Sentenza 9 maggio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Catania, sentenza 09/05/2025, n. 2487 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Catania |
| Numero : | 2487 |
| Data del deposito : | 9 maggio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI CATANIA
PRIMA SEZIONE CIVILE
Il Giudice Rosario Maria Annibale Cupri ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa iscritta al n. 13053/2023 R.G. promossa
DA
nata in Argentina il [...] in [...] e Parte_1
unitamente a nato in [...] il [...] nella qualità di Parte_2
genitori esercenti la responsabilità genitoriale sul figlio minore: Persona_1
nato in [...] il [...]; nata in [...] il
[...] Controparte_1
30.04.1971; , nata in [...] il [...]; Parte_3 Parte_4
nato in [...] il [...]; nata in
[...] Parte_5
Argentina il 02.07.1999; nata in [...] il [...]; Parte_6
nata in [...] il [...], rappresentati e difesi Parte_7
dagli Avv.ti Guido Giudice e Daniela Tiani, giusta procura in atti
- Ricorrenti -
CONTRO
in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e Controparte_2
difeso ope legis dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catania
- Resistente –
Con l'intervento del PM
OGGETTO: riconoscimento della cittadinanza italiana
CONCLUSIONI: All'udienza di precisazione delle conclusioni sostituita dal deposito di note scritte ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c., i procuratori di parte ricorrente hanno concluso come in atti e la causa è stata trattenuta in decisione.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso ex art. 281 decies c.p.c., i ricorrenti in epigrafe indicati hanno chiesto il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, deducendo di essere
figlia di e di emigrata in argentina in data 29.11.1930 Persona_3 Persona_4
senza mai naturalizzarsi cittadina argentina.
Hanno che esposto che si univa in matrimonio con il cittadino Persona_2 [...]
e dalla loro unione nasceva in Argentina in data 11.05.1936 Parte_8 [...]
che questi, in data 26.02.1965, si univa in Persona_5 Persona_6
matrimonio con e dalla loro unione nascevano in Argentina Controparte_3
quattro figli: il 22.09.1968; il Parte_1 Parte_4
10.12.1969; il 30.04.1971 e il Controparte_1 Parte_7
21.08.1978; che dall'unione tra e Parte_1 Parte_2
nasceva in Argentina in data 15.03.2010 che dall'unione
[...] Persona_1
tra e nascevano in Argentina due figlie: Parte_4 Persona_7
il 02.07.1999 e il 22.05.2003; Parte_5 Parte_6 che dall'unione tra e nasceva in Controparte_1 Persona_8
Argentina in data 24.04.2000 . Parte_3
Parte ricorrente ha offerto in comunicazione i seguenti documenti, muniti di Apostille ai sensi della Convenzione dell'Aja:
1) Albero Genealogico Familiare;
2) Atto di nascita in Originale della capostipite;
3) Certificato di Matrimonio e Morte, entrambi in Originale della capostipite,
Legalizzati ed Apostillati con allegata traduzione in italiano Legalizzata ed Apostillata;
4) Certificato di Nascita in Originale del SI. Persona_9
Legalizzato ed Apostillato con allegata traduzione in italiano Legalizzata ed Apostillata;
5) Certificato di Matrimonio e Morte, entrambi in Originale del SI.
[...]
Legalizzati ed Apostillati con allegata traduzione in italiano Persona_9
Legalizzata ed Apostillata;
6) Certificato di Nascita in Originale della SI.ra Parte_1
Legalizzata ed Apostillata con allegata traduzione in italiano Legalizzata ed Apostillata;
7) Certificato di Nascita in Originale del SI. Legalizzata ed Parte_4
Apostillata con allegata traduzione in italiano Legalizzata ed Apostillata;
8) Certificato di Nascita in Originale della SI.ra Legalizzata Controparte_1
ed Apostillata con allegata traduzione in italiano Legalizzata ed Apostillata;
9) Certificato di Nascita in Originale della SI.ra Parte_7
Legalizzata ed Apostillata con allegata traduzione in italiano Legalizzata ed Apostillata;
10) Certificato di Nascita in Originale del SI. Legalizzata ed Persona_1
Apostillata con allegata traduzione in italiano Legalizzata ed Apostillata;
11) Certificato di Nascita in Originale della SI.ra Parte_5
Legalizzata ed Apostillata con allegata traduzione in italiano Legalizzata ed Apostillata;
12) Certificato di Nascita in Originale della SI.ra Parte_6
Legalizzata ed Apostillata con allegata traduzione in italiano Legalizzata ed Apostillata;
13) Certificato di Nascita in Originale della SI.ra , Legalizzata ed Parte_3
Apostillata con allegata traduzione in italiano Legalizzata ed Apostillata;
14) Certificato in Originale che attesta che la capostipite SI.ra , Persona_2
cittadina italiana, nata in [...] il [...], figlia del SI. Persona_3
e della SI.ra comune dante causa degli odierni ricorrenti non ha mai Persona_4
rinunciato alla cittadinanza italiana, Legalizzato ed Apostillato con allegata traduzione in italiano Legalizzata ed Asseverata.
Il si è costituito in giudizio senza contestare nel merito la Controparte_2 domanda, ma deducendo che l'art. 15 della legge 91/1992 impedisce che, in assenza di una riforma legislativa, possa farsi luogo, in sede amministrativa, alla diretta applicazione dei principi introdotti dalla sentenza delle SS.UU. n. 4466/2009, in quanto, in detta sede, la dichiarazione volta al riacquisto della cittadinanza può produrre effetti solo per il futuro, a decorrere dal giorno successivo a quello in cui venga effettuata, restando esclusa la possibilità, pacifica ed ammessa invece in sede giurisdizionale, che la sua efficacia possa retroagire fino alla data di entrata in vigore della Costituzione, in conformità a quanto sancito dalle Sezioni Unite della Cassazione. Il richiamato limite di cui all'art. 15 della legge 91/1992, inoltre, mentre permette, sulla base della dichiarazione, il riacquisto della cittadinanza ex nunc alla donna che l'aveva perduta in base all'art. 10, comma 3, della legge 555/1912, consente l'acquisto della cittadinanza italiana a decorrere dalla stessa data, per comunicazione di diritto ai sensi dell'art. 14 della legge 91/1992, solo ai figli ancora minori.
Ha chiesto, pertanto, compensarsi le spese di lite.
Preliminarmente, va ritenuta l'ammissibilità della domanda giudiziale relativa al riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis per linea femminile. Invero, sebbene il riconoscimento dello status civitatis spetti al , e il richiedente Controparte_2
dovrebbe limitarsi a chiedere il rilascio del relativo certificato o, nel caso di richiedente non residente in Italia, a richiedere il riconoscimento di tale status all'autorità consolare di competenza per la circoscrizione in cui risiede sulla scorta della documentazione attestante la discendenza da cittadino o cittadina italiani, deve rammentarsi che prima dell'entrata in vigore della L n. 91/92, la legge del 13 giugno 1912 n. 555, ora abrogata, disponeva, all'art. 1 , che la cittadinanza poteva essere trasmessa solo per via paterna
(“E' cittadino per nascita: 1) il figlio di padre cittadino;
2) il figlio di madre cittadina se il padre è ignoto o non ha la cittadinanza italiana, né quella di altro Stato, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza del padre straniero secondo la legge dello Stato al quale questi appartiene”). Inoltre, l'art. 10, comma 3, della stessa legge, stabiliva la perdita automatica della cittadinanza italiana per le donne che si fossero sposate con un cittadino straniero e dal cui matrimonio avessero ottenuto la cittadinanza dello Stato estero. La Corte Costituzionale, con sentenza 9 aprile 1975, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 10, comma terzo, della legge 13 giugno 1912, n. 555
(Disposizioni sulla cittadinanza italiana), nella parte in cui prevedeva la perdita della cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna;
con sentenza n. 30 del 1983, inoltre, la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, n. 1, della legge n. 555 del 1912, nella parte in cui non prevede che sia cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina, e dell'art. 2, comma 2, della legge predetta, nella parte in cui collega al riconoscimento paterno l'effetto automatico dell'acquisto della cittadinanza del padre e la perdita di quella della madre, nonché dell'art. 1, n. 2, della legge 13 giugno 1912, n. 555, nella parte in cui collegava l'acquisto della cittadinanza materna da parte del figlio soltanto ad ipotesi di carattere residuale.
Risulta, pertanto, giustificato il ricorso alla tutela giurisdizionale.
Nel merito, si osserva che la Corte di Cassazione, pronunciandosi a Sezioni Unite, ha affermato che “per effetto delle sentenze della Corte Costituzionale n. 87 del 1975 e n.
