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Sentenza 22 luglio 2025
Sentenza 22 luglio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Ragusa, sentenza 22/07/2025, n. 1103 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Ragusa |
| Numero : | 1103 |
| Data del deposito : | 22 luglio 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE DI RAGUSA
GIUDICE DEL LAVORO
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Ragusa, nella persona del G.L. designato, dott. Antonietta Donzella;
esaminati gli atti del giudizio, chiamato per la discussione all'udienza cartolare del 27.06.2025; lette le note depositate da parte ricorrente nell'assegnato termine ex art. 127 ter c.p.c.; ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa iscritta al n. 2722/2024 R.G., avente ad oggetto “Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente”;
promossa da:
nata a [...] il [...], C.F. , Parte_1 C.F._1 rappresentata e difesa dall'Avv. Antonino Internicola del Foro di Torre Annunziata, giusta procura in atti;
RICORRENTE
contro
:
, in persona del Ministro p.t., C.F. Controparte_1
, rappresentato e difeso ex art. 417 bis, comma 1 c.p.c., dalla dott.ssa Daniela P.IVA_1 Mercante e dal dott. Dario Carlo Roberto Giunta, giusta nota di patrocinio dell'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catania prot. n. 65332 del 24.09.2024, in atti;
RESISTENTE
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato il 20.10.2024 docente assunta a tempo Parte_1 determinato dal (d'ora in avanti anche solo Controparte_1
esponendo di aver svolto l'attività di docente con contratto a tempo determinato per CP_2 l'annualità scolastica 2024/2025 presso l'Istituto per i servizi alberghieri e CP_3 e di non avere giammai fruito della carta Controparte_4 elettronica per l'aggiornamento e la formazione professionale di cui all'art. 1, comma 121, L. n. L. n. 107/2015 e successivi dd.PP.CC.MM. - siccome riservata, in forza della disciplina vigente, ai soli docenti assunti a tempo indeterminato -, ha deplorato il carattere discriminatorio della disciplina in commento per contrasto con gli artt. 3, 35 e 97 della Costituzione, con gli artt. 14, 20 e 21 della CFUE e con il divieto di discriminazione nelle condizioni di impiego dei lavoratori a termine e dei lavoratori a tempo indeterminato di cui alle clausole 4 e 6 dell'Accordo Quadro del 18.03.1999 in materia di lavoro a tempo determinato, recepito nel diritto unionale dalla direttiva n. 1999/70/CE del 28.06.1999, nonché per violazione degli articoli 63 e 64 del C.C.N.L. di categoria del 29.11.2007 e dell'art. 282 D. Lvo n. 297/1994, i quali, nel disciplinare gli obblighi formativi del personale docente, non ponevano distinzione alcuna tra docenti assunti a tempo indeterminato e docenti assunti a tempo determinato. Tanto dedotto ed esposto, ha quindi chiesto, in via principale e “previa eventuale disapplicazione dell'art. 1, commi 121, 122 e 124, della L. n. 107/2015, dell'art. 2 del DPCM del 23 settembre 2015 e dell'art. 3 del d.P.C.M. del 28 novembre 2016 (nella parte in cui limitano l'assegnazione della carta elettronica ai soli docenti a tempo indeterminato) e/o dell'art. 15 del DL. n. 69/2023 (nella parte in cui limita l'assegnazione della carta docenti ai soli supplenti al 31 agosto), per violazione delle clausole 4 e 6 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato (recepito dalla direttiva 99/70 del Consiglio dell'Unione Europea), degli artt. 14, 20 e 21 della CDFUE e delle altre disposizioni sopra richiamate, accertarsi e dichiararsi il diritto della parte ricorrente ad usufruire della “Carta elettronica” per l'aggiornamento e la formazione del personale docente per l'anno scolastico 2024/25 con le medesime modalità con cui è riconosciuta al personale assunto a tempo indeterminato, e conseguentemente condannarsi il Cont
a costituire in favore dell'attuale ricorrente, con le modalità e le funzionalità di cui agli artt. 2, 5, 6 e 8 del DPCM 28 novembre 2016 ovvero con modalità e funzionalità analoghe, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, di cui all'art. 1, comma 121, della L. n. 107/2015, con accredito sulla detta Carta della somma pari a complessivi € 500,00 quale contributo alla formazione professionale della parte ricorrente”. Costituitosi in lite, il ha invocato il rigetto della domanda, siccome infondata, CP_1 la censurata diversità di disciplina dettata in parte qua per i docenti di ruolo e per i cc.dd. docenti precari trovando legittima giustificazione nell'esclusiva imposizione ai primi - che, con certezza, svolgono la loro professione di anno in anno, senza soluzione di continuità - della formazione
“obbligatoria, permanente e strutturale” di cui all'art.1, comma 124, ultimo periodo, L. n. 107/2015. Ultimatane la trattazione meramente documentale, la causa viene quindi oggi decisa con motivazione contestuale, sulle conclusioni rassegnate dalle parti all'udienza cartolare del 27.06.2025.
