Cass. civ., sez. VI, ordinanza 30/05/2018, n. 13535
CASS
Ordinanza 30 maggio 2018

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Gli artt. 342 e 434 c.p.c., nel testo formulato dal d.l. n. 83 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 134 del 2012, vanno interpretati nel senso che l'impugnazione deve contenere, a pena di inammissibilità, una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata e, con essi, delle relative doglianze, affiancando alla parte volitiva una parte argomentativa che confuti e contrasti le ragioni addotte dal primo giudice, senza che occorra l'utilizzo di particolari forme sacramentali o la redazione di un progetto alternativo di decisione da contrapporre a quella di primo grado, ovvero la trascrizione totale o parziale della sentenza appellata, tenuto conto della permanente natura di "revisio prioris instantiae" del giudizio di appello, il quale mantiene la sua diversità rispetto alle impugnazioni a critica vincolata.

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    Di Filippo Poggi. Si segnala l'ordinanza della Corte di Appello di Milano del 20. 02. 2018 di cui si è molto discusso in un corso della SSM dello scorso mese di settembre e che pare essere sul punto il classico “uovo di Colombo”. In buona sostanza la Corte afferma, con una buona dose di ‘pragmatismo ambrosiano' che la nuova formulazione dell'art. 603, comma 3-bis c. p. p. con obbligo ... Leggi tutto… Di Giovanni Iaria. Con l'ordinanza n. 29920/2018, pubblicata il 20/11/2018, la Corte di Cassazione si è nuovamente pronunciata in merito alle conseguenze derivanti dal mancato rispetto nella fase di appello nel rito del lavoro del termine di venticinque giorni tra la data di notificazione …

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  • 5Procedura Civile [Pag. 19]
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. VI, ordinanza 30/05/2018, n. 13535
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 13535
Data del deposito : 30 maggio 2018

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