Corte Cost., sentenza 20/03/2026, n. 35
CCOST
Sentenza 20 marzo 2026

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  • Rigettato
    Sproporzione della pena rispetto agli artt. 3 e 27, terzo comma, Cost.

    La Corte ritiene che la fattispecie incriminatrice non sia delineata in termini ampi e indeterminati, ma sia circoscritta alle condotte specifiche relative alla procedura di ottenimento del reddito di cittadinanza. Il minimo edittale di due anni di reclusione non è considerato di per sé irragionevolmente aspro.

  • Rigettato
    Irrazionalità e sproporzione della pena rispetto a fattispecie analoghe (art. 316-ter c.p. e artt. 640, comma 2, n. 1, e 640-bis c.p.)

    La Corte esclude l'idoneità del raffronto con la truffa aggravata per le differenze nella tipizzazione delle condotte e nell'offensività. Riguardo all'art. 316-ter c.p., pur riconoscendo una somiglianza, la Corte ritiene che la diversità nel trattamento sanzionatorio sia giustificata dalla specificità del reddito di cittadinanza come beneficio di larga applicazione e facile accesso, richiedente una sanzione con adeguata efficacia dissuasiva.

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Commentari13

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  • 1Reddito di cittadinanza: legittima la pena detentiva per false dichiarazioni
    Redazione Fiscoetasse.Com · https://www.fiscoetasse.com/ · 24 marzo 2026

    La Corte costituzionale ha statuito nella sentenza 35 del 20 marzo 2026 la legittimità della pena prevista per chi ottiene il reddito di cittadinanza mediante dichiarazioni false o omissioni rilevanti . Si ricorda che la normativa sull'assegno per i nuclei familiari sotto al soglia di poverta si basava in larga parte sull'autodichiarazione dei requisiti, e prevedeva responsabilità anche penali in caso di informazioni non veritiere. La Corte è stata chiamata a valutare se il trattamento sanzionatorio previsto dalla normativa fosse conforme ai principi costituzionali di ragionevolezza e proporzionalità della pena, elementi centrali nel diritto penale del lavoro e della sicurezza sociale. …

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  • 2ok Consulta su sanzioni
    Di Tullio D'Elisiis Antonio · https://www.diritto.it/ · 23 marzo 2026

    2. Art. 7 d.l. n. 4/2019: le questioni di legittimità costituzionale Alla luce della situazione giudiziaria summenzionata, l'organo giudicante summenzionato sollevava questioni di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, della Costituzione, dell'art. 7, comma 1, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni), convertito, con modificazioni, nella legge 28 marzo 2019, n. 26, nella parte in cui punisce «con la reclusione da due a sei anni» anziché «con la reclusione da sei mesi a tre anni» o, «in subordine», «con la reclusione da sei mesi a sei anni», chiunque, al fine di ottenere …

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  • 3Furbetti del Reddito di Cittadinanza, pene confermate fino a 6 anni
    Antonio Maroscia · https://www.lavoroediritti.com/ · 24 marzo 2026

    Torniamo a parlare di una vecchia misura, il Reddito di Cittadinanza, ma questa volta non per analizzare requisiti o pagamenti, bensì per soffermarci su una questione giuridica molto rilevante: la legittimità delle sanzioni penali previste per chi lo ha percepito indebitamente. Con la sentenza n. 35 del 20 marzo 2026, la Corte costituzionale ha chiarito un punto destinato a incidere su numerosi procedimenti penali ancora in corso: la pena prevista per il reato di indebita percezione del Reddito di Cittadinanza è conforme alla Costituzione. Cosa prevedeva la norma contestata Al centro della decisione c'è l'articolo 7, comma 1, del decreto-legge n. 4 del 2019, che punisce con la reclusione …

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  • 4False informazioni per ottenere il reddito di cittadinanza: la pena non è sproporzionataAccesso limitato
    Stefano Corbetta · https://www.altalex.com/ · 26 marzo 2026

  • 5Giurisprudenza Commentata
    https://www.diritto.it/ · 23 marzo 2026

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Sul provvedimento

Citazione :
Corte Cost., sentenza 20/03/2026, n. 35
Giurisdizione : Corte Costituzionale
Numero : 35
Data del deposito : 20 marzo 2026
Fonte ufficiale :

Testo completo