Sentenza 14 maggio 1998
Massime • 1
Sulla richiesta di permesso avanzata da imputato detenuto in custodia cautelare per reato in ordine al quale sia intervenuta sentenza di condanna in primo grado,avverso la quale sia stato proposto appello senza che gli atti siano stati ancora trasmessi al giudice del gravame, è competente a provvedere,ai sensi del combinato disposto dell'art.30 dell'ordinamento penitenziario,dell'art.590 c.p.p. e dell'art.91 disp.att. c.p.p.,il giudice che ha pronunciato la suddetta sentenza.
Commentario • 1
- 1. Analisi dell'istituto dei permessi ordinariRedazione · https://www.diritto.it/ · 26 settembre 2004
Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. I, sentenza 14/05/1998, n. 2738 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 2738 |
| Data del deposito : | 14 maggio 1998 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.: Camera di consiglio
Dott. Torquato GEMELLI Presidente del 14/5/98
1. Dott. Giovanni SILVESTRI Consigliere SENTENZA
2. " Umberto GIORDANO " N.2738
3. " Vincenzo TARDINO " REGISTRO GENERALE
4. " IO DE AS " N.11205/98
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
sul conflitto di competenza rilevato con ordinanza in data 9/3/98 dal Magistrato di sorveglianza di Roma in relazione a istanza di permesso presentata da CH MA, n. a Tivoli il 7/5/76
Sentita la relazione fatta dal Consigliere dr. Giordano udito il Pubblico Ministero nella persona del dr. Ciampoli che ha concluso per la declaratoria di competenza del Pretore di Roma. Osserva:
con ordinanza in data 4/3/98 il Pretore di Roma si è dichiarato incompetente a provvedere su un'istanza di permesso presentata da CH MA - detenuto per un reato per cui era stato condannato con sentenza 3/12/97 dello stesso Pretore - rilevando che tale sentenza bon era ancora definitiva per cui, essendo il prevenuto in stato di custodia cautelare, la competenza spettava, ai sensi degli artt.11 comma 2 richiamato dall'art.30 comma 1 C.P. e 240 disp.att. C.P.P., al locale Magistrato di sorveglianza, cui ha disposto trasmettersi gli atti.
Con ordinanza in data 9/3/98 il Magistrato di sorveglianza ha sollevato conflitto negativo di competenza sostenendo che la decisione, ai sensi degli artt.30 O.P.,590 C.P.P. e 91 disp.att. C.P.P., spettava al Pretore.
Il conflitto è ammissibile in rito, rientrando nella previsione dell'art.28 comma 2 C.P.P., e - come questa Sezione ha già avuto occasione di affermare (cfr. la sentenza 24/10/90, Confl. in proc. Florio) - deve essere risolto nel senso della competenza del Pretore. Il richiamo all'art.11 comma 2 O.P., cui l'art.240 disp.att. C.P.P. fa riferimento, contenuto nel secondo periodo del comma 1 dell'art.30 O.P. è invero espressamente limitato alla fase che si conclude con la pronuncia della sentenza di primo grado;
per la fase successiva deve trovare applicazione il di sposto del terzo periodo del citato comma 1 dell'art. 30 O.P. integrato, in via di applicazione analogica, da quello degli artt.279 C.P.P. e 91 disp.att. C.P.P. secondo cui prima della trasmissione degli atti al giudice dell'impugnazione, competente a provvedere in materia di misure cautelari è il giudice che ha emesso la sentenza impugnata. E tale era appunto la situazione processuale nel caso di specie quando il CH ha presentato l'istanza di permesso. Così deciso in Roma, il 14 maggio 1998.
Depositato in Cancelleria il 15 giugno 1998