Sentenza 7 febbraio 2002
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. civ., sez. I, sentenza 07/02/2002, n. 1681 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 1681 |
| Data del deposito : | 7 febbraio 2002 |
Testo completo
E A L N L O I E 01 6 81 / 02 Z D A R 9 T . " S T I 7 R 1 G 3 A E ' . L R N L A E 7 D D 6 EL POPOLO ITALIANO 9 I E 1 S - T 5 N N - E LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE E 3 S S Oggetto E SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. Giammarco CAPPUCCIO Presidente R.G.N. 15609/98 Cron.4260 Dott. Ugo Riccardo PANEBIANCO Rel. Consigliere Dott. Francesco FELICETTI Consigliere Rep. Dott. Massimo BONOMO Consigliere Ud. 30/10/01 Dott. Giuseppe SALME' Consigliere ha pronunciato la seguente SE NT ENZA sul ricorso proposto da: COMUNE DI CIVITAVECCHIA, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA ORTIGARA 10, presso lo studio DAVOLI FARRONATO, rappresentato e difeso dall'avvocato PALA GESUALDO, giusta delega in calce al ricorso;
ricorrente -
contro
SATI Sas, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA VIA VESPASIANO 17, presso l'avvocato OTTAVI A.. 2001 rappresentata e difesa dall'avvocato MOCCI MAURO, 2226 giusta delega a margine del ricorso notificato;
-1- controricorrente
contro
SERVIZIO RISCOSSIONE TRIBUTI;
- intimato -
avverso la sentenza n. 387/97 del Pretore di CIVITAVECCHIA, depositata il 15/09/97; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 30/10/2001 dal Consigliere Dott. Ugo Riccardo PANEBIANCO;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Stefano SCHIRO' che ha concluso per l'accoglimento del primo motivo;
l'assorbimento degli altri motivi del ricorso. -2- SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con ricorso in opposizione depositato presso la Cancelleria della Pretura di Civitavecchia il giorno 8.7.1994 la S.A.T.I. S.a.s. chiedeva che fosse dichiarato nullo il procedimento esecutivo instaurato dal Servizio Riscossioni Tributi del Comune di Civitavecchia con vari avvisi di mora relativi a sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, deducendo che tali avvisi erano privi dei requisiti prescritti dalla legge per mancanza di sottoscrizione del funzionario e della motivazione e che non aveva ricevuto rituale notifica del verbale di accertamento dell'infrazione e della cartella esattoriale. Si costituivano il Servizio Riscossione Tributi ed il Comune che chiedevano il rigetto dell'opposizione. Il Comune eccepiva preliminarmente anche il difetto di giurisdizione. Con sentenza depositata in data 15.9.1997 il Pretore dichiarava nulla la procedura esecutiva per inammissibilità della stessa e per mancanza del titolo per cui si procedeva. Dopo aver affermato la giurisdizione in materia del giudice ordinario, rilevava il Pretore, 3 oltre alla mancanza della cartella esattoriale, la requisiti carenza negli avvisi di mora dei prescritti (sottoscrizione, motivazione, descrizione del titolo, indicazione della data di notifica dello stesso, notificazione nei modi di legge). Sosteneva inoltre che la procedura adottata non poteva riguardare le infrazioni commesse prima dell'entrata in vigore del nuovo codice della strada in quanto, se è vero che l'art. 203 C.d.S. consente l'iscrizione a ruolo in base al verbale di accertamento costituente titolo esecutivo, è anche vero che il successivo art. 238 prevede espressamente l'applicabilità di tale procedura a decorrere dall'1.1.1993 per le infrazioni commesse dopo tale data. tale sentenza il Comune di Avverso Civitavecchia propone ricorso per cassazione, deducendo sei motivi di censura. Resiste con controricorso la S.A.T.I. s.a.s., mentre il Servizio Riscossioni non espletava alcuna attività difensiva. Avendo il ricorrente con il secondo motivo riproposto la questione di giurisdizione, la causa veniva assegnata alle Sezioni Unite che con sentenza 153/01 rigettavano sul punto il ricorso, dell'autorità dichiarando la giurisdizione trasmettendo gli atti а giudiziaria ordinaria e questa Sezione per il prosiequo. MOTIVI DELLA DECISIONE Con il primo motivo di ricorso il Comune di Civitavecchia denuncia violazione dell'art. 23 della Legge n.689/81 in relazione all'art. 360 nn.3 e 4 C.P.C., deducendo la nullità della sentenza per avere il Pretore omesso di provvedere all'immediata lettura del dispositivo in udienza all'esito della discussione. La censura è fondata. sentenza che con dall'impugnata Risulta stati contestati sia l'opposizione erano l'esistenza di un valido titolo e cioè la accertamento della regolarità del procedimento di sanzione amministrativa e di formazione di un la validità degli valido titolo esecutivo e sia avvisi di mora con i quali era stato intimato, con riferimento alle relative cartelle esattoriali, il pagamento