Versione
25 maggio 1975
25 maggio 1975
Art. 3.
L' articolo 238 del codice di procedura penale e' sostituito dal seguente:
"Anche fuori dei casi di flagranza, quando vi e' il fondato sospetto di fuga, gli ufficiali e gli agenti della polizia giudiziaria o della forza pubblica possono fermare le persone nei cui confronti ricorrono sufficienti indizi di delitto per il quale la legge stabilisce la pena non inferiore nel massimo a sei anni di reclusione ovvero di delitto concernente le armi da guerra o tipo guerra, i fucili a canna mozza, le munizioni destinate alle predette armi o le materie esplodenti. Gli ufficiali possono trattenere i fermati per il tempo strettamente necessario per i primi accertamenti, dopo i quali debbono far tradurre i fermati immediatamente nelle carceri giudiziarie o in quelle mandamentali se in queste ultime esiste la cella di isolamento.
L'ufficiale di polizia giudiziaria che ha eseguito il fermo o al quale il fermato e' stato presentato deve darne immediata notizia, indicando il giorno e l'ora nel quale il fermo e' avvenuto, al procuratore della Repubblica o, se il fermo avviene fuori del comune sede del tribunale, al pretore del luogo dove esso e' stato eseguito.
Lo stesso ufficiale di polizia giudiziaria nelle quarantotto ore dal fermo deve comunicare alla medesima autorita' giudiziaria i motivi per i quali il fermo e' stato ordinato, insieme con i risultati delle sommarie indagini gia' svolte.
Il procuratore della Repubblica o il pretore deve provvedere immediatamente all'interrogatorio del fermato e, se riconosce fondato il fermo, lo convalida con decreto motivato, al piu' tardi nelle quarantotto ore successive al ricevimento della comunicazione. Del decreto di convalida e' data comunicazione all'interessato.
In ogni caso il procuratore della Repubblica o il pretore, dopo aver avuto comunque conoscenza del fermo, provvede in qualsiasi momento, ove se ne ravvisi l'opportunita', alle indagini di polizia giudiziaria ai sensi degli articoli 231 e 232.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche per i delitti previsti dagli articoli 1 , 2 e 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645 , e successive modificazioni".
Continua ad applicarsi la disposizione dell' articolo 7 della legge 14 ottobre 1974, n. 497 .
L' articolo 238 del codice di procedura penale e' sostituito dal seguente:
"Anche fuori dei casi di flagranza, quando vi e' il fondato sospetto di fuga, gli ufficiali e gli agenti della polizia giudiziaria o della forza pubblica possono fermare le persone nei cui confronti ricorrono sufficienti indizi di delitto per il quale la legge stabilisce la pena non inferiore nel massimo a sei anni di reclusione ovvero di delitto concernente le armi da guerra o tipo guerra, i fucili a canna mozza, le munizioni destinate alle predette armi o le materie esplodenti. Gli ufficiali possono trattenere i fermati per il tempo strettamente necessario per i primi accertamenti, dopo i quali debbono far tradurre i fermati immediatamente nelle carceri giudiziarie o in quelle mandamentali se in queste ultime esiste la cella di isolamento.
L'ufficiale di polizia giudiziaria che ha eseguito il fermo o al quale il fermato e' stato presentato deve darne immediata notizia, indicando il giorno e l'ora nel quale il fermo e' avvenuto, al procuratore della Repubblica o, se il fermo avviene fuori del comune sede del tribunale, al pretore del luogo dove esso e' stato eseguito.
Lo stesso ufficiale di polizia giudiziaria nelle quarantotto ore dal fermo deve comunicare alla medesima autorita' giudiziaria i motivi per i quali il fermo e' stato ordinato, insieme con i risultati delle sommarie indagini gia' svolte.
Il procuratore della Repubblica o il pretore deve provvedere immediatamente all'interrogatorio del fermato e, se riconosce fondato il fermo, lo convalida con decreto motivato, al piu' tardi nelle quarantotto ore successive al ricevimento della comunicazione. Del decreto di convalida e' data comunicazione all'interessato.
In ogni caso il procuratore della Repubblica o il pretore, dopo aver avuto comunque conoscenza del fermo, provvede in qualsiasi momento, ove se ne ravvisi l'opportunita', alle indagini di polizia giudiziaria ai sensi degli articoli 231 e 232.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche per i delitti previsti dagli articoli 1 , 2 e 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645 , e successive modificazioni".
Continua ad applicarsi la disposizione dell' articolo 7 della legge 14 ottobre 1974, n. 497 .
Giurisprudenza • 1
- 1. TAR Lecce, sez. I, sentenza 10/04/2015, n. 1141Provvedimento: N. 01926/2014 REG.RIC. N. 01141/2015 REG.PROV.COLL. N. 01926/2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce - Sezione Prima ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1926 del 2014, proposto da: AN IE, rappresentato e difeso dall'avv. Vincenzo Perrone e presso lo studio di quest'ultimo elettivamente domiciliato in Lecce, Via Catalano; contro Ministero dell'Interno, Questura di Lecce, rappresentati e difesi dall'Avvocatura dello Stato, domiciliati presso la sede di quest'ultima in Lecce, Via Rubichi; per l'annullamento del provvedimento n. 1007/2008 …Leggi di più...
- art. 2 d.lgs. 159/2011·
- misure di prevenzione·
- violazione di legge·
- compensazione delle spese di lite·
- art. 3 L. 1423/56·
- art. 1 d.lgs. 159/2011·
- art. 4 L. 27 dicembre 1956 n.1423·
- violazione del diritto di difesa·
- foglio di via obbligatorio·
- eccesso di potere·
- pericolosità per la sicurezza pubblica·
- giurisprudenza sulle misure di prevenzione