30 del 1983, deve essere riconosciuto il diritto allo “status” di cittadino italiano al richiedente nato all'estero da figlio di donna italiana coniugata con cittadino straniero nel vigore della L. 555 del 1912 che sia stata, di conseguenza, privata della cittadinanza italiana a causa del matrimonio”. In particolare, la Corte, ha chiarito che, pur essendo condivisibile il principio dell'incostituzionalità sopravvenuta, secondo il quale la declaratoria d'incostituzionalità delle norme precostituzionali produce effetto soltanto sui rapporti e le situazioni non ancora esaurite alla data del 1° gennaio 1948, “il diritto di cittadinanza in quanto “status” permanente ed imprescrittibile, salva
l'estinzione per effetto di rinuncia da parte del richiedente, è giustiziabile in ogni tempo
(anche in caso di pregressa morte dell'ascendente o del genitore dai quali deriva il riconoscimento) per l'effetto perdurante anche dopo l'entrata in vigore della
Costituzione dell'illegittima privazione dovuta alla norma discriminatoria dichiarata incostituzionale” (Cass. Sez. Unite sent. n. 4466 del 25/02/2009) e che, pertanto, “deve essere riconosciuto il diritto allo “status” di cittadino italiano al richiedente nato all'estero da figlio di donna italiana coniugata con cittadino straniero nel vigore della legge n. 555 del 1912 e che abbia perduto tale cittadinanza ex art. 10 a causa del matrimonio celebrato prima del 1° gennaio 1948 con cittadino straniero”.
Le Sez. U., con Sentenza n. 25317 del 24/08/2022, hanno anche chiarito che “In tema di diritti di cittadinanza italiana, nel sistema delineato dal codice civile del 1865, dalla successiva legge sulla cittadinanza n. 555 del 1912 e dall'attuale l. n. 91 del 1992, la cittadinanza per fatto di nascita si acquista a titolo originario "iure sanguinis", e lo
"status" di cittadino, una volta acquisito, ha natura permanente, è imprescrittibile ed è giustiziabile in ogni tempo in base alla semplice prova della fattispecie acquisitiva integrata dalla nascita da cittadino italiano;
ne consegue che a chi richieda il riconoscimento della cittadinanza spetta di provare solo il fatto acquisitivo e la linea di trasmissione, mentre incombe alla controparte, che ne abbia fatto eccezione, la prova dell'eventuale fattispecie interruttiva”.
La giurisprudenza di legittimità, con Ordinanza n. 12894 del 11/05/2023, Sez. I, ha, infine, affermato che “L'art. 11 n. 2 del codice civile del 1865, nello stabilire che la cittadinanza italiana è persa da colui che abbia "ottenuto la cittadinanza in paese estero", sottintende, per gli effetti sulla linea di trasmissione "iure sanguinis" ai discendenti, che si accerti il compimento, da parte della persona all'epoca emigrata, di un atto spontaneo e volontario finalizzato all'acquisto della cittadinanza straniera, senza che l'aver stabilito all'estero la residenza o anche l'avervi stabilizzato la propria condizione di vita o l'aver omesso di reagire ad un provvedimento generalizzato di naturalizzazione sia sufficiente a integrare la fattispecie estintiva dello "status" per accettazione tacita degli effetti di quel provvedimento”.
Nella specie, la domanda avanzata risulta pertanto fondata.
Invero, l'avo cittadino italiano, secondo quanto dedotto da parte ricorrente e confermato dalla documentazione in atti, è , cittadina italiana, nata a [...] Persona_2
(CT) il 13.02.1911, figlia di e di emigrata in argentina in Persona_3 Persona_4
data 29.11.1930, senza mai naturalizzarsi cittadina argentina.
Deve, quindi, concludersi che sia provata la discendenza in linea retta da cittadina italiana, sicchè la trasmissione deve ritenersi intervenuta in forza delle pronunzie della
Corte Costituzionale (sentenza n. 87 del 1975 e sentenza n. 30 del 1983, citate), che hanno determinato il venir meno del criterio di trasmissione unicamente maschile e della disposizione che prevedeva la perdita della cittadinanza per la donna che contraeva matrimonio con un cittadino straniero. Nulla è stato inoltre eccepito in ordine ad eventuali fattispecie interruttive.
Pertanto, deve essere accolta la domanda avanzata, dichiarando i ricorrenti cittadini italiani e disponendo l'adozione da parte del dei provvedimenti Controparte_2
conseguenti.
La mancata opposizione alla domanda da parte del e le Controparte_2
argomentazioni addotte per spiegare le ragioni per cui ad oggi non è ancora possibile concedere già in sede amministrativa la cittadinanza a coloro che si trovino in situazioni analoghe a quelle dei ricorrenti configurano quelle gravi ed eccezionali ragioni che giustificano, ai sensi dell'art. 92 c.p.c., la compensazione integrale delle spese di lite.
P.Q.M.
definitivamente pronunciando nella causa iscritta al n. 13053/2023 RG.
Disattesa ogni contraria istanza, eccezione e difesa.
Accoglie il ricorso e, per l'effetto, dichiara che Parte_1 [...]
, Persona_1 Controparte_1 Parte_3 Parte_4
[...] Parte_5 Parte_6 Parte_7
sono cittadini italiani.
[...]
Ordina al e, per esso, all'ufficiale dello stato civile competente, Controparte_2
di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti.
Spese compensate.
Così deciso in Catania il 09/05/2025
Il Giudice
Rosario Maria Annibale Cupri