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Decreto 19 marzo 2025
Decreto 19 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Catania, decreto 19/03/2025 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Catania |
| Numero : | |
| Data del deposito : | 19 marzo 2025 |
Testo completo
n. 8183/2021 R.G.A.C.
TRIBUNALE DI CATANIA
Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione Europea
Il Tribunale di Catania in composizione collegiale riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati: dott. Luca Perilli Presidente relatore dott. Rosario Maria Annibale Cupri Giudice dott.ssa Stefania Muratore Giudice ha pronunciato il seguente
DECRETO nel procedimento camerale ex artt. 35 bis D. Lgs. 25/08 e 737 e ss. c.p.c., promosso da
, nato a [...] in data [...], codice CUI: Parte_1
rappresentato e difeso, in forza di procura speciale alle liti allegata al ricorso, dall'avv. P.IVA_1
Pietro Lauretta del Foro di Ragusa;
- ricorrente
contro
, in persona del Ministro pro tempore - Controparte_1 [...]
; Controparte_2
- resistente - con l'intervento obbligatorio del
PUBBLICO MINISTERO
Oggetto: ricorso ex artt. 35 e segg. D. Lgs. 25/2008 per il riconoscimento della protezione internazionale.
FATTO
§ Svolgimento del procedimento
Con ricorso ex art. 35 D.Lgs. 25/2008 depositato il 22.06.2021, il ricorrente ha proposto opposizione al provvedimento di diniego di protezione internazionale emesso dalla _2
di il 19.05.2021 e notificato al ricorrente il 3.06.2021.
[...] _2 Risulta dunque rispettato il termine di legge di trenta giorni per la proposizione del ricorso previsto,
a pena di inammissibilità dell'opposizione, dal comma 2 dell'art. 35 bis D.Lgs. 25/2008.
Il non si è costituito in giudizio. Controparte_1
Il Pubblico Ministero, con visto del 25.11.2021 ha dichiarato di nulla opporre all'accoglimento del ricorso.
Il giudice ha fissato udienza per la comparizione del ricorrente al 19.03.2025, alla quale il ricorrente
è comparso personalmente, assistito dal proprio difensore e in presenza del mediatore convocato da e ha risposto alle domande del giudice. CP_3
La causa è stata discussa alla Camera di Consiglio del 20.03.2025.
Il ricorrente è stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato dal Consiglio dell'Ordine degli
Avvocati di Catania con delibera assunta il 6.07.2021. Il difensore ha chiesto la liquidazione dei compensi con istanza depositata il 2.02.2024.
§ I fatti di causa
Il ricorrente, sprovvisto di documenti di identificazione, ha affermato di essere cittadino del
Bangladesh e di avere fatto ingresso in Italia il 22.07.2020 attraverso la frontiera di Lampedusa
(AG).
Egli ha presentato domanda di protezione internazionale, tramite la compilazione del modello C3, in data 16.03.2021 presso la Questura di Ragusa.
Il ricorrente ha svolto l'audizione davanti alla Commissione territoriale in data 13.05.2021 e, parlando in lingua bengalese, assistito da un interprete, ha dichiarato quanto segue:
- di essere cittadino bengalese;
- di essere nato a [...], PU, ove è sempre vissuto, spostandosi ogni tano a
Dhaka per motivi di lavoro e rimanendo nella capitale per un anno, dal 2012 al 2013;
- di essere di etnia bengalese;
- di professare la religione musulmana;
- di parlare un po' di arabo e un po' di hindi;
- di non aver studiato;
- di avere lavorato come venditore ambulante e come sarto per due anni in Bangladesh;
- quanto alla composizione della famiglia di origine, che essa è costituita dai genitori, tre fratelli e tre sorelle;
- di essere sposato e di avere due figli, un maschio e una femmina;
- di aver lasciato il Paese di origine a “metà o fine 2018”, due anni prima dell'audizione; anzi di averlo lasciato nel 2019;
- di essere arrivato in Italia a “gennaio, agosto, marzo”, nove mesi prima dell'audizione.
2 Quanto ai motivi che lo hanno indotto a espatriare, il ricorrente ha, nel racconto libero, dichiarato quanto segue: “Nel 2015 c'è stata un'esondazione, non mi ricordo quando esattamente, abbiamo perso il terreno, mio zio paterno ci ha dato un piccolo terreno in comodato d'uso, per viverci temporaneamente (…) Ho fatto un prestito di 350.000 taka per comprare il terreno di mio zio paterno, dove vive la mia famiglia. Mio zio paterno ci aveva promesso che ci avrebbe venduto il terreno. Gli abbiamo data 250.000 taka per il terreno, quando il valore era di 500.000 taka, la metà. Però mio zio voleva l'intera somma e ancora non abbiamo ottenuto la proprietà del terreno.
Ho investito gli altri 100.000 taka del prestito nell'acquisto della merce per il mio lavoro, ma non è andata bene perché non sono riuscito a vendere tutta la merce che avevo comprato. Mio zio paterno sta facendo pressioni per ottenere gli altri soldi, ma non ce li avevo (…) Ho parlato con mio zio materno, gli ho chiesto consigli. Lui mi ha detto che conosce delle persone in Libia e mi ha consigliato di raggiungerli. Ho fatto un altro prestito di 400.000 taka per andare in Libia, ho preso accordi con il trafficante, a cui ho dato 380.000 taka e sono andato in Libia” (pagg.
4-5 verbale di audizione).
A domande della Commissione ha risposto che: l'esondazione è avvenuta a e ha CP_4
spiegato che nel documento prodotto viene indicato AI poiché è “l'Unione di cui fa parte
; il fiume che è esondato si chiama , ha distrutto 5-7 case, tra cui quella del CP_4 Per_1
ricorrente e anche il terreno;
di aver ricevuto dallo Stato solo del cibo per tre mesi e una tenda e di non aver ricevuto alcun indennizzo.
A domanda della sui rapporti tra lo zio e il padre, il ricorrente ha chiarito che non _2
erano fratelli ma cugini ed erano in buoni rapporti;
ha poi aggiunto che, al momento dell'audizione, il cugino del padre era deceduto da tre anni.
Con riferimento al debito contratto, ha riferito di averlo stipulato a nome proprio il debito per ottenere i soldi per raggiungere la Libia;
invece, il prestito di 350.000 taka per l'acquisto del terreno
è stato chiesto dalla madre del ricorrente. Il richiedente non ricorda a chi sono stati chiesti i prestiti,
a “Brac1 o Asha”; che il tasso di interesse applicato è di 7.000 taka al mese (5%); che la madre ha dato in garanzia un altro terreno che avevano nel villaggio, non quello colpito dall'esondazione.
A domanda della Commissione sul perché fossero andati a vivere nel terreno dello zio/cugino del padre e non nel loro dopo l'esondazione, il richiedente ha affermato che il prestito è stato chiesto prima dell'esondazione e che in realtà era stato richiesto per aprire un nuovo negozio (pag. 7 verbale di audizione). La Commissione ha pertanto richiesto dei chiarimenti in merito alle due diverse versioni del narrato ma il richiedente inizialmente non ha saputo rispondere e 1 AC is an international development organisation founded in Bangladesh in 1972 that partners with over
100 million people living with inequality and poverty to create opportunities to realise human potential.
3 successivamente ha precisato che i prestiti contratti erano due: uno di 350.000 taka e l'altro di
400.000 taka. Per aprire il negozio utilizzò 100.000 taka.
Il richiedente ha poi dichiarato di non ricordare esattamente quando i prestiti furono contratti, forse nel 2016; ha inoltre dichiarato che avrebbe dovuto saldarli entro il 2023.
La Commissione, alla luce delle risposte del richiedente, gli ha chiesto se fosse nelle condizioni di affrontare l'audizione e il ricorrente ha risposto di soffrire di problemi di memoria da quando è stato picchiato per circa un mese una volta giunto in Libia.
Il richiedente ha poi riferito di aver contratto il debito per il viaggio in Libia quando è arrivato nel paese nordafricano, nel 2018. La Commissione gli ha contestato che, in base alla documentazione, risulta che il debito di 400.000 taka è stato contratto l'1.07.2019 con il cognato. Il ricorrente ha replicato che è stato il cognato a prendere i soldi in prestito per suo conto;
ha aggiunto che egli non ha saldato il debito con il cognato che starebbe facendo pressioni sulla sorella, picchiandola tutti i giorni, e sulla sua famiglia, oltre a chiamare e minacciare lo stesso ricorrente.
Con riferimento al periodo trascorso in Libia il richiedente ha riferito che, appena arrivato, rimase presso la casa del trafficante per un mese e, successivamente, il trafficante lo fece arrestare dalla polizia che lo trattenne per una settimana;
che lo stesso trafficante pagò i 100.000 taka della cauzione per la sua liberazione e che, pertanto, egli dovette lavorare per rimborsare il trafficante. Ha riferito di avere svolto l'attività di imbianchino per sei mesi per il trafficante e poi per altri quattro per guadagnare i soldi necessari ad arrivare in Italia.
A specifica domanda, ha risposto che il viaggio dal Bangladesh alla Libia è costato 370.000 taka.
La Commissione ha poi chiesto al richiedente se si fosse affidato ad un unico trafficante e l'istante ha risposto “Sì. Per arrivare in Italia mi ha affidato a un libico (…) Non mi ha mai fatto male, i problemi che ho avuto sono stati in mezzo al mare, sono stato riportato in Libia dalla Guardia
Costiera libica” (pag. 10 verbale di audizione).
Con riguardo al suo timore in caso di rimpatrio, ha dichiarato: “Mio cognato mi picchierebbe, abbiamo problemi di debiti e di prestiti” (pag. 10 verbale di audizione).
Il richiedente ha poi riferito di non potersi avvalere della protezione del proprio Stato poiché per rivolgersi alla polizia “ci vogliono i soldi”.
Il ricorrente ha consegnato alla documenti relativi all'esondazione del Controparte_2
fiume e del debito contratto.
Dai documenti in lingua inglese risulta l'erogazione di due prestiti, uno a nome della madre Pt_2
- creditore , debito contratto il 17.11.2015 da saldare entro l'01.01.2022 per
[...] Persona_2
4 350.000 taka con 7.000 taka di interessi al mese) e uno a nome del richiedente (creditore
[...]
dall'1.07.2019 al 30.07.2023 di 400.000 taka – 8.000 taka di interessi al mese). Per_3
Ha poi depositato una attestazione del Chairman di AIl Union Parishad – Distretto di
PU in lingua inglese, priva di data, con la quale si certifica che il ricorrente è residente in una zona del paese che è stata colpita dall'erosione del fiume in data 25.08.2015.
§ Il diniego della Controparte_2
La ha ritenuto che non sia possibile stabilire l'autenticità della Controparte_2
documentazione prodotta da richiedente (Canada: Immigration and Refugee Board of Canada,
Bangladesh: Prevalence of fraudolent, forget or fake documents and genuine documents obtain by fraudolent means, including the degree of difficulty involved in obtaining such documentes (….
)Agosto 2003 – Agosto 2005), in considerazione anche dei dubbi sulla credibilità emersi nel corso dell'audizione, nonché della mancata corrispondenza tra i fatti narrati e la documentazione presentata. In particolare, la Commissione ha evidenziato di non avere trovato riscontri con riguardo alla esondazione o l'erosione del fiume Arial Khan nella zona di AI nel periodo riportato nella attestazione scritta e in quello individuato dal richiedente nelle proprie dichiarazioni;
che un'unica fonte riferisce di erosioni fluviali dell'Arial Khan, nel periodo dichiarato, ma in un'altra zona del distretto di PU;
che, inoltre, il richiedente ha descritto una esondazione mentre nel certificato del si parla di “erosion”. CP_5
La commissione ha poi affermato quanto segue: “Desta perplessità che in seguito alla perdita dell'abitazione e del terreno la famiglia del r.a. sia andata a vivere sul terreno dello zio, pur possedendo un altro terreno, che la madre del r.a. avrebbe dato come garanzia del prestito di
350.000 taka. Il r.a. dichiara che la madre avrebbe contratto tale prestito prima dell'esondazione del fiume, in contraddizione con la data riportata sul Loan Agreement, che riporta il 17/11/2015 come data di conclusione dell'accordo e asserisce che tale prestito non sarebbe stato chiesto per
l'acquisto del terreno dello zio, bensì per aprire un negozio. Confrontato con questa contraddizione, il r.a. non risponde e chiede di poter telefonare ai genitori. Il r.a. si contraddice anche sul prestito da lui contratto. Infatti, il r.a. dapprima afferma di averlo contratto per pagare il viaggio. in Libia al trafficante, in un secondo momento afferma di averlo contatto appena giunto in
Libia, di non aver concluso l'accordo personalmente, ma che sarebbe stato il cognato a prendere i soldi in prestito a suo nome. Tali dichiarazioni contraddicono quanto affermato nel corso del narrato libero e quanto riportato nel Loan Agreement presentato. Infatti, il cognato risulterebbe essere il creditore dei 400.000 che il r.a. ha chiesto in prestito, riportando i nomi di entrambi, il r.a. nella qualità di debitore, ed il cognato (BE ER) nella qualità di creditore. Il r.a. in seguito afferma che la sorella starebbe ricevendo minacce e percosse da suo marito, BE
5 a causa del debito contratto dallo stesso, e che lo stesso starebbe minacciando il r.a. di Pt_1
distruggere la casa in cui abiterebbe la famiglia sul terreno dello zio. Tale dichiarazione risulta in contraddizione con quanto affermato dal r.a., ossia che i genitori abiterebbero ancora nella tenda offerta dal Governo in seguito all'esondazione del 2015. Inoltre, il r.a. dichiara che il cognato non avrebbe mai messo in pratica le minacce.
Infine, la ha rilevato “una particolare difficoltà del ra. nel ricostruire i Controparte_2
fatti avvenuti durante la sua vita in Bangladesh. Il r.a. afferma di riportare dei problemi di memoria in seguito alle percosse ricevute in Libia, invitato dalla Relatrice a rinviare il colloquio, il
r.a. ha rifiutato tale opportunità, preferendo continuare l'audizione”.
La Commissione ha quindi escluso la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato ai sensi dell'articolo 1 della Convenzione di Ginevra per mancanza di credibilità; ha, poi, escluso la presenza di un “rischio effettivo di grave danno” ai sensi delle lettera a) e b) dell'art. 14 del D. Lgs. 251/2007 per mancanza di credibilità. Inoltre, ha dichiarato non sussistere nella zona di provenienza del ricorrente, una situazione qualificabile come contesto di violenza indiscriminata all'interno di conflitto armato, escludendo anche l'ipotesi di protezione sussidiaria di cui alla lettera c).
Infine, ha escluso i presupposti per il riconoscimento della protezione nazionale.
§ I motivi del ricorso
Nel ricorso, la difesa ha ricostruito la vicenda nei termini narrati dal ricorrente alla _2
, sottolineando che il ricorrente ha manifestato in sede di audizione evidenti segni di
[...]
disagio e malessere nel rievocare i trascorsi nel Paese di origine e, successivamente, in Libia quale
Paese di transito, in cui egli ha vissuto dal 28.06.2019 al 22.07.2020.
La difesa ha poi prodotto una fonte inerente il fenomeno dell'erosione del fiume Arial Khan e delle esondazioni in Bangladesh.
Ha concluso chiedendo il riconoscimento di tutte le forme di protezione, internazionale e nazionale.
§ Le memorie successive del ricorrente e l'udienza.
Con note del 2.02.2024, la difesa del ricorrente ha depositato la seguente documentazione:
1. relativa ad apprendistato professionalizzante dal 09.08.2021, presso Controparte_6
Carmelo Ricca, con la qualifica di pittore edile - Comiso;
2. CUD 2022, riportante redditi annui lordi per € 10.586,14, e relativa a rapporti di lavoro dipendente con contratto a tempo indeterminato
6 3. CUD 2023 riportante redditi annui lordi per € 10.586,14, e relativa a rapporti di lavoro dipendente con contratto a tempo indeterminato;
4. buste paga anno 2021;
5. buste paga anno 2022;
6. buste paga anno 2023;
7. certificato A2 lingua italiana, conseguito presso il CPIA di Ragusa;
8. contratto di locazione immobile sito in Via P.ssa Mafalda, n.14, Comiso, dal 27.06.2023.
§ Udienza del 19.03.2025 – audizione del ricorrente.
All'udienza del 19.03.2025 si è svolta l'audizione personale del ricorrente con l'ausilio di un mediatore culturale nominato da . In tale sede, il richiedente, invitato dal Giudice a fornire CP_3
chiarimenti in merito al debito contratto, ha dichiarato: “Il mio debito era di circa 15.000,00 euro;
10.000,00 euro circa li ho restituiti con quanto ho guadagnato in Italia;
devo restituirne ancora circa 5000,00 € che sto pagando una po' alla volta”. È quindi emerso che il ricorrente ha contratto prestiti per 750.000 taka, che corrispondono a circa 6.000,00 euro. Il ricorrente ha riferito che i
750.000 taka li ha restituiti, anche quelli contratti con il cognato che ammontavano a 400.000 taka;
tuttavia, gli restano ancora altri debiti da pagare a dei parenti (“Questi li ho restituiti. Mi restano debiti verso i miei parenti”).
Per quanto riguarda le modalità con cui ha saldato i debiti, ha dichiarato innanzi al Giudice: “Non lo so perché io mandavo i soldi a mia madre e se ne occupava lei”. Adr: “I soldi di cui sono ancora debitore, li devo a parenti e vicini di casa (…) Sono stato imprigionato in Libia e ho dovuto pagare
i soldi per il riscatto”. Adr. “Ho dovuto pagare altri 700.000 taka. Adr: “Per arrivare in Libia mi sono rivolto a un trafficante (…) Mi aveva promesso il viaggio e un lavoro di imbianchino. Ma il lavoro non c'era”. Il giudice a questo punto chiede se in Libia ci fosse qualcuno ad attenderlo: “un amico del Bangladesh, che stava in Libia, è venuto ad accogliermi e mi ha aiutato. Questo mio amico mi ha mandato a lavorare per quattro mesi come imbianchino per un arabo che non mi ha pagato;
mi ha dato solo una casa e cibo”. Adr: “Il mio amico non era un trafficante ma stava in
Libia per lavorare”.
Infine, in caso di rimpatrio, il richiedente riferisce il seguente timore: “Non riuscirei a restituire il debito e non potrei provvedere al sostentamento della famiglia”.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Va premesso che l'opposizione al provvedimento di diniego della non è, Controparte_2 tecnicamente, un'impugnazione, perché l'autorità giudiziaria non è vincolata ai motivi di opposizione ma è chiamata a un completo riesame nel merito della domanda di protezione internazionale avanzata ed esaminata in sede amministrativa.
7 L'opposizione verte sul diritto del ricorrente di vedersi riconoscere lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria a norma del D.Lgs. n. 251 del 19/11/2007, ovvero ancora il diritto al rilascio di un permesso di soggiorno per ragioni umanitarie o per protezione speciale ex art. 5 co. 6 e 19.1.1.
T.U.I.
§ Sul diritto a ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato
Per il riconoscimento dello status di rifugiato è necessario, secondo il D.lgs. n. 251/2007 che sia adeguatamente dimostrato “un fondato timore” del ricorrente di subire:
- atti persecutori come definiti dall'art.72;
- da parte dei soggetti indicati dall'art. 53;
- per motivi riconducibili alle ampie definizioni di cui all'art. 84.
Il ricorrente pone a fondamento della domanda di protezione il timore, in caso di rimpatrio, di essere picchiato dal cognato per la mancata restituzione del debito (“Mio cognato mi picchierebbe, abbiamo problemi di debiti e di prestiti” (pag. 10 verbale di audizione).
In sede di audizione innanzi al G.D. ha poi riferito di aver estinto il debito con il cognato ma di avere maturato altri debiti con altri parenti, che teme di non potere saldare e di non poter sostenere economicamente la propria famiglia.
A prescindere dalla credibilità, i fatti narrati non chiamano in causa i motivi di persecuzione previsti dall'art. 8 del D. Lgs. 251/2007, gli atti persecutori dell'art. 5 e neppure l'agente dell'art.
5. In assenza dei necessari fattori di inclusione, non ricorrono pertanto i presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato.
Va soggiunto che il giudice ha disposto l'audizione al fine di esplorare un'ipotesi di tratta a fini di sfruttamento lavorativo, perché, nelle dichiarazioni rese alla dichiarazione territoriale, il ricorrente aveva affermato che il trafficante lo fece arrestare in Libia, pagò il riscatto costringendolo poi a lavorare per lui per sei mesi.
Questa versione dei fatti è stata poi “ritrattata” davanti al giudice, al quale il ricorrente ha dichiarato che il trafficante che organizzò il viaggio dal Bangladesh alla Libia rimase estraneo ai fatti a lui occorsi nel Paese nord-africano nel quale fu accolto da un proprio conoscente. § Quanto alla protezione sussidiaria, secondo l'art. 14 del D.lgs n. 251/2007, è necessario che il richiedente rischi, in caso di rimpatrio, di subire una condanna a morte o l'esecuzione della pena di morte (lettera a); la tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante (lettera b); ovvero subisca la minaccia grave alla vita o incolumità fisica a causa della violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale (lettera c).
- Con riferimento alle ipotesi di rischio di condanna a morte o trattamento inumano o degradante, la sentenza della Grande sezione della Corte di giustizia dell'Unione europea, del 17 febbraio 2009 in causa C - 465/07, al punto 31, nel definire l'ambito di protezione offerta Per_4 dall'art. 15 Direttiva 2004/83/CE (trasposta dal legislatore italiano con l'adozione dell'art. 14 D.lgs.
n.251/2007), ha chiarito che, qualora sussistano, conformemente all'art. 2 lettera e) di tale direttiva, fondati motivi di ritenere che il richiedente incorra in un “rischio effettivo di subire un … danno nel caso di rientro nel paese interessato”, i termini “condanna a morte” o “l'esecuzione della pena di morte”, nonché “la tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante ai danni del richiedente” devono essere riferiti a un rischio di danno riguardante la particolare (individuale) posizione del richiedente essendovi una evidente differenziazione tra questo rischio di danno e quello derivante da situazioni di violenza generalizzata (si vedano in particolare i punti da 32 a 35 della sentenza citata).
Il ricorrente dichiara, come detto, di temere: di non riuscire a saldare la parte restante del debito contratto e di non poter sostenere economicamente la sua famiglia.
Anche in questo caso a prescindere dalla credibilità, manca il rischio per la vita o di restare soggetto a trattamento inumani e degradanti, quando l' l'agente statale o non statuale di danno dell'art. 5 del decreto legislativo 251/2007. Invero, i debiti contratti sono stati stipulati con parenti e amici con modalità di restituzione che non configurano un'ipotesi di usura (tasso di poco superiore al 20% annuo a fronte di tassi di inflazione storici variabili tra il 7 e l'11% annuo). Oltretutto il ricorrente ha dichiarato di avere saldato la parte maggiore del debito.
Per tali ragioni anche la protezione sussidiaria delle lettere a) e b) del D. Lgs. 251/2007 non può essere riconosciuta, per mancanza di fattori di inclusione.
§ La protezione sussidiaria della lettera C dell'art. 14 del D. Lgs. 251/2007.
Nemmeno la situazione generale della sicurezza del Paese di origine giustifica il riconoscimento della protezione sussidiaria (lettera c dell'art. 14 del D. Lgs. 251/2007).
L'art. 14 del D. Lgs. 251/2017, alla lettera c), stabilisce che, ai fini della protezione sussidiaria, è considerata danno grave “la minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale”.
9 Al fine di integrare la fattispecie in esame, è necessaria la concomitante presenza di diversi elementi, quali: 1) l'esistenza, nel luogo di eventuale rimpatrio, di un conflitto armato, sia esso di natura interna o internazionale, da cui deriva 2) una situazione di violenza indiscriminata, tale per cui 3) un civile risulti esposto a un rischio effettivo di danno grave e individuale alla vita e alla persona, in ragione della sua presenza nel territorio in questione.
Con riferimento al primo elemento, la Corte di giustizia dell'Unione europea, chiamata a esprimersi sull'interpretazione di “conflitto armato” e sull'applicabilità o meno della definizione comunemente utilizzata nell'ambito del diritto internazionale umanitario, con la sentenza Diakité del 30 gennaio
2014 in causa C-285/12 al paragrafo 28, ha chiarito che: “si deve ammettere l'esistenza di un conflitto armato interno, ai fini dell'applicazione di tale disposizione, quando le forze governative di uno Stato si scontrano con uno o più gruppi armati o quando due o più gruppi armati si scontrano tra loro. Senza che sia necessario che tale conflitto possa essere qualificato come conflitto armato che non presenta un carattere internazionale ai sensi del diritto internazionale umanitario e senza che l'intensità degli scontri armati, il livello di organizzazione delle forze armate presenti o la durata del conflitto siano oggetto di una valutazione distinta da quella relativa al livello di violenza che imperversa nel territorio in questione.” Rigettando perciò l'approccio seguito dal diritto internazionale umanitario, la sentenza in esame ha fornito indicazioni sugli elementi necessari a qualificare una situazione di scontro come conflitto armato: è infatti necessario l'accertamento dell'esistenza di una contrapposizione armata, tra due o più parti, rappresentate dalle forze dello Stato e gruppi armati o due o più gruppi armati operanti nel territorio e tra loro contrapposti.
L'elemento di “individualità” del rischio riguarda invece la situazione per cui, in ragione della gravità degli scontri e del livello di violenza raggiunto, la sola presenza della persona sul territorio,
a prescindere dalla propria identità, lo esporrebbe a una grave minaccia (Elgafaji, paragrafo 35).
Resta salva la possibilità che la protezione sia accordata anche in presenza di minore gravità della violenza, quando ricorrano i presupposti per l'applicazione della principio della cosiddetta “scala progressiva”, in base al quale «tanto più il richiedente è eventualmente in grado di dimostrare di essere colpito in modo specifico a motivo di elementi peculiari della sua situazione personale, tanto meno elevato sarà il grado di violenza indiscriminata richiesto affinché egli possa beneficiare della protezione sussidiaria» (sentenza Elgafaji, punto 39; sentenza Diakité, punto 31).
Il Collegio esclude che in Bangladesh e in particolare nella zona di provenienza del ricorrente vi sia allo stato attuale il rischio di un danno grave e individuale alla vita o alla persona del ricorrente, come qualificato dall'art. 14 lett. C del D.lgs. 251/07, non emergendo dalle fonti internazionali consultate nell'esercizio dei poteri di ufficio che la zona versi in una situazione di violenza indiscriminata derivante da situazioni di conflitto armato interno o internazionale (cfr. Corte di
10 Giustizia dell'Unione Europea, sentenza Elgafaji v. Staatssecretaris van Justitie del 17 febbraio
2009).
Le fonti consultate, seppure evidenzino in Bangladesh l'esistenza di considerevoli violazioni dei diritti umani (tra cui sparizioni forzate5 , detenzioni arbitrarie, tortura ed esecuzioni extra-giudiziali compiute dalle forze di sicurezza, restrizioni alla libertà di espressione) 6, non depongono tuttavia nel senso dell'esistenza di una situazione di violenza generalizzata derivante da conflitto armato.
Il Bangladesh è uno dei Paesi più densamente popolati al mondo. In una superficie di 148.000 chilometri quadrati (circa la metà dell'Italia), vivono 165 milioni di persone. La povertà è diffusa, in numerosi casi in forma estrema anche se, negli ultimi anni, il Paese ha ridotto la crescita della popolazione e migliorato la sanità e l'istruzione pubblica. Conosciuto precedentemente come
Pakistan orientale, lo Stato del Bangladesh è nato solo nel 1971, quando il Pakistan si è diviso in due parti dopo un'aspra guerra che ha coinvolto anche l'India.
La maggior parte del Paese si trova poco sopra il livello del mare ed è vulnerabile alle inondazioni ed ai cicloni, essendo destinato a essere gravemente colpito da qualsiasi innalzamento del livello del mare7. Il Paese è infatti teatro frequente di disastri ambientali che aggravano tragicamente la condizione di povertà della popolazione e ne mettono a rischio la sopravvivenza.
