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Sentenza 20 giugno 2025
Sentenza 20 giugno 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Torino, sentenza 20/06/2025, n. 3015 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Torino |
| Numero : | 3015 |
| Data del deposito : | 20 giugno 2025 |
Testo completo
N. R.G. 21875/2024
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di TORINO
SEZIONE VII CIVILE
Il Tribunale, composto dagli Ill.mi Signori:
Dott. Alberto Tetamo PRESIDENTE
Dott.ssa Chantal Dameglio GIUDICE
Dott.ssa Valentina Giuditta Soria GIUDICE REL.
Ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 21875/2024
avente per oggetto: interdizione promossa da:
nato il [...] a [...], elettivamente domiciliato presso l'avv. SAVARINO Parte_1
ALESSANDRO che lo rappresenta e difende in forza di procura
RICORRENTE contro nata il [...] in [...], domiciliata presso la RSA “Madama”, sita in Via CP_1
Ernestina Prola 9c - Torino
RESISTENTE CONTUMACE
e con l'intervento del Pubblico Ministero
CONCLUSIONI
Per parte ricorrente
Dichiararsi l'interdizione di CP_1
pagina 1 di 4 Per il P.M.
Visto, nulla oppone.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato in data 05/12/2024 hiedeva a questo Tribunale Parte_1
la pronuncia dell'interdizione per infermità di mente e la nomina di un tutore provvisorio nei confronti di in quanto incapace di provvedere ai propri interessi perché affetta da CP_1
disturbo neuro-cognitivo maggiore.
Il ricorso ed il conseguente decreto venivano ritualmente notificati alla parte resistente ed ai prossimi congiunti e ne veniva fatta comunicazione al PM in sede.
Il G.O.T. all'uopo delegato procedeva all'esame della persona interdicenda mediante collegamento da remoto ed all'esito rimetteva parti e causa innanzi al Giudice Relatore, il quale assegnava loro termine perentorio ex art. 127 ter c.p.c. per il deposito di note scritte contenenti le sole conclusioni.
Nel termine assegnato la parte ricorrente depositava note scritte contenenti le conclusioni ed in seguito la causa veniva rimessa al Collegio per la decisione.
Il P.M. faceva pervenire le proprie conclusioni nel termine assegnato.
***
La domanda è fondata.
Dai documenti in atti risulta che è affetta da “disturbo neuro-cognitivo maggiore a CP_1
verosimile genesi mista (vascolare e degenerativo) di grado moderato severo con BPSD”, come attestato dalla documentazione medica prodotta, alla visita da ultimo effettuata è stata descritta come “disorientata tempo e spazio costantemente”, nonché “inficiata anche la memoria di eventi passati, con difficoltà a richiamare gli eventi”; ha avuto altresì “alcuni episodi di allucinazioni visive antropo- e zoo-morfe, non criticate e non disturbanti”, “peggioramento dell'affaccendamento”, e necessita di “supervisione e assistenza h24” (cfr. doc.
5-12 agli atti).
Tali risultanze diagnostiche hanno trovato riscontro nell'esito dell'esame giudiziale della persona interdicenda, la quale non è stata in grado di instaurare alcun colloquio significativo con il G.I.
La parte interdicenda, infatti, non ha risposto in modo del tutto chiaro e comprensibile alle domande che le venivano poste, ad eccezione di quelle concernenti le sue generalità (nome, cognome e luogo di nascita), non ricordando né la data del giorno dell'udienza né il luogo, dimostrando un pagina 2 di 4 grave disorientamento spazio - temporale. Le condizioni psico-fisiche di sono apparse CP_1
ictu oculi molto gravi, escludendo ogni necessità di ulteriore attività istruttoria.
Risulta dunque provato che la parte resistente sia incapace di provvedere ai propri interessi per effetto di grave e permanente infermità di mente e, pertanto, ella si trova nelle condizioni volute dall'art. 414 c.c. perché debba esserne pronunciata l'interdizione, trattandosi dell'unico provvedimento idoneo ad assicurarle adeguata protezione.
A riguardo, il Tribunale premette di condividere il principio di diritto, ripetutamente affermato dal Supremo Collegio, secondo cui “l'ambito di applicazione degli istituti dell'interdizione e dell'amministrazione di sostegno deve essere individuato avendo riguardo non già al diverso grado di infermità o di impossibilità di attendere ai propri interessi del soggetto carente di autonomia, in ipotesi più intenso per l'interdizione, ma alla maggiore idoneità dell'amministrazione di sostegno ad adeguarsi alle esigenze di detto soggetto, in relazione alla sua flessibilità ed alla maggiore agilità della relativa procedura applicativa” (cfr. ex multis Cass. 17962/2015).
