Cass. pen., SS.UU., sentenza 19/04/2012, n. 34233
CASS
Sentenza 19 aprile 2012

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In caso di condanna all'esito del giudizio abbreviato, la pena da infliggere per i reati astrattamente punibili con l'ergastolo è quella prevista dalla legge vigente nel momento della richiesta di accesso al rito: ne consegue che, ove quest'ultima sia intervenuta nel vigore dell'art. 7 D.L. n. 341 del 2000, va applicata (ed eseguita) la sanzione prevista da tale norma. (La S. C. ha precisato che, tra le diverse leggi succedutesi nel tempo, che prevedono la specie e l'entità della pena da infliggere all'imputato in caso di condanna all'esito del giudizio abbreviato per i reati astrattamente punibili con l'ergastolo, la legge intermedia più favorevole non trova applicazione quando la richiesta di accesso al rito speciale non sia avvenuta durante la vigenza di quest'ultima, ma soltanto successivamente, nel vigore della legge posteriore che modifica quella precedente).

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  • 1La pena più grave è sempre quella concretamente inflitta
    https://www.giuridicamente.com/attualita-news-diritto/

    Il caso vedeva il GIP del Tribunale di Catanzaro, in funzione di giudice dell'esecuzione, accogliere la richiesta di applicazione della continuazione tra i reati oggetto di separate sentenze di condanna irrevocabili, di cui una alla pena di trenta anni di reclusione per omicidio volontario aggravato, frutto di riduzione per giudizio con rito abbreviato. Il giudice ritenne il reato di omicidio volontario aggravato quale reato più grave, ed individuava come pena base quella dell'ergastolo (poiché prevista come pena edittale ex art. 416 bis comma 1 c.p.), su di essa applicava le frazioni di pena a titoli di continuazione con i reati oggetto delle altre sentenze di condanna. A seguito del …

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  • 2La teoria della successione di leggi nel tempo sul banco di prova del
    Gaetano Carlizzi · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/

    3 maggio 2013 | La teoria della successione di leggi nel tempo sul banco di prova del "caso Scoppola" e dei casi analoghi Una critica delle pronunce Cass. Pen., Sez. Un., 34233/12 e 34472/12 Il presente contributo è ora pubblicato anche nel n. 2/2013 della nostra Rivista trimestrale. Clicca qui per accedervi. Ricordiamo che in vista della pubblicazione è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti. SOMMARIO: 0. Premessa. - 1. Periodi normativi. - 2. Questioni emerse e soluzioni proposte. - 3. Rilievi critici

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  • 3Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/

    RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 23 gennaio 2020, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Prato ha applicato a Simone O. la pena di anni due di reclusione (pena base anni quattro di reclusione; ridotta per le circostanze attenuanti generiche alla pena di anni due e mesi otto di reclusione; aumentata per la continuazione ad anni tre di reclusione, poi ridotta per il rito) e la pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici per anni uno e mesi uno, in relazione ai reati di cui agli artt. 314 e 640 c.p. commessi tra l'11 dicembre 2017 e l'8 luglio 2018. All'imputato, medico in servizio presso il Reparto di Ostetricia dell'Ospedale di Prato, erano ascritti alcuni …

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  • 4Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/ · 12 novembre 2021

    RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 23 gennaio 2020, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Prato ha applicato a Simone O. la pena di anni due di reclusione (pena base anni quattro di reclusione; ridotta per le circostanze attenuanti generiche alla pena di anni due e mesi otto di reclusione; aumentata per la continuazione ad anni tre di reclusione, poi ridotta per il rito) e la pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici per anni uno e mesi uno, in relazione ai reati di cui agli artt. 314 e 640 c.p. commessi tra l'11 dicembre 2017 e l'8 luglio 2018. All'imputato, medico in servizio presso il Reparto di Ostetricia dell'Ospedale di Prato, erano ascritti alcuni …

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  • 5Ergastolo, CEDU e giudicato penale (Cass. pen., SSUU, 18821/14 Ercolano)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 19 ottobre 2016

    Di fronte a pacifiche violazioni convenzionali di carattere oggettivo e generale, già stigmatizzate in sede Europea, il mancato esperimento del rimedio di cui all'art. 34 CEDU (ricorso individuale) e la conseguente mancanza, nel caso concreto, di una sentenza della Corte EDU cui dare esecuzione non possono essere di ostacolo ad un intervento dell'ordinamento giuridico italiano, attraverso la giurisdizione, per eliminare una situazione di illegalità convenzionale, anche sacrificando il valore della intangibilità del giudicato. Il principio di retroattività in mitius, secondo la giurisprudenza della Corte EDU, è un corollario di quello di legalità, consacrato dall'art. 7 della CEDU, …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., SS.UU., sentenza 19/04/2012, n. 34233
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 34233
Data del deposito : 19 aprile 2012

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