Un report INFORM8 del settembre 2023, che analizza il livello di rischio generalizzato di crisi sistemiche, alla luce delle condizioni strutturali del paese di riferimento, qualifica come alto (5,5 su una scala da zero a dieci) tale rischio in Bangladesh9. Il dato, riferito al 2022, risulta aumentato rispetto al 2021, quando si attestava ad un livello di 5,0 sulla stessa scala10. 5 La ha denunciato in un comunicato stampa rilasciato Controparte_7 nell'agosto del 2020 che “almeno 572 persone sono state oggetto di sparizione forzata tra il 2009 e luglio 2020” (vedasi: Freedom House, Freedom in the World 2022-Bangladesh, 28 February 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2071851.html;
Nel dicembre 2021 il Governo USA ha posto sanzioni verso diversi leaders facenti parte delle forze di sicurezza d'elite del Bangladesh, (il Rapid Action Battalion-RAB) incaricate di operazioni anti-crimine e anti-terrorismo e accusate di aver compiuto 600 esecuzioni extra-giudiziali e di essere coinvolto in centinaia di sparizioni forzate (Freedom House Report, supra cit.). 6 Si veda a titolo di esempio il Rapporto di Amnesty AT (AI, The State of the World Human Rights
2021-Bangladesh 2021, 29 March 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2070290.html;
) ed il rapporto di Human Rights Watch-HRW, World Report 2022 – Bangladesh, 13 January 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2066483.html;
IK, Annual Human Rights Report 2020 – Bangladesh, 25 January 2021, https://www.fidh.org/IMG/pdf/annual-hr-report-2020_eng.pdf; 7BBC, Bangladesh country profile, 26 maggio 2023, https://www.bbc.com/news/world-south-asia-12650940 8 L'INFORM Risk Index è una valutazione open source del rischio globale per le crisi e i disastri umanitari della Commissione Europea. Cfr. , Inform Risk, s.d., CP_8 https://drmkc.jrc.ec.europa.eu/inform-index/INFORM-Risk 9 EC DRMKC, Bangladesh INFORM Risk Index, 5 settembre 2023, https://drmkc.jrc.ec.europa.eu/inform- index/INFORM-Risk/Country-Risk-Profile 10 EC DRMKC, Bangladesh INFORM Risk Index 2021, 27 September 2021, https://drmkc.jrc.ec.europa.eu/inform-index; EC DRMKC, INFORM Bangladesh Country Profile, https://drmkc.jrc.ec.europa.eu/inform-index/INFORM-Risk/Country-Risk-Profile (consultato il 03.08.2022);
11 La gran parte del dato sopra riportato è determinata da un livello pari a 8,7 per rischi relativi alle catastrofi naturali11. Il Bangladesh, infatti, è stato classificato al settimo posto12 tra le nazioni più colpite da condizioni metereologiche estreme negli ultimi 20 anni con milioni di persone che sono state esposte all'impatto devastante di cicloni, inondazioni, erosione e innalzamento del livello del mare, con i conseguenti sfollamenti13. Il Rapporto Globale 2022 sullo Sfollamento Interno dell'IMDC14, evidenzia la presenza in Bangladesh nel 2021 di almeno 99.000 nuove persone sfollate a causa di disastri naturali, con un trend analogo rispetto ai dati del 202015; identica situazione è stata registrata nel 2022, con sfollamenti per disastri naturali più numerosi di quelli generati da violenza16.
Con riguardo alla situazione della sicurezza, Riferisce che le forze mantengono un CP_9
controllo effettivo sulle forze di sicurezza17. Secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, le forze di sicurezza del Bangladesh – che comprendono la polizia nazionale, le guardie di frontiera e le unità antiterrorismo – mantengono la sicurezza interna e delle frontiere. Anche i militari hanno responsabilità per il mantenimento della sicurezza interna. Le forze di sicurezza riferiscono al e i militari al Ministero della Difesa. Controparte_1
I principali rischi per la sicurezza e stabilità del Paese sono connessi a violenza di matrice politica, in particolare quella che si verifica in prossimità delle elezioni. Inoltre, di rilevanza crescente è il pericolo per la sicurezza rappresentato dall'islamismo militante18 e si riscontrano attacchi ai danni delle minoranze, soprattutto religiose19. Altre minacce alla sicurezza del Paese sono rappresentate dalla violenza legata alla criminalità ordinaria ed inoltre dagli scontri sporadici nel Chittagong Hill
Tracts (CHT) tra gruppi indigeni e coloni bengalesi per la proprietà e l'uso della terra. Infine, è 11 Ibidem; 12 Germanwatch, Global Climate Risk Index (CRI) 2021, 25 January 2021, https://www.germanwatch.org/en/19777; 13 AI, 2022 Report on the Human Rights Situation covering 2021, 29 March 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2070290.html; 14 IDMC, 2022 Global Report on Internal Displacement, Grid-2022, https://www.internaldisplacement.org/sites/default/files/publications/documents/IDMC_GRID_2022_LR.pdf
; 15 230 persone sfollate a causa di conflitto e violenza nel 2020 contro i 4.443.000 sfollati a causa di disastri naturali (vedasi: IDMC, 2021 Global Report on Internal Displacement, Grid-2021, https://www.internal-displacement.org/sites/default/files/publications/documents/grid2021_idmc.pdf; 16 IDMC, 2023 Global Report on Internal Displacement, Grid-2023, https://www.internal- displacement.org/globalreport/grid2023/ 17 USDOS – US Department of State, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Bangladesh, 20
March 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2089426.html 18 Vedasi: AT Crisis Group-ICG, Mapping Bangladesh Political crisis, Asia Report no.264, 9
February 2015, https://www.ecoi.net/en/file/local/1310017/1226_1424080771_264-mapping-bangladesh-s- political-crisis.pdf;
ICG, Bangladesh Today, 23 October 2006, https://www.crisisgroup.org/asia/south- asia/bangladesh/bangladesh-today; 19 Amnesty AT nel suo rapporto 2022 evidenzia che rifugiati e minoranze religiose sono stati oggetto di violenti attacchi (AI, The State of the World's Human Rights, Bangladesh 2021, 29 March 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2070290.html;
12 doveroso notare come il Bangladesh ospiti circa un milione di rifugiati la maggior parte Per_5
dei quali è fuggita al genocidio dal nel 2017: essi sono presenti in numerosi campi nel Per_6 distretto di Cox's Bazar.
Rispetto alla violenza politica, secondo un rapporto prodotto dal progetto K4D dell'Università di
Birmingham21, il Paese presenta una cultura politica violenta e che affonda le proprie radici nel periodo dell'indipendenza del 1971. Secondo quanto riportato da K4D, scioperi e blocchi di matrice politica sono molto comuni in Bangladesh specialmente in occasione delle elezioni22. Sin dal ritorno del Bangladesh ad una democrazia elettorale nel 1991, i due maggiori partiti politici – l' CP_10
(AL) e il Bangladesh IO PA (BNP) – si sono via via alternati al governo del
[...]
Paese23. La politica bengalese è stata a lungo dominata dalla rivalità tra e Persona_7 Per_8
segretarie rispettivamente dell'AL e del BNP. Entrambe sono state prime ministre più volte dal
[...]
1991. L partito al governo dal 2009, ha vinto le elezioni generali del 7 gennaio CP_10
2024 per la quarta volta consecutiva, assicurandosi un quarto mandato quinquennale con il PM
(primo ministro) e 225 seggi su 300. Le elezioni sono state boicottate Persona_7 dall'opposizione del BNP così come successe nel 2018, per varie irregolarità, tra cui urne elettorali riempite di schede fasulle e l'intimidazione degli agenti elettorali e degli elettori dell'opposizione24 25 e sono state precedute da arresti di massa di leaders e sostenitori del . Entrambi i partiti CP_11
hanno contribuito a sviluppare un clima politico instabile, ricorrendo agli strumenti degli scioperi generali e del bocco dei trasporti per ottenere consensi elettorali assieme alla mobilitazione dei propri sostenitori in proteste di strada nei periodi pre- e post-elettorali, spesso sfociata in episodi di violenza. Un grafico di ACLED evidenzia incrementi della violenza politica in prossimità nei periodi elettorali, con picchi a gennaio 201427 e a dicembre 2018, in occasione delle elezioni parlamentari, durante le quali si sono verificate rivolte, proteste e violenze contro i civili.
La violenza politica in Bangladesh comporta scontri tra le fazioni politiche con ricorso alle armi28.
Secondo l'ONG bengalese IK, nel 2022, almeno 121 persone sono rimaste uccise e 7.467 ferite a causa di episodi di violenza politica in Bangladesh. Inoltre, sono stati registrati 276 episodi di violenza interna all' e 30 episodi di violenza interna al BNP. 45 persone sono CP_10
state uccise e 2.618 ferite in conflitti interni all' mentre una persona è stata uccisa e CP_10
228 persone sono rimaste ferite in conflitti all'interno del BNP29. Secondo lo United States Institute of Peace (USIP) 30 , anche nel 2023 la violenza politica ha continuato ad essere un tratto saliente della politica bengalese31.
Nel luglio 2024, per quattro settimane la capitale Dacca è stata scossa da proteste degli studenti universitari che protestavano contro le quote di posti di lavoro riservate ai discendenti dei combattenti nella guerra di liberazione del 1971. Le proteste sono state represse da brutale violenza della polizia. Il Governo ha imposto un completo black out nelle comunicazioni, spegnendo internet e imponendo restrizioni ai servizi telefonici. Le fonti riportano che l'ala studentesca dell CP_10
che supporta il governo, nota come Bangladesh Chattra League, ha utilizzato una forza
[...]
brutale contro i manifestanti. I rapporti dei media indicano che almeno 150 persone sono rimaste uccise negli scontri e migliaia sono rimaste ferite32. 27 Definite nel Rapporto di ICG come le “più violente” nella storia del Paese con centinaia di morti (vedasi:
AT Crisis Group-ICG, Mapping Bangladesh Political crisis, Asia Report no.264, 9 february 2015,
p.3, https://www.ecoi.net/en/file/local/1310017/1226_1424080771_264-mappingbangladesh-s-political- crisis.pdf;)
Come anche riportato dalla World Bank, più di 500 persone sono morte durante gli scontri avvenuti durante le elezioni del 2014, e 100 durante la commemorazione delle vittime del 2014, avvenuta l'anno seguente (vedasi World Bank, World Bank Report No. 103723- BD – Country Partnership Framework for Bangladesh for the period FY16-FY20, 2016 http://documents.worldbank.org/curated/en/362231468185032193/pdf/103723-REVISED-PUBLIC-IDA- R2016-0041.pdf,).
Si veda anche: AI, Public Statement, 20 January 2015, https://www.amnesty.org/en/documents/asa13/0001/2015/en/; 28 University of Birmingham, K4D – Knoweldge, evidence and learning for development, Conflict analysis of Bangladesh, 13 May 2019, https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/599_Bangladesh_Conflict_Analysis.pdf; 29 ODHIKAR, Annual Human Rights Report 2022 Bangladesh, 30 gennaio 2023, p. 22, https://www.icnl.org/wp-content/uploads/AHRR-2022_English_30.01.2023.pdf 30 “Lo United States Institute of Peace è un istituto statale, apartitico ed indipendente, fondato dal Congresso
e dedito alla tesi che un mondo senza conflitti violenti è possibile, pratico ed essenziale per la sicurezza degli Stati Uniti e globale”, cfr. USIP, About USIP, s.d., https://www.usip.org/about 31 USIP, Three Things to Watch as Bangladesh's IO Election Season Heats Up, 15 giugno 2023, https://www.usip.org/publications/2023/06/threethings-watch-bangladeshs-national-election-season-heats 32 Overview of Events: Bangladesh July 2024: A Month of Protests, Frustrations, and Expectations
(freiheit.org)
14 Il dilagare delle proteste ha indotto il Primo Ministro a lasciare il proprio incarico il 7 agosto Per_7
2024 e a fuggire dal Paese. Poche ore dopo la fuga di il Presidente Mohammed Per_7
BU ha ordinato il rilascio dalla detenzione di dell'ex primo ministro e di tutti Persona_8
gli studenti che erano stato arrestati durante le proteste33.
Il giorno successivo, l'8 agosto 2024, Il Presidente ha affidato l'incarico di Primo Ministro ad interim al premio nobel per l'economia sostenuto dagli studenti in protesta e da Persona_9
lungo tempo oppositore del Primo Ministro NA34.
In un'intervista del 8 ottobre 2024, il Primo Ministro ad interim noto per le sue Persona_9
teorie sulla possibilità di alleviare la povertà con il ricorso al microcredito, ha annunciato che nuove elezioni seguiranno solo dopo l'adozione delle necessarie riforme35.
Per quanto riguarda la questione del confine indiano-bengalese, il Bangladesh e l'India hanno vissuto controversie sui confini negli ultimi decenni, con alcune schermaglie transfrontaliere e uccisioni tra o da parte di agenzie di sicurezza di frontiera36. Lungo il confine indo-bengalese – una striscia di terra lunga 4000 km la minaccia di gruppi terroristici è diventata più preoccupante e la libertà di movimento dei civili è stata via via più limitata in seguito agli attacchi terroristici legati all'11 settembre 2001. Le attività della polizia di frontiera sono diventate sempre più restrittive e violente, soprattutto quelle delle Forze di Sicurezza di Frontiera indiane (BSF) 37. Nonostante nel
Part 2015 sia stato firmato un accordo38 tra il Governo bengalese e quello indiano, le sono accusate di continue violazioni dei diritti umani (uccisioni, torture e rapimenti) nei confronti delle persone che vivono o si spostano lungo il confine39. Nel 2022, 18 cittadini bengalesi sono stati uccisi e 21 sono stati feriti dall' Indian Border Security Force: 14 sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco e quattro in seguito a torture.40. Secondo IK: “il governo del Bangladesh non ha assunto alcun ruolo efficace nel fermare tali violenze. Non è stato perseguito un solo caso di omicidio di un cittadino del Bangladesh lungo il confine” 41 .
Per quanto concerne infine le dinamiche conflittuali nella regione collinare di Chittagong
(Chittagong Hill Tracts, o CHT) 42, in una situazione in cui le comunità indigene di CHT sono vittime di discriminazioni e abusi da parte di comunità religiose musulmane nell'inerzia dello
Stato43, i gruppi indigeni (tra cui i combattono per vedere riconosciuti i propri diritti alla Per_10
terra. Gli accordi di pace firmati nel 1997, che prevedono quote di partecipazione politica a livello sia locale che nazionale, non sono mai stati pienamente rispettati44. Il governo bengalese ha utilizzato lo strumento della repressione militare, ogni qual volta siano sorti conflitti aperti nella zona45. Secondo per tutto il 2022, le tensioni sociali e l'emarginazione degli indigeni sono CP_9
continuate nei CHT46. The Diplomat, edizione del 22 novembre 2022, ha riportato che circa 270 rifugiati, tra cui donne e bambini, sono fuggiti dal CHT nello stato indiano nordorientale di
, a seguito di un'intensa operazione delle forze di sicurezza del Bangladesh contro i Pt_4
militanti locali47.48
In conclusione, alla luce delle informazioni sopra riportate, il Bangladesh soffre di gravissimi problemi, alcuni dei quali ormai endemici, connessi alla povertà estrema di una parte significativa della popolazione, ai disastri climatici, alla violazione gravi dei diritti umani, alla repressione dell'opposizione politica e all'esplosione di violenza per motivi politici soprattutto in occasione delle elezioni nazionali, alla violazione dei diritti delle minoranze etniche e alla violenza sul confine con l'India. Si tratta di problemi molto gravi che fanno del Bangladesh un Paese politicamente instabile, nell'incapacità dello Stato di affrontare la povertà e di tutelare i diritti fondamentali di una
16 parte ampia della popolazione. Tuttavia, non si riscontrano conflitti armati interni o internazionali secondo le definizioni sopra riportate e i casi di violenza, pur intensa, risultano sporadici e incidenti su una parte limitata della numerosissima popolazione del Paese, non assumendo il carattere della
“generalizzazione”, quindi non integrando il rischio effettivo di danno grave nel senso di cui all'art. 14, lett. c) D. Lgs. 251/2007 per la popolazione civile;
né il richiedente ha allegato caratteristiche individuali che lo esporrebbero ad un rischio più elevato secondo il concetto della scala progressiva del paragrafo 39 della Sentenza Elgafaji della Corte di giustizia dell'Unione europea.
§ La protezione umanitaria e la protezione speciale assicurata dal d.l.130/2020.
Va premesso che il presente giudizio, nel merito, ha come oggetto l'accertamento del diritto soggettivo del ricorrente al rilascio di permesso di soggiorno per protezione speciale introdotto dal d.l.20/2023, convertito con modificazione in legge n.50/2023.
