Cass. civ., sez. III, sentenza 14/10/2024, n. 37640
CASS
Sentenza 14 ottobre 2024

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è stato emesso dalla Corte di Cassazione, con sentenza datata 11 aprile 2024. Le parti coinvolte nel procedimento sono l'imputata, accusata di frode fiscale, e il pubblico ministero. L'imputata ha contestato la sussistenza dell'elemento soggettivo del reato, sostenendo che le prove a suo carico fossero insufficienti e che la Corte d'Appello avesse fornito una motivazione carente e contraddittoria. Ha inoltre sollevato questioni riguardanti la continuazione tra reati e il trattamento sanzionatorio.

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, evidenziando che la responsabilità penale per il reato contestato richiede la prova del dolo, che non era stata adeguatamente dimostrata. I giudici hanno sottolineato che le conclusioni della Corte d'Appello si basavano su presunzioni e non su prove concrete, e che la condotta dell'imputata, sebbene criticabile, non dimostrava un accordo fraudolento con il coimputato. Pertanto, la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio, ordinando una nuova valutazione della sussistenza del dolo di concorso.

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Massime1

Nelle ipotesi di concorso di persone nel reato, per la sussistenza del necessario elemento soggettivo è necessario dimostrare che il soggetto in relazione al quale la questione è oggetto di verifica abbia dato un consapevole contributo alla condotta posta in essere da altri individui e del fatto che della materialità di tali condotte era consapevole. Nel caso di specie erano invece emersi elementi denotanti negligenza nello svolgimento dell'attività professionale, deponenti per la indubbia colposità della condotta della ricorrente ma non dimostrativi della esistenza di un accordo fra colleghi e tali elementi erano riconducibili al non aver riferito al proprio cliente di essersi rivolta ad un ulteriore commercialista affinché ne trattasse gli affari, al non essersi accertata di quali strumenti tale commercialista intendesse servirsi ed al non avere verificato a fronte della positiva definizione della posizione del cliente (il collega aveva fatto pervenire alla imputata un estratto conto rilasciato da Equitalia da cui emergeva la circostanza che per il cliente non c'era più nulla da pagare) come fosse stato conseguito tale risultato.

Commentari4

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    https://ntplusdiritto.ilsole24ore.com/ · 24 ottobre 2024

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    https://www.altalex.com/
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. III, sentenza 14/10/2024, n. 37640
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 37640
Data del deposito : 14 ottobre 2024
Fonte ufficiale :

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