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Sentenza 16 ottobre 2025
Sentenza 16 ottobre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Venezia, sentenza 16/10/2025, n. 4752 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Venezia |
| Numero : | 4752 |
| Data del deposito : | 16 ottobre 2025 |
Testo completo
n. 13914/2023 R.G.
n. Reg. Sent.
n. Cron.
n Rep.
TRIBUNALE DI VENEZIA SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE EUROPEA
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale civile di Venezia – I sezione civile – nella persona del giudice dott. Giovanni
Calasso, nel procedimento civile iscritto al n. 13914 del ruolo generale dell'anno 2023
PROMOSSO DA
N Ricorrenti Difensore
1 Parte_1 Parte_2
2
Parte_3 Pt_1 minorenne 3
Controparte_1 minorenne
4 Persona_1
5 Controparte_2
6 -minorenne- Controparte_3
NEI CONFRONTI DI
Resistente Difensore
Controparte_4
Oggetto: riconoscimento della cittadinanza italiana.
Esaminati gli atti e i verbali di causa;
preso atto delle conclusioni rassegnate dai procuratori delle parti e delle note scritte, ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
I. Con ricorso depositato in data 03.10.2023
Dott. Giovanni Calasso 1
1. , nata il [...], in Brasile, in [...] Parte_1 ed in qualità di rappresentante ed esercente la responsabilità genitoriale sui figli minori
2. , nata il [...], in [...]; Parte_4
3. , nato il [...], in [...], tutti ivi Controparte_1 residenti in [...], São Paulo;
4. nato il [...], in [...] e ivi residente in [...] Presidente Affonso Camargo n.2491, Paraná;
5. , nata il [...], in Brasile, in [...] ed in qualità di Controparte_2 rappresentante ed esercente la responsabilità genitoriale sul figlio minore
6. nato il [...], in [...], entrambi ivi residenti in [...] Antônio Ignàcio de Ávila n. 450, Rio Grande do Sul;
convenivano in giudizio innanzi al Tribunale di Venezia il formulando Controparte_4 le seguenti conclusioni:
- accertare e dichiarare che i Signori Parte_1
Parte_4 Controparte_1
, Persona_1 Controparte_2 Controparte_3 sono cittadini italiani per tutti i motivi di cui in narrativa, e per l'effetto ordinare al
[...]
, in persona del pro tempore, e per esso, all'Ufficiale di Stato Civile CP_4 CP_5 competente, di procedere alle trascrizioni, iscrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello Stato Civile, della cittadinanza italiana dei Signori Parte_1
[...] Parte_4 Controparte_1
,
[...] Persona_1 Controparte_2 CP_3
provvedendo alle eventuali comunicazioni alle Autorità consolari competenti ai
[...] fini dell'iscrizione anagrafica. Con vittoria di spese e competenze del presente giudizio.
A sostegno della domanda precisavano che:
- erano discendenti del cittadino italiano, Sig. nato in data [...], in Persona_2 San Gregorio Nelle Alpi (BL), ed emigrato in Brasile senza aver mai richiesto la naturalizzazione brasiliana.
- In data 15.10.1910 si univa in matrimonio con la Sig.ra e dalla Persona_2 CP_6 loro unione nasceva:
• in data 30.03.1911, in Brasile, che in data 10.10.1931, in Parte_5 Brasile, si univa in matrimonio con il Sig. e da detta unione nasceva: Controparte_7
➢ in data 27.08.1932, in Brasile, che in data Persona_3
21.05.1955, in Brasile, si univa in matrimonio con la Sig.ra CP_8
e dalla loro unione nasceva:
[...]
✓ in data a 17.04.1961, in Brasile, che in data 21.02.1985 Persona_4 si univa in matrimonio con la Sig.ra Parte_6
e dalla loro unione nascevano:
[...]