Preliminarmente si deve dare atto che in data 11 marzo 2023 è entrato in vigore il d.l. 20/2023 recante «Disposizioni urgenti in materia di flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all'immigrazione irregolare» –convertito con modificazione nella legge n.
50 del 2023, entrata in vigore il 6 maggio 2023.
La nuova normativa prevede, tra l'altro, l'abrogazione del terzo e quarto periodo dell'articolo 19, comma 1.1 del TU sull'immigrazione.
L'intervento abrogativo, che non va in ogni caso ad incidere sull'articolo 5 comma 6 del TUI, trova applicazione solo per le nuove domande di protezione, come espressamente stabilito dalla norma transitoria, con espressa esclusione delle istanze già presentate al 11 marzo 2023 e dei casi in cui lo straniero ha già ricevuto l'invito alla presentazione dell'istanza da parte della Questura competente
(art.7 del D.l.20/2023). La disciplina applicabile al caso di specie, ratione temporis, resta pertanto, quella dettata dall'art.19.1.1, come introdotta dal D.L.130/2020 che ha modificato l'art. 19 del D.
Lgs. 286/1998, estendendo espressamente - al paragrafo 1.1. - l'ambito di applicazione del divieto di espulsione ai casi in cui il cittadino straniero rischi di essere sottoposto a trattamenti inumani o degradanti ed ha previsto il divieto di espulsione dello straniero e correlativamente il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale -di durata biennale ex articolo 32 terzo comma de
D.lgs. 25 del 2008- anche nell'ipotesi in cui l'allontanamento dal territorio nazionale possa comportare la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare della persona, salve ragioni di sicurezza nazionale ovvero di ordine e sicurezza pubblica.
Come sottolineato dalla Corte di cassazione, “la nuova protezione speciale (di cui al D.L.130/2020) si presenta, prima facie, caratterizzata da un compasso di ampiezza almeno corrispondente a quello della protezione umanitaria previgente all'entrata in vigore del D. L. n. 113 del 2018, convertito con modificazioni nella Legge n. 132 del 2018, nell'interpretazione che di detta forma di
17 protezione è fornita dal consolidato orientamento di questa Corte (Cass. Sez. 1, Sentenza n. 4455 del 23/02/2018, Rv. 647298; Cass. Sez. U, Sentenza n. 29459 del 13/11/2019, Rv. 656062-02; Cass.
Sez. 1, Ordinanza n. 17130 del 14/08/2020, Rv. 658471; Cass. Sez. 1, Ordinanza n. 1104 del
20/01/2020, Rv. 656791)” (Cass. n. 3705/2021).
La sentenza delle Sezioni Unite (n. 24413/21) ha poi definitivamente sancito la retroattività della formulazione dell'art. 19. 1.1. del d.l.130/2020 alle cause pendenti.
Con riferimento quindi alla protezione speciale garantita dalle previsioni dell'articolo 19.1.1.
T.U.I. d.l.130/2020, il giudice è chiamato a condurre una valutazione delle condizioni di vita privata e familiare in Italia del richiedente protezione, tenendo conto della natura ed effettività dei vincoli familiari, dell'effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali e sociali con il Paese d'origine.
Secondo quanto chiarito dalla Corte di cassazione, la valutazione circa l'esigenza di tutela della vita privata e familiare del ricorrente non va condotta sulla base di un giudizio di comparazione con la condizione di vita in cui egli verserebbe se tornasse nel Paese di origine, dovendosi tenere conto esclusivamente dei parametri contenuti nell'art. 19, co. 1.1, d.lgs. 286/1998; tale valutazione sulla vita privata e familiare va effettuata in modo complessivo ed unitario, considerando complessivamente gli elementi addotti dall'interessato, che non debbono essere soppesati singolarmente, in modo quindi atomistico, ma valutati globalmente nella loro reciproca interazione
(Cass., sez. I, 31.3.2023, n. 9080).
Nell'effettuare tale analisi, il giudice deve tenere conto di possibili situazioni di vulnerabilità. Sulla nozione di vulnerabilità, la Cassazione, in sede ricostruttiva, ha precisato: “Le Sezioni Unite ... chiamate a stabilire come debba interpretarsi la nozione di "vulnerabilità" che costituisce il fondamento del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari (nella disciplina applicabile ratione temporis), hanno affermato che tale presupposto di fatto può ricorrere in due serie di ipotesi (Cass. SU 29459/19, Rv. 656062-02). Giustifica il rilascio del permesso di soggiorno per casi speciali, in primo luogo, “la "vulnerabilità soggettiva", e cioè quella dipendente dalle condizioni personali del richiedente (come nel caso, ad esempio, dei motivi di salute o di età).
Il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari, tuttavia, può essere giustificato anche dalla "vulnerabilità oggettiva": e cioè quella dipendente dalle condizioni del paese di provenienza del richiedente. Sussiste, in particolare, una condizione di vulnerabilità oggettiva quando nel paese di provenienza del richiedente protezione sia a questi impedito l'esercizio dei diritti fondamentali della persona. Impedimento che non necessariamente deve essere di diritto, ma può essere anche soltanto di fatto”. (Cass. n. 33228 del 25/05/2021).
In via esemplificativa, nel solco di questa giurisprudenza, la Corte di cassazione ha così riconosciuto i presupposti per la protezione speciale in un'ampia serie di situazioni: quali le
18 violenze subite nel Paese di transito (13096/19, 13565/20, 3583/21, 89920/21, 12649/21, 25734/21,
3768/23 ); gli eventi calamitosi, causa dell'emigrazione, verificatisi nel Paese di origine (2563/20); il rischio di una lesione del diritto alla salute (2558/20; 27544/22), che comprende anche l' accertato disturbo post-traumatico da stress a causa delle violenze/sevizie subite nel Paese di origine, durante il viaggio o nei Paesi di transito;
il diritto alla vita privata e familiare (9304/19, SS.UU. 24413/21,
41778/21) e, a tali fini, l'esistenza e la consistenza dei legami familiari e affettivi del richiedente in
Italia (23720/20, 32237/21, 34096/21) e il suo percorso di integrazione in Italia, non solo sotto il profilo lavorativo, ma anche culturale e sociale (ad es., con riferimento alla conoscenza della lingua italiana ed alle attività di volontariato svolte con continuità, 16716/23, 14370/23) e valutando il livello di integrazione raggiunto “non come necessità di un pieno, irreversibile e radicale inserimento nel contesto sociale e culturale del Paese, ma come ogni apprezzabile sforzo di inserimento nella realtà locale di riferimento”; lo sfruttamento lavorativo quale elemento in grado di incidere gravemente sul quadro psicologico dello straniero che richiede protezione (17204/21); il considerevole periodo di ingiusta detenzione sofferta in Italia, con conseguenti problemi di natura psicopatologica (4369/23).
Orbene, nel caso di specie, il ricorrente ha dimostrato di aver avviato e poi consolidato un positivo percorso di integrazione in Italia. Egli, infatti, è in Italia dal 2020 e lavora stabilmente, con un contratto di apprendistato professionalizzante, dal 9.08.2021 al 7.08.2024, presso Ricca Carmelo, con la qualifica di pittore edile, come risulta dall'Unilav in atti, buste paga e CUD2022-2023-2024 depositati. Inoltre, la difesa ha dato prova che il richiedente si è impegnato anche sotto il profilo dell'apprendimento della lingua italiana, avendo conseguito il livello A2 presso il C.P.I.A. di
Ragusa, nell'anno scolastico 2022/2023.
Dal CUD 2024, risulta che il ricorrente percepisce un reddito di circa € 11.000,00 che gli consente di vivere dignitosamente in Italia. Inoltre, anche sotto il profilo vista abitativo, la difesa ha depositato un regolare contratto di locazione, registrato a far data dal giugno 2023.
Lingua, formazione professionale, abitazione, stabilità lavorativa, relazioni sociali sono elementi solidi della vita privata che il ricorrente ha stabilito in Italia. Un suo rimpatrio nel Paese origine reciderebbe, pertanto, il percorso di crescita professionale e le relazioni umane costruite dal ricorrente nel nostro Paese.
È indubbio che un eventuale rimpatrio in Bangladesh finirebbe per porre fine al suo percorso di crescita personale e professionale, con lesione del suo diritto alla vita privata.
19 Per tali ragioni, in applicazione dell'articolo 19.1.1. T.U.I., va riconosciuto al ricorrente il permesso di soggiorno di durata biennale per "protezione speciale", previsto dall'articolo 32 terzo comma del
D.lgs 25 del 2018.
§ Le spese di lite
Considerato che il riconoscimento della protezione si basa su di una legge entrata in vigore a processo pendente e su fatti acquisiti in corso di processo, sussistono gravi motivi, ai sensi dell'articolo 92 c.p.c., come interpretato dalla sentenza della Corte costituzionale del 19/04/2018 n.
77, per compensare integralmente tra le parti le spese di lite.
§ Gratuito patrocinio
Il collegio provvede con separato e contestuale decreto a liquidare i compensi al difensore in relazione all'ammissione del ricorrente al patrocinio a spese dello Stato.
P.Q.M.
- in parziale accoglimento del ricorso proposto, riconosce a , nato a Parte_1
PU (Bangladesh) in data 02.01.1997, codice CUI: 060RC99, il diritto a un permesso di soggiorno per protezione speciale di durata biennale di cui all'art. 19.1.1 del T.U.I. e 32, terzo comma, del D.Lgs. 25 del 2008;
- compensa integralmente tra le parti le spese di lite.
Manda alla cancelleria per la comunicazione alle parti.
Catania, 20.03.2025
Il presidente
Dott. Luca Perilli
20 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 2 Come definiti dall'art. 7: si deve trattare di atti sufficientemente gravi, per natura e frequenza, tali da rappresentare una violazione grave dei diritti umani fondamentali, ovvero costituire la somma di diverse misure, il cui impatto si deve risolvere in una grave violazione dei medesimi diritti. 3 Stato, partiti o organizzazioni che controllano lo Stato o gran parte del suo territorio, soggetti non statuali se i responsabili dello Stato o degli altri soggetti indicati dalla norma non possano o non vogliano fornire protezione. 4 Gli atti di persecuzione devono essere riconducibili a motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un particolare gruppo sociale, opinioni politica.
8 20 UNHCR, Chief urges support for Bangladesh to save Rohingya lives, “build hope”, 25 may 2022, https://news.un.org/en/story/2022/05/1119012#:~:text=Bangladesh%20hosts%20some%20one%20million,fl ed%20from%20Myanmar%20in%20201 7; 21 Il programma Conoscenza, evidenza e apprendimento per lo sviluppo (K4D), terminato nel 2022, aveve l'obiettivo di migliorare l'impatto delle politiche e dei programmi di sviluppo. Era finanziato dal Regno Unito ed è progettato per aiutare il , Commonwealth CDO) e altri CP_12 Controparte_13 dipartimenti e partner governativi del Regno Unito a essere innovativi e reattivi alle sfide di sviluppo complesse e in rapido cambiamento. Cfr: IDS, Knowledge, Evidence and Learning for Development (K4D),
s.d., https://www.ids.ac.uk/programme-and-centre/knowledge-evidence-andlearning-for-development-k4d/ 22 University of Birmingham, K4D – Knoweldge, evidence and learning for development, Conflict analysis of Bangladesh, 13 maggio 2019, https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/599_Bangladesh_Conflict_Analysis.pdf; 23 University of Birmingham, K4D – Knoweldge, evidence and learning for development, Conflict analysis of Bangladesh, 13 maggio 2019, https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/599_Bangladesh_Conflict_Analysis.pdf; 24 USDOS – US Department of State, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Bangladesh, 20
March 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2089426.html 25 Bangladesh election: PM IK NA wins fourth term in controversial vote (bbc.com) 26 Bangladesh election: PM IK NA wins fourth term in controversial vote (bbc.com), cit.
13 33 Euphoria in Bangladesh after PM flees country (bbc.com) Persona_7 34 Nobel Laureate becomes head of interim government in Bangladesh | Euronews Persona_9 35 Bangladesh's interim leader UN says reforms will come before elections (msn.com) 36 University of Birmingham, K4D – Knoweldge, evidence and learning for development, Conflict analysis of Bangladesh, 13 May 2019, https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/599_Bangladesh_Conflict_Analysis.pdf. P.20 37 Ibidem; 38 Accordo che ha sancito il trasferimento di 162 enclavi di terra tra i due paesi, a seconda dell'ubicazione dei terreni, impattando direttamente sulla vita di 53,000 persone (vedasi: il Comunicato-stampa del Governo indiano del 20 novembre 2015, https://www.mea.gov.in/pressreleases.htm?dtl/26048/Exchange+of+enclaves+between+India+and+Banglade sh;
39 Nel suo rapporto annuale 2020, l'organizzazione per i diritti umani bengalese IK ha evidenziato che
“le uccisioni, la tortura e il rapimento di cittadini del Bangladesh da parte delle forze di polizia di frontiera indiane (BSF) e' proseguita nel 2020” (IK, Annual Human Rights Report 2020, Bangladesh, 25 January 2021, https://www.fidh.org/IMG/pdf/annual-hr-report-2020_eng.pdf; Si veda anche: IK, Three-month Human Rights Monitoring Report on Bangladesh (January-March 2019), http://odhikar.org/wp- content/uploads/2019/10/HRR_Jannuary-March_2019
_Eng.pdf; 30 IK, ANNUAL HUMAN RIGHTS REPORT 2022 BANGLADESH, 30 gennaio 2023, p. 49, https://www.icnl.org/wp-content/uploads/AHRR2022_English_30.01.2023.pdf
15 40 IK, ANNUAL HUMAN RIGHTS REPORT 2022 BANGLADESH, 30 gennaio 2023, p. 49, https://www.icnl.org/wp-content/uploads/AHRR2022_English_30.01.2023.pdf 41 Ibidem;
42 Per approfondimento si veda: Amnesty AT UK, Hidden Bangladesh: Violence and Brutality in the Chittagong Hill Tracts., 21 agosto 2015, https://www.amnesty.org.uk/groups/wirksworth-and- district/hidden-bangladesh-violence-and-brutality-chittagong-hill-tracts 43 USDOS Report, 2021 Country-Report on Human Rights Practices - Bangladesh, 12 April 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2071164.html; 44 University of Birmingham, K4D – Knoweldge, evidence and learning for development, Conflict analysis of Bangladesh, 13 May 2019, https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/599_Bangladesh_Conflict_Analysis.pdf,
p.19. 45 Ibidem; 46 USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Bangladesh, 20 marzo 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2089131.html 47 The Diplomat, Kuki-Chin Refugees From Bangladesh Take Shelter in , 22 novembre 2022, Pt_4 https://thediplomat.com/2022/11/kuki-chinrefugees-from-bangladesh-take-shelter-in-mizoram/ 48 The Diplomat, Why Did Bangladesh's Kuki Chin Flee to India's Northeast?, 21 febbraio 2023, https://thediplomat.com/2023/02/why-didbangladeshs-kuki-chin-flee-to-indias-northeast/
TRIBUNALE DI CATANIA
Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione Europea
Il Tribunale di Catania in composizione collegiale riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati: dott. Luca Perilli Presidente relatore dott. Rosario Maria Annibale Cupri Giudice dott.ssa Stefania Muratore Giudice ha pronunciato il seguente
DECRETO nel procedimento camerale ex artt. 35 bis D. Lgs. 25/08 e 737 e ss. c.p.c., promosso da
, nato a [...] in data [...], codice CUI: Parte_1
rappresentato e difeso, in forza di procura speciale alle liti allegata al ricorso, dall'avv. P.IVA_1
Pietro Lauretta del Foro di Ragusa;
- ricorrente
contro
, in persona del Ministro pro tempore - Controparte_1 [...]