di detta sanzione, il cui inadempimento avrebbe dato luogo alla procedura esecutiva. Devono ritenersi in tal modo proposte due distinte azioni, ciascuna caratterizzata da diversi regimi processuali, dovendosi far riferimento, per 5 quanto riguarda la prima, allo speciale procedimento previsto dagli artt. 22 e segg. della Leqce 689/81 er per quanto riguarda la seconda, а quello previsto dall'art. 615 C.P.C. ○ dall'art. 617 C.P.C., a seconda che trattasi di opposizione all'esecuzione od agli atti esecutivi. giudizio riguardante la Relativamente al di un valido titolo esecutivo per formazione procedere all'esecuzione titolo che può essere contestato per la prima volta anche in sede di opposizione alla cartella esattoriale od all'avviso di mora qualora si deduca la mancata notifica del verbale di accertamento dell'ordinanza- ingiunzione - il procedimento per esso previsto dalla Legge 689/81 richiede espressamente all'art. 23 comma 7 l'immediata lettura del dispositivo in udienza. Quanto alle conseguenze giuridiche di una tale omissione, da tempo le Sezioni Unite di questa Corte (sent.n.1457/92), recependo l'indirizzo già formatosi in materia di lavoro nell'interpretazione dell'art. 429 comma 1 C.P.C. (Sez.Un. 2632/77; 299/87), hanno affermato il principio della nullità della sentenza resa nel giudizio di opposizione ad ordinanza ingiunzione di pagamento di sanzione 6 amministrativa (cui è assimilabile in materia di circolazione stradale il verbale di accertamento ritualmente notificato) qualora sia stata omessa, all'udienza di discussione della causa, l'immediata lettura del dispositivo ai sensi dell'art. 23 comma 7 della Legge 24.11.1981 n.689 (da ultimo Cass. 12760/00) . Orbene dagli atti di causa, la cui lettura è certamente consentita in presenza del dedotto vizio ildi ordine processuale, non solo manca dispositivo da leggere in udienza ma risulta, in base al verbale del 6.8.1997, che il Pretore all'esito dell'udienza di discussione ha semplicemente trattenuto la causa in decisione. Né potrebbe sostenersi che, trattandosi di opposizione all'avviso di mora, il rito da seguire sia in ogni caso quello previsto dall'art. 615 dall'art. 617 C.P.C. per 1'opposizione alla esecuzione ed agli atti esecutivi. Allorchè infatti l'opposizione è volta a recuperare, a livello di cartella esattoriale o di avviso di mora, il momento di garanzia di cui l'interessato sostiene di non essersi potuto avvalere nella fase di formazione del titolo per mancata notifica dell'ordinanza-ingiunzione o, come 7 nel caso in esame, del verbale di accertamento, non può prescindersi dalle forme previste dalla Legge 689/81 che, come è stato già sottolineato, richiede la lettura del dispositivo in udienza (art.23). Consegue, in forza del richiamato principio, la nullità della sentenza con l'assorbimento degli altri quattro motivi di ricorso riguardanti le questioni relative alla legittimità della cartella esattoriale, alla ritualità della notifica del verbale di accertamento con conseguente validità в del titolo esecutivo in tal modo formatosi nonché, infine, i rapporti fra il Comune ed il Servizio Riscossione Tributi. L'impugnata sentenza deve essere pertanto cassata. Quanto al giudizio di rinvio, il giudice deve essere individuato nel Tribunale di Civitavecchia in composizione monocratica a seguito della soppressione dell'Ufficio del Pretore operata con D.Lgs. 19.2.1998 n.51. Né può trovare applicazione l'art. 98 del D.Lgs.30.12.1999 n.507 che ha attribuito al giudice di pace la competenza nei giudizi di opposizioni ad ordinanze-ingiunzioni di cui alla Legge 689/81 con alcune eccezioni non rientranti però nel caso 8 in esame - in quanto, non contenendo detto D.Lgs. disposizioni transitorie in ordine alla sua efficacia retroattiva, trova applicazione l'art. 5 C.P.C. novellato in base al quale "la giurisdizione € la competenza si determinano con riguardo alla legge vigente ed allo stato di fatto esistente al momento della domanda e non hanno rilevanza rispetto ad esse i successivi mutamenti della legge e dello stato medesimo". A detto Tribunale, che provvederà anche per le spese del presente giudizio di cassazione, deve essere quindi disposto il rinvio.
P.Q.M.
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Accoglie il primo motivo di ricorso. Dichiara A E L N L O E I assorbiti gli altri. Cassa la sentenza impugnata e Z D A " 9 R 7 . rinvia anche per le spese al Tribunale T 1 di T S 3 I R . G A ' N E Civitavecchia in composizione monocratica. L R 7 L 6 E 9 A D 1 D - Roma, 30.10.2001 I 5 E - S 3 T N N E E Il Presidente Il Consigliere est. E S G S ) G E Mo Мдо місить РолиналияMgo 3 E L CORTA SUNTIINADCAS Prima Sezione Civity IL CANCEL Depositato in Cancelleria Luisa Pasureyi 20Cousines 7 FEB. 2002 IL CANCELLIERE 9