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Sentenza 9 settembre 2025
Sentenza 9 settembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Napoli, sentenza 09/09/2025, n. 6106 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Napoli |
| Numero : | 6106 |
| Data del deposito : | 9 settembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI NAPOLI
SEZIONE LAVORO in persona del giudice, dott.ssa Gabriella Gagliardi, all'udienza del 9 settembre 2025 ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa iscritta al n. 16862/2024 R.G. Lav.
TRA
(C.F. ), rappresentata e difesa dagli avv.ti Pasquale Parte_1 C.F._1
Fedele e Antonino Del Cupolo, presso il cui studio elettivamente domicilia in Aversa, alla
Via Umberto I n. 38, giusta procura allegata in atti
Ricorrente
E
(C.F. ), in persona dei legali Controparte_1 P.IVA_1 rappresentanti pro tempore.
Convenuto contumace
OGGETTO: CARTA DOCENTI
FATTO E DIRITTO
Con ricorso depositato il 18.07.2024, la ricorrente in epigrafe indicata ha convenuto dinanzi al Giudice del Lavoro del Tribunale di Napoli il , Controparte_1 premettendo di aver prestato servizio come docente a tempo determinato per le seguenti annualità didattiche: a.s. 2020/2021, con contratto dal 6.11.2020 al 30.06.2021, presso l'Istituto
Comprensivo “Viale Maria Montessori” di Roma;
a.s. 2023/2024, con contratti che vanno dal
06-11-2023 al 10-11-2023 presso l'Istituto Comprensivo Mameli di Caivano(NA), dal 13-11-
2023 all'1-12-2023 presso l'Istituto Comprensivo Campo del Moricino di Napoli, dal 02-12-
2023 al 22-12-2023 sempre presso l'Istituto Comprensivo Campo del Moricino di Napoli, dall'08-01-2024 al 12-01-2024 presso l'Istituto Comprensivo di Acerra(NA), dal 15-01-2024 al
19-01-2024 di nuovo presso l'Istituto Comprensivo di Acerra(NA), dal 24-01-2024 al 07-02-
2024 e dal 15-02-2024 al 22-02-2024 presso l'Istituto Comprensivo Miraglia-Sogliano di Napoli e, infine, dal 23-02-2024 al 30-06-2024, presso l'Istituto Comprensivo Campo del
Moricino di Napoli, come da Rapporti R1 versati in atti.
Ha esposto di non aver ricevuto, perché precaria, la carta docente, dell'importo nominale di
€ 500,00 (cinquecento/00) prevista dalla Legge 107 del 13 luglio 2015, art. 1 comma 121, per l'aggiornamento e la formazione dei docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche;
che la stessa era regolamentata, quale normazione secondaria, da D.P.C.M. n. 32313 del 23.09.2015, recante i criteri e le modalità di assegnazione e utilizzo della Carta elettronica, sostituito, a decorrere dal 02.12.2016, dal D.P.C.M. del 28.11.2016; di avere espletato mansioni equivalenti a quelle del personale a tempo indeterminato con identico profilo professionale quali previste dalla contrattazione collettiva vigente;
che il sistema che prevedeva solo per i docenti di ruolo la formazione obbligatoria, permanente e strutturale, e sostenuta sotto il profilo economico con l'erogazione della Carta, escludendo i docenti non di ruolo, collideva con gli artt. 3, 35 e 97 della Costituzione;
che anche gli artt. 63 e 64 del CCNL del 29/11/2007 nel disciplinare gli obblighi di formazione non distinguevano tra personale a tempo determinato e personale a tempo indeterminato;
che era violata la clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/Ce non sussistendo ragioni oggettive atte a giustificare un trattamento diverso tra docenti di ruolo e precari.
Tanto premesso, e richiamata la sentenza n. 1842/2022 del 16.03.2022 del Consiglio di Stato,
l'Ordinanza del 18.5.22 della VI sezione della Corte di Giustizia Europea e la sentenza n.