; Controparte_2
- resistente - con l'intervento obbligatorio del
PUBBLICO MINISTERO
Oggetto: ricorso ex artt. 35 e segg. D. Lgs. 25/2008 per il riconoscimento della protezione internazionale.
FATTO
§ Svolgimento del procedimento
Con ricorso ex art. 35 D.Lgs. 25/2008 depositato il 22.06.2021, il ricorrente ha proposto opposizione al provvedimento di diniego di protezione internazionale emesso dalla _2
di il 19.05.2021 e notificato al ricorrente il 3.06.2021.
[...] _2 Risulta dunque rispettato il termine di legge di trenta giorni per la proposizione del ricorso previsto,
a pena di inammissibilità dell'opposizione, dal comma 2 dell'art. 35 bis D.Lgs. 25/2008.
Il non si è costituito in giudizio. Controparte_1
Il Pubblico Ministero, con visto del 25.11.2021 ha dichiarato di nulla opporre all'accoglimento del ricorso.
Il giudice ha fissato udienza per la comparizione del ricorrente al 19.03.2025, alla quale il ricorrente
è comparso personalmente, assistito dal proprio difensore e in presenza del mediatore convocato da e ha risposto alle domande del giudice. CP_3
La causa è stata discussa alla Camera di Consiglio del 20.03.2025.
Il ricorrente è stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato dal Consiglio dell'Ordine degli
Avvocati di Catania con delibera assunta il 6.07.2021. Il difensore ha chiesto la liquidazione dei compensi con istanza depositata il 2.02.2024.
§ I fatti di causa
Il ricorrente, sprovvisto di documenti di identificazione, ha affermato di essere cittadino del
Bangladesh e di avere fatto ingresso in Italia il 22.07.2020 attraverso la frontiera di Lampedusa
(AG).
Egli ha presentato domanda di protezione internazionale, tramite la compilazione del modello C3, in data 16.03.2021 presso la Questura di Ragusa.
Il ricorrente ha svolto l'audizione davanti alla Commissione territoriale in data 13.05.2021 e, parlando in lingua bengalese, assistito da un interprete, ha dichiarato quanto segue:
- di essere cittadino bengalese;
- di essere nato a [...], PU, ove è sempre vissuto, spostandosi ogni tano a
Dhaka per motivi di lavoro e rimanendo nella capitale per un anno, dal 2012 al 2013;
- di essere di etnia bengalese;
- di professare la religione musulmana;
- di parlare un po' di arabo e un po' di hindi;
- di non aver studiato;
- di avere lavorato come venditore ambulante e come sarto per due anni in Bangladesh;
- quanto alla composizione della famiglia di origine, che essa è costituita dai genitori, tre fratelli e tre sorelle;
- di essere sposato e di avere due figli, un maschio e una femmina;
- di aver lasciato il Paese di origine a “metà o fine 2018”, due anni prima dell'audizione; anzi di averlo lasciato nel 2019;
- di essere arrivato in Italia a “gennaio, agosto, marzo”, nove mesi prima dell'audizione.
2 Quanto ai motivi che lo hanno indotto a espatriare, il ricorrente ha, nel racconto libero, dichiarato quanto segue: “Nel 2015 c'è stata un'esondazione, non mi ricordo quando esattamente, abbiamo perso il terreno, mio zio paterno ci ha dato un piccolo terreno in comodato d'uso, per viverci temporaneamente (…) Ho fatto un prestito di 350.000 taka per comprare il terreno di mio zio paterno, dove vive la mia famiglia. Mio zio paterno ci aveva promesso che ci avrebbe venduto il terreno. Gli abbiamo data 250.000 taka per il terreno, quando il valore era di 500.000 taka, la metà. Però mio zio voleva l'intera somma e ancora non abbiamo ottenuto la proprietà del terreno.
Ho investito gli altri 100.000 taka del prestito nell'acquisto della merce per il mio lavoro, ma non è andata bene perché non sono riuscito a vendere tutta la merce che avevo comprato. Mio zio paterno sta facendo pressioni per ottenere gli altri soldi, ma non ce li avevo (…) Ho parlato con mio zio materno, gli ho chiesto consigli. Lui mi ha detto che conosce delle persone in Libia e mi ha consigliato di raggiungerli. Ho fatto un altro prestito di 400.000 taka per andare in Libia, ho preso accordi con il trafficante, a cui ho dato 380.000 taka e sono andato in Libia” (pagg.
4-5 verbale di audizione).
A domande della Commissione ha risposto che: l'esondazione è avvenuta a e ha CP_4
spiegato che nel documento prodotto viene indicato AI poiché è “l'Unione di cui fa parte
; il fiume che è esondato si chiama , ha distrutto 5-7 case, tra cui quella del CP_4 Per_1
ricorrente e anche il terreno;
di aver ricevuto dallo Stato solo del cibo per tre mesi e una tenda e di non aver ricevuto alcun indennizzo.
A domanda della sui rapporti tra lo zio e il padre, il ricorrente ha chiarito che non _2
erano fratelli ma cugini ed erano in buoni rapporti;
ha poi aggiunto che, al momento dell'audizione, il cugino del padre era deceduto da tre anni.
Con riferimento al debito contratto, ha riferito di averlo stipulato a nome proprio il debito per ottenere i soldi per raggiungere la Libia;
invece, il prestito di 350.000 taka per l'acquisto del terreno
è stato chiesto dalla madre del ricorrente. Il richiedente non ricorda a chi sono stati chiesti i prestiti,
a “Brac1 o Asha”; che il tasso di interesse applicato è di 7.000 taka al mese (5%); che la madre ha dato in garanzia un altro terreno che avevano nel villaggio, non quello colpito dall'esondazione.
A domanda della Commissione sul perché fossero andati a vivere nel terreno dello zio/cugino del padre e non nel loro dopo l'esondazione, il richiedente ha affermato che il prestito è stato chiesto prima dell'esondazione e che in realtà era stato richiesto per aprire un nuovo negozio (pag. 7 verbale di audizione). La Commissione ha pertanto richiesto dei chiarimenti in merito alle due diverse versioni del narrato ma il richiedente inizialmente non ha saputo rispondere e 1 AC is an international development organisation founded in Bangladesh in 1972 that partners with over
100 million people living with inequality and poverty to create opportunities to realise human potential.
3 successivamente ha precisato che i prestiti contratti erano due: uno di 350.000 taka e l'altro di
400.000 taka. Per aprire il negozio utilizzò 100.000 taka.
Il richiedente ha poi dichiarato di non ricordare esattamente quando i prestiti furono contratti, forse nel 2016; ha inoltre dichiarato che avrebbe dovuto saldarli entro il 2023.
La Commissione, alla luce delle risposte del richiedente, gli ha chiesto se fosse nelle condizioni di affrontare l'audizione e il ricorrente ha risposto di soffrire di problemi di memoria da quando è stato picchiato per circa un mese una volta giunto in Libia.
Il richiedente ha poi riferito di aver contratto il debito per il viaggio in Libia quando è arrivato nel paese nordafricano, nel 2018. La Commissione gli ha contestato che, in base alla documentazione, risulta che il debito di 400.000 taka è stato contratto l'1.07.2019 con il cognato. Il ricorrente ha replicato che è stato il cognato a prendere i soldi in prestito per suo conto;
ha aggiunto che egli non ha saldato il debito con il cognato che starebbe facendo pressioni sulla sorella, picchiandola tutti i giorni, e sulla sua famiglia, oltre a chiamare e minacciare lo stesso ricorrente.
Con riferimento al periodo trascorso in Libia il richiedente ha riferito che, appena arrivato, rimase presso la casa del trafficante per un mese e, successivamente, il trafficante lo fece arrestare dalla polizia che lo trattenne per una settimana;
che lo stesso trafficante pagò i 100.000 taka della cauzione per la sua liberazione e che, pertanto, egli dovette lavorare per rimborsare il trafficante. Ha riferito di avere svolto l'attività di imbianchino per sei mesi per il trafficante e poi per altri quattro per guadagnare i soldi necessari ad arrivare in Italia.
A specifica domanda, ha risposto che il viaggio dal Bangladesh alla Libia è costato 370.000 taka.
La Commissione ha poi chiesto al richiedente se si fosse affidato ad un unico trafficante e l'istante ha risposto “Sì. Per arrivare in Italia mi ha affidato a un libico (…) Non mi ha mai fatto male, i problemi che ho avuto sono stati in mezzo al mare, sono stato riportato in Libia dalla Guardia
Costiera libica” (pag. 10 verbale di audizione).
Con riguardo al suo timore in caso di rimpatrio, ha dichiarato: “Mio cognato mi picchierebbe, abbiamo problemi di debiti e di prestiti” (pag. 10 verbale di audizione).
Il richiedente ha poi riferito di non potersi avvalere della protezione del proprio Stato poiché per rivolgersi alla polizia “ci vogliono i soldi”.
Il ricorrente ha consegnato alla documenti relativi all'esondazione del Controparte_2
fiume e del debito contratto.
Dai documenti in lingua inglese risulta l'erogazione di due prestiti, uno a nome della madre Pt_2
- creditore , debito contratto il 17.11.2015 da saldare entro l'01.01.2022 per
[...] Persona_2
4 350.000 taka con 7.000 taka di interessi al mese) e uno a nome del richiedente (creditore
[...]
dall'1.07.2019 al 30.07.2023 di 400.000 taka – 8.000 taka di interessi al mese). Per_3
Ha poi depositato una attestazione del Chairman di AIl Union Parishad – Distretto di
PU in lingua inglese, priva di data, con la quale si certifica che il ricorrente è residente in una zona del paese che è stata colpita dall'erosione del fiume in data 25.08.2015.
§ Il diniego della Controparte_2
La ha ritenuto che non sia possibile stabilire l'autenticità della Controparte_2
documentazione prodotta da richiedente (Canada: Immigration and Refugee Board of Canada,
Bangladesh: Prevalence of fraudolent, forget or fake documents and genuine documents obtain by fraudolent means, including the degree of difficulty involved in obtaining such documentes (….
)Agosto 2003 – Agosto 2005), in considerazione anche dei dubbi sulla credibilità emersi nel corso dell'audizione, nonché della mancata corrispondenza tra i fatti narrati e la documentazione presentata. In particolare, la Commissione ha evidenziato di non avere trovato riscontri con riguardo alla esondazione o l'erosione del fiume Arial Khan nella zona di AI nel periodo riportato nella attestazione scritta e in quello individuato dal richiedente nelle proprie dichiarazioni;
che un'unica fonte riferisce di erosioni fluviali dell'Arial Khan, nel periodo dichiarato, ma in un'altra zona del distretto di PU;
che, inoltre, il richiedente ha descritto una esondazione mentre nel certificato del si parla di “erosion”. CP_5
La commissione ha poi affermato quanto segue: “Desta perplessità che in seguito alla perdita dell'abitazione e del terreno la famiglia del r.a. sia andata a vivere sul terreno dello zio, pur possedendo un altro terreno, che la madre del r.a. avrebbe dato come garanzia del prestito di
350.000 taka. Il r.a. dichiara che la madre avrebbe contratto tale prestito prima dell'esondazione del fiume, in contraddizione con la data riportata sul Loan Agreement, che riporta il 17/11/2015 come data di conclusione dell'accordo e asserisce che tale prestito non sarebbe stato chiesto per
l'acquisto del terreno dello zio, bensì per aprire un negozio. Confrontato con questa contraddizione, il r.a. non risponde e chiede di poter telefonare ai genitori. Il r.a. si contraddice anche sul prestito da lui contratto. Infatti, il r.a. dapprima afferma di averlo contratto per pagare il viaggio. in Libia al trafficante, in un secondo momento afferma di averlo contatto appena giunto in
Libia, di non aver concluso l'accordo personalmente, ma che sarebbe stato il cognato a prendere i soldi in prestito a suo nome. Tali dichiarazioni contraddicono quanto affermato nel corso del narrato libero e quanto riportato nel Loan Agreement presentato. Infatti, il cognato risulterebbe essere il creditore dei 400.000 che il r.a. ha chiesto in prestito, riportando i nomi di entrambi, il r.a. nella qualità di debitore, ed il cognato (BE ER) nella qualità di creditore. Il r.a. in seguito afferma che la sorella starebbe ricevendo minacce e percosse da suo marito, BE
5 a causa del debito contratto dallo stesso, e che lo stesso starebbe minacciando il r.a. di Pt_1
distruggere la casa in cui abiterebbe la famiglia sul terreno dello zio. Tale dichiarazione risulta in contraddizione con quanto affermato dal r.a., ossia che i genitori abiterebbero ancora nella tenda offerta dal Governo in seguito all'esondazione del 2015. Inoltre, il r.a. dichiara che il cognato non avrebbe mai messo in pratica le minacce.
Infine, la ha rilevato “una particolare difficoltà del ra. nel ricostruire i Controparte_2
fatti avvenuti durante la sua vita in Bangladesh. Il r.a. afferma di riportare dei problemi di memoria in seguito alle percosse ricevute in Libia, invitato dalla Relatrice a rinviare il colloquio, il
r.a. ha rifiutato tale opportunità, preferendo continuare l'audizione”.
La Commissione ha quindi escluso la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato ai sensi dell'articolo 1 della Convenzione di Ginevra per mancanza di credibilità; ha, poi, escluso la presenza di un “rischio effettivo di grave danno” ai sensi delle lettera a) e b) dell'art. 14 del D. Lgs. 251/2007 per mancanza di credibilità. Inoltre, ha dichiarato non sussistere nella zona di provenienza del ricorrente, una situazione qualificabile come contesto di violenza indiscriminata all'interno di conflitto armato, escludendo anche l'ipotesi di protezione sussidiaria di cui alla lettera c).
Infine, ha escluso i presupposti per il riconoscimento della protezione nazionale.
§ I motivi del ricorso
Nel ricorso, la difesa ha ricostruito la vicenda nei termini narrati dal ricorrente alla _2
, sottolineando che il ricorrente ha manifestato in sede di audizione evidenti segni di
[...]
disagio e malessere nel rievocare i trascorsi nel Paese di origine e, successivamente, in Libia quale
Paese di transito, in cui egli ha vissuto dal 28.06.2019 al 22.07.2020.