*** Il ricorso è fondato e va conseguentemente accolto nei termini e per le ragioni di cui appresso. Premesso in fatto che la ricorrente ha documentato di avere ricevuto per l'A.S. 2024\2025 l'assegnazione di incarico di docenza fino al 30 giugno (dal 09.09.2024 al 30.06.2025), rientrando perciò nel novero dei docenti incaricati di supplenze di cui all'art. 4, comma 2, L. n. 124/1999 - per il quale “alla copertura delle cattedre e dei posti di insegnamento non vacanti che si rendano di fatto disponibili entro la data del 31 dicembre e fino al termine dell'anno scolastico si provvede mediante il conferimento di supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche. Si provvede parimenti al conferimento di supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche per la copertura delle ore di insegnamento che non concorrono a costituire cattedre o posti orario”, va osservato che la questione di diritto per cui è causa è stata recentemente affrontata e risolta dalla Suprema Corte, in sede di rinvio pregiudiziale ex art. 363 bis c.p.c., con l'affermazione, sulla scorta delle articolate argomentazioni che si intendono qui richiamate ex art. 118 disp. att. c.p.c., dei seguenti principi di diritto: «
1. La Carta del Docente di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 del 2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31 agosto, ai sensi dell'art. 4, comma 1, l. n. 124 del 1999 o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30 giugno, ai sensi dell'art. 4, comma 2, della l. n. 124 del 1999, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al .
2. Ai docenti di CP_1 cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 del 2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
3. Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 de 2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale, siano fuoriusciti dal sistema delle docenze scolastiche, per cessazione dal servizio di ruolo o per cancellazione dalle graduatorie per le supplenze, spetta il risarcimento, per i danni che siano da essi allegati, rispetto ai quali, oltre alla prova presuntiva, può ammettersi la liquidazione equitativa, da parte del giudice del merito, nella misura più adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (tra cui ad es. la durata della permanenza nel sistema scolastico, cui l'attribuzione è funzionale, o quant'altro rilevi), ed entro il massimo costituito dal valore della Carta, salvo allegazione e prova specifica di un maggior pregiudizio.
4. L'azione di adempimento in forma specifica per l'attribuzione della Carta Docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948, n. 4 c.c., che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui all'art. 4, comma 1 e 2, l. n. 124 del 1999, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore, dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica;
la prescrizione delle azioni risarcitorie per mancata attribuzione della Carta Docente, stante la natura contrattuale della responsabilità, è decennale ed il termine decorre, per i docenti già transitati in ruolo e cessati dal servizio o non più iscritti nelle graduatorie per le supplenze, dalla data della loro fuoriuscita dal sistema scolastico.» (cfr. CASS. n. 29961/2023). Ciò detto, poiché a norma dell'art. 74, commi primo e secondo, D.Lvo n. 297/1994 “nella scuola materna, elementare, media e negli istituti di istruzione secondaria superiore, l'anno scolastico ha inizio il 1° settembre e termina il 31 agosto” e “le attività didattiche, comprensive anche degli scrutini e degli esami, e quelle di aggiornamento, si svolgono nel periodo compreso tra il 1° settembre ed il 30 giugno con eventuale conclusione nel mese di luglio degli esami di maturità” e la ricorrente - a tutt'oggi interno al sistema delle docenze scolastiche - ha provato di avere svolto, nell'A.S. per cui è causa, incarico di supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche, deve oggi senz'altro dichiararsene il diritto al beneficio di cui all'art. 1, comma 121, L. n. 107 del 2015, con conseguente condanna del ll'adempimento in forma CP_2 specifica mercé l'attribuzione alla ricorrente della c.d. Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre rivalutazione monetaria, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione. A tale conclusione deve pervenirsi per l'anno scolastico 2024/2025, nonostante il recente disposto di cui all'art. 15 del D.L. n. 69/2023, convertito con modifiche nella L. n. 103/2023, che ha esteso il beneficio in discorso alle sole supplenze annuali sino al 31 agosto, prevedendo che