29961 del 27.10.2023 della Corte di Cassazione, chiedeva che questo Giudice volesse “- previa disapplicazione delle norme e successivi decreti ministeriali e direttoriali, connessi e conseguenziali, in quanto illegittimi, accertare e dichiarare il diritto della ricorrente al riconoscimento e all'attribuzione del c.d. Bonus Carta Docente di cui all'art. 1, comma 121 della L. n. 107/2015 per gli anni scolastici 2020-2021 e 2023-2024; - condannare il , in Controparte_1 persona del al riconoscimento e all'attribuzione in favore della ricorrente del bonus Carta CP_2 del docente di cui all'art. 1, comma 121 della L. n. 107/2015,, per gli anni scolastici 2020-2021 e 2023-
2024, oltre accessori come per legge”; con condanna dell'Amministrazione convenuta al pagamento dei compensi professionali, con attribuzione.
Nonostante la rituale notifica del ricorso introduttivo, il Controparte_1
non si è costituito, rimanendo contumace.
[...]
Con note di deposito in data 4.09.2025 e 8.09.2025 la ricorrente ha versato in atti cedolino paga giugno 2025 nonché estratto dalla Graduatoria Provinciale di supplenza per l'A.A.
25/26, attestanti la permanenza nel sistema scolastico.
Acquisita la documentazione prodotta, ritenuta la causa matura per la decisione, all'esito della discussione, è stata pronunciata la seguente sentenza.
***
Il ricorso è fondato e deve essere accolto.
L'art. 1, comma 121, L. n. 107 del 13/7/2015 prevede che: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per
l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il
[...]
, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a Controparte_3 ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile”.
In attuazione di tale legge, il D.P.C.M. 28.11.2016 - che sostituisce il precedente D.P.C.M. del
23.09.2015 - ha ribadito, all'art. 3, che i soli destinatari della disciplina della Carta del docente sono i docenti di ruolo a tempo indeterminato.
Con ordinanza della Corte di Giustizia Europea, VI Sezione, del 18 maggio 2022, resa nella causa c 450/2, la stessa ha statuito che il comma 121 della legge 107 del 2015, nella parte in cui non attribuisce il bonus di € 500,00 al personale a termine, contrasta con la clausola 4 dell'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato (recepito con
Direttiva 1999/70/CE): «La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del e non al personale docente a tempo Controparte_1 determinato di tale il beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500 CP_1 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o
a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione
e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali
a distanza».
In particolare, la CGUE ha valorizzato il fatto che dalle norme interne (in particolare l'art. 282 D.lgs. n. 297/1994, le previsioni della contrattazione collettiva del comparto scuola, e da ultimo l'art. 63 e l'art. 1 L. n. 107/2015) emerge il principio secondo cui la formazione dei docenti è obbligatoria, permanente e strutturale.
Occorre, quindi, in applicazione dei principi suesposti, considerata la natura delle mansioni del tutto equiparabili, anche sotto il profilo delle competenze professionali richieste, a quelle svolte dal personale docente di ruolo, ritenere l'arbitrarietà dell'esclusione dal beneficio de quo sulla base della mera temporaneità del rapporto contrattuale.
In tal senso si è del resto pronunciato anche il Consiglio di Stato che, con sentenza n. 1842 del 16/3/2022, ha motivatamente annullato gli atti amministrativi esecutivi del contributo al finanziamento della formazione in servizio dei docenti, contenuto nel comma 121 della
Legge 107 del 2015, nella parte in cui non contemplano i docenti non di ruolo tra i destinatari della Carta del docente;
ciò ritenendo irragionevole e contraria ai principi di non discriminazione e buon andamento della P.A. la scelta del di escludere dal CP_1 beneficio i docenti a termine.
Sulla scorta delle direttrici appena richiamate va valutata la domanda avanzata dalla odierna parte ricorrente, tenuto conto altresì dei principi affermati nella recente sentenza della Corte di Cassazione sez. L. n. 29961/2023, intervenuta in data 27.10.2023.
Con il recente arresto, la Suprema Corte ha chiarito che la Carta Docente di cui all'art. 1, comma 121, L. 107/2015 spetta sicuramente ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31.8, ai sensi dell'art. 4, comma 1, L. n. 124 del 1999, o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30.6, ai sensi dell'art. 4, comma secondo, della L. n. 124 del 1999, e siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo.