Sulla base delle risultanze istruttorie non si ritiene che siano individuabili atti che possono essere compiuti dalla persona interdicenda senza l'intervento o l'assistenza del tutore;
deve, pertanto, ritenersi che la medesima necessiti di una rappresentanza integrale da parte di un terzo
(tutore) sia nella gestione patrimoniale che in ordine alle decisioni di natura personale.
Aggiunge, inoltre, il Tribunale che l'art. 414 c.c. subordina la pronuncia dell'interdizione oltre che all'abituale infermità di mente ed alla causalmente connessa incapacità di provvedere ai propri interessi, anche alla necessità della misura ablativa per assicurare adeguata protezione all'interessato.
Orbene, nel caso di specie, questo Tribunale ritiene che, sulla base degli atti di causa e dell'esame della persona interdicenda, l'istituto dell'amministrazione di sostegno non sarebbe idoneo a dare sufficiente e adeguata protezione alla parte convenuta, che non sarebbe peraltro in grado, per la sua grave infermità, di instaurare con l'amministratore di sostegno alcuna forma di efficace collaborazione, risultando pertanto necessaria una pronuncia di interdizione, onde poter attribuire al tutore ampi poteri di sostituzione della persona protetta, in materia di assistenza, cura della persona e gestione patrimoniale.
Nulla sulle spese, in assenza di costituzione della parte convenuta.
P.Q.M.
pagina 3 di 4 Il Tribunale di Torino, definitivamente pronunciando, rigettata ogni altra istanza o domanda, così provvede:
Dichiara l'interdizione di nata il [...] in [...], domiciliata presso la RSA CP_1
“Madama”, sita in Via Ernestina Prola 9c – Torino;
Nulla in punto spese.
Così deciso nella Camera di Consiglio della sezione VII civile del Tribunale di Torino in data 13/06/2025
IL GIUDICE RELATORE IL PRESIDENTE
Dr. Valentina Giuditta Soria Dr. Alberto Tetamo
pagina 4 di 4
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di TORINO
SEZIONE VII CIVILE
Il Tribunale, composto dagli Ill.mi Signori:
Dott. Alberto Tetamo PRESIDENTE
Dott.ssa Chantal Dameglio GIUDICE
Dott.ssa Valentina Giuditta Soria GIUDICE REL.
Ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 21875/2024
avente per oggetto: interdizione promossa da:
nato il [...] a [...], elettivamente domiciliato presso l'avv. SAVARINO Parte_1
ALESSANDRO che lo rappresenta e difende in forza di procura
RICORRENTE contro nata il [...] in [...], domiciliata presso la RSA “Madama”, sita in Via CP_1
Ernestina Prola 9c - Torino
RESISTENTE CONTUMACE
e con l'intervento del Pubblico Ministero
CONCLUSIONI
Per parte ricorrente
Dichiararsi l'interdizione di CP_1
pagina 1 di 4 Per il P.M.
Visto, nulla oppone.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato in data 05/12/2024 hiedeva a questo Tribunale Parte_1
la pronuncia dell'interdizione per infermità di mente e la nomina di un tutore provvisorio nei confronti di in quanto incapace di provvedere ai propri interessi perché affetta da CP_1
disturbo neuro-cognitivo maggiore.
Il ricorso ed il conseguente decreto venivano ritualmente notificati alla parte resistente ed ai prossimi congiunti e ne veniva fatta comunicazione al PM in sede.
Il G.O.T. all'uopo delegato procedeva all'esame della persona interdicenda mediante collegamento da remoto ed all'esito rimetteva parti e causa innanzi al Giudice Relatore, il quale assegnava loro termine perentorio ex art. 127 ter c.p.c. per il deposito di note scritte contenenti le sole conclusioni.
Nel termine assegnato la parte ricorrente depositava note scritte contenenti le conclusioni ed in seguito la causa veniva rimessa al Collegio per la decisione.
Il P.M. faceva pervenire le proprie conclusioni nel termine assegnato.
***
La domanda è fondata.
Dai documenti in atti risulta che è affetta da “disturbo neuro-cognitivo maggiore a CP_1
verosimile genesi mista (vascolare e degenerativo) di grado moderato severo con BPSD”, come attestato dalla documentazione medica prodotta, alla visita da ultimo effettuata è stata descritta come “disorientata tempo e spazio costantemente”, nonché “inficiata anche la memoria di eventi passati, con difficoltà a richiamare gli eventi”; ha avuto altresì “alcuni episodi di allucinazioni visive antropo- e zoo-morfe, non criticate e non disturbanti”, “peggioramento dell'affaccendamento”, e necessita di “supervisione e assistenza h24” (cfr. doc.
5-12 agli atti).
Tali risultanze diagnostiche hanno trovato riscontro nell'esito dell'esame giudiziale della persona interdicenda, la quale non è stata in grado di instaurare alcun colloquio significativo con il G.I.
La parte interdicenda, infatti, non ha risposto in modo del tutto chiaro e comprensibile alle domande che le venivano poste, ad eccezione di quelle concernenti le sue generalità (nome, cognome e luogo di nascita), non ricordando né la data del giorno dell'udienza né il luogo, dimostrando un pagina 2 di 4 grave disorientamento spazio - temporale. Le condizioni psico-fisiche di sono apparse CP_1
ictu oculi molto gravi, escludendo ogni necessità di ulteriore attività istruttoria.
Risulta dunque provato che la parte resistente sia incapace di provvedere ai propri interessi per effetto di grave e permanente infermità di mente e, pertanto, ella si trova nelle condizioni volute dall'art. 414 c.c. perché debba esserne pronunciata l'interdizione, trattandosi dell'unico provvedimento idoneo ad assicurarle adeguata protezione.
A riguardo, il Tribunale premette di condividere il principio di diritto, ripetutamente affermato dal Supremo Collegio, secondo cui “l'ambito di applicazione degli istituti dell'interdizione e dell'amministrazione di sostegno deve essere individuato avendo riguardo non già al diverso grado di infermità o di impossibilità di attendere ai propri interessi del soggetto carente di autonomia, in ipotesi più intenso per l'interdizione, ma alla maggiore idoneità dell'amministrazione di sostegno ad adeguarsi alle esigenze di detto soggetto, in relazione alla sua flessibilità ed alla maggiore agilità della relativa procedura applicativa” (cfr. ex multis Cass. 17962/2015).
Sulla base delle risultanze istruttorie non si ritiene che siano individuabili atti che possono essere compiuti dalla persona interdicenda senza l'intervento o l'assistenza del tutore;
deve, pertanto, ritenersi che la medesima necessiti di una rappresentanza integrale da parte di un terzo
(tutore) sia nella gestione patrimoniale che in ordine alle decisioni di natura personale.
Aggiunge, inoltre, il Tribunale che l'art. 414 c.c. subordina la pronuncia dell'interdizione oltre che all'abituale infermità di mente ed alla causalmente connessa incapacità di provvedere ai propri interessi, anche alla necessità della misura ablativa per assicurare adeguata protezione all'interessato.
Orbene, nel caso di specie, questo Tribunale ritiene che, sulla base degli atti di causa e dell'esame della persona interdicenda, l'istituto dell'amministrazione di sostegno non sarebbe idoneo a dare sufficiente e adeguata protezione alla parte convenuta, che non sarebbe peraltro in grado, per la sua grave infermità, di instaurare con l'amministratore di sostegno alcuna forma di efficace collaborazione, risultando pertanto necessaria una pronuncia di interdizione, onde poter attribuire al tutore ampi poteri di sostituzione della persona protetta, in materia di assistenza, cura della persona e gestione patrimoniale.
Nulla sulle spese, in assenza di costituzione della parte convenuta.
P.Q.M.
pagina 3 di 4 Il Tribunale di Torino, definitivamente pronunciando, rigettata ogni altra istanza o domanda, così provvede:
Dichiara l'interdizione di nata il [...] in [...], domiciliata presso la RSA CP_1
“Madama”, sita in Via Ernestina Prola 9c – Torino;
Nulla in punto spese.
Così deciso nella Camera di Consiglio della sezione VII civile del Tribunale di Torino in data 13/06/2025
IL GIUDICE RELATORE IL PRESIDENTE
Dr. Valentina Giuditta Soria Dr. Alberto Tetamo
pagina 4 di 4