Cass. pen., sez. V, sentenza 18/06/2014, n. 34546
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Sentenza 18 giugno 2014

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Ai sensi dell'art. 96 Cost. e dell'art. 1 della legge 16 gennaio 1989, n. 1, gli elementi che caratterizzano la categoria dei "reati ministeriali" sono la particolare qualificazione giuridica soggettiva dell'autore del reato nel momento in cui questo è commesso e il rapporto di connessione fra la condotta integratrice dell'illecito e le funzioni esercitate dal ministro, rapporto che sussiste tutte le volte in cui l'atto o la condotta siano comunque riferibili alla competenza funzionale del soggetto, dovendo invece ritenersi che siano esclusi dalla categoria in questione quei reati in cui sia ravvisabile un mero rapporto di occasionalità tra la condotta illecita del ministro e l'esercizio delle funzioni. (Nella specie, è stata ritenuta insussistente la qualificazione di reato ministeriale in relazione alle condotte di ingiuria e diffamazione poste in essere, nel corso di una trasmissione televisiva sul tema della riforma dell'ordinamento giudiziario, dal ministro della Giustizia pro tempore nei confronti di un parlamentare).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 18/06/2014, n. 34546
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 34546
    Data del deposito : 18 giugno 2014

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