Si tratta, in tali casi, di supplenze destinate a protrarsi per l'intera durata dell'attività didattica, su cattedre e posti di insegnamento specifici, sicché il nesso tra la formazione del docente che viene supportata, la durata e la funzionalità rispetto ai discenti è certo.
Rispetto a queste tipologie di incarico, si ravvisa la necessità di rimuovere la discriminazione subita dall'assunto a tempo determinato riconoscendo il diritto alla carta docente in modo identico a quanto previsto per il docente di ruolo.
Diversamente la S.C. ha precisato l'estraneità al giudizio rimessole dei diversi profili inerenti il se, nei casi di supplenze temporanee, non spetti nulla oppure possa applicarsi una regola pro rata temporis (art. 4, punto 2, dell'Accordo Quadro), tale da ricalibrare la misura del beneficio in ragione del ridursi dei periodi di insegnamento e dell'incidenza di esso sulla didattica;
in tal caso, se esistano durate talmente minime dei rapporti che escludano qualsivoglia attribuzione. Per analoghe ragioni di estraneità al giudizio a quo, è rimasta al di fuori delle valutazioni della Corte la possibilità di assimilare estensivamente alla didattica
“annuale”, di cui alla L. 124 del 1999, art. 4, comma 1 e 2, il caso in cui la sommatoria di supplenze temporanee sia tale da completare un periodo pari a quello minimo proprio della figura tipica dei contratti fino al termine delle attività di didattiche;
così come è restata parimenti al di fuori la questione sulla rilevanza del numero delle “ore” svolte.
Ciò posto, nella fattispecie in esame, deve evidenziarsi che la ricorrente ha dimostrato di essere interna al sistema delle docenze scolastiche, avendo dimostrato l'inserimento del proprio nominativo nella Graduatoria Provinciale delle supplenze per il nuovo anno scolastico ( v. in atti).
La ricorrente ha altresì dimostrato (cfr. contratto di lavoro depositato) rispetto all'anno scolastico 2020/2021, di essere stata destinataria di incarico di supplenza annuale (fino al
30.06), inteso tale requisito come “annualità didattica”; sicché, relativamente a tale annualità,
“il nesso tra la formazione del docente che viene supportata, la durata e la funzionalità rispetto ai discenti”, valorizzato sulla base di articolate argomentazioni nella decisione della
Suprema Corte, nel caso di specie risulta sussistente. Come già osservato, la Cassazione ha statuito la sussistenza del diritto a favore dei docenti non di ruolo con incarico per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30 giugno, ai sensi della L. n. 124 del 1999, art. 4, comma 2, come nel caso della ricorrente con riferimento a tutte le annualità scolastiche per le quale si chiede il riconoscimento.
Parimenti, per le ragioni che di seguito si andranno ad illustrare, sussiste il diritto della ricorrente all'attribuzione della Carta Docente per l'anno scolastico 2023/2024, durante il quale la stessa ha lavorato per l'Amministrazione convenuta in forza di plurimi contratti di supplenza temporanea (dal 06-11-2023 al 10-11-2023 presso l'Istituto Comprensivo Mameli di Caivano(NA), dal 13-11-2023 all'1-12-2023 presso l'Istituto Comprensivo Campo del
Moricino di Napoli, dal 02-12-2023 al 22-12-2023 sempre presso l'Istituto Comprensivo
Campo del Moricino di Napoli, dall'08-01-2024 al 12-01-2024 presso l'Istituto Comprensivo di Acerra(NA), dal 15-01-2024 al 19-01-2024 di nuovo presso l'Istituto Comprensivo di
Acerra(NA), dal 24-01-2024 al 07-02-2024, dal 15-02-2024 al 22-02-2024 presso l'Istituto
Comprensivo Miraglia- Sogliano di Napoli, dal 23-02-2024 al 30-06-2024 presso l'Istituto
Comprensivo Campo del Moricino di Napoli), come da prospetti R1 allegati al ricorso.
