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Sentenza 15 dicembre 2025
Sentenza 15 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Cagliari, sentenza 15/12/2025, