Cass. pen., sez. I, sentenza 26/09/2007, n. 37330
CASS
Sentenza 26 settembre 2007

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Ai fini della concessione della liberazione condizionale, la valutazione, da parte del giudice, della complessiva condotta serbata dal condannato finalizzata alla verifica di un compiuto ravvedimento, realizzato all'esito di una revisione critica della propria vita antecedente, è necessaria anche nei confronti dei collaboratori di giustizia.

Commentario1

  • 1Liberazione condizionale: come funziona
    Daniele Paolanti · https://www.studiocataldi.it/ · 10 luglio 2022

    Cos'è la liberazione condizionale La revoca della liberazione condizionale La giurisprudenza Cos'è la liberazione condizionale [Torna su] Nel regolamentare la liberazione condizionale, l'articolo 176 del codice penale prevede che il detenuto il quale abbia scontato almeno trenta mesi di pena (comunque almeno la metà della pena inflittagli) e a condizione che rimangano meno di cinque anni all'espiazione definitiva, può essere ammesso alla liberazione condizionale laddove dimostri il suo ravvedimento. Se il condannato è recidivo, può comunque essere ammesso al beneficio della liberazione condizionale a patto che abbia scontato almeno quattro anni di pena e comunque almeno tre quarti della …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 26/09/2007, n. 37330
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 37330
Data del deposito : 26 settembre 2007

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