Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 05/03/2026, n. 1747
CS
Rigetto
Sentenza 5 marzo 2026

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  • Rigettato
    Error in iudicando sul diniego della domanda di condono

    Il Consiglio di Stato ha ritenuto che l'originario manufatto sia stato radicalmente modificato, non corrispondendo più a quello oggetto dell'istanza di condono. Gli interventi realizzano una soluzione di continuità rispetto alle opere oggetto della richiesta di sanatoria, legittimando il rigetto dell'istanza. La presentazione della domanda di condono non autorizza a trasformare o ampliare i manufatti. Le perizie di parte sono state smentite dalle relazioni comunali assistite da fede privilegiata. La parcellizzazione di istanze di condono è contraria alla legge, pretendendo di scindere un immobile da considerare unitariamente. L'amministrazione ha correttamente rigettato l'istanza originaria, dando atto delle pregresse ordinanze di demolizione.

  • Rigettato
    Illegittimità dell’ordine di demolizione e illegittima reiterazione delle precedenti ordinanze di demolizione

    Il Consiglio di Stato ha ritenuto che l'originario manufatto sia stato radicalmente modificato, non corrispondendo più a quello oggetto dell'istanza di condono. Gli interventi realizzano una soluzione di continuità rispetto alle opere oggetto della richiesta di sanatoria, legittimando il rigetto dell'istanza. La presentazione della domanda di condono non autorizza a trasformare o ampliare i manufatti. Le perizie di parte sono state smentite dalle relazioni comunali assistite da fede privilegiata. La parcellizzazione di istanze di condono è contraria alla legge, pretendendo di scindere un immobile da considerare unitariamente. L'amministrazione ha correttamente rigettato l'istanza originaria, dando atto delle pregresse ordinanze di demolizione.

  • Rigettato
    Lesione del principio di tutela dell'affidamento

    Il Consiglio di Stato ha chiarito che l'ingiunzione di demolizione ha natura di atto dovuto e rigorosamente vincolato, sufficientemente motivato con la descrizione delle opere abusive e le ragioni della loro abusività. Il decorso del tempo non genera un affidamento legittimo in caso di opere abusive prive dei titoli prescritti.

  • Rigettato
    Impossibilità di comminare la sanzione della demolizione e possibilità di applicare la sanzione pecuniaria

    Il motivo è infondato in quanto la natura dell'abuso realizzato (struttura in muratura con dimensioni raddoppiate e portico terrazzo) esclude l'irrogazione di sanzioni alternative alla demolizione. L'art. 34 del DPR 380/2001 ha valore eccezionale e derogatorio, e spetta al privato dimostrare l'impossibilità di ottemperare all'ordine di demolizione senza pregiudizio per la parte conforme.

  • Rigettato
    Pretermissione degli istituti di partecipazione procedimentale

    La giurisprudenza amministrativa è pacifica nel ritenere che l'ordine di demolizione di un abuso edilizio costituisce un atto dovuto e vincolato. Il mancato avviso ex art. 7 della L. n. 241/1990 non assume rilievo qualora sia palese che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato, trattandosi di una misura sanzionatoria per l'accertamento dell'inosservanza di disposizioni urbanistiche secondo un procedimento vincolato.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 05/03/2026, n. 1747
    Giurisdizione : Consiglio di Stato
    Numero : 1747
    Data del deposito : 5 marzo 2026
    Fonte ufficiale :

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