento degli altri distretti dell'arto superiore e dello stesso distretto, ha ammesso il rischio.
Esiste quindi a parere della scrivente, un nesso quanto meno concausale fra attività lavorativa svolta e l'affezione presentata dal ricorrente alla spalla destra, “Tendinopatia del capolungo del bicipite”.
Sulla base degli esami ecografici effettuati nel 2020, 2023 e 2024 e dell'esame Rm del 2022 è da segnalare una evidente reazione flogistica del tendine del capolungo del bicipite, soprattutto nell'ultimo accertamento effettuato, quello del 2024, è riportato “…Il tendine del capolungo del bicipite destro appare ispessito con versamento peritendineo a livello docciale per un quadro di tendinosi e peritendinite…..” .
La ripetizione di un certo movimento può portare alla infiammazione del tendine a causa dell'attrito tra lo stesso da un lato ed un tessuto dall'altro (osso) con formazione quindi, di un versamento.
Nel caso del Sig. non emergono in anamnesi traumatismi, attività sportive o patologie Pt_1 dismetaboliche o reumatiche che possono aver comportato l'insorgere della malattia, quindi non sono emersi fattori extralavorativi di rilievo, mentre i fattori di rischio professionale sembrano aver svolto un ruolo importante nel determinismo della malattia.
Anche ammettendo una causa extralavorativa in ambito vige il principio della equivalenza delle concause, CP_1 da cui consegue che l'indennizzabilità della malattia denunciata non potrà essere negata sulla base di una valutazione di prevalenza qualitativa o quantitativa delle concause extralavorative nel determinismo della patologia” (Istruzione operativa 2006). Il principio sopra espresso viene applicato qualora risulti accertato CP_1 che gli agenti patogeni lavorativi siano dotati di idonea efficacia causale rispetto alla malattia diagnosticata.
Nel caso in questione, gli agenti lavorativi come sopra specificato, sono da ritenere di idonea efficacia causale rispetto alla malattia diagnosticata, per cui il principio ha ragione di essere applicato.
Considerando che il deficit funzionale della spalla destra è determinato nel suo complesso, oltre che dalla tendinopatia del CLBB, anche dalla tendinopatia del sovraspinato comportante già un impegno articolare,
(riconosciuto in ambito ), il grado delle menomazioni valutabili, secondo i criteri di cui all'art. 13 D. L.vo CP_1
38/2000 e D.M. 12/07/2000, è 3% (tre per cento)(cod. 227 e cod 224) (…)
Il Sig. è titolare di rendita 20% per tendinopatia CL bicipite sinistro (2%); tendinopatia sovraspinato Pt_1 CP_1 destro, impegno articolare spalla destra, tendinopatia sovraspinato sinistro, impegno articolare spalla sinistra
(8%); compromissione motoria e sensitiva del nervo mediano al polso bilateralmente (5%); ipovalidità del rachide lombare (8%). Alla luce dei precedenti riconoscimenti la valutazione complessiva è 22% (ventidue per cento).
La decorrenza è dalla data della domanda di malattia professionale: 20/02/2020.>>.
7. Pertanto, non sussistendo motivi per discostarsi dalle conclusioni dell'ausiliario, conclusioni non contestate dalle parti, deve riconoscersi il diritto del ricorrente alla maggiore rendita ex art 13 d. lgs 38/2000 in ragione
4 dell'accertato grado di invalidità permanente complessivo nella misura del 22% dalla domanda amministrativa del
20.02.2020 oltre accessori di legge.
8. Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo secondo gli importi medi previsti dal DM
55/2014 per le cause di previdenza di valore indeterminato, ridotti della metà ai sensi dell'art 4 comma 1 dello stesso DM in ragione della non elevata complessità delle questioni di fatto e di diritto oggetto del giudizio e dell'assenza di istruttoria orale.
9. Le spese per la CTU medico-legale, liquidate con separato decreto, sono poste definitivamente a carico dell' . CP_1
PQM
Il Tribunale definitivamente pronunciando, ogni altra istanza o eccezione disattesa o assorbita, così dispone:
- accerta e dichiara l'origine professionale della malattia “tendinopatia capo lungo bicipite spalla dx” denunciata da in data 20.2.2020 con danno biologico pari al 3%; Parte_1
- condanna l al pagamento a favore di della maggiore rendita art 13 d. lgs 38/2000 in CP_1 Parte_1 ragione dell'accertato grado di invalidità permanente complessivo nella misura del 22% dalla domanda amministrativa del 20.2.2022, oltre accessori di legge;
- condanna l al pagamento a favore del procuratore di parte ricorrente dichiaratosi antistatario delle spese di CP_1 lite che si liquidano in € 3290,00 per compensi professionali, € 43,00 per spese esenti, oltre 15% rimborso spese forfettario, Iva e Cpa;
- pone definitivamente a carico dell' le spese di CTU liquidate con separato decreto;
CP_1
Livorno, 11 marzo 2025
Il Giudice dott.ssa Federica Manfré
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