Invero, come statuito dalla Corte di Giustizia Europea, con la recente sentenza del 3 luglio
2025, resa nella causa C-268/24, “la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in allegato alla direttiva 1999/70/CE del
Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale, come interpretata da un giudice nazionale supremo, che riserva il beneficio della carta elettronica dell'importo nominale di EUR 500 annui, che consente l'acquisto di diversi beni e servizi destinati a sostenere la formazione continua dei docenti, ai docenti di ruolo e ai docenti non di ruolo che effettuano supplenze per la durata dell'anno scolastico, ad esclusione dei docenti non di ruolo che effettuano supplenze di breve durata, a meno che tale esclusione non sia giustificata da ragioni oggettive ai sensi di tale disposizione. Il solo fatto che l'attività di questi ultimi non sia destinata a protrarsi fino al termine dell'anno scolastico non costituisce una siffatta ragione oggettiva”.
La CGUE ha peraltro osservato che “la differenza di trattamento in parola nel procedimento principale sembra eccedere quanto necessario per raggiungere l'obiettivo perseguito, nella misura in cui tutti i docenti di ruolo hanno il diritto di beneficiare dell'attribuzione della carta elettronica di cui si tratta, indipendentemente dal fatto che essi esercitino effettivamente un'attività che può rientrare nella didattica annua. Del resto, come sostenuto dalla i docenti che effettuano supplenze CP_4 di breve durata potrebbero persino avere bisogni formativi maggiori, quando siano all'inizio della loro attività professionale o siano chiamati ad insegnare diverse materie in diverse scuole”.
Pertanto, disapplicata la parte dell'art. 1 comma 121 l. n. 107/2015 che circoscrive ai soli docenti di ruolo l'erogazione della carta docenti, ne consegue che va accertato e dichiarato il diritto dell'istante ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui tramite la Carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente per gli anni scolastici 2020/2021 e 2023/2024, vertendosi in tema di adempimento di un obbligo contrattuale da parte dell'amministrazione.
Correttamente, nel ricorso in esame, viene formulata una domanda di attribuzione in forma specifica della Carta Docente, in coerenza con la natura di “obbligazione di pagamento a scopo vincolato” del , rimarcata dal Giudice di legittimità e secondo l'orientamento CP_1 già espresso in molteplici pronunce della sezione di questo Tribunale tese finora ad evidenziare che la condanna a liquidare il controvalore in denaro della “rappresentazione di valore” contenuta nella carta del docente significherebbe assicurare ai docenti a termine un trattamento per nulla corrispondente a quello proprio dei colleghi di ruolo. Una tale soluzione, invero, consentendo un potenziale impiego del denaro per l'acquisto di beni e servizi privi d'ogni attinenza con lo sviluppo della professionalità dell'interessato, finirebbe per accordare ai docenti a termine un trattamento privilegiato rispetto a quelli a tempo indeterminato, all'opposto vincolati all'acquisto di determinati beni e servizi.
In tali termini, va accolta la domanda.
Le spese di lite seguono la soccombenza, liquidate come in dispositivo ai sensi del D.M. n.
147/2022, tenuto conto della natura seriale della controversia e dell'attività processuale svolta.
P.Q.M.
Il Tribunale di Napoli, definitivamente pronunciando, così provvede:
1) accerta il diritto di ad usufruire, nel rispetto dei vincoli di legge, del Parte_1 beneficio economico di euro 500,00 annui tramite la Carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente per gli anni scolastici 2020/2021 e
2023/2024;
2) per l'effetto ordina al di provvedere all'assegnazione Controparte_1 in favore della ricorrente della “Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”, relativamente agli anni scolastici di cui sub 1), con conseguente emissione in favore della stessa di un buono elettronico di importo di euro 500,00 per ciascuna delle predette annualità;
3) condanna il in persona del alla Controparte_1 CP_2 rifusione delle spese di lite che liquida in € 321,00 a titolo di onorario, oltre spese generali,
IVA e C.P.A. come per legge, con attribuzione al procuratore antistatario.
