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Sentenza 26 novembre 2025
Sentenza 26 novembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Vicenza, sentenza 26/11/2025, n. 698 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Vicenza |
| Numero : | 698 |
| Data del deposito : | 26 novembre 2025 |
Testo completo
n. 1204 /2025 R.G.
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE ORDINARIO di VICENZA
- PRIMA SEZIONE CIVILE - SETTORE DELLE CONTROVERSIE DI LAVORO E DI PREVIDENZA E ASSISTENZA OBBLIGATORIA
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Paolo Sartorello ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile di Primo Grado iscritta al n. 1204 /2025 RG Lav. promossa da:
Parte_1 esente giudizio dall'avv. NICOLA ZAMPIERI e domiciliata presso lo studio del difensore in VICENZA ricorrente contro
Controparte_1
OL IC e OV ST LA RI e domiciliato presso l
[...]
sito in Borgo Scroffa n. 2 Controparte_2 resistente
Conclusioni: come precisate con le modalità di cui all'art. 127 ter c.p.c., mediante il deposito di note scritte. Oggetto: retribuzione. Motivazione Parte ricorrente, allegato di avere lavorato negli anni scolastici 2022/23 e 2024/25 quale dipendente a tempo determinato per il convenuto in qualità di docente, chiede CP_1 per le predette annualità, in forza del principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato adottato con direttiva n. 1999/70/CE del Consiglio1, di godere del bonus-carta docente di cui all'art. 1, co. 121, Legge 107/2015. Tale norma, per i soli docenti in ruolo (e quindi con esclusione dei docenti assunti con contratto di lavoro a termine), prevede infatti che
<Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il
[...]
, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti Controparte_3 al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria nè reddito imponibile>>.
Per quanto qui di interesse, i DPCM (del 23/9/2015 e del 28/11/2016) elaborati ai sensi del comma 122, dell'art. 1, della Legge 107/2015, prevedono poi, ad integrazione della norma sopra riportata, che:
1) La Carta è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all'articolo 514 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari (art. 3, co. 1, DPCM 28/11/2016); 2) La Carta non è più fruibile all'atto della cessazione dal servizio (art. 3, co. 2, DPCM 28/11/2016); 3) Le somme non spese entro la conclusione dell'anno scolastico di riferimento sono rese disponibili nella Carta dell'anno scolastico successivo, in aggiunta alle risorse ordinariamente erogate (art. 6, co. 6, DPCM 28/11/2016). La normativa suddetta impone quindi al un preciso obbligo cui Controparte_1 corrisponde in capo al singolo docente (di ruolo) il diritto a vedersi costituire (da parte del
) una provvista dalla quale attingere (mediante accesso ad applicazione web e CP_1 creazione di apposito buono elettronico di spesa con codice identificativo da consegnare al rivenditore del bene o del servizio) in funzione della propria formazione o della acquisizione di strumenti di lavoro (quali, ad esempio, computer o connessioni internet). Tale diritto attribuisce quindi all'insegnante, quale corollario del diritto stesso, la facoltà, non appena gli sia consentito di accedere alla provvista monetaria e, quindi, di elaborare un proprio profilo sull'applicativo web appositamente predisposto a cura del , di CP_1 spendere la relativa somma, fino a concorrenza di € 500,00, non oltre – come si evince dalla dizione dell'art. 6, co. 6, DPCM 28/11/2016 - il 24° mese decorrente dalla data di inizio dell'anno scolastico in relazione al quale la detta somma è stata assegnata (così, ad esempio, i 500 euro fruibili dal singolo docente con riferimento all'a.s. 2015/2016, che ha inizio il giorno 1/9/2015, potranno essere spesi fino al giorno 31/8/2017).
2 Orbene, alla luce della suddetta normativa, nazionale e comunitaria, parte ricorrente, con riferimento agli anni scolastici predetti, domanda in particolare, previo accertamento del diritto ad ottenere la costituzione della Carta, la condanna del ad erogare la CP_1 somma di € 500,00 per ciascuna annualità sopra indicata per il soddisfacimento delle necessità formative (la formazione continua cui i docenti di ruolo e non di ruolo sono, per Legge2, tenuti).
Il convenuto si è costituito, contestando quanto dedotto dalla ricorrente e CP_1 chiedendo il rigetto del ricorso;
in particolare ha contestato la spettanza del bonus relativamente all'anno scolastico 2024/2025, in quanto l'accredito della c.d. Carta docente ai supplenti annuali nominati su posto vacante e disponibile sino al 31.08.2025 - qual è l'odierna ricorrente (all. n. 02 cit. - stato matricolare completo) - è già stato disposto ex lege con D.L. n. 45/2025, convertito con modifiche dalla L. n. 79 del 05.06.2025.
Entro il termine fissato per il deposito di note scritte ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c. in sostituzione dell'udienza parte ricorrente, riportandosi per il resto al ricorso, ha dato atto dell'avvenuto pagamento del bonus per l'a.s. 2024/25, e tuttavia ha chiesto comunque l'accertamento del diritto, senza condanna, poiché a seguito delle intervenute modifiche normative, l'art. 1 c. 121 della L 107/15, pur estendendo il beneficio ai supplenti con contratto sino al 31 agosto, per l'a.s. 2024/25 rinvia al DPCM del 28/11/2016, che all'art. 3 dispone l'attribuzione ai soli docenti di ruolo, cosicché, secondo parte ricorrente, l'erogazione sarebbe avvenuta senza copertura normativa, con conseguente possibilità di ripetizione della somma, circostanza che comporta la necessità di accertamento giudiziale della debenza.
Al medesimo termine parte resistente ha depositato note riportandosi alla propria memoria di costituzione.
Ciò premesso, il ricorso, alla luce delle considerazioni condivise dai giudici della Sezione lavoro del Tribunale di Vicenza, già esposte in numerose sentenze rese su casi analoghi (si richiamano ai sensi dell'art. 118 comma 1 disp. att. c.p.c. i seguenti precedenti a firma dello scrivente: RG Lav. n. 232/2023 sent. n. 324/2023, RG Lav. 233/2023 sent. n. 325/2023, RG Lav. 261/2023 sent. n. 334/2023, RG Lav. 264/2023 sent. n. 335/2023) e della recente sentenza della Corte di Cassazione n. 29961/2023 pubblicata il 27.10.2023, è fondato, avendo la pronuncia in parola sancito, per quanto qui ci interessa, che “1) La Carta Docente di cui all'art. 1, comma 121, L. 107/2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31.8, ai sensi dell'art. 4, comma 1, L. n. 124 del 1999 o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30.6, ai sensi dell'art. 4, comma secondo, della L. n. 124 del 1999, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al ” e che “2) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma CP_1
121, L. n. 107/2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.”
Anzitutto, con riferimento all'a.s. 2022/23 risulta provato che parte ricorrente ha lavorato in qualità di docente a tempo determinato alle dipendenze del convenuto con CP_1 contratto di lavoro prevedente il servizio fino al termine dell'a.s. (supplenze fino al 31 agosto, come si evince dallo Stato Matricolare allegato al ricorso), periodo in relazione al quale, alla luce dei princìpi e criteri indicati nella sentenza della Suprema Corte sopra richiamata, la prestazione del docente precario si caratterizza per una certa stabilità e professionalità, divenendo discriminatorio, e quindi illegittimo, con riferimento al mancato riconoscimento del beneficio in questione, il differente trattamento rispetto al docente di ruolo.
Deve inoltre rilevarsi, in relazione alle condizioni che la Suprema Corte ha ritenuto necessarie per l'adempimento dell'obbligazione in forma specifica, che parte ricorrente risulta attualmente in servizio come docente a tempo determinato, come risulta dallo stato matricolare prodotto dal convenuto , circostanza dalla quale si evince la CP_1 permanenza delle esigenze di formazione. Nella medesima pronuncia la Suprema Corte ha altresì statuito, con decisione che si intende qui osservare in ossequio alla funzione nomofilattica della Corte di legittimità, che l'obbligazione oggetto di causa abbia natura di obbligazione pecuniaria di pagamento, e come tale il ritardato adempimento comporta l'obbligo di corrispondere, sull'importo riconosciuto come dovuto, la maggior somma tra interessi e rivalutazione ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data in cui il beneficio avrebbe dovuto essere corrisposto e quella di effettiva erogazione. Il dies a quo va quindi individuato, secondo quanto affermato dalla Corte, nel momento del conferimento degli incarichi o, se detto momento sia anteriore, nel momento successivo in cui, per l'anno scolastico di riferimento, sia consentito ai docenti di ruolo procedere alla registrazione telematica onde fruire del beneficio.
Il convenuto dovrà, pertanto, essere condannato a costituire in favore della parte CP_1 ricorrente, con le modalità e le funzionalità di cui agli artt. 2, 5, 6 e 8 del DPCM 28 novembre 2016 (GU n.281 del 1-12-2016) ovvero con modalità e funzionalità analoghe,
4 la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all'art. 1, co. 121, Legge 107/2015, con accredito sulla detta Carta della somma pari a complessivi € 500,00; somma di cui la parte ricorrente potrà/dovrà fruire, per le finalità formative di cui all'art. 1, co. 121, Legge 107/2015, non oltre il 24° mese decorrente dalla data di sua costituzione.
Con riferimento, poi, all'a.s. 2024/25, avendo parte ricorrente limitato la domanda al mero riconoscimento del diritto a ricevere il bonus de quo (senza condanna, dal momento che il bonus è già stato erogato), ed essendo stato provato che la stessa ha prestato servizio come docente a tempo determinato fino al 31/08/2025 (doc. 2 allegato alla memoria del ), la domanda è fondata. Si ritiene, infatti, sussistente in capo a parte ricorrente l'interesse ad ottenere l'accertamento del diritto in parola, in quanto il comma 121 della L. 107/2015, come modificato dal Decreto-Legge 45/25 convertito con modificazioni dalla L. 5 giugno 2025, n. 79, dopo aver disposto che “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo e del docente con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.” prevede espressamente che, per quanto qui ci interessa, “Per l'a.s. 2024/2025 continuano ad applicarsi le modalità e i criteri definiti con il decreto di cui al comma 122". Trattasi del DPCM 28.11.2016 e ss.mm., che, tuttavia, all'art. 3, relativo ai soggetti beneficiari, dispone che "La Carta è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato (...)". In altre parole, nonostante la prassi del di erogare il bonus per l'a.s. 2024/25 anche ai docenti con contratto CP_1 fino al 31 agosto 2025, il decreto cui rimanda la L. 107/2015 per l'a.s. in questione continua a limitare il diritto ai docenti di ruolo. Per tale ragione la domanda si ritiene meritevole di accoglimento.
Quanto infine alle spese di lite le stesse, tenuto conto della serialità della vertenza e del limitato valore di causa, possono essere liquidate come da dispositivo.
P.Q.M.
Il Giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando, ogni contraria o diversa istanza e deduzione disattesa o assorbita:
- condanna il resistente a costituire in favore della parte ricorrente CP_1
, con le modalità e le funzionalità di cui agli artt. 2, 5, 6 Parte_1
e 8 del DPCM 28 novembre 2016 (GU n. 281 del 1-12-2016), la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all'art. 1, co. 121, Legge 107/2015, con accredito/assegnazione sulla detta Carta della somma pari a complessivi € 500,00, da spendersi non oltre il 24° mese decorrente dalla data di costituzione della Carta stessa;
- accerta il diritto della parte ricorrente alla spettanza del bonus per l'aggiornamento
5 e la formazione del docente delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all'art. 1, co. 121, Legge 107/2015 (cd. Carta docente) per l'a.s. 2024/2025;
- condanna parte resistente alla rifusione delle spese di lite sostenute dalla parte ricorrente a tale titolo liquidando la complessiva somma di € 321,50, oltre a spese generali ed accessori di legge (iva e cpa), con attribuzione in favore del difensore antistatario. Vicenza, 26/11/2025 Il Giudice dott. Paolo Sartorello
6 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 1 < modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive>>.
1 2 L'art. 282, DLgs. 297/1994, senza distinzione tra docenti di ruolo e docenti assunti con contratto di lavoro a tempo determinato, prevede infatti che <L'aggiornamento è un diritto-dovere fondamentale del personale […] docente. Esso è inteso come adeguamento delle conoscenze allo sviluppo delle scienze per singole discipline e nelle connessioni interdisciplinari;
come approfondimento della preparazione didattica;
come partecipazione alla ricerca e alla innovazione didattico-pedagogica>>.
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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE ORDINARIO di VICENZA
- PRIMA SEZIONE CIVILE - SETTORE DELLE CONTROVERSIE DI LAVORO E DI PREVIDENZA E ASSISTENZA OBBLIGATORIA
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Paolo Sartorello ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile di Primo Grado iscritta al n. 1204 /2025 RG Lav. promossa da:
Parte_1 esente giudizio dall'avv. NICOLA ZAMPIERI e domiciliata presso lo studio del difensore in VICENZA ricorrente contro
Controparte_1
OL IC e OV ST LA RI e domiciliato presso l
[...]
sito in Borgo Scroffa n. 2 Controparte_2 resistente
Conclusioni: come precisate con le modalità di cui all'art. 127 ter c.p.c., mediante il deposito di note scritte. Oggetto: retribuzione. Motivazione Parte ricorrente, allegato di avere lavorato negli anni scolastici 2022/23 e 2024/25 quale dipendente a tempo determinato per il convenuto in qualità di docente, chiede CP_1 per le predette annualità, in forza del principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato adottato con direttiva n. 1999/70/CE del Consiglio1, di godere del bonus-carta docente di cui all'art. 1, co. 121, Legge 107/2015. Tale norma, per i soli docenti in ruolo (e quindi con esclusione dei docenti assunti con contratto di lavoro a termine), prevede infatti che
<Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il
[...]
, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti Controparte_3 al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria nè reddito imponibile>>.
Per quanto qui di interesse, i DPCM (del 23/9/2015 e del 28/11/2016) elaborati ai sensi del comma 122, dell'art. 1, della Legge 107/2015, prevedono poi, ad integrazione della norma sopra riportata, che:
1) La Carta è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all'articolo 514 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari (art. 3, co. 1, DPCM 28/11/2016); 2) La Carta non è più fruibile all'atto della cessazione dal servizio (art. 3, co. 2, DPCM 28/11/2016); 3) Le somme non spese entro la conclusione dell'anno scolastico di riferimento sono rese disponibili nella Carta dell'anno scolastico successivo, in aggiunta alle risorse ordinariamente erogate (art. 6, co. 6, DPCM 28/11/2016). La normativa suddetta impone quindi al un preciso obbligo cui Controparte_1 corrisponde in capo al singolo docente (di ruolo) il diritto a vedersi costituire (da parte del
) una provvista dalla quale attingere (mediante accesso ad applicazione web e CP_1 creazione di apposito buono elettronico di spesa con codice identificativo da consegnare al rivenditore del bene o del servizio) in funzione della propria formazione o della acquisizione di strumenti di lavoro (quali, ad esempio, computer o connessioni internet). Tale diritto attribuisce quindi all'insegnante, quale corollario del diritto stesso, la facoltà, non appena gli sia consentito di accedere alla provvista monetaria e, quindi, di elaborare un proprio profilo sull'applicativo web appositamente predisposto a cura del , di CP_1 spendere la relativa somma, fino a concorrenza di € 500,00, non oltre – come si evince dalla dizione dell'art. 6, co. 6, DPCM 28/11/2016 - il 24° mese decorrente dalla data di inizio dell'anno scolastico in relazione al quale la detta somma è stata assegnata (così, ad esempio, i 500 euro fruibili dal singolo docente con riferimento all'a.s. 2015/2016, che ha inizio il giorno 1/9/2015, potranno essere spesi fino al giorno 31/8/2017).
2 Orbene, alla luce della suddetta normativa, nazionale e comunitaria, parte ricorrente, con riferimento agli anni scolastici predetti, domanda in particolare, previo accertamento del diritto ad ottenere la costituzione della Carta, la condanna del ad erogare la CP_1 somma di € 500,00 per ciascuna annualità sopra indicata per il soddisfacimento delle necessità formative (la formazione continua cui i docenti di ruolo e non di ruolo sono, per Legge2, tenuti).