La difesa ha poi prodotto una fonte inerente il fenomeno dell'erosione del fiume Arial Khan e delle esondazioni in Bangladesh.
Ha concluso chiedendo il riconoscimento di tutte le forme di protezione, internazionale e nazionale.
§ Le memorie successive del ricorrente e l'udienza.
Con note del 2.02.2024, la difesa del ricorrente ha depositato la seguente documentazione:
1. relativa ad apprendistato professionalizzante dal 09.08.2021, presso Controparte_6
Carmelo Ricca, con la qualifica di pittore edile - Comiso;
2. CUD 2022, riportante redditi annui lordi per € 10.586,14, e relativa a rapporti di lavoro dipendente con contratto a tempo indeterminato
6 3. CUD 2023 riportante redditi annui lordi per € 10.586,14, e relativa a rapporti di lavoro dipendente con contratto a tempo indeterminato;
4. buste paga anno 2021;
5. buste paga anno 2022;
6. buste paga anno 2023;
7. certificato A2 lingua italiana, conseguito presso il CPIA di Ragusa;
8. contratto di locazione immobile sito in Via P.ssa Mafalda, n.14, Comiso, dal 27.06.2023.
§ Udienza del 19.03.2025 – audizione del ricorrente.
All'udienza del 19.03.2025 si è svolta l'audizione personale del ricorrente con l'ausilio di un mediatore culturale nominato da . In tale sede, il richiedente, invitato dal Giudice a fornire CP_3
chiarimenti in merito al debito contratto, ha dichiarato: “Il mio debito era di circa 15.000,00 euro;
10.000,00 euro circa li ho restituiti con quanto ho guadagnato in Italia;
devo restituirne ancora circa 5000,00 € che sto pagando una po' alla volta”. È quindi emerso che il ricorrente ha contratto prestiti per 750.000 taka, che corrispondono a circa 6.000,00 euro. Il ricorrente ha riferito che i
750.000 taka li ha restituiti, anche quelli contratti con il cognato che ammontavano a 400.000 taka;
tuttavia, gli restano ancora altri debiti da pagare a dei parenti (“Questi li ho restituiti. Mi restano debiti verso i miei parenti”).
Per quanto riguarda le modalità con cui ha saldato i debiti, ha dichiarato innanzi al Giudice: “Non lo so perché io mandavo i soldi a mia madre e se ne occupava lei”. Adr: “I soldi di cui sono ancora debitore, li devo a parenti e vicini di casa (…) Sono stato imprigionato in Libia e ho dovuto pagare
i soldi per il riscatto”. Adr. “Ho dovuto pagare altri 700.000 taka. Adr: “Per arrivare in Libia mi sono rivolto a un trafficante (…) Mi aveva promesso il viaggio e un lavoro di imbianchino. Ma il lavoro non c'era”. Il giudice a questo punto chiede se in Libia ci fosse qualcuno ad attenderlo: “un amico del Bangladesh, che stava in Libia, è venuto ad accogliermi e mi ha aiutato. Questo mio amico mi ha mandato a lavorare per quattro mesi come imbianchino per un arabo che non mi ha pagato;
mi ha dato solo una casa e cibo”. Adr: “Il mio amico non era un trafficante ma stava in
Libia per lavorare”.
Infine, in caso di rimpatrio, il richiedente riferisce il seguente timore: “Non riuscirei a restituire il debito e non potrei provvedere al sostentamento della famiglia”.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Va premesso che l'opposizione al provvedimento di diniego della non è, Controparte_2 tecnicamente, un'impugnazione, perché l'autorità giudiziaria non è vincolata ai motivi di opposizione ma è chiamata a un completo riesame nel merito della domanda di protezione internazionale avanzata ed esaminata in sede amministrativa.
7 L'opposizione verte sul diritto del ricorrente di vedersi riconoscere lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria a norma del D.Lgs. n. 251 del 19/11/2007, ovvero ancora il diritto al rilascio di un permesso di soggiorno per ragioni umanitarie o per protezione speciale ex art. 5 co. 6 e 19.1.1.
T.U.I.
§ Sul diritto a ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato
Per il riconoscimento dello status di rifugiato è necessario, secondo il D.lgs. n. 251/2007 che sia adeguatamente dimostrato “un fondato timore” del ricorrente di subire:
- atti persecutori come definiti dall'art.72;
- da parte dei soggetti indicati dall'art. 53;
- per motivi riconducibili alle ampie definizioni di cui all'art. 84.
Il ricorrente pone a fondamento della domanda di protezione il timore, in caso di rimpatrio, di essere picchiato dal cognato per la mancata restituzione del debito (“Mio cognato mi picchierebbe, abbiamo problemi di debiti e di prestiti” (pag. 10 verbale di audizione).
In sede di audizione innanzi al G.D. ha poi riferito di aver estinto il debito con il cognato ma di avere maturato altri debiti con altri parenti, che teme di non potere saldare e di non poter sostenere economicamente la propria famiglia.
A prescindere dalla credibilità, i fatti narrati non chiamano in causa i motivi di persecuzione previsti dall'art. 8 del D. Lgs. 251/2007, gli atti persecutori dell'art. 5 e neppure l'agente dell'art.
5. In assenza dei necessari fattori di inclusione, non ricorrono pertanto i presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato.
Va soggiunto che il giudice ha disposto l'audizione al fine di esplorare un'ipotesi di tratta a fini di sfruttamento lavorativo, perché, nelle dichiarazioni rese alla dichiarazione territoriale, il ricorrente aveva affermato che il trafficante lo fece arrestare in Libia, pagò il riscatto costringendolo poi a lavorare per lui per sei mesi.
Questa versione dei fatti è stata poi “ritrattata” davanti al giudice, al quale il ricorrente ha dichiarato che il trafficante che organizzò il viaggio dal Bangladesh alla Libia rimase estraneo ai fatti a lui occorsi nel Paese nord-africano nel quale fu accolto da un proprio conoscente. § Quanto alla protezione sussidiaria, secondo l'art. 14 del D.lgs n. 251/2007, è necessario che il richiedente rischi, in caso di rimpatrio, di subire una condanna a morte o l'esecuzione della pena di morte (lettera a); la tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante (lettera b); ovvero subisca la minaccia grave alla vita o incolumità fisica a causa della violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale (lettera c).
- Con riferimento alle ipotesi di rischio di condanna a morte o trattamento inumano o degradante, la sentenza della Grande sezione della Corte di giustizia dell'Unione europea, del 17 febbraio 2009 in causa C - 465/07, al punto 31, nel definire l'ambito di protezione offerta Per_4 dall'art. 15 Direttiva 2004/83/CE (trasposta dal legislatore italiano con l'adozione dell'art. 14 D.lgs.
n.251/2007), ha chiarito che, qualora sussistano, conformemente all'art. 2 lettera e) di tale direttiva, fondati motivi di ritenere che il richiedente incorra in un “rischio effettivo di subire un … danno nel caso di rientro nel paese interessato”, i termini “condanna a morte” o “l'esecuzione della pena di morte”, nonché “la tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante ai danni del richiedente” devono essere riferiti a un rischio di danno riguardante la particolare (individuale) posizione del richiedente essendovi una evidente differenziazione tra questo rischio di danno e quello derivante da situazioni di violenza generalizzata (si vedano in particolare i punti da 32 a 35 della sentenza citata).
Il ricorrente dichiara, come detto, di temere: di non riuscire a saldare la parte restante del debito contratto e di non poter sostenere economicamente la sua famiglia.
Anche in questo caso a prescindere dalla credibilità, manca il rischio per la vita o di restare soggetto a trattamento inumani e degradanti, quando l' l'agente statale o non statuale di danno dell'art. 5 del decreto legislativo 251/2007. Invero, i debiti contratti sono stati stipulati con parenti e amici con modalità di restituzione che non configurano un'ipotesi di usura (tasso di poco superiore al 20% annuo a fronte di tassi di inflazione storici variabili tra il 7 e l'11% annuo). Oltretutto il ricorrente ha dichiarato di avere saldato la parte maggiore del debito.
Per tali ragioni anche la protezione sussidiaria delle lettere a) e b) del D. Lgs. 251/2007 non può essere riconosciuta, per mancanza di fattori di inclusione.
§ La protezione sussidiaria della lettera C dell'art. 14 del D. Lgs. 251/2007.
Nemmeno la situazione generale della sicurezza del Paese di origine giustifica il riconoscimento della protezione sussidiaria (lettera c dell'art. 14 del D. Lgs. 251/2007).
L'art. 14 del D. Lgs. 251/2017, alla lettera c), stabilisce che, ai fini della protezione sussidiaria, è considerata danno grave “la minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale”.
9 Al fine di integrare la fattispecie in esame, è necessaria la concomitante presenza di diversi elementi, quali: 1) l'esistenza, nel luogo di eventuale rimpatrio, di un conflitto armato, sia esso di natura interna o internazionale, da cui deriva 2) una situazione di violenza indiscriminata, tale per cui 3) un civile risulti esposto a un rischio effettivo di danno grave e individuale alla vita e alla persona, in ragione della sua presenza nel territorio in questione.
Con riferimento al primo elemento, la Corte di giustizia dell'Unione europea, chiamata a esprimersi sull'interpretazione di “conflitto armato” e sull'applicabilità o meno della definizione comunemente utilizzata nell'ambito del diritto internazionale umanitario, con la sentenza Diakité del 30 gennaio
2014 in causa C-285/12 al paragrafo 28, ha chiarito che: “si deve ammettere l'esistenza di un conflitto armato interno, ai fini dell'applicazione di tale disposizione, quando le forze governative di uno Stato si scontrano con uno o più gruppi armati o quando due o più gruppi armati si scontrano tra loro. Senza che sia necessario che tale conflitto possa essere qualificato come conflitto armato che non presenta un carattere internazionale ai sensi del diritto internazionale umanitario e senza che l'intensità degli scontri armati, il livello di organizzazione delle forze armate presenti o la durata del conflitto siano oggetto di una valutazione distinta da quella relativa al livello di violenza che imperversa nel territorio in questione.” Rigettando perciò l'approccio seguito dal diritto internazionale umanitario, la sentenza in esame ha fornito indicazioni sugli elementi necessari a qualificare una situazione di scontro come conflitto armato: è infatti necessario l'accertamento dell'esistenza di una contrapposizione armata, tra due o più parti, rappresentate dalle forze dello Stato e gruppi armati o due o più gruppi armati operanti nel territorio e tra loro contrapposti.
L'elemento di “individualità” del rischio riguarda invece la situazione per cui, in ragione della gravità degli scontri e del livello di violenza raggiunto, la sola presenza della persona sul territorio,
a prescindere dalla propria identità, lo esporrebbe a una grave minaccia (Elgafaji, paragrafo 35).
Resta salva la possibilità che la protezione sia accordata anche in presenza di minore gravità della violenza, quando ricorrano i presupposti per l'applicazione della principio della cosiddetta “scala progressiva”, in base al quale «tanto più il richiedente è eventualmente in grado di dimostrare di essere colpito in modo specifico a motivo di elementi peculiari della sua situazione personale, tanto meno elevato sarà il grado di violenza indiscriminata richiesto affinché egli possa beneficiare della protezione sussidiaria» (sentenza Elgafaji, punto 39; sentenza Diakité, punto 31).
Il Collegio esclude che in Bangladesh e in particolare nella zona di provenienza del ricorrente vi sia allo stato attuale il rischio di un danno grave e individuale alla vita o alla persona del ricorrente, come qualificato dall'art. 14 lett. C del D.lgs. 251/07, non emergendo dalle fonti internazionali consultate nell'esercizio dei poteri di ufficio che la zona versi in una situazione di violenza indiscriminata derivante da situazioni di conflitto armato interno o internazionale (cfr. Corte di
10 Giustizia dell'Unione Europea, sentenza Elgafaji v. Staatssecretaris van Justitie del 17 febbraio
2009).
Le fonti consultate, seppure evidenzino in Bangladesh l'esistenza di considerevoli violazioni dei diritti umani (tra cui sparizioni forzate5 , detenzioni arbitrarie, tortura ed esecuzioni extra-giudiziali compiute dalle forze di sicurezza, restrizioni alla libertà di espressione) 6, non depongono tuttavia nel senso dell'esistenza di una situazione di violenza generalizzata derivante da conflitto armato.
Il Bangladesh è uno dei Paesi più densamente popolati al mondo. In una superficie di 148.000 chilometri quadrati (circa la metà dell'Italia), vivono 165 milioni di persone. La povertà è diffusa, in numerosi casi in forma estrema anche se, negli ultimi anni, il Paese ha ridotto la crescita della popolazione e migliorato la sanità e l'istruzione pubblica. Conosciuto precedentemente come
Pakistan orientale, lo Stato del Bangladesh è nato solo nel 1971, quando il Pakistan si è diviso in due parti dopo un'aspra guerra che ha coinvolto anche l'India.
La maggior parte del Paese si trova poco sopra il livello del mare ed è vulnerabile alle inondazioni ed ai cicloni, essendo destinato a essere gravemente colpito da qualsiasi innalzamento del livello del mare7. Il Paese è infatti teatro frequente di disastri ambientali che aggravano tragicamente la condizione di povertà della popolazione e ne mettono a rischio la sopravvivenza.
Un report INFORM8 del settembre 2023, che analizza il livello di rischio generalizzato di crisi sistemiche, alla luce delle condizioni strutturali del paese di riferimento, qualifica come alto (5,5 su una scala da zero a dieci) tale rischio in Bangladesh9. Il dato, riferito al 2022, risulta aumentato rispetto al 2021, quando si attestava ad un livello di 5,0 sulla stessa scala10. 5 La ha denunciato in un comunicato stampa rilasciato Controparte_7 nell'agosto del 2020 che “almeno 572 persone sono state oggetto di sparizione forzata tra il 2009 e luglio 2020” (vedasi: Freedom House, Freedom in the World 2022-Bangladesh, 28 February 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2071851.html;
Nel dicembre 2021 il Governo USA ha posto sanzioni verso diversi leaders facenti parte delle forze di sicurezza d'elite del Bangladesh, (il Rapid Action Battalion-RAB) incaricate di operazioni anti-crimine e anti-terrorismo e accusate di aver compiuto 600 esecuzioni extra-giudiziali e di essere coinvolto in centinaia di sparizioni forzate (Freedom House Report, supra cit.). 6 Si veda a titolo di esempio il Rapporto di Amnesty AT (AI, The State of the World Human Rights
2021-Bangladesh 2021, 29 March 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2070290.html;
) ed il rapporto di Human Rights Watch-HRW, World Report 2022 – Bangladesh, 13 January 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2066483.html;
IK, Annual Human Rights Report 2020 – Bangladesh, 25 January 2021, https://www.fidh.org/IMG/pdf/annual-hr-report-2020_eng.pdf; 7BBC, Bangladesh country profile, 26 maggio 2023, https://www.bbc.com/news/world-south-asia-12650940 8 L'INFORM Risk Index è una valutazione open source del rischio globale per le crisi e i disastri umanitari della Commissione Europea. Cfr. , Inform Risk, s.d., CP_8 https://drmkc.jrc.ec.europa.eu/inform-index/INFORM-Risk 9 EC DRMKC, Bangladesh INFORM Risk Index, 5 settembre 2023, https://drmkc.jrc.ec.europa.eu/inform- index/INFORM-Risk/Country-Risk-Profile 10 EC DRMKC, Bangladesh INFORM Risk Index 2021, 27 September 2021, https://drmkc.jrc.ec.europa.eu/inform-index; EC DRMKC, INFORM Bangladesh Country Profile, https://drmkc.jrc.ec.europa.eu/inform-index/INFORM-Risk/Country-Risk-Profile (consultato il 03.08.2022);
11 La gran parte del dato sopra riportato è determinata da un livello pari a 8,7 per rischi relativi alle catastrofi naturali11. Il Bangladesh, infatti, è stato classificato al settimo posto12 tra le nazioni più colpite da condizioni metereologiche estreme negli ultimi 20 anni con milioni di persone che sono state esposte all'impatto devastante di cicloni, inondazioni, erosione e innalzamento del livello del mare, con i conseguenti sfollamenti13. Il Rapporto Globale 2022 sullo Sfollamento Interno dell'IMDC14, evidenzia la presenza in Bangladesh nel 2021 di almeno 99.000 nuove persone sfollate a causa di disastri naturali, con un trend analogo rispetto ai dati del 202015; identica situazione è stata registrata nel 2022, con sfollamenti per disastri naturali più numerosi di quelli generati da violenza16.