Napoli, 9 settembre 2025
Il Giudice
Dott.ssa Gabriella Gagliardi
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI NAPOLI
SEZIONE LAVORO in persona del giudice, dott.ssa Gabriella Gagliardi, all'udienza del 9 settembre 2025 ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa iscritta al n. 16862/2024 R.G. Lav.
TRA
(C.F. ), rappresentata e difesa dagli avv.ti Pasquale Parte_1 C.F._1
Fedele e Antonino Del Cupolo, presso il cui studio elettivamente domicilia in Aversa, alla
Via Umberto I n. 38, giusta procura allegata in atti
Ricorrente
E
(C.F. ), in persona dei legali Controparte_1 P.IVA_1 rappresentanti pro tempore.
Convenuto contumace
OGGETTO: CARTA DOCENTI
FATTO E DIRITTO
Con ricorso depositato il 18.07.2024, la ricorrente in epigrafe indicata ha convenuto dinanzi al Giudice del Lavoro del Tribunale di Napoli il , Controparte_1 premettendo di aver prestato servizio come docente a tempo determinato per le seguenti annualità didattiche: a.s. 2020/2021, con contratto dal 6.11.2020 al 30.06.2021, presso l'Istituto
Comprensivo “Viale Maria Montessori” di Roma;
a.s. 2023/2024, con contratti che vanno dal
06-11-2023 al 10-11-2023 presso l'Istituto Comprensivo Mameli di Caivano(NA), dal 13-11-
2023 all'1-12-2023 presso l'Istituto Comprensivo Campo del Moricino di Napoli, dal 02-12-
2023 al 22-12-2023 sempre presso l'Istituto Comprensivo Campo del Moricino di Napoli, dall'08-01-2024 al 12-01-2024 presso l'Istituto Comprensivo di Acerra(NA), dal 15-01-2024 al
19-01-2024 di nuovo presso l'Istituto Comprensivo di Acerra(NA), dal 24-01-2024 al 07-02-
2024 e dal 15-02-2024 al 22-02-2024 presso l'Istituto Comprensivo Miraglia-Sogliano di Napoli e, infine, dal 23-02-2024 al 30-06-2024, presso l'Istituto Comprensivo Campo del
Moricino di Napoli, come da Rapporti R1 versati in atti.
Ha esposto di non aver ricevuto, perché precaria, la carta docente, dell'importo nominale di
€ 500,00 (cinquecento/00) prevista dalla Legge 107 del 13 luglio 2015, art. 1 comma 121, per l'aggiornamento e la formazione dei docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche;
che la stessa era regolamentata, quale normazione secondaria, da D.P.C.M. n. 32313 del 23.09.2015, recante i criteri e le modalità di assegnazione e utilizzo della Carta elettronica, sostituito, a decorrere dal 02.12.2016, dal D.P.C.M. del 28.11.2016; di avere espletato mansioni equivalenti a quelle del personale a tempo indeterminato con identico profilo professionale quali previste dalla contrattazione collettiva vigente;
che il sistema che prevedeva solo per i docenti di ruolo la formazione obbligatoria, permanente e strutturale, e sostenuta sotto il profilo economico con l'erogazione della Carta, escludendo i docenti non di ruolo, collideva con gli artt. 3, 35 e 97 della Costituzione;
che anche gli artt. 63 e 64 del CCNL del 29/11/2007 nel disciplinare gli obblighi di formazione non distinguevano tra personale a tempo determinato e personale a tempo indeterminato;
che era violata la clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/Ce non sussistendo ragioni oggettive atte a giustificare un trattamento diverso tra docenti di ruolo e precari.
Tanto premesso, e richiamata la sentenza n. 1842/2022 del 16.03.2022 del Consiglio di Stato,
l'Ordinanza del 18.5.22 della VI sezione della Corte di Giustizia Europea e la sentenza n.