❖ in data 25.11.1985, in Brasile, Parte_1
odierna ricorrente, che in data 16.01.2012, in
[...] Brasile, si univa in matrimonio con il Sig. Persona_5
Dott. Giovanni Calasso 2
acquisendo così il nome di Pt_1 Parte_1 e dalla loro unione nasceva:
[...]
▪ in data 13.02.2016, in Brasile, Parte_4
odierna ricorrente;
[...]
▪ in data 12.11.2022, in Brasile, Controparte_1
odierno ricorrente;
[...]
❖ in data 12.08.1990, in Brasile, Persona_1 odierno ricorrente;
✓ in data 21.07.1962, in Brasile, che in Persona_6 Parte_7 data 18.12.1982, in Brasile, di univa in matrimonio con il Sig.
[...]
e dalla loro unione nasceva: CP_9
❖ in data 10.11.1986, in Brasile, , Controparte_2 odierna ricorrente. Dalla relazione della Sig.ra
[...]
con il Sig. nasceva: CP_2 Persona_7
▪ in data 20.12.2021, in Brasile, CP_3
odierno ricorrente.
[...]
II. Parte ricorrente ha notificato ricorso e decreto nei termini di legge.
III. Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Venezia è stata comunicata la pendenza del presente procedimento.
DIRITTO
Alla luce dei fatti sopra esposti, i ricorrenti sono discendenti del Sig. - mai Persona_2 naturalizzatosi brasiliano - nato in data [...], in [...], il quale contraeva matrimonio, in Italia, in data 15.10.1910, con la Sig.ra trasmettendo la CP_6 cittadinanza alla figlia nata il [...], che contraendo Parte_5 matrimonio in data 10.10.1931 con il Sig. cittadino brasiliano, e procreando Controparte_7 prima dell'anno 1948 non ha potuto trasmettere iure sanguinis la cittadinanza italiana per linea materna ai figli e ai discendenti che ne sono seguiti, sino agli odierni ricorrenti. Da tale linea di discendenza emerge un passaggio per linea femminile intervenuto prima dell'entrata in vigore della Carta Costituzionale (1/01/1948), che ha comportato l'interruzione della trasmissione della cittadinanza italiana iure sanguinis da madre a figlio perché la legge in vigore a quel tempo prevedeva – da un lato - il riconoscimento della cittadinanza solo per via paterna e, dall'altro, stabiliva la perdita dello status civitatis per la donna unita in matrimonio con coniuge straniero. Attualmente, la disciplina specifica dell'acquisto, della perdita e del riacquisto della cittadinanza italiana è contenuta nella legge 5 Febbraio 1992, n. 91 e nei relativi regolamenti di esecuzione approvati con D.P.R. 12 Ottobre 1993, n. 572, e con D.P.R. 18 Aprile 1994, n. 362, rispettando la precedente disciplina giuridica contenuta nella legge 13 Giugno 1912 n. 555 con modifiche riguardanti l'accoglimento della giurisprudenza. La legge 05 Febbraio 1992, n. 91 ha introdotto l'attuale disciplina giuridica sulla materia confermando la prevalenza dello ius sanguinis ai fini dell'attribuzione della cittadinanza italiana pur assumendo prevalenza anche gli status familiari con l'affermazione della piena parità tra uomo e donna. Con sentenza 12/07/2022, n. 354 la Corte di cassazione a Sezioni Unite Civili ha precisato che
Dott. Giovanni Calasso 3
il diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana è permanente, imprescrittibile e di uguale rappresentazione, ovvero indipendentemente dal fatto che l'antenato italiano sia di genere maschile e/o femminile. Sul punto è intervenuta la Corte Costituzionale (sentenza 28 Gennaio 1983, n° 30 ) che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, n.1, della legge 13 Giugno 1912, n° 555 per violazione degli artt. 3 e 29 della Costituzione Italiana, nella parte in cui non prevede che sia cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina;
