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Sentenza 11 marzo 2025
Sentenza 11 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Taranto, sentenza 11/03/2025, n. 722 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Taranto |
| Numero : | 722 |
| Data del deposito : | 11 marzo 2025 |
Testo completo
Repubblica italiana
in nome del popolo italiano
Il tribunale di Taranto, sezione del lavoro, in composizione monocratica nella persona del dottor Lorenzo De Napoli, ha emesso la seguente
sentenza
nella controversia previdenziale in primo grado iscritta al n. 4757/2024
r.g., decisa nell'udienza del 11.3.2025, promossa da
, con l'avv. Stefania Pollicoro;
Parte_1
ricorrente
contro con l'avv. Maria Rosaria Papalato;
CP_1
convenuto
avente ad oggetto: malattia professionale.
Conclusioni delle parti
Con ricorso depositato il 9.5.2024, l'istante in epigrafe chiedeva condannarsi l a indennizzare il danno biologico da malattia CP_1
professionale denunziata il 21.11.2023, unitamente a quello già
indennizzato in misura del 6% per altra malattia professionale, ex art. 13
d.l.vo 23.2.2000 n. 38. Costituendosi in giudizio, l' chiedeva rigettarsi CP_1
la domanda. All'odierna udienza la causa veniva oralmente discussa e decisa con la presente sentenza, letta in udienza.
1 Ragioni di fatto e di diritto della decisione
La domanda è fondata.
L non ha specificamente contestato tipologia e modalità di CP_1
svolgimento delle mansioni lavorative come dedotte in ricorso, restando così l'istante esonerato dal relativo onere probatorio.
L'espletata consulenza tecnica di ufficio – le cui conclusioni, fondate su accurati accertamenti diagnostici e su valutazioni medico-legali congruamente motivate, devono essere condivise in quanto immuni da vizi logici e giuridici – ha poi accertato che la denunziata malattia
(meniscopatia gonartrosi) ha natura professionale e determina un danno biologico permanente del 1% che, cumulato con quello del 6% già
riconosciuto ante causam per un'altra malattia professionale (ernie discali lombosacrali), nonché con quello del 3% riconosciuto dall' in corso di CP_1
causa per una ulteriore malattia professionale denunziata il 25.5.2022
(limitazione funzionale bilaterale lieve s.o.) e a quello del 5% pure riconosciuto dall in corso di causa per una ulteriore malattia CP_1
professionale denunziata l'8.4.2024 (deficit uditivo bilaterale), determina un complessivo danno biologico permanente del 14% (superiore pertanto a quello complessivo del 13% da ultimo riconosciuto dall , e ciò con CP_1
decorrenza dalla data di presentazione dell'ultima domanda amministrativa.
Ne consegue il diritto dell'istante alla elevazione dell'indennizzo in capitale previsto dall'art. 13 lett. a) d.l.vo 23.2.2000 n. 38 per le menomazioni di grado pari o superiore al 6% e inferiori al 16%.
2 L va pertanto condannato al pagamento del relativo importo CP_1
differenziale, con aggravio di interessi legali e rivalutazione monetaria, da riconoscersi nei limiti di cui all'art. 16 co. 6 l. 30.12.1991 n. 412 e con decorrenza, ex art. 7 l. 11.8.1973 n. 533, dal 121° giorno successivo all'ultima domanda amministrativa.
Le spese di causa seguono la soccombenza ex art. 91 c.p.c. e si liquidano come da dispositivo, con distrazione ex art. 93 c.p.c. in favore del procuratore dichiaratosi anticipante, dovendo restare poste altresì in via definitiva a carico dell' quelle peritali come già liquidate. CP_1
P.q.m.
dichiara il diritto dell'istante alle elevazione dell'indennizzo in capitale del danno biologico conseguente a malattie professionali nella misura complessiva del 14% e condanna l' a corrispondere in suo favore il CP_1
relativo importo differenziale, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria dal 121° giorno successivo all'ultima domanda amministrativa, nei limiti di cui all'art. 16 co. 6 l. 30.12.1991 n. 412; condanna l' a CP_1
rifondere all'istante le spese di causa, liquidate in euro 1.000,00 per compensi professionali oltre r.s.f. 15%, iva e cap, con distrazione in favore del procuratore anticipante avv. Stefania Pollicoro.