29961 del 27.10.2023 della Corte di Cassazione, chiedeva che questo Giudice volesse “- previa disapplicazione delle norme e successivi decreti ministeriali e direttoriali, connessi e conseguenziali, in quanto illegittimi, accertare e dichiarare il diritto della ricorrente al riconoscimento e all'attribuzione del c.d. Bonus Carta Docente di cui all'art. 1, comma 121 della L. n. 107/2015 per gli anni scolastici 2020-2021 e 2023-2024; - condannare il , in Controparte_1 persona del al riconoscimento e all'attribuzione in favore della ricorrente del bonus Carta CP_2 del docente di cui all'art. 1, comma 121 della L. n. 107/2015,, per gli anni scolastici 2020-2021 e 2023-
2024, oltre accessori come per legge”; con condanna dell'Amministrazione convenuta al pagamento dei compensi professionali, con attribuzione.
Nonostante la rituale notifica del ricorso introduttivo, il Controparte_1
non si è costituito, rimanendo contumace.
[...]
Con note di deposito in data 4.09.2025 e 8.09.2025 la ricorrente ha versato in atti cedolino paga giugno 2025 nonché estratto dalla Graduatoria Provinciale di supplenza per l'A.A.
25/26, attestanti la permanenza nel sistema scolastico.
Acquisita la documentazione prodotta, ritenuta la causa matura per la decisione, all'esito della discussione, è stata pronunciata la seguente sentenza.
***
Il ricorso è fondato e deve essere accolto.
L'art. 1, comma 121, L. n. 107 del 13/7/2015 prevede che: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per
l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il
[...]
, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a Controparte_3 ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile”.
In attuazione di tale legge, il D.P.C.M. 28.11.2016 - che sostituisce il precedente D.P.C.M. del
23.09.2015 - ha ribadito, all'art. 3, che i soli destinatari della disciplina della Carta del docente sono i docenti di ruolo a tempo indeterminato.
Con ordinanza della Corte di Giustizia Europea, VI Sezione, del 18 maggio 2022, resa nella causa c 450/2, la stessa ha statuito che il comma 121 della legge 107 del 2015, nella parte in cui non attribuisce il bonus di € 500,00 al personale a termine, contrasta con la clausola 4 dell'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato (recepito con
Direttiva 1999/70/CE): «La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del e non al personale docente a tempo Controparte_1 determinato di tale il beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500 CP_1 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o
a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione
e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali
a distanza».
In particolare, la CGUE ha valorizzato il fatto che dalle norme interne (in particolare l'art. 282 D.lgs. n. 297/1994, le previsioni della contrattazione collettiva del comparto scuola, e da ultimo l'art. 63 e l'art. 1 L. n. 107/2015) emerge il principio secondo cui la formazione dei docenti è obbligatoria, permanente e strutturale.
Occorre, quindi, in applicazione dei principi suesposti, considerata la natura delle mansioni del tutto equiparabili, anche sotto il profilo delle competenze professionali richieste, a quelle svolte dal personale docente di ruolo, ritenere l'arbitrarietà dell'esclusione dal beneficio de quo sulla base della mera temporaneità del rapporto contrattuale.
In tal senso si è del resto pronunciato anche il Consiglio di Stato che, con sentenza n. 1842 del 16/3/2022, ha motivatamente annullato gli atti amministrativi esecutivi del contributo al finanziamento della formazione in servizio dei docenti, contenuto nel comma 121 della
Legge 107 del 2015, nella parte in cui non contemplano i docenti non di ruolo tra i destinatari della Carta del docente;
ciò ritenendo irragionevole e contraria ai principi di non discriminazione e buon andamento della P.A. la scelta del di escludere dal CP_1 beneficio i docenti a termine.
Sulla scorta delle direttrici appena richiamate va valutata la domanda avanzata dalla odierna parte ricorrente, tenuto conto altresì dei principi affermati nella recente sentenza della Corte di Cassazione sez. L. n. 29961/2023, intervenuta in data 27.10.2023.
Con il recente arresto, la Suprema Corte ha chiarito che la Carta Docente di cui all'art. 1, comma 121, L. 107/2015 spetta sicuramente ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31.8, ai sensi dell'art. 4, comma 1, L. n. 124 del 1999, o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30.6, ai sensi dell'art. 4, comma secondo, della L. n. 124 del 1999, e siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo.
