Corte Cost., sentenza 24/02/2026, n. 20
CCOST
Sentenza 24 febbraio 2026

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  • Rigettato
    Violazione dell'art. 13 Cost. per attribuzione al questore della competenza ad adottare il DASPO antirissa.

    Il divieto di accesso previsto dal comma 1 dell'art. 13-bis non incide in senso limitativo sulla libertà personale in quanto concerne specifici pubblici esercizi e locali di pubblico trattenimento, lasciando al destinatario la possibilità di frequentare altri esercizi. La pluralità di provvedimenti, in presenza di misure blande, potrebbe non essere significativa. La soluzione prospettata dal rimettente presenterebbe profili di manifesta irragionevolezza.

  • Accolto
    Violazione degli artt. 16 e 117, primo comma, Cost. per applicazione retroattiva del DASPO antirissa aggravato.

    Il provvedimento di cui al comma 1-bis, avendo un campo applicativo estremamente vasto (tutti i pubblici esercizi della provincia), costituisce una restrizione della libertà personale. La legge lascia indeterminati i luoghi preclusi e la misura può durare fino a tre anni, con pena detentiva elevata in caso di violazione. Tali fattori comportano che il DASPO antirissa aggravato abbia valicato la soglia minima di afflittività, richiedendo l'applicazione delle garanzie dell'art. 13 Cost.

  • Rigettato
    Violazione degli artt. 2, 3 e 16 Cost. per mancata previsione di segnalazione ai servizi socio-sanitari.

    La questione è assorbita in quanto posta in via subordinata e l'art. 10 del d.l. n. 14 del 2017, relativo al DASPO urbano, non è equiparabile all'art. 13-bis in tema di DASPO antirissa, poiché quest'ultimo si applica a persone violente e pericolose, prive di fragilità sociale, a differenza del DASPO urbano che riguarda persone in situazioni di precarietà personale e sociale.

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Sul provvedimento

Citazione :
Corte Cost., sentenza 24/02/2026, n. 20
Giurisdizione : Corte Costituzionale
Numero : 20
Data del deposito : 24 febbraio 2026
Fonte ufficiale :

Testo completo