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Sentenza 10 settembre 2025
Sentenza 10 settembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Oristano, sentenza 10/09/2025, n. 208 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Oristano |
| Numero : | 208 |
| Data del deposito : | 10 settembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE DI ORISTANO
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI ORISTANO IN COMPOSIZIONE MONOCRATICA in funzione di GIUDICE DEL LAVORO ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa in materia previdenziale iscritta al n. 235/2020 R.L.P.A.
promossa da:
, eredi di Parte_1 Parte_2 Parte_3
, elettivamente domiciliati in presso lo studio dell'avv. Persona_1
SALARIS ROBERTO che li rappresenta e difende per procura alle liti in atti.
RICORRENTE
CONTRO
Controparte_1
in persona del pro
[...] Controparte_2 tempore, rappresentato e difeso dall'avv. ARAGONI LUIGI per procura alle liti indicata in atti, elettivamente domiciliato in Oristano, via E. Lussu n° 2.
RESISTENTE
OGGETTO: Indennizzo per danno biologico da malattia professionale.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato in data 26/03/2020, ritualmente notificato, Per_1
evocava in giudizio dinanzi al Tribunale di Oristano l ,
[...] CP_1 affermando di essere affetto da malattia invalidante (multiple discopatie lombari), di cui sosteneva l'origine lavorativa, chiedendo la condanna dell CP_3
1 assicuratore resistente all'indennizzo del danno biologico dalla stessa derivato, ai sensi dell'articolo 13 del Decreto Legislativo 23.02.2000 n° 38.
Esponeva in particolare che la malattia era stata determinata, in tutto o in parte, dalle mansioni lavorative espletate, nei periodi e secondo le modalità descritte in ricorso, cui per brevità si rinvia.
L , costituitosi in giudizio, chiedeva il rigetto dell'avversa domanda per CP_1 infondatezza, come meglio precisato nella memoria difensiva, affermando che parte ricorrente non aveva diritto alla prestazione richiesta, in quanto la lamentata patologia non aveva natura professionale.
In data 04/02/2025 a seguito del decesso del ricorrente si costituivano in giudizio gli eredi legittimi , moglie, e e Parte_1 Controparte_4
figli. Pt_3
La causa veniva istruita mediante produzioni documentali, prove testimoniali e consulenza tecnica d'ufficio.
Depositata la relazione peritale, all'udienza del 10 settembre 2025, tenuta in trattazione scritta, la causa veniva decisa con sentenza recante contestuale motivazione.
La domanda é fondata.
Com'è noto, trattandosi di malattia professionale cosiddetta non tabellata, è onere del ricorrente fornire la prova della sua origine professionale, come stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 179 del 18 febbraio 1988, e dalla consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione sul punto.
La giurisprudenza ha inoltre precisato che in materia degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, trova diretta applicazione la regola contenuta nell'art.
41 cod. pen., per cui il rapporto causale tra evento e danno è governato dal principio dell'equivalenza delle condizioni, in forza del quale va riconosciuta
l'efficienza causale ad ogni antecedente che abbia contribuito, anche in maniera indiretta e remota, alla produzione dell'evento (Corte di Cassazione – Sezione
Lavoro – sentenza 07 maggio 2013 n. 10565).
Nel caso di specie l'istruttoria della causa ha consentito di accertare il nesso causale tra le prestazioni lavorative svolte da e la Persona_1 patologia successivamente in sorta, che ha determinato il danno biologico accertato dalla c.t.u. espletata.
2 La prova testimoniale assunta nel corso del giudizio ha infatti confermato lo svolgimento delle mansioni lavorative descritte in ricorso, di cui appare del tutto evidente l'idoneità a cagionare, in tutto o in parte, la patologia lamentata dal ricorrente. Le dichiarazioni rese dai testimoni si intendono qui, per brevità, integralmente richiamate.
Il consulente nominato, Dott. , dopo una dettagliata analisi Persona_2 delle condizioni di parte ricorrente, ha risposto al quesito formulatogli nel senso seguente:
“.....si ritiene accertato il nesso causale/concausale tra l'attività specificamente svolta dal signor e le menomazioni Parte_4 lamentate. Pertanto si deduce che il quadro clinico-disfunzionale che ne è derivato si possa attualmente valutare nella misura massima del 10% (Codice
213), secondo quanto previsto dalle tabelle valutative di cui al DM del 12 CP_1 luglio 20005 , a decorrere dall'epoca della domanda amministrativa di malattia professionale (giugno 2016), per un danno complessivo pari al 15%, tenuto conto delle preesistenze già riconosciute (ovvero 6%).”
La domanda viene pertanto accolta, sussistendo i requisiti richiesti dall'art. 13, comma 2° e 5°, del Decreto Legislativo 23.02.2000 n° 38 per l'indennizzo, in conto capitale, del danno biologico subito da , sulla base delle Persona_1 ragioni indicate nella relazione di consulenza tecnica di ufficio espletata, che si intende qui integralmente riportata, e che si condivide in quanto correttamente argomentata ed immune da vizi logici, scientifici o metodologici.
L viene pertanto condannata alla corresponsione dell'indennizzo CP_1 richiesto, unitamente agli interessi legali decorrenti dal 121° giorno successivo alla presentazione della domanda amministrativa (ai sensi dell'articolo art. 7 della
Legge n. 533/1973) e sino al saldo effettivo.
L viene infine condannata, ai sensi dell'art. 91 CPC, al pagamento delle CP_1 spese di lite, liquidate come da dispositivo, e di quelle di CTU, liquidate con separato decreto.
P.Q.M.
Il Tribunale in composizione monocratica in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunziando, respinta ogni diversa e contraria istanza, eccezione e deduzione, visti gli artt. 442 ss. CPC:
3 ➢ Dichiara che , e , eredi Parte_1 Controparte_4 Parte_3 di , hanno diritto all'indennizzo in conto capitale Persona_1 previsto dall'art. 13, comma 2°, D. Lgs. 23.02.2000 n° 38, per il danno biologico subito in conseguenza della malattia professionale descritta in ricorso, nella misura del 15%, e condanna l resistente al pagamento CP_1 della prestazione, decorrente dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda amministrativa, determinata nella misura di legge, agli interessi legali decorrenti dal 121° giorno successivo alla presentazione della domanda amministrativa e sino al saldo.
➢ Condanna l al pagamento delle spese processuali, che liquida in € CP_1
3.000,00 per onorari, oltre CPA e I.V.A. come per legge, disponendone la distrazione a favore del procuratore antistatario di parte ricorrente, nonché al pagamento delle spese di CTU, liquidato con separato decreto.
Oristano, addì 10 settembre 2025
IL GIUDICE Dott.ssa Elisabetta Sanna
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