Si tratta, in tali casi, di supplenze destinate a protrarsi per l'intera durata dell'attività didattica, su cattedre e posti di insegnamento specifici, sicché il nesso tra la formazione del docente che viene supportata, la durata e la funzionalità rispetto ai discenti è certo.
Rispetto a queste tipologie di incarico, si ravvisa la necessità di rimuovere la discriminazione subita dall'assunto a tempo determinato riconoscendo il diritto alla carta docente in modo identico a quanto previsto per il docente di ruolo.
Diversamente la S.C. ha precisato l'estraneità al giudizio rimessole dei diversi profili inerenti il se, nei casi di supplenze temporanee, non spetti nulla oppure possa applicarsi una regola pro rata temporis (art. 4, punto 2, dell'Accordo Quadro), tale da ricalibrare la misura del beneficio in ragione del ridursi dei periodi di insegnamento e dell'incidenza di esso sulla didattica;
in tal caso, se esistano durate talmente minime dei rapporti che escludano qualsivoglia attribuzione. Per analoghe ragioni di estraneità al giudizio a quo, è rimasta al di fuori delle valutazioni della Corte la possibilità di assimilare estensivamente alla didattica
“annuale”, di cui alla L. 124 del 1999, art. 4, comma 1 e 2, il caso in cui la sommatoria di supplenze temporanee sia tale da completare un periodo pari a quello minimo proprio della figura tipica dei contratti fino al termine delle attività di didattiche;
così come è restata parimenti al di fuori la questione sulla rilevanza del numero delle “ore” svolte.
Ciò posto, nella fattispecie in esame, deve evidenziarsi che la ricorrente ha dimostrato di essere interna al sistema delle docenze scolastiche, avendo dimostrato l'inserimento del proprio nominativo nella Graduatoria Provinciale delle supplenze per il nuovo anno scolastico ( v. in atti).
La ricorrente ha altresì dimostrato (cfr. contratto di lavoro depositato) rispetto all'anno scolastico 2020/2021, di essere stata destinataria di incarico di supplenza annuale (fino al
30.06), inteso tale requisito come “annualità didattica”; sicché, relativamente a tale annualità,
“il nesso tra la formazione del docente che viene supportata, la durata e la funzionalità rispetto ai discenti”, valorizzato sulla base di articolate argomentazioni nella decisione della
Suprema Corte, nel caso di specie risulta sussistente. Come già osservato, la Cassazione ha statuito la sussistenza del diritto a favore dei docenti non di ruolo con incarico per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30 giugno, ai sensi della L. n. 124 del 1999, art. 4, comma 2, come nel caso della ricorrente con riferimento a tutte le annualità scolastiche per le quale si chiede il riconoscimento.
Parimenti, per le ragioni che di seguito si andranno ad illustrare, sussiste il diritto della ricorrente all'attribuzione della Carta Docente per l'anno scolastico 2023/2024, durante il quale la stessa ha lavorato per l'Amministrazione convenuta in forza di plurimi contratti di supplenza temporanea (dal 06-11-2023 al 10-11-2023 presso l'Istituto Comprensivo Mameli di Caivano(NA), dal 13-11-2023 all'1-12-2023 presso l'Istituto Comprensivo Campo del
Moricino di Napoli, dal 02-12-2023 al 22-12-2023 sempre presso l'Istituto Comprensivo
Campo del Moricino di Napoli, dall'08-01-2024 al 12-01-2024 presso l'Istituto Comprensivo di Acerra(NA), dal 15-01-2024 al 19-01-2024 di nuovo presso l'Istituto Comprensivo di
Acerra(NA), dal 24-01-2024 al 07-02-2024, dal 15-02-2024 al 22-02-2024 presso l'Istituto
Comprensivo Miraglia- Sogliano di Napoli, dal 23-02-2024 al 30-06-2024 presso l'Istituto
Comprensivo Campo del Moricino di Napoli), come da prospetti R1 allegati al ricorso.