mentre la sentenza della Corte Costituzionale 9 Aprile 1975, n° 87 ha dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione degli articoli 3 e 29 della Carta Costituzionale, l'art. 10 della legge 13 Giugno 1912 n. 555 nella parte in cui prevede la perdita della cittadinanza italiana da parte della donna italiana coniugata con persona straniera, il tutto indipendentemente dalla volontà della donna stessa. Detta sentenza ha trovato applicazione però solo per i discendenti di donne e madri italiane nati dal 1 Gennaio 1948 ad oggi, escludendo la prole venuta alla luce prima dell'entrata in vigore della Costituzione Italiana E ciò fino a quando la Corte di Cassazione a Sezioni Unite (sentenza 25 Febbraio 2009, n° 4466 ) ha affermato che “per effetto delle sentenze della Corte Costituzionale n. 87 del 1975 e n. 30 del 1983, deve essere riconosciuto il diritto allo “status” di cittadino italiano al richiedente nato all'estero da figlio di donna italiana coniugata con cittadino straniero nel vigore della L. 555 del 1912 che sia stata, di conseguenza, privata della cittadinanza italiana a causa del matrimonio. La predetta sentenza ha, pertanto, affermato i seguenti principi:
“La titolarità della cittadinanza italiana va riconosciuta in sede giudiziaria, indipendentemente dalla dichiarazione resa dall'interessata ai sensi dell'art. 219 della Legge n. 151 del 1975, alla donna che l'ha perduta per essere coniugata con cittadino straniero anteriormente al 1° gennaio 1948, in quanto la perdita senza la volontà della titolare della cittadinanza è effetto perdurante, dopo la data indicata, della norma incostituzionale, effetto che contrasta con il principio della parità dei sessi e della eguaglianza giuridica e morale dei coniugi (artt. 3 e 29 Cost.). Per lo stesso principio, riacquista la cittadinanza italiana dal 1° gennaio 1948, il figlio di donna nella situazione descritta, nato prima di tale data e nel vigore della legge n. 555 del 1912, determinando il rapporto di filiazione, dopo l'entrata in vigore della Costituzione, la trasmissione a lui dello stato di cittadino, che gli sarebbe spettato di diritto senza la legge discriminatoria”. Alla luce di quanto sopra la domanda deve essere accolta dichiarando i ricorrenti cittadini italiani e disponendo l'adozione da parte del dei provvedimenti Controparte_4 conseguenti. Le spese di lite, stante la peculiarità della materia del contendere in ragione della mancanza di contenzioso, vanno compensate tra le parti Tanto anche in considerazione che la presente azione è solo di mero accertamento, priva in sostanza di un contezioso, come anche precisato dal in analoghi giudizi Controparte_4 in cui si è costituito: “È evidente, dunque, dalla mera lettura del dettato normativo, come l'Amministrazione dell'Interno, nella presente fattispecie, svolga una mera attività di certificazione di una condizione personale (Cass. Sez. Unite 17 dicembre 1999, n. 912) e l'Amministrazione dell'Interno nulla sa, in proposito, circa la posizione dei ricorrenti. In altre parole, non è possibile prendere alcuna posizione in riguardo alla situazione sostanziale: conseguentemente il non può assumere – da un punto di Controparte_4 vista sostanziale – la posizione di convenuto nel presente giudizio, non avendo in alcun modo
Dott. Giovanni Calasso 4
causato la necessità di rivolgersi al giudice, non risultando il perseguimento dell'alternativo procedimento in sede amministrativa”. Ne discende che, nel caso in cui la domanda attorea dovesse essere accolta, non potrà essere pronunciata alcuna condanna alle spese, applicandosi anche al regolamento delle spese il principio di causalità (cfr. per arg. Cass. 2473/2009 e Cass. 19456/2008)”.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così decide: I) accoglie la domanda e, per l'effetto, dichiara che i ricorrenti sono cittadini italiani;
II) ordina al e, per esso, all'ufficiale dello stato civile competente, di Controparte_4 procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
III). compensa le spese di lite La suestesa sentenza è stata redatta con la collaborazione della dott.ssa Anna Turco, UPP. Lecce-Venezia, 02.10.2025
IL GOP
Dott. Giovanni Calasso
Dott. Giovanni Calasso 5
n. Reg. Sent.
n. Cron.
n Rep.