Taranto, 11.3.2025.
Il giudice
dott. Lorenzo De Napoli
3
in nome del popolo italiano
Il tribunale di Taranto, sezione del lavoro, in composizione monocratica nella persona del dottor Lorenzo De Napoli, ha emesso la seguente
sentenza
nella controversia previdenziale in primo grado iscritta al n. 4757/2024
r.g., decisa nell'udienza del 11.3.2025, promossa da
, con l'avv. Stefania Pollicoro;
Parte_1
ricorrente
contro con l'avv. Maria Rosaria Papalato;
CP_1
convenuto
avente ad oggetto: malattia professionale.
Conclusioni delle parti
Con ricorso depositato il 9.5.2024, l'istante in epigrafe chiedeva condannarsi l a indennizzare il danno biologico da malattia CP_1
professionale denunziata il 21.11.2023, unitamente a quello già
indennizzato in misura del 6% per altra malattia professionale, ex art. 13
d.l.vo 23.2.2000 n. 38. Costituendosi in giudizio, l' chiedeva rigettarsi CP_1
la domanda. All'odierna udienza la causa veniva oralmente discussa e decisa con la presente sentenza, letta in udienza.
1 Ragioni di fatto e di diritto della decisione
La domanda è fondata.
L non ha specificamente contestato tipologia e modalità di CP_1
svolgimento delle mansioni lavorative come dedotte in ricorso, restando così l'istante esonerato dal relativo onere probatorio.
L'espletata consulenza tecnica di ufficio – le cui conclusioni, fondate su accurati accertamenti diagnostici e su valutazioni medico-legali congruamente motivate, devono essere condivise in quanto immuni da vizi logici e giuridici – ha poi accertato che la denunziata malattia
(meniscopatia gonartrosi) ha natura professionale e determina un danno biologico permanente del 1% che, cumulato con quello del 6% già
riconosciuto ante causam per un'altra malattia professionale (ernie discali lombosacrali), nonché con quello del 3% riconosciuto dall' in corso di CP_1
causa per una ulteriore malattia professionale denunziata il 25.5.2022
(limitazione funzionale bilaterale lieve s.o.) e a quello del 5% pure riconosciuto dall in corso di causa per una ulteriore malattia CP_1
professionale denunziata l'8.4.2024 (deficit uditivo bilaterale), determina un complessivo danno biologico permanente del 14% (superiore pertanto a quello complessivo del 13% da ultimo riconosciuto dall , e ciò con CP_1
decorrenza dalla data di presentazione dell'ultima domanda amministrativa.
Ne consegue il diritto dell'istante alla elevazione dell'indennizzo in capitale previsto dall'art. 13 lett. a) d.l.vo 23.2.2000 n. 38 per le menomazioni di grado pari o superiore al 6% e inferiori al 16%.
2 L va pertanto condannato al pagamento del relativo importo CP_1
differenziale, con aggravio di interessi legali e rivalutazione monetaria, da riconoscersi nei limiti di cui all'art. 16 co. 6 l. 30.12.1991 n. 412 e con decorrenza, ex art. 7 l. 11.8.1973 n. 533, dal 121° giorno successivo all'ultima domanda amministrativa.
Le spese di causa seguono la soccombenza ex art. 91 c.p.c. e si liquidano come da dispositivo, con distrazione ex art. 93 c.p.c. in favore del procuratore dichiaratosi anticipante, dovendo restare poste altresì in via definitiva a carico dell' quelle peritali come già liquidate. CP_1
P.q.m.
dichiara il diritto dell'istante alle elevazione dell'indennizzo in capitale del danno biologico conseguente a malattie professionali nella misura complessiva del 14% e condanna l' a corrispondere in suo favore il CP_1
relativo importo differenziale, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria dal 121° giorno successivo all'ultima domanda amministrativa, nei limiti di cui all'art. 16 co. 6 l. 30.12.1991 n. 412; condanna l' a CP_1
rifondere all'istante le spese di causa, liquidate in euro 1.000,00 per compensi professionali oltre r.s.f. 15%, iva e cap, con distrazione in favore del procuratore anticipante avv. Stefania Pollicoro.
Taranto, 11.3.2025.
Il giudice
dott. Lorenzo De Napoli
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