Invero, come statuito dalla Corte di Giustizia Europea, con la recente sentenza del 3 luglio
2025, resa nella causa C-268/24, “la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in allegato alla direttiva 1999/70/CE del
Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale, come interpretata da un giudice nazionale supremo, che riserva il beneficio della carta elettronica dell'importo nominale di EUR 500 annui, che consente l'acquisto di diversi beni e servizi destinati a sostenere la formazione continua dei docenti, ai docenti di ruolo e ai docenti non di ruolo che effettuano supplenze per la durata dell'anno scolastico, ad esclusione dei docenti non di ruolo che effettuano supplenze di breve durata, a meno che tale esclusione non sia giustificata da ragioni oggettive ai sensi di tale disposizione. Il solo fatto che l'attività di questi ultimi non sia destinata a protrarsi fino al termine dell'anno scolastico non costituisce una siffatta ragione oggettiva”.
La CGUE ha peraltro osservato che “la differenza di trattamento in parola nel procedimento principale sembra eccedere quanto necessario per raggiungere l'obiettivo perseguito, nella misura in cui tutti i docenti di ruolo hanno il diritto di beneficiare dell'attribuzione della carta elettronica di cui si tratta, indipendentemente dal fatto che essi esercitino effettivamente un'attività che può rientrare nella didattica annua. Del resto, come sostenuto dalla i docenti che effettuano supplenze CP_4 di breve durata potrebbero persino avere bisogni formativi maggiori, quando siano all'inizio della loro attività professionale o siano chiamati ad insegnare diverse materie in diverse scuole”.
Pertanto, disapplicata la parte dell'art. 1 comma 121 l. n. 107/2015 che circoscrive ai soli docenti di ruolo l'erogazione della carta docenti, ne consegue che va accertato e dichiarato il diritto dell'istante ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui tramite la Carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente per gli anni scolastici 2020/2021 e 2023/2024, vertendosi in tema di adempimento di un obbligo contrattuale da parte dell'amministrazione.
Correttamente, nel ricorso in esame, viene formulata una domanda di attribuzione in forma specifica della Carta Docente, in coerenza con la natura di “obbligazione di pagamento a scopo vincolato” del , rimarcata dal Giudice di legittimità e secondo l'orientamento CP_1 già espresso in molteplici pronunce della sezione di questo Tribunale tese finora ad evidenziare che la condanna a liquidare il controvalore in denaro della “rappresentazione di valore” contenuta nella carta del docente significherebbe assicurare ai docenti a termine un trattamento per nulla corrispondente a quello proprio dei colleghi di ruolo. Una tale soluzione, invero, consentendo un potenziale impiego del denaro per l'acquisto di beni e servizi privi d'ogni attinenza con lo sviluppo della professionalità dell'interessato, finirebbe per accordare ai docenti a termine un trattamento privilegiato rispetto a quelli a tempo indeterminato, all'opposto vincolati all'acquisto di determinati beni e servizi.
In tali termini, va accolta la domanda.
Le spese di lite seguono la soccombenza, liquidate come in dispositivo ai sensi del D.M. n.
147/2022, tenuto conto della natura seriale della controversia e dell'attività processuale svolta.
P.Q.M.
Il Tribunale di Napoli, definitivamente pronunciando, così provvede:
1) accerta il diritto di ad usufruire, nel rispetto dei vincoli di legge, del Parte_1 beneficio economico di euro 500,00 annui tramite la Carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente per gli anni scolastici 2020/2021 e
2023/2024;
2) per l'effetto ordina al di provvedere all'assegnazione Controparte_1 in favore della ricorrente della “Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”, relativamente agli anni scolastici di cui sub 1), con conseguente emissione in favore della stessa di un buono elettronico di importo di euro 500,00 per ciascuna delle predette annualità;
3) condanna il in persona del alla Controparte_1 CP_2 rifusione delle spese di lite che liquida in € 321,00 a titolo di onorario, oltre spese generali,
IVA e C.P.A. come per legge, con attribuzione al procuratore antistatario.
Napoli, 9 settembre 2025
Il Giudice
Dott.ssa Gabriella Gagliardi