Il convenuto si è costituito, contestando quanto dedotto dalla ricorrente e CP_1 chiedendo il rigetto del ricorso;
in particolare ha contestato la spettanza del bonus relativamente all'anno scolastico 2024/2025, in quanto l'accredito della c.d. Carta docente ai supplenti annuali nominati su posto vacante e disponibile sino al 31.08.2025 - qual è l'odierna ricorrente (all. n. 02 cit. - stato matricolare completo) - è già stato disposto ex lege con D.L. n. 45/2025, convertito con modifiche dalla L. n. 79 del 05.06.2025.
Entro il termine fissato per il deposito di note scritte ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c. in sostituzione dell'udienza parte ricorrente, riportandosi per il resto al ricorso, ha dato atto dell'avvenuto pagamento del bonus per l'a.s. 2024/25, e tuttavia ha chiesto comunque l'accertamento del diritto, senza condanna, poiché a seguito delle intervenute modifiche normative, l'art. 1 c. 121 della L 107/15, pur estendendo il beneficio ai supplenti con contratto sino al 31 agosto, per l'a.s. 2024/25 rinvia al DPCM del 28/11/2016, che all'art. 3 dispone l'attribuzione ai soli docenti di ruolo, cosicché, secondo parte ricorrente, l'erogazione sarebbe avvenuta senza copertura normativa, con conseguente possibilità di ripetizione della somma, circostanza che comporta la necessità di accertamento giudiziale della debenza.
Al medesimo termine parte resistente ha depositato note riportandosi alla propria memoria di costituzione.
Ciò premesso, il ricorso, alla luce delle considerazioni condivise dai giudici della Sezione lavoro del Tribunale di Vicenza, già esposte in numerose sentenze rese su casi analoghi (si richiamano ai sensi dell'art. 118 comma 1 disp. att. c.p.c. i seguenti precedenti a firma dello scrivente: RG Lav. n. 232/2023 sent. n. 324/2023, RG Lav. 233/2023 sent. n. 325/2023, RG Lav. 261/2023 sent. n. 334/2023, RG Lav. 264/2023 sent. n. 335/2023) e della recente sentenza della Corte di Cassazione n. 29961/2023 pubblicata il 27.10.2023, è fondato, avendo la pronuncia in parola sancito, per quanto qui ci interessa, che “1) La Carta Docente di cui all'art. 1, comma 121, L. 107/2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31.8, ai sensi dell'art. 4, comma 1, L. n. 124 del 1999 o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30.6, ai sensi dell'art. 4, comma secondo, della L. n. 124 del 1999, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al ” e che “2) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma CP_1
121, L. n. 107/2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.”
Anzitutto, con riferimento all'a.s. 2022/23 risulta provato che parte ricorrente ha lavorato in qualità di docente a tempo determinato alle dipendenze del convenuto con CP_1 contratto di lavoro prevedente il servizio fino al termine dell'a.s. (supplenze fino al 31 agosto, come si evince dallo Stato Matricolare allegato al ricorso), periodo in relazione al quale, alla luce dei princìpi e criteri indicati nella sentenza della Suprema Corte sopra richiamata, la prestazione del docente precario si caratterizza per una certa stabilità e professionalità, divenendo discriminatorio, e quindi illegittimo, con riferimento al mancato riconoscimento del beneficio in questione, il differente trattamento rispetto al docente di ruolo.
Deve inoltre rilevarsi, in relazione alle condizioni che la Suprema Corte ha ritenuto necessarie per l'adempimento dell'obbligazione in forma specifica, che parte ricorrente risulta attualmente in servizio come docente a tempo determinato, come risulta dallo stato matricolare prodotto dal convenuto , circostanza dalla quale si evince la CP_1 permanenza delle esigenze di formazione. Nella medesima pronuncia la Suprema Corte ha altresì statuito, con decisione che si intende qui osservare in ossequio alla funzione nomofilattica della Corte di legittimità, che l'obbligazione oggetto di causa abbia natura di obbligazione pecuniaria di pagamento, e come tale il ritardato adempimento comporta l'obbligo di corrispondere, sull'importo riconosciuto come dovuto, la maggior somma tra interessi e rivalutazione ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data in cui il beneficio avrebbe dovuto essere corrisposto e quella di effettiva erogazione. Il dies a quo va quindi individuato, secondo quanto affermato dalla Corte, nel momento del conferimento degli incarichi o, se detto momento sia anteriore, nel momento successivo in cui, per l'anno scolastico di riferimento, sia consentito ai docenti di ruolo procedere alla registrazione telematica onde fruire del beneficio.
Il convenuto dovrà, pertanto, essere condannato a costituire in favore della parte CP_1 ricorrente, con le modalità e le funzionalità di cui agli artt. 2, 5, 6 e 8 del DPCM 28 novembre 2016 (GU n.281 del 1-12-2016) ovvero con modalità e funzionalità analoghe,
4 la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all'art. 1, co. 121, Legge 107/2015, con accredito sulla detta Carta della somma pari a complessivi € 500,00; somma di cui la parte ricorrente potrà/dovrà fruire, per le finalità formative di cui all'art. 1, co. 121, Legge 107/2015, non oltre il 24° mese decorrente dalla data di sua costituzione.
Con riferimento, poi, all'a.s. 2024/25, avendo parte ricorrente limitato la domanda al mero riconoscimento del diritto a ricevere il bonus de quo (senza condanna, dal momento che il bonus è già stato erogato), ed essendo stato provato che la stessa ha prestato servizio come docente a tempo determinato fino al 31/08/2025 (doc. 2 allegato alla memoria del ), la domanda è fondata. Si ritiene, infatti, sussistente in capo a parte ricorrente l'interesse ad ottenere l'accertamento del diritto in parola, in quanto il comma 121 della L. 107/2015, come modificato dal Decreto-Legge 45/25 convertito con modificazioni dalla L. 5 giugno 2025, n. 79, dopo aver disposto che “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo e del docente con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.” prevede espressamente che, per quanto qui ci interessa, “Per l'a.s. 2024/2025 continuano ad applicarsi le modalità e i criteri definiti con il decreto di cui al comma 122". Trattasi del DPCM 28.11.2016 e ss.mm., che, tuttavia, all'art. 3, relativo ai soggetti beneficiari, dispone che "La Carta è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato (...)". In altre parole, nonostante la prassi del di erogare il bonus per l'a.s. 2024/25 anche ai docenti con contratto CP_1 fino al 31 agosto 2025, il decreto cui rimanda la L. 107/2015 per l'a.s. in questione continua a limitare il diritto ai docenti di ruolo. Per tale ragione la domanda si ritiene meritevole di accoglimento.
Quanto infine alle spese di lite le stesse, tenuto conto della serialità della vertenza e del limitato valore di causa, possono essere liquidate come da dispositivo.
P.Q.M.
Il Giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando, ogni contraria o diversa istanza e deduzione disattesa o assorbita:
- condanna il resistente a costituire in favore della parte ricorrente CP_1
, con le modalità e le funzionalità di cui agli artt. 2, 5, 6 Parte_1
e 8 del DPCM 28 novembre 2016 (GU n. 281 del 1-12-2016), la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all'art. 1, co. 121, Legge 107/2015, con accredito/assegnazione sulla detta Carta della somma pari a complessivi € 500,00, da spendersi non oltre il 24° mese decorrente dalla data di costituzione della Carta stessa;
- accerta il diritto della parte ricorrente alla spettanza del bonus per l'aggiornamento
5 e la formazione del docente delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all'art. 1, co. 121, Legge 107/2015 (cd. Carta docente) per l'a.s. 2024/2025;
- condanna parte resistente alla rifusione delle spese di lite sostenute dalla parte ricorrente a tale titolo liquidando la complessiva somma di € 321,50, oltre a spese generali ed accessori di legge (iva e cpa), con attribuzione in favore del difensore antistatario. Vicenza, 26/11/2025 Il Giudice dott. Paolo Sartorello
6 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 1 < modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive>>.
1 2 L'art. 282, DLgs. 297/1994, senza distinzione tra docenti di ruolo e docenti assunti con contratto di lavoro a tempo determinato, prevede infatti che <L'aggiornamento è un diritto-dovere fondamentale del personale […] docente. Esso è inteso come adeguamento delle conoscenze allo sviluppo delle scienze per singole discipline e nelle connessioni interdisciplinari;
come approfondimento della preparazione didattica;
come partecipazione alla ricerca e alla innovazione didattico-pedagogica>>.
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