Corte d'Appello Milano, sentenza 22/10/2025, n. 2812
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Sentenza 22 ottobre 2025

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La Corte d'Appello di Milano, Sezione V Civile, si è pronunciata sull'appello proposto da una madre (appellante) avverso la sentenza del Tribunale di Milano che aveva regolamentato l'esercizio della responsabilità genitoriale e fissato il contributo al mantenimento della figlia minore. L'appellante, madre di una figlia minore gravemente disabile, lamentava l'errata quantificazione dell'assegno di mantenimento paterno, ritenendo insufficiente la somma di € 200,00 mensili stabilita dal Tribunale. Contestava, in particolare, la riduzione del contributo rispetto a quanto originariamente richiesto, sostenendo che il padre (appellato, dichiarato contumace) avesse volontariamente creato una situazione di disagio economico per sottrarsi ai propri obblighi, evidenziando come egli avesse percepito somme significative a titolo di eredità e TFR, oltre a un assegno di disoccupazione. L'appellante chiedeva, pertanto, la riforma della sentenza impugnata per ottenere un assegno di mantenimento più congruo, pari ad almeno € 600,00 mensili, oltre al 50% delle spese straordinarie. Il Procuratore Generale, nel suo parere, pur prendendo atto delle argomentazioni dell'appellante, esprimeva parere negativo all'accoglimento dell'appello, ritenendo congruo l'importo del mantenimento paterno alla luce dello stato di disoccupazione del padre.

La Corte d'Appello ha rigettato l'appello, confermando integralmente la sentenza impugnata. Il Collegio ha ritenuto che le condizioni economiche dell'appellato fossero obiettivamente e drammaticamente peggiorate, rendendo giustificata la riduzione del contributo al mantenimento della figlia. A sostegno di tale decisione, la Corte ha richiamato le risultanze delle relazioni dei Carabinieri e dei Servizi Sociali, che attestavano lo stato di indigenza dell'appellato, il suo ricovero per tentativi di suicidio, l'abuso di sostanze alcoliche e farmaceutiche, e il rifiuto di proposte di aiuto lavorativo e alloggiativo. La Corte ha altresì considerato che, sebbene l'appellato fosse affetto da etilismo e ludopatia, il sopravvenuto peggioramento delle sue condizioni economiche non appariva frutto di un comportamento doloso preordinato all'inadempimento, bensì conseguenza di uno stile di vita dissennato, che non giustificava il mantenimento di un contributo che egli non era in grado di adempiere. Pertanto, la somma di € 200,00 mensili è stata ritenuta il massimo richiedibile all'appellato, stante la sua situazione di indigenza. Nulla è stato disposto in ordine alle spese processuali, stante la contumacia dell'appellato.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Milano, sentenza 22/10/2025, n. 2812
    Giurisdizione : Corte d'Appello Milano
    Numero : 2812
    Data del deposito : 22 ottobre 2025

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