Con riguardo alla situazione della sicurezza, Riferisce che le forze mantengono un CP_9
controllo effettivo sulle forze di sicurezza17. Secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, le forze di sicurezza del Bangladesh – che comprendono la polizia nazionale, le guardie di frontiera e le unità antiterrorismo – mantengono la sicurezza interna e delle frontiere. Anche i militari hanno responsabilità per il mantenimento della sicurezza interna. Le forze di sicurezza riferiscono al e i militari al Ministero della Difesa. Controparte_1
I principali rischi per la sicurezza e stabilità del Paese sono connessi a violenza di matrice politica, in particolare quella che si verifica in prossimità delle elezioni. Inoltre, di rilevanza crescente è il pericolo per la sicurezza rappresentato dall'islamismo militante18 e si riscontrano attacchi ai danni delle minoranze, soprattutto religiose19. Altre minacce alla sicurezza del Paese sono rappresentate dalla violenza legata alla criminalità ordinaria ed inoltre dagli scontri sporadici nel Chittagong Hill
Tracts (CHT) tra gruppi indigeni e coloni bengalesi per la proprietà e l'uso della terra. Infine, è 11 Ibidem; 12 Germanwatch, Global Climate Risk Index (CRI) 2021, 25 January 2021, https://www.germanwatch.org/en/19777; 13 AI, 2022 Report on the Human Rights Situation covering 2021, 29 March 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2070290.html; 14 IDMC, 2022 Global Report on Internal Displacement, Grid-2022, https://www.internaldisplacement.org/sites/default/files/publications/documents/IDMC_GRID_2022_LR.pdf
; 15 230 persone sfollate a causa di conflitto e violenza nel 2020 contro i 4.443.000 sfollati a causa di disastri naturali (vedasi: IDMC, 2021 Global Report on Internal Displacement, Grid-2021, https://www.internal-displacement.org/sites/default/files/publications/documents/grid2021_idmc.pdf; 16 IDMC, 2023 Global Report on Internal Displacement, Grid-2023, https://www.internal- displacement.org/globalreport/grid2023/ 17 USDOS – US Department of State, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Bangladesh, 20
March 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2089426.html 18 Vedasi: AT Crisis Group-ICG, Mapping Bangladesh Political crisis, Asia Report no.264, 9
February 2015, https://www.ecoi.net/en/file/local/1310017/1226_1424080771_264-mapping-bangladesh-s- political-crisis.pdf;
ICG, Bangladesh Today, 23 October 2006, https://www.crisisgroup.org/asia/south- asia/bangladesh/bangladesh-today; 19 Amnesty AT nel suo rapporto 2022 evidenzia che rifugiati e minoranze religiose sono stati oggetto di violenti attacchi (AI, The State of the World's Human Rights, Bangladesh 2021, 29 March 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2070290.html;
12 doveroso notare come il Bangladesh ospiti circa un milione di rifugiati la maggior parte Per_5
dei quali è fuggita al genocidio dal nel 2017: essi sono presenti in numerosi campi nel Per_6 distretto di Cox's Bazar.
Rispetto alla violenza politica, secondo un rapporto prodotto dal progetto K4D dell'Università di
Birmingham21, il Paese presenta una cultura politica violenta e che affonda le proprie radici nel periodo dell'indipendenza del 1971. Secondo quanto riportato da K4D, scioperi e blocchi di matrice politica sono molto comuni in Bangladesh specialmente in occasione delle elezioni22. Sin dal ritorno del Bangladesh ad una democrazia elettorale nel 1991, i due maggiori partiti politici – l' CP_10
(AL) e il Bangladesh IO PA (BNP) – si sono via via alternati al governo del
[...]
Paese23. La politica bengalese è stata a lungo dominata dalla rivalità tra e Persona_7 Per_8
segretarie rispettivamente dell'AL e del BNP. Entrambe sono state prime ministre più volte dal
[...]
1991. L partito al governo dal 2009, ha vinto le elezioni generali del 7 gennaio CP_10
2024 per la quarta volta consecutiva, assicurandosi un quarto mandato quinquennale con il PM
(primo ministro) e 225 seggi su 300. Le elezioni sono state boicottate Persona_7 dall'opposizione del BNP così come successe nel 2018, per varie irregolarità, tra cui urne elettorali riempite di schede fasulle e l'intimidazione degli agenti elettorali e degli elettori dell'opposizione24 25 e sono state precedute da arresti di massa di leaders e sostenitori del . Entrambi i partiti CP_11
hanno contribuito a sviluppare un clima politico instabile, ricorrendo agli strumenti degli scioperi generali e del bocco dei trasporti per ottenere consensi elettorali assieme alla mobilitazione dei propri sostenitori in proteste di strada nei periodi pre- e post-elettorali, spesso sfociata in episodi di violenza. Un grafico di ACLED evidenzia incrementi della violenza politica in prossimità nei periodi elettorali, con picchi a gennaio 201427 e a dicembre 2018, in occasione delle elezioni parlamentari, durante le quali si sono verificate rivolte, proteste e violenze contro i civili.
La violenza politica in Bangladesh comporta scontri tra le fazioni politiche con ricorso alle armi28.
Secondo l'ONG bengalese IK, nel 2022, almeno 121 persone sono rimaste uccise e 7.467 ferite a causa di episodi di violenza politica in Bangladesh. Inoltre, sono stati registrati 276 episodi di violenza interna all' e 30 episodi di violenza interna al BNP. 45 persone sono CP_10
state uccise e 2.618 ferite in conflitti interni all' mentre una persona è stata uccisa e CP_10
228 persone sono rimaste ferite in conflitti all'interno del BNP29. Secondo lo United States Institute of Peace (USIP) 30 , anche nel 2023 la violenza politica ha continuato ad essere un tratto saliente della politica bengalese31.
Nel luglio 2024, per quattro settimane la capitale Dacca è stata scossa da proteste degli studenti universitari che protestavano contro le quote di posti di lavoro riservate ai discendenti dei combattenti nella guerra di liberazione del 1971. Le proteste sono state represse da brutale violenza della polizia. Il Governo ha imposto un completo black out nelle comunicazioni, spegnendo internet e imponendo restrizioni ai servizi telefonici. Le fonti riportano che l'ala studentesca dell CP_10
che supporta il governo, nota come Bangladesh Chattra League, ha utilizzato una forza
[...]
brutale contro i manifestanti. I rapporti dei media indicano che almeno 150 persone sono rimaste uccise negli scontri e migliaia sono rimaste ferite32. 27 Definite nel Rapporto di ICG come le “più violente” nella storia del Paese con centinaia di morti (vedasi:
AT Crisis Group-ICG, Mapping Bangladesh Political crisis, Asia Report no.264, 9 february 2015,
p.3, https://www.ecoi.net/en/file/local/1310017/1226_1424080771_264-mappingbangladesh-s-political- crisis.pdf;)
Come anche riportato dalla World Bank, più di 500 persone sono morte durante gli scontri avvenuti durante le elezioni del 2014, e 100 durante la commemorazione delle vittime del 2014, avvenuta l'anno seguente (vedasi World Bank, World Bank Report No. 103723- BD – Country Partnership Framework for Bangladesh for the period FY16-FY20, 2016 http://documents.worldbank.org/curated/en/362231468185032193/pdf/103723-REVISED-PUBLIC-IDA- R2016-0041.pdf,).
Si veda anche: AI, Public Statement, 20 January 2015, https://www.amnesty.org/en/documents/asa13/0001/2015/en/; 28 University of Birmingham, K4D – Knoweldge, evidence and learning for development, Conflict analysis of Bangladesh, 13 May 2019, https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/599_Bangladesh_Conflict_Analysis.pdf; 29 ODHIKAR, Annual Human Rights Report 2022 Bangladesh, 30 gennaio 2023, p. 22, https://www.icnl.org/wp-content/uploads/AHRR-2022_English_30.01.2023.pdf 30 “Lo United States Institute of Peace è un istituto statale, apartitico ed indipendente, fondato dal Congresso
e dedito alla tesi che un mondo senza conflitti violenti è possibile, pratico ed essenziale per la sicurezza degli Stati Uniti e globale”, cfr. USIP, About USIP, s.d., https://www.usip.org/about 31 USIP, Three Things to Watch as Bangladesh's IO Election Season Heats Up, 15 giugno 2023, https://www.usip.org/publications/2023/06/threethings-watch-bangladeshs-national-election-season-heats 32 Overview of Events: Bangladesh July 2024: A Month of Protests, Frustrations, and Expectations
(freiheit.org)
14 Il dilagare delle proteste ha indotto il Primo Ministro a lasciare il proprio incarico il 7 agosto Per_7
2024 e a fuggire dal Paese. Poche ore dopo la fuga di il Presidente Mohammed Per_7
BU ha ordinato il rilascio dalla detenzione di dell'ex primo ministro e di tutti Persona_8
gli studenti che erano stato arrestati durante le proteste33.
Il giorno successivo, l'8 agosto 2024, Il Presidente ha affidato l'incarico di Primo Ministro ad interim al premio nobel per l'economia sostenuto dagli studenti in protesta e da Persona_9
lungo tempo oppositore del Primo Ministro NA34.
In un'intervista del 8 ottobre 2024, il Primo Ministro ad interim noto per le sue Persona_9
teorie sulla possibilità di alleviare la povertà con il ricorso al microcredito, ha annunciato che nuove elezioni seguiranno solo dopo l'adozione delle necessarie riforme35.
Per quanto riguarda la questione del confine indiano-bengalese, il Bangladesh e l'India hanno vissuto controversie sui confini negli ultimi decenni, con alcune schermaglie transfrontaliere e uccisioni tra o da parte di agenzie di sicurezza di frontiera36. Lungo il confine indo-bengalese – una striscia di terra lunga 4000 km la minaccia di gruppi terroristici è diventata più preoccupante e la libertà di movimento dei civili è stata via via più limitata in seguito agli attacchi terroristici legati all'11 settembre 2001. Le attività della polizia di frontiera sono diventate sempre più restrittive e violente, soprattutto quelle delle Forze di Sicurezza di Frontiera indiane (BSF) 37. Nonostante nel
Part 2015 sia stato firmato un accordo38 tra il Governo bengalese e quello indiano, le sono accusate di continue violazioni dei diritti umani (uccisioni, torture e rapimenti) nei confronti delle persone che vivono o si spostano lungo il confine39. Nel 2022, 18 cittadini bengalesi sono stati uccisi e 21 sono stati feriti dall' Indian Border Security Force: 14 sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco e quattro in seguito a torture.40. Secondo IK: “il governo del Bangladesh non ha assunto alcun ruolo efficace nel fermare tali violenze. Non è stato perseguito un solo caso di omicidio di un cittadino del Bangladesh lungo il confine” 41 .
Per quanto concerne infine le dinamiche conflittuali nella regione collinare di Chittagong
(Chittagong Hill Tracts, o CHT) 42, in una situazione in cui le comunità indigene di CHT sono vittime di discriminazioni e abusi da parte di comunità religiose musulmane nell'inerzia dello
Stato43, i gruppi indigeni (tra cui i combattono per vedere riconosciuti i propri diritti alla Per_10
terra. Gli accordi di pace firmati nel 1997, che prevedono quote di partecipazione politica a livello sia locale che nazionale, non sono mai stati pienamente rispettati44. Il governo bengalese ha utilizzato lo strumento della repressione militare, ogni qual volta siano sorti conflitti aperti nella zona45. Secondo per tutto il 2022, le tensioni sociali e l'emarginazione degli indigeni sono CP_9
continuate nei CHT46. The Diplomat, edizione del 22 novembre 2022, ha riportato che circa 270 rifugiati, tra cui donne e bambini, sono fuggiti dal CHT nello stato indiano nordorientale di
, a seguito di un'intensa operazione delle forze di sicurezza del Bangladesh contro i Pt_4
militanti locali47.48
In conclusione, alla luce delle informazioni sopra riportate, il Bangladesh soffre di gravissimi problemi, alcuni dei quali ormai endemici, connessi alla povertà estrema di una parte significativa della popolazione, ai disastri climatici, alla violazione gravi dei diritti umani, alla repressione dell'opposizione politica e all'esplosione di violenza per motivi politici soprattutto in occasione delle elezioni nazionali, alla violazione dei diritti delle minoranze etniche e alla violenza sul confine con l'India. Si tratta di problemi molto gravi che fanno del Bangladesh un Paese politicamente instabile, nell'incapacità dello Stato di affrontare la povertà e di tutelare i diritti fondamentali di una
16 parte ampia della popolazione. Tuttavia, non si riscontrano conflitti armati interni o internazionali secondo le definizioni sopra riportate e i casi di violenza, pur intensa, risultano sporadici e incidenti su una parte limitata della numerosissima popolazione del Paese, non assumendo il carattere della
“generalizzazione”, quindi non integrando il rischio effettivo di danno grave nel senso di cui all'art. 14, lett. c) D. Lgs. 251/2007 per la popolazione civile;
né il richiedente ha allegato caratteristiche individuali che lo esporrebbero ad un rischio più elevato secondo il concetto della scala progressiva del paragrafo 39 della Sentenza Elgafaji della Corte di giustizia dell'Unione europea.
§ La protezione umanitaria e la protezione speciale assicurata dal d.l.130/2020.
Va premesso che il presente giudizio, nel merito, ha come oggetto l'accertamento del diritto soggettivo del ricorrente al rilascio di permesso di soggiorno per protezione speciale introdotto dal d.l.20/2023, convertito con modificazione in legge n.50/2023.