TRIBUNALE DI VENEZIA SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE EUROPEA
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale civile di Venezia – I sezione civile – nella persona del giudice dott. Giovanni
Calasso, nel procedimento civile iscritto al n. 13914 del ruolo generale dell'anno 2023
PROMOSSO DA
N Ricorrenti Difensore
1 Parte_1 Parte_2
2
Parte_3 Pt_1 minorenne 3
Controparte_1 minorenne
4 Persona_1
5 Controparte_2
6 -minorenne- Controparte_3
NEI CONFRONTI DI
Resistente Difensore
Controparte_4
Oggetto: riconoscimento della cittadinanza italiana.
Esaminati gli atti e i verbali di causa;
preso atto delle conclusioni rassegnate dai procuratori delle parti e delle note scritte, ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
I. Con ricorso depositato in data 03.10.2023
Dott. Giovanni Calasso 1
1. , nata il [...], in Brasile, in [...] Parte_1 ed in qualità di rappresentante ed esercente la responsabilità genitoriale sui figli minori
2. , nata il [...], in [...]; Parte_4
3. , nato il [...], in [...], tutti ivi Controparte_1 residenti in [...], São Paulo;
4. nato il [...], in [...] e ivi residente in [...] Presidente Affonso Camargo n.2491, Paraná;
5. , nata il [...], in Brasile, in [...] ed in qualità di Controparte_2 rappresentante ed esercente la responsabilità genitoriale sul figlio minore
6. nato il [...], in [...], entrambi ivi residenti in [...] Antônio Ignàcio de Ávila n. 450, Rio Grande do Sul;
convenivano in giudizio innanzi al Tribunale di Venezia il formulando Controparte_4 le seguenti conclusioni:
- accertare e dichiarare che i Signori Parte_1
Parte_4 Controparte_1
, Persona_1 Controparte_2 Controparte_3 sono cittadini italiani per tutti i motivi di cui in narrativa, e per l'effetto ordinare al
[...]
, in persona del pro tempore, e per esso, all'Ufficiale di Stato Civile CP_4 CP_5 competente, di procedere alle trascrizioni, iscrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello Stato Civile, della cittadinanza italiana dei Signori Parte_1
[...] Parte_4 Controparte_1
,
[...] Persona_1 Controparte_2 CP_3
provvedendo alle eventuali comunicazioni alle Autorità consolari competenti ai
[...] fini dell'iscrizione anagrafica. Con vittoria di spese e competenze del presente giudizio.
A sostegno della domanda precisavano che:
- erano discendenti del cittadino italiano, Sig. nato in data [...], in Persona_2 San Gregorio Nelle Alpi (BL), ed emigrato in Brasile senza aver mai richiesto la naturalizzazione brasiliana.
- In data 15.10.1910 si univa in matrimonio con la Sig.ra e dalla Persona_2 CP_6 loro unione nasceva:
• in data 30.03.1911, in Brasile, che in data 10.10.1931, in Parte_5 Brasile, si univa in matrimonio con il Sig. e da detta unione nasceva: Controparte_7
➢ in data 27.08.1932, in Brasile, che in data Persona_3
21.05.1955, in Brasile, si univa in matrimonio con la Sig.ra CP_8
e dalla loro unione nasceva:
[...]
✓ in data a 17.04.1961, in Brasile, che in data 21.02.1985 Persona_4 si univa in matrimonio con la Sig.ra Parte_6
e dalla loro unione nascevano:
[...]
❖ in data 25.11.1985, in Brasile, Parte_1
odierna ricorrente, che in data 16.01.2012, in
[...] Brasile, si univa in matrimonio con il Sig. Persona_5
Dott. Giovanni Calasso 2
acquisendo così il nome di Pt_1 Parte_1 e dalla loro unione nasceva:
[...]
