Cass. pen., sez. II, sentenza 21/06/2017, n. 33519
CASS
Sentenza 21 giugno 2017

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Massime2

Ai fini dell'acquisizione al fascicolo del dibattimento delle dichiarazioni in precedenza rese dal teste, ai sensi dell'art. 500, comma quinto, cod. proc. pen., gli elementi concreti per ritenere sussistente l'intimidazione del medesimo, anche attraverso minacce rivolte a persone a lui vicine, ben possono essere desunti dalle dichiarazioni predibattimentali di queste ultime, non richiedendosi, in tale fase, caratterizzata dall'assenza di formalità, che siano osservate le regole del contraddittorio.

In tema di valutazione della chiamata in reità o correità da parte dell'imputato di reato connesso, l'attendibilità intrinseca del dichiarante non resta esclusa per il sol fatto che egli sia stato mosso da ragioni di astio o risentimento nei confronti dell'accusato, poiché queste ultime non eliminano la valenza probatoria delle accuse, ma fondano soltanto la necessità, per il giudice, di un accertamento particolarmente approfondito circa la veridicità del loro contenuto.

Commentario1

  • 1Art. 500 - Contestazioni nell’esame testimoniale
    https://www.filodiritto.com/

    Rassegna giurisprudenziale Contestazioni nell'esame testimoniale (art. 500) Non può essere pronunciata condanna per falsa testimonianza esclusivamente sulla base del contrasto tra le dichiarazioni rese in dibattimento e quelle rese nel corso delle indagini preliminari ed utilizzate per le contestazioni di cui all'art. 500; tale contrasto può assumere rilevanza ai fini dell'accertamento del reato solo ove siano emersi altri elementi di prova atti a riscontrare la veridicità delle primigenie dichiarazioni e la falsità di quelle successivamente rilasci (Sez. 6, 11240/2022). L'art. 500 comma 4 (espressamente richiamato dall'art. 513 relativo alle dichiarazioni di persona imputata e quindi …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. II, sentenza 21/06/2017, n. 33519
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 33519
Data del deposito : 21 giugno 2017

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