“la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all'articolo 1, comma 121, primo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è riconosciuta, per l'anno 2023, anche ai docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile”. Ancorché l'incarico di supplenza sia stato in specie conferito alla ricorrente sino al 30.06.2025, non può invero prescindersi dal principio di diritto enunciato dalla Suprema Corte, che ha stigmatizzato la disparità di trattamento tra il personale di ruolo e quello precario che ha comunque svolto attività didattica annuale, per tale intendendosi anche quella prestata “sino al termine delle attività didattiche”, ossia sino al 30 giugno, per modo che anche la disposizione di legge da ultimo intervenuta - al pari dell'art. 1, comma 121, L. n. 107/2015 - va disapplicata in parte qua, per identità di ratio ingiustificatamente discriminatoria in contrasto con il richiamato diritto unionale. Le spese di lite seguono la soccombenza e vanno conseguentemente poste a carico dell' resistente, nella misura liquidata in dispositivo avuto riguardo al valore della CP_5 controversia, all'attività difensiva svolta e alla serialità del contenzioso e con distrazione ex art. 93 c.p.c. in favore del procuratore antistatario della ricorrente, che ne ha fatto istanza.
P.Q.M.
Il Giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando nella causa iscritta al n. 2722/2024 R.G., ogni altra istanza ed eccezione disattesa;
dichiara il diritto della ricorrente all'assegnazione per l'anno scolastico Parte_1 di cui in ricorso, della carta elettronica di cui all'art. 1, comma 121, L. n. 107/2015 del valore nominale annuo di € 500,00; condanna il ad accreditare il Controparte_1 complessivo importo di € 500,00 sulla carta elettronica da assegnare alla ricorrente, oltre rivalutazione monetaria dalla data del diritto all'accredito fino al saldo;
condanna il al pagamento, in favore Controparte_1 della ricorrente, delle spese di lite, che liquida in € 400,00 per compensi difensivi e distrae in favore dell'avv. Antonino Internicola. Così deciso in Ragusa il 21 luglio 2025.
IL GIUDICE DEL LAVORO
dott. Antonietta Donzella
GIUDICE DEL LAVORO
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Ragusa, nella persona del G.L. designato, dott. Antonietta Donzella;
esaminati gli atti del giudizio, chiamato per la discussione all'udienza cartolare del 27.06.2025; lette le note depositate da parte ricorrente nell'assegnato termine ex art. 127 ter c.p.c.; ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa iscritta al n. 2722/2024 R.G., avente ad oggetto “Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente”;
promossa da:
nata a [...] il [...], C.F. , Parte_1 C.F._1 rappresentata e difesa dall'Avv. Antonino Internicola del Foro di Torre Annunziata, giusta procura in atti;
RICORRENTE
contro
:
, in persona del Ministro p.t., C.F. Controparte_1
, rappresentato e difeso ex art. 417 bis, comma 1 c.p.c., dalla dott.ssa Daniela P.IVA_1 Mercante e dal dott. Dario Carlo Roberto Giunta, giusta nota di patrocinio dell'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catania prot. n. 65332 del 24.09.2024, in atti;
RESISTENTE
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato il 20.10.2024 docente assunta a tempo Parte_1 determinato dal (d'ora in avanti anche solo Controparte_1
esponendo di aver svolto l'attività di docente con contratto a tempo determinato per CP_2 l'annualità scolastica 2024/2025 presso l'Istituto per i servizi alberghieri e CP_3 e di non avere giammai fruito della carta Controparte_4 elettronica per l'aggiornamento e la formazione professionale di cui all'art. 1, comma 121, L. n. L. n. 107/2015 e successivi dd.PP.CC.MM. - siccome riservata, in forza della disciplina vigente, ai soli docenti assunti a tempo indeterminato -, ha deplorato il carattere discriminatorio della disciplina in commento per contrasto con gli artt. 3, 35 e 97 della Costituzione, con gli artt. 14, 20 e 21 della CFUE e con il divieto di discriminazione nelle condizioni di impiego dei lavoratori a termine e dei lavoratori a tempo indeterminato di cui alle clausole 4 e 6 dell'Accordo Quadro del 18.03.1999 in materia di lavoro a tempo determinato, recepito nel diritto unionale dalla direttiva n. 1999/70/CE del 28.06.1999, nonché per violazione degli articoli 63 e 64 del C.C.N.L. di categoria del 29.11.2007 e dell'art. 282 D. Lvo n. 297/1994, i quali, nel disciplinare gli obblighi formativi del personale docente, non ponevano distinzione alcuna tra docenti assunti a tempo indeterminato e docenti assunti a tempo determinato. Tanto dedotto ed esposto, ha quindi chiesto, in via principale e “previa eventuale disapplicazione dell'art. 1, commi 121, 122 e 124, della L. n. 107/2015, dell'art. 2 del DPCM del 23 settembre 2015 e dell'art. 3 del d.P.C.M. del 28 novembre 2016 (nella parte in cui limitano l'assegnazione della carta elettronica ai soli docenti a tempo indeterminato) e/o dell'art. 15 del DL. n. 69/2023 (nella parte in cui limita l'assegnazione della carta docenti ai soli supplenti al 31 agosto), per violazione delle clausole 4 e 6 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato (recepito dalla direttiva 99/70 del Consiglio dell'Unione Europea), degli artt. 14, 20 e 21 della CDFUE e delle altre disposizioni sopra richiamate, accertarsi e dichiararsi il diritto della parte ricorrente ad usufruire della “Carta elettronica” per l'aggiornamento e la formazione del personale docente per l'anno scolastico 2024/25 con le medesime modalità con cui è riconosciuta al personale assunto a tempo indeterminato, e conseguentemente condannarsi il Cont
a costituire in favore dell'attuale ricorrente, con le modalità e le funzionalità di cui agli artt. 2, 5, 6 e 8 del DPCM 28 novembre 2016 ovvero con modalità e funzionalità analoghe, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, di cui all'art. 1, comma 121, della L. n. 107/2015, con accredito sulla detta Carta della somma pari a complessivi € 500,00 quale contributo alla formazione professionale della parte ricorrente”. Costituitosi in lite, il ha invocato il rigetto della domanda, siccome infondata, CP_1 la censurata diversità di disciplina dettata in parte qua per i docenti di ruolo e per i cc.dd. docenti precari trovando legittima giustificazione nell'esclusiva imposizione ai primi - che, con certezza, svolgono la loro professione di anno in anno, senza soluzione di continuità - della formazione
“obbligatoria, permanente e strutturale” di cui all'art.1, comma 124, ultimo periodo, L. n. 107/2015. Ultimatane la trattazione meramente documentale, la causa viene quindi oggi decisa con motivazione contestuale, sulle conclusioni rassegnate dalle parti all'udienza cartolare del 27.06.2025.
*** Il ricorso è fondato e va conseguentemente accolto nei termini e per le ragioni di cui appresso. Premesso in fatto che la ricorrente ha documentato di avere ricevuto per l'A.S. 2024\2025 l'assegnazione di incarico di docenza fino al 30 giugno (dal 09.09.2024 al 30.06.2025), rientrando perciò nel novero dei docenti incaricati di supplenze di cui all'art. 4, comma 2, L. n. 124/1999 - per il quale “alla copertura delle cattedre e dei posti di insegnamento non vacanti che si rendano di fatto disponibili entro la data del 31 dicembre e fino al termine dell'anno scolastico si provvede mediante il conferimento di supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche. Si provvede parimenti al conferimento di supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche per la copertura delle ore di insegnamento che non concorrono a costituire cattedre o posti orario”, va osservato che la questione di diritto per cui è causa è stata recentemente affrontata e risolta dalla Suprema Corte, in sede di rinvio pregiudiziale ex art. 363 bis c.p.c., con l'affermazione, sulla scorta delle articolate argomentazioni che si intendono qui richiamate ex art. 118 disp. att. c.p.c., dei seguenti principi di diritto: «
1. La Carta del Docente di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 del 2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31 agosto, ai sensi dell'art. 4, comma 1, l. n. 124 del 1999 o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30 giugno, ai sensi dell'art. 4, comma 2, della l. n. 124 del 1999, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al .
2. Ai docenti di CP_1 cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 del 2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
3. Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 de 2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale, siano fuoriusciti dal sistema delle docenze scolastiche, per cessazione dal servizio di ruolo o per cancellazione dalle graduatorie per le supplenze, spetta il risarcimento, per i danni che siano da essi allegati, rispetto ai quali, oltre alla prova presuntiva, può ammettersi la liquidazione equitativa, da parte del giudice del merito, nella misura più adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (tra cui ad es. la durata della permanenza nel sistema scolastico, cui l'attribuzione è funzionale, o quant'altro rilevi), ed entro il massimo costituito dal valore della Carta, salvo allegazione e prova specifica di un maggior pregiudizio.
4. L'azione di adempimento in forma specifica per l'attribuzione della Carta Docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948, n. 4 c.c., che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui all'art. 4, comma 1 e 2, l. n. 124 del 1999, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore, dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica;
la prescrizione delle azioni risarcitorie per mancata attribuzione della Carta Docente, stante la natura contrattuale della responsabilità, è decennale ed il termine decorre, per i docenti già transitati in ruolo e cessati dal servizio o non più iscritti nelle graduatorie per le supplenze, dalla data della loro fuoriuscita dal sistema scolastico.» (cfr. CASS. n. 29961/2023). Ciò detto, poiché a norma dell'art. 74, commi primo e secondo, D.Lvo n. 297/1994 “nella scuola materna, elementare, media e negli istituti di istruzione secondaria superiore, l'anno scolastico ha inizio il 1° settembre e termina il 31 agosto” e “le attività didattiche, comprensive anche degli scrutini e degli esami, e quelle di aggiornamento, si svolgono nel periodo compreso tra il 1° settembre ed il 30 giugno con eventuale conclusione nel mese di luglio degli esami di maturità” e la ricorrente - a tutt'oggi interno al sistema delle docenze scolastiche - ha provato di avere svolto, nell'A.S. per cui è causa, incarico di supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche, deve oggi senz'altro dichiararsene il diritto al beneficio di cui all'art. 1, comma 121, L. n. 107 del 2015, con conseguente condanna del ll'adempimento in forma CP_2 specifica mercé l'attribuzione alla ricorrente della c.d. Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre rivalutazione monetaria, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione. A tale conclusione deve pervenirsi per l'anno scolastico 2024/2025, nonostante il recente disposto di cui all'art. 15 del D.L. n. 69/2023, convertito con modifiche nella L. n. 103/2023, che ha esteso il beneficio in discorso alle sole supplenze annuali sino al 31 agosto, prevedendo che
“la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all'articolo 1, comma 121, primo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è riconosciuta, per l'anno 2023, anche ai docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile”. Ancorché l'incarico di supplenza sia stato in specie conferito alla ricorrente sino al 30.06.2025, non può invero prescindersi dal principio di diritto enunciato dalla Suprema Corte, che ha stigmatizzato la disparità di trattamento tra il personale di ruolo e quello precario che ha comunque svolto attività didattica annuale, per tale intendendosi anche quella prestata “sino al termine delle attività didattiche”, ossia sino al 30 giugno, per modo che anche la disposizione di legge da ultimo intervenuta - al pari dell'art. 1, comma 121, L. n. 107/2015 - va disapplicata in parte qua, per identità di ratio ingiustificatamente discriminatoria in contrasto con il richiamato diritto unionale. Le spese di lite seguono la soccombenza e vanno conseguentemente poste a carico dell' resistente, nella misura liquidata in dispositivo avuto riguardo al valore della CP_5 controversia, all'attività difensiva svolta e alla serialità del contenzioso e con distrazione ex art. 93 c.p.c. in favore del procuratore antistatario della ricorrente, che ne ha fatto istanza.
P.Q.M.
Il Giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando nella causa iscritta al n. 2722/2024 R.G., ogni altra istanza ed eccezione disattesa;
dichiara il diritto della ricorrente all'assegnazione per l'anno scolastico Parte_1 di cui in ricorso, della carta elettronica di cui all'art. 1, comma 121, L. n. 107/2015 del valore nominale annuo di € 500,00; condanna il ad accreditare il Controparte_1 complessivo importo di € 500,00 sulla carta elettronica da assegnare alla ricorrente, oltre rivalutazione monetaria dalla data del diritto all'accredito fino al saldo;
condanna il al pagamento, in favore Controparte_1 della ricorrente, delle spese di lite, che liquida in € 400,00 per compensi difensivi e distrae in favore dell'avv. Antonino Internicola. Così deciso in Ragusa il 21 luglio 2025.
IL GIUDICE DEL LAVORO
dott. Antonietta Donzella