Cass. civ., SS.UU., sentenza 19/10/2017, n. 24675
CASS
Sentenza 19 ottobre 2017

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, Sezioni Unite Civili, emessa il 18 luglio 2017. Le parti in causa erano una società finanziaria e una banca, con la prima che contestava la legittimità di un tasso d'interesse fissato in un contratto di mutuo, ritenendolo usurario in base alla legge n. 108 del 1996. La ricorrente chiedeva la nullità della clausola relativa al tasso d'interesse e il rimborso degli interessi già versati, sostenendo che la banca avesse violato il divieto di usura. La banca, al contrario, sosteneva la legittimità del contratto, qualificandolo come mutuo fondiario e quindi non soggetto alle disposizioni antiusura.

La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che il superamento della soglia d'usura nel corso del rapporto non comporta la nullità della clausola contrattuale, poiché la legge n. 108 del 1996 si applica solo al momento della pattuizione del tasso. La Corte ha sottolineato che il divieto di usura, contenuto nell'art. 644 c.p., deve essere interpretato in base alla norma di interpretazione autentica del 2000, che stabilisce che la qualificazione usuraria si basa sul tasso concordato al momento della stipula, non su quello successivo. Pertanto, la pretesa della banca di riscuotere gli interessi secondo il tasso concordato non è contraria al dovere di buona fede. La decisione ha chiarito un importante principio di diritto riguardante l'applicabilità delle norme antiusura ai contratti di mutuo stipulati prima dell'entrata in vigore della legge n. 108.

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Massime1

Nei contratti di mutuo, allorché il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svolgimento del rapporto, la soglia dell’usura, come determinata in base alle disposizioni della legge n. 108 del 1996, non si verifica la nullità o l’inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all’entrata in vigore della predetta legge o della clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula, né la pretesa del mutuante, di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato, può essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di detta soglia, contraria al dovere di buona fede nell’esecuzione del contratto.

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  • 5Informazione Giuridica
    Anna Andreani · https://www.avvocatoandreani.it/
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., SS.UU., sentenza 19/10/2017, n. 24675
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 24675
Data del deposito : 19 ottobre 2017

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