▪ in data 13.02.2016, in Brasile, Parte_4
odierna ricorrente;
[...]
▪ in data 12.11.2022, in Brasile, Controparte_1
odierno ricorrente;
[...]
❖ in data 12.08.1990, in Brasile, Persona_1 odierno ricorrente;
✓ in data 21.07.1962, in Brasile, che in Persona_6 Parte_7 data 18.12.1982, in Brasile, di univa in matrimonio con il Sig.
[...]
e dalla loro unione nasceva: CP_9
❖ in data 10.11.1986, in Brasile, , Controparte_2 odierna ricorrente. Dalla relazione della Sig.ra
[...]
con il Sig. nasceva: CP_2 Persona_7
▪ in data 20.12.2021, in Brasile, CP_3
odierno ricorrente.
[...]
II. Parte ricorrente ha notificato ricorso e decreto nei termini di legge.
III. Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Venezia è stata comunicata la pendenza del presente procedimento.
DIRITTO
Alla luce dei fatti sopra esposti, i ricorrenti sono discendenti del Sig. - mai Persona_2 naturalizzatosi brasiliano - nato in data [...], in [...], il quale contraeva matrimonio, in Italia, in data 15.10.1910, con la Sig.ra trasmettendo la CP_6 cittadinanza alla figlia nata il [...], che contraendo Parte_5 matrimonio in data 10.10.1931 con il Sig. cittadino brasiliano, e procreando Controparte_7 prima dell'anno 1948 non ha potuto trasmettere iure sanguinis la cittadinanza italiana per linea materna ai figli e ai discendenti che ne sono seguiti, sino agli odierni ricorrenti. Da tale linea di discendenza emerge un passaggio per linea femminile intervenuto prima dell'entrata in vigore della Carta Costituzionale (1/01/1948), che ha comportato l'interruzione della trasmissione della cittadinanza italiana iure sanguinis da madre a figlio perché la legge in vigore a quel tempo prevedeva – da un lato - il riconoscimento della cittadinanza solo per via paterna e, dall'altro, stabiliva la perdita dello status civitatis per la donna unita in matrimonio con coniuge straniero. Attualmente, la disciplina specifica dell'acquisto, della perdita e del riacquisto della cittadinanza italiana è contenuta nella legge 5 Febbraio 1992, n. 91 e nei relativi regolamenti di esecuzione approvati con D.P.R. 12 Ottobre 1993, n. 572, e con D.P.R. 18 Aprile 1994, n. 362, rispettando la precedente disciplina giuridica contenuta nella legge 13 Giugno 1912 n. 555 con modifiche riguardanti l'accoglimento della giurisprudenza. La legge 05 Febbraio 1992, n. 91 ha introdotto l'attuale disciplina giuridica sulla materia confermando la prevalenza dello ius sanguinis ai fini dell'attribuzione della cittadinanza italiana pur assumendo prevalenza anche gli status familiari con l'affermazione della piena parità tra uomo e donna. Con sentenza 12/07/2022, n. 354 la Corte di cassazione a Sezioni Unite Civili ha precisato che
Dott. Giovanni Calasso 3
il diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana è permanente, imprescrittibile e di uguale rappresentazione, ovvero indipendentemente dal fatto che l'antenato italiano sia di genere maschile e/o femminile. Sul punto è intervenuta la Corte Costituzionale (sentenza 28 Gennaio 1983, n° 30 ) che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, n.1, della legge 13 Giugno 1912, n° 555 per violazione degli artt. 3 e 29 della Costituzione Italiana, nella parte in cui non prevede che sia cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina;
