Cass. pen., sez. I, sentenza 20/03/2015, n. 16372
CASS
Sentenza 20 marzo 2015

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Massime3

La competenza del Magistrato e del Tribunale di sorveglianza ha natura funzionale ed inderogabile, non inquadrabile nella mera competenza territoriale.

Nel giudizio di cassazione il vizio di motivazione non è denunciabile con riferimento a questioni di diritto, poiché queste, se sono fondate e disattese dal giudice, motivatamente o meno, danno luogo al diverso motivo di censura costituito dalla violazione di legge, mentre, se sono infondate, il loro mancato esame non determina alcun vizio di legittimità della pronuncia.

Le partizioni sistematiche di una legge, in particolare titoli, capi e rubriche, non fanno parte né integrano il testo legislativo e quindi non vincolano l'interprete, in quanto la disciplina normativa sulla formazione delle leggi prevede che solo i singoli articoli siano oggetto di esame e di approvazione da parte degli organi legislativi. (Fattispecie in cui la Corte ha evidenziato la natura funzionale della competenza dei giudici della sorveglianza, pur rilevando che la rubrica dell'art. 677 cod.proc.pen. recita: "Competenza per territorio").

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    Rassegna giurisprudenziale Competenza per territorio (art. 677) La competenza della magistratura di sorveglianza è disciplinata, in generale, dall'art. 677 in omaggio al principio di semplificazione nella individuazione del giudice chiamato a decidere fondato sul locus custodiae ovvero il locus domicili. Una volta instaurata la procedura, in virtù del principio di perpetuatio iurisdictionis, la competenza del giudice non può subire variazioni, neppure se l'interessato viene rimesso in libertà o in caso di trasferimento presso altro istituto (Sez. 1, 31414/2021). La competenza dei giudici della sorveglianza, magistrato o tribunale, è di tipo funzionale inderogabile, rilevabile anche …

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  • 2La confisca senza condanna nel giudizio di impugnazione
    Pasquale Fimiani · https://www.giustiziainsieme.it/it/home

    di Pasquale Fimiani Fin dalla sua introduzione l'art. 578-bis c.p.p. ha posto dubbi interpretativi relativamente alle tipologie di confische per le quali, in presenza di reato estinto, il giudice di appello o la Corte di Cassazione possono decidere sull'impugnazione ai soli effetti della confisca, previo accertamento della responsabilità dell'imputato. Le questioni interpretative si sono ulteriormente ampliate a seguito della “spazzacorrotti” che ha modificato la norma estendendo i poteri del giudice dell'impugnazione in tema di confisca relativa a reato prescritto a quella prevista dall'art. 322-ter c.p. (anche quindi quella per equivalente). Temi sui quali le recenti sentenze Perroni …

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  • 3Procura speciale dever indicare oggetto (Cass. 40228/25)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 26 dicembre 2025

    In virtù del generale principio di conservazione degli atti, per la validità della procura speciale non sono richieste rigorose formule sacramentali, potendo il tenore dei termini usati nella redazione della procura speciale e la sua collocazione escludere ogni incertezza in ordine all'effettiva portata della volontà della parte: non vi è dubbio, tuttavia, che la norma di cui all'art. 122 cod. proc. pen. prescriva, a pena di inammissibilità, la determinazione dell'oggetto per cui è conferita e dei fatti ai quali si riferisce. CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE (data ud. 28/10/2025) 15/12/2025, n. 40228 Composta da Dott. VERGA Giovanna - Presidente Dott. SBRANA Francesca - …

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    di Pasquale Fimiani Fin dalla sua introduzione l'art. 578-bis c.p.p. ha posto dubbi interpretativi relativamente alle tipologie di confische per le quali, in presenza di reato estinto, il giudice di appello o la Corte di Cassazione possono decidere sull'impugnazione ai soli effetti della confisca, previo accertamento della responsabilità dell'imputato. Le questioni interpretative si sono ulteriormente ampliate a seguito della “spazzacorrotti” che ha modificato la norma estendendo i poteri del giudice dell'impugnazione in tema di confisca relativa a reato prescritto a quella prevista dall'art. 322-ter c.p. (anche quindi quella per equivalente). Temi sui quali le recenti sentenze Perroni …

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  • 5Diffamazione: in caso di offesa alla memoria del defunto, la querela può essere sporta dagli eredi
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 31 agosto 2023

    La massima In tema di diffamazione, nel caso di "offesa alla memoria del defunto", i prossimi congiunti e gli altri soggetti indicati dall'art. 597, comma 3, c.p. sono legittimati "iure proprio" ad esercitare il diritto di querela, quali soggetti passivi dell'offesa. (In motivazione la Corte ha precisato che, in tale ipotesi, non occorre che i querelanti manifestino espressamente la volontà di tutelare la memoria del loro congiunto, essendo sufficiente che espongano l'accadimento storico ritenuto lesivo -Cassazione penale sez. V - 24/06/2021, n. 31530). Fonte: CED Cass. pen. 2021 Vuoi saperne di più sul reato di diffamazione? Vuoi consultare altre sentenze in tema di diffamazione? La …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 20/03/2015, n. 16372
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 16372
Data del deposito : 20 marzo 2015

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