(Sanzioni).
La sentenza che accerta atti di concorrenza sleale ne inibisce la continuazione e da' gli opportuni provvedimenti affinche' ne vengano eliminati gli effetti.
(massima n. 1) In tema di concorrenza sleale, la funzione dell'azione inibitoria di cui all'art. 2599 c.c. mette capo ad una pronuncia che, sebbene non suscettibile di attuazione diretta nelle forme dell'esecuzione forzata, può costituire oggetto di giudicato, consentendo di «acquisire» ad un eventuale secondo giudizio di cognizione l'accertamento, […]
Leggi di più…[…] Pertanto, nella ipotesi di comportamento lesivo della sfera patrimoniale dell'imprenditore, il quale, pur difettando dei requisiti per essere qualificato come atto di concorrenza sleale, integri un illecito aquiliano, deve ritenersi esperibile l'indicata azione, facendo applicazione per analogia dell'art. 2599 c.c. in tema di concorrenza sleale.
Leggi di più…[…] Lgs. 10 febbraio 2005 n. 30 ; Art. 2598 c.c., art 2599 c.c. […]
Leggi di più…[…] Sia in caso di violazione dell'art. 2557 che dell'art. 2598 è possibile per colui che si ritiene leso esperire una azione cautelare urgente al fine di inibire il comportamento sleale del concorrente. L'art. 2599 del c.c. prevede che la sentenza che accerta atti di concorrenza sleale ne inibisce la continuazione e dà gli opportuni provvedimenti affinché ne vengano eliminati gli effetti. […]
Leggi di più…[…] A tale obiettivo concorrono anche gli artt. 2599 e 2600 c.c. del codice Civile, che si occupano di sanzionare la concorrenza sleale e di disporre in favore del danneggiato il risarcimento del danno. L'art. 2599 c.c. dedicato alle sanzioni da applicare nei confronti di chi commette atti di concorrenza sleale, dispone che la sentenza che li accerta ne inibisce la continuazione e adotta i provvedimenti opportuni affinché gli effetti prodotti fino a quel momento vengano eliminati. […]
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