mentre la sentenza della Corte Costituzionale 9 Aprile 1975, n° 87 ha dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione degli articoli 3 e 29 della Carta Costituzionale, l'art. 10 della legge 13 Giugno 1912 n. 555 nella parte in cui prevede la perdita della cittadinanza italiana da parte della donna italiana coniugata con persona straniera, il tutto indipendentemente dalla volontà della donna stessa. Detta sentenza ha trovato applicazione però solo per i discendenti di donne e madri italiane nati dal 1 Gennaio 1948 ad oggi, escludendo la prole venuta alla luce prima dell'entrata in vigore della Costituzione Italiana E ciò fino a quando la Corte di Cassazione a Sezioni Unite (sentenza 25 Febbraio 2009, n° 4466 ) ha affermato che “per effetto delle sentenze della Corte Costituzionale n. 87 del 1975 e n. 30 del 1983, deve essere riconosciuto il diritto allo “status” di cittadino italiano al richiedente nato all'estero da figlio di donna italiana coniugata con cittadino straniero nel vigore della L. 555 del 1912 che sia stata, di conseguenza, privata della cittadinanza italiana a causa del matrimonio. La predetta sentenza ha, pertanto, affermato i seguenti principi:
“La titolarità della cittadinanza italiana va riconosciuta in sede giudiziaria, indipendentemente dalla dichiarazione resa dall'interessata ai sensi dell'art. 219 della Legge n. 151 del 1975, alla donna che l'ha perduta per essere coniugata con cittadino straniero anteriormente al 1° gennaio 1948, in quanto la perdita senza la volontà della titolare della cittadinanza è effetto perdurante, dopo la data indicata, della norma incostituzionale, effetto che contrasta con il principio della parità dei sessi e della eguaglianza giuridica e morale dei coniugi (artt. 3 e 29 Cost.). Per lo stesso principio, riacquista la cittadinanza italiana dal 1° gennaio 1948, il figlio di donna nella situazione descritta, nato prima di tale data e nel vigore della legge n. 555 del 1912, determinando il rapporto di filiazione, dopo l'entrata in vigore della Costituzione, la trasmissione a lui dello stato di cittadino, che gli sarebbe spettato di diritto senza la legge discriminatoria”. Alla luce di quanto sopra la domanda deve essere accolta dichiarando i ricorrenti cittadini italiani e disponendo l'adozione da parte del dei provvedimenti Controparte_4 conseguenti. Le spese di lite, stante la peculiarità della materia del contendere in ragione della mancanza di contenzioso, vanno compensate tra le parti Tanto anche in considerazione che la presente azione è solo di mero accertamento, priva in sostanza di un contezioso, come anche precisato dal in analoghi giudizi Controparte_4 in cui si è costituito: “È evidente, dunque, dalla mera lettura del dettato normativo, come l'Amministrazione dell'Interno, nella presente fattispecie, svolga una mera attività di certificazione di una condizione personale (Cass. Sez. Unite 17 dicembre 1999, n. 912) e l'Amministrazione dell'Interno nulla sa, in proposito, circa la posizione dei ricorrenti. In altre parole, non è possibile prendere alcuna posizione in riguardo alla situazione sostanziale: conseguentemente il non può assumere – da un punto di Controparte_4 vista sostanziale – la posizione di convenuto nel presente giudizio, non avendo in alcun modo
Dott. Giovanni Calasso 4
causato la necessità di rivolgersi al giudice, non risultando il perseguimento dell'alternativo procedimento in sede amministrativa”. Ne discende che, nel caso in cui la domanda attorea dovesse essere accolta, non potrà essere pronunciata alcuna condanna alle spese, applicandosi anche al regolamento delle spese il principio di causalità (cfr. per arg. Cass. 2473/2009 e Cass. 19456/2008)”.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così decide: I) accoglie la domanda e, per l'effetto, dichiara che i ricorrenti sono cittadini italiani;
II) ordina al e, per esso, all'ufficiale dello stato civile competente, di Controparte_4 procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
III). compensa le spese di lite La suestesa sentenza è stata redatta con la collaborazione della dott.ssa Anna Turco, UPP. Lecce-Venezia, 02.10.2025
IL GOP
Dott. Giovanni Calasso
Dott. Giovanni Calasso 5