Preliminarmente si deve dare atto che in data 11 marzo 2023 è entrato in vigore il d.l. 20/2023 recante «Disposizioni urgenti in materia di flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all'immigrazione irregolare» –convertito con modificazione nella legge n.
50 del 2023, entrata in vigore il 6 maggio 2023.
La nuova normativa prevede, tra l'altro, l'abrogazione del terzo e quarto periodo dell'articolo 19, comma 1.1 del TU sull'immigrazione.
L'intervento abrogativo, che non va in ogni caso ad incidere sull'articolo 5 comma 6 del TUI, trova applicazione solo per le nuove domande di protezione, come espressamente stabilito dalla norma transitoria, con espressa esclusione delle istanze già presentate al 11 marzo 2023 e dei casi in cui lo straniero ha già ricevuto l'invito alla presentazione dell'istanza da parte della Questura competente
(art.7 del D.l.20/2023). La disciplina applicabile al caso di specie, ratione temporis, resta pertanto, quella dettata dall'art.19.1.1, come introdotta dal D.L.130/2020 che ha modificato l'art. 19 del D.
Lgs. 286/1998, estendendo espressamente - al paragrafo 1.1. - l'ambito di applicazione del divieto di espulsione ai casi in cui il cittadino straniero rischi di essere sottoposto a trattamenti inumani o degradanti ed ha previsto il divieto di espulsione dello straniero e correlativamente il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale -di durata biennale ex articolo 32 terzo comma de
D.lgs. 25 del 2008- anche nell'ipotesi in cui l'allontanamento dal territorio nazionale possa comportare la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare della persona, salve ragioni di sicurezza nazionale ovvero di ordine e sicurezza pubblica.
Come sottolineato dalla Corte di cassazione, “la nuova protezione speciale (di cui al D.L.130/2020) si presenta, prima facie, caratterizzata da un compasso di ampiezza almeno corrispondente a quello della protezione umanitaria previgente all'entrata in vigore del D. L. n. 113 del 2018, convertito con modificazioni nella Legge n. 132 del 2018, nell'interpretazione che di detta forma di
17 protezione è fornita dal consolidato orientamento di questa Corte (Cass. Sez. 1, Sentenza n. 4455 del 23/02/2018, Rv. 647298; Cass. Sez. U, Sentenza n. 29459 del 13/11/2019, Rv. 656062-02; Cass.
Sez. 1, Ordinanza n. 17130 del 14/08/2020, Rv. 658471; Cass. Sez. 1, Ordinanza n. 1104 del
20/01/2020, Rv. 656791)” (Cass. n. 3705/2021).
La sentenza delle Sezioni Unite (n. 24413/21) ha poi definitivamente sancito la retroattività della formulazione dell'art. 19. 1.1. del d.l.130/2020 alle cause pendenti.
Con riferimento quindi alla protezione speciale garantita dalle previsioni dell'articolo 19.1.1.
T.U.I. d.l.130/2020, il giudice è chiamato a condurre una valutazione delle condizioni di vita privata e familiare in Italia del richiedente protezione, tenendo conto della natura ed effettività dei vincoli familiari, dell'effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali e sociali con il Paese d'origine.
Secondo quanto chiarito dalla Corte di cassazione, la valutazione circa l'esigenza di tutela della vita privata e familiare del ricorrente non va condotta sulla base di un giudizio di comparazione con la condizione di vita in cui egli verserebbe se tornasse nel Paese di origine, dovendosi tenere conto esclusivamente dei parametri contenuti nell'art. 19, co. 1.1, d.lgs. 286/1998; tale valutazione sulla vita privata e familiare va effettuata in modo complessivo ed unitario, considerando complessivamente gli elementi addotti dall'interessato, che non debbono essere soppesati singolarmente, in modo quindi atomistico, ma valutati globalmente nella loro reciproca interazione
(Cass., sez. I, 31.3.2023, n. 9080).
Nell'effettuare tale analisi, il giudice deve tenere conto di possibili situazioni di vulnerabilità. Sulla nozione di vulnerabilità, la Cassazione, in sede ricostruttiva, ha precisato: “Le Sezioni Unite ... chiamate a stabilire come debba interpretarsi la nozione di "vulnerabilità" che costituisce il fondamento del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari (nella disciplina applicabile ratione temporis), hanno affermato che tale presupposto di fatto può ricorrere in due serie di ipotesi (Cass. SU 29459/19, Rv. 656062-02). Giustifica il rilascio del permesso di soggiorno per casi speciali, in primo luogo, “la "vulnerabilità soggettiva", e cioè quella dipendente dalle condizioni personali del richiedente (come nel caso, ad esempio, dei motivi di salute o di età).
Il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari, tuttavia, può essere giustificato anche dalla "vulnerabilità oggettiva": e cioè quella dipendente dalle condizioni del paese di provenienza del richiedente. Sussiste, in particolare, una condizione di vulnerabilità oggettiva quando nel paese di provenienza del richiedente protezione sia a questi impedito l'esercizio dei diritti fondamentali della persona. Impedimento che non necessariamente deve essere di diritto, ma può essere anche soltanto di fatto”. (Cass. n. 33228 del 25/05/2021).
In via esemplificativa, nel solco di questa giurisprudenza, la Corte di cassazione ha così riconosciuto i presupposti per la protezione speciale in un'ampia serie di situazioni: quali le
18 violenze subite nel Paese di transito (13096/19, 13565/20, 3583/21, 89920/21, 12649/21, 25734/21,
3768/23 ); gli eventi calamitosi, causa dell'emigrazione, verificatisi nel Paese di origine (2563/20); il rischio di una lesione del diritto alla salute (2558/20; 27544/22), che comprende anche l' accertato disturbo post-traumatico da stress a causa delle violenze/sevizie subite nel Paese di origine, durante il viaggio o nei Paesi di transito;
il diritto alla vita privata e familiare (9304/19, SS.UU. 24413/21,
41778/21) e, a tali fini, l'esistenza e la consistenza dei legami familiari e affettivi del richiedente in
Italia (23720/20, 32237/21, 34096/21) e il suo percorso di integrazione in Italia, non solo sotto il profilo lavorativo, ma anche culturale e sociale (ad es., con riferimento alla conoscenza della lingua italiana ed alle attività di volontariato svolte con continuità, 16716/23, 14370/23) e valutando il livello di integrazione raggiunto “non come necessità di un pieno, irreversibile e radicale inserimento nel contesto sociale e culturale del Paese, ma come ogni apprezzabile sforzo di inserimento nella realtà locale di riferimento”; lo sfruttamento lavorativo quale elemento in grado di incidere gravemente sul quadro psicologico dello straniero che richiede protezione (17204/21); il considerevole periodo di ingiusta detenzione sofferta in Italia, con conseguenti problemi di natura psicopatologica (4369/23).
Orbene, nel caso di specie, il ricorrente ha dimostrato di aver avviato e poi consolidato un positivo percorso di integrazione in Italia. Egli, infatti, è in Italia dal 2020 e lavora stabilmente, con un contratto di apprendistato professionalizzante, dal 9.08.2021 al 7.08.2024, presso Ricca Carmelo, con la qualifica di pittore edile, come risulta dall'Unilav in atti, buste paga e CUD2022-2023-2024 depositati. Inoltre, la difesa ha dato prova che il richiedente si è impegnato anche sotto il profilo dell'apprendimento della lingua italiana, avendo conseguito il livello A2 presso il C.P.I.A. di
Ragusa, nell'anno scolastico 2022/2023.
Dal CUD 2024, risulta che il ricorrente percepisce un reddito di circa € 11.000,00 che gli consente di vivere dignitosamente in Italia. Inoltre, anche sotto il profilo vista abitativo, la difesa ha depositato un regolare contratto di locazione, registrato a far data dal giugno 2023.
Lingua, formazione professionale, abitazione, stabilità lavorativa, relazioni sociali sono elementi solidi della vita privata che il ricorrente ha stabilito in Italia. Un suo rimpatrio nel Paese origine reciderebbe, pertanto, il percorso di crescita professionale e le relazioni umane costruite dal ricorrente nel nostro Paese.
È indubbio che un eventuale rimpatrio in Bangladesh finirebbe per porre fine al suo percorso di crescita personale e professionale, con lesione del suo diritto alla vita privata.
19 Per tali ragioni, in applicazione dell'articolo 19.1.1. T.U.I., va riconosciuto al ricorrente il permesso di soggiorno di durata biennale per "protezione speciale", previsto dall'articolo 32 terzo comma del
D.lgs 25 del 2018.
§ Le spese di lite
Considerato che il riconoscimento della protezione si basa su di una legge entrata in vigore a processo pendente e su fatti acquisiti in corso di processo, sussistono gravi motivi, ai sensi dell'articolo 92 c.p.c., come interpretato dalla sentenza della Corte costituzionale del 19/04/2018 n.
77, per compensare integralmente tra le parti le spese di lite.
§ Gratuito patrocinio
Il collegio provvede con separato e contestuale decreto a liquidare i compensi al difensore in relazione all'ammissione del ricorrente al patrocinio a spese dello Stato.
P.Q.M.
- in parziale accoglimento del ricorso proposto, riconosce a , nato a Parte_1
PU (Bangladesh) in data 02.01.1997, codice CUI: 060RC99, il diritto a un permesso di soggiorno per protezione speciale di durata biennale di cui all'art. 19.1.1 del T.U.I. e 32, terzo comma, del D.Lgs. 25 del 2008;
- compensa integralmente tra le parti le spese di lite.
Manda alla cancelleria per la comunicazione alle parti.
Catania, 20.03.2025
Il presidente
Dott. Luca Perilli
20 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 2 Come definiti dall'art. 7: si deve trattare di atti sufficientemente gravi, per natura e frequenza, tali da rappresentare una violazione grave dei diritti umani fondamentali, ovvero costituire la somma di diverse misure, il cui impatto si deve risolvere in una grave violazione dei medesimi diritti. 3 Stato, partiti o organizzazioni che controllano lo Stato o gran parte del suo territorio, soggetti non statuali se i responsabili dello Stato o degli altri soggetti indicati dalla norma non possano o non vogliano fornire protezione. 4 Gli atti di persecuzione devono essere riconducibili a motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un particolare gruppo sociale, opinioni politica.
8 20 UNHCR, Chief urges support for Bangladesh to save Rohingya lives, “build hope”, 25 may 2022, https://news.un.org/en/story/2022/05/1119012#:~:text=Bangladesh%20hosts%20some%20one%20million,fl ed%20from%20Myanmar%20in%20201 7; 21 Il programma Conoscenza, evidenza e apprendimento per lo sviluppo (K4D), terminato nel 2022, aveve l'obiettivo di migliorare l'impatto delle politiche e dei programmi di sviluppo. Era finanziato dal Regno Unito ed è progettato per aiutare il , Commonwealth CDO) e altri CP_12 Controparte_13 dipartimenti e partner governativi del Regno Unito a essere innovativi e reattivi alle sfide di sviluppo complesse e in rapido cambiamento. Cfr: IDS, Knowledge, Evidence and Learning for Development (K4D),
s.d., https://www.ids.ac.uk/programme-and-centre/knowledge-evidence-andlearning-for-development-k4d/ 22 University of Birmingham, K4D – Knoweldge, evidence and learning for development, Conflict analysis of Bangladesh, 13 maggio 2019, https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/599_Bangladesh_Conflict_Analysis.pdf; 23 University of Birmingham, K4D – Knoweldge, evidence and learning for development, Conflict analysis of Bangladesh, 13 maggio 2019, https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/599_Bangladesh_Conflict_Analysis.pdf; 24 USDOS – US Department of State, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Bangladesh, 20
March 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2089426.html 25 Bangladesh election: PM IK NA wins fourth term in controversial vote (bbc.com) 26 Bangladesh election: PM IK NA wins fourth term in controversial vote (bbc.com), cit.
13 33 Euphoria in Bangladesh after PM flees country (bbc.com) Persona_7 34 Nobel Laureate becomes head of interim government in Bangladesh | Euronews Persona_9 35 Bangladesh's interim leader UN says reforms will come before elections (msn.com) 36 University of Birmingham, K4D – Knoweldge, evidence and learning for development, Conflict analysis of Bangladesh, 13 May 2019, https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/599_Bangladesh_Conflict_Analysis.pdf. P.20 37 Ibidem; 38 Accordo che ha sancito il trasferimento di 162 enclavi di terra tra i due paesi, a seconda dell'ubicazione dei terreni, impattando direttamente sulla vita di 53,000 persone (vedasi: il Comunicato-stampa del Governo indiano del 20 novembre 2015, https://www.mea.gov.in/pressreleases.htm?dtl/26048/Exchange+of+enclaves+between+India+and+Banglade sh;
39 Nel suo rapporto annuale 2020, l'organizzazione per i diritti umani bengalese IK ha evidenziato che
“le uccisioni, la tortura e il rapimento di cittadini del Bangladesh da parte delle forze di polizia di frontiera indiane (BSF) e' proseguita nel 2020” (IK, Annual Human Rights Report 2020, Bangladesh, 25 January 2021, https://www.fidh.org/IMG/pdf/annual-hr-report-2020_eng.pdf; Si veda anche: IK, Three-month Human Rights Monitoring Report on Bangladesh (January-March 2019), http://odhikar.org/wp- content/uploads/2019/10/HRR_Jannuary-March_2019
_Eng.pdf; 30 IK, ANNUAL HUMAN RIGHTS REPORT 2022 BANGLADESH, 30 gennaio 2023, p. 49, https://www.icnl.org/wp-content/uploads/AHRR2022_English_30.01.2023.pdf
15 40 IK, ANNUAL HUMAN RIGHTS REPORT 2022 BANGLADESH, 30 gennaio 2023, p. 49, https://www.icnl.org/wp-content/uploads/AHRR2022_English_30.01.2023.pdf 41 Ibidem;
42 Per approfondimento si veda: Amnesty AT UK, Hidden Bangladesh: Violence and Brutality in the Chittagong Hill Tracts., 21 agosto 2015, https://www.amnesty.org.uk/groups/wirksworth-and- district/hidden-bangladesh-violence-and-brutality-chittagong-hill-tracts 43 USDOS Report, 2021 Country-Report on Human Rights Practices - Bangladesh, 12 April 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2071164.html; 44 University of Birmingham, K4D – Knoweldge, evidence and learning for development, Conflict analysis of Bangladesh, 13 May 2019, https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/599_Bangladesh_Conflict_Analysis.pdf,
p.19. 45 Ibidem; 46 USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Bangladesh, 20 marzo 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2089131.html 47 The Diplomat, Kuki-Chin Refugees From Bangladesh Take Shelter in , 22 novembre 2022, Pt_4 https://thediplomat.com/2022/11/kuki-chinrefugees-from-bangladesh-take-shelter-in-mizoram/ 48 The Diplomat, Why Did Bangladesh's Kuki Chin Flee to India's Northeast?, 21 febbraio 2023, https://thediplomat.com/2023/02/why-didbangladeshs-kuki-chin-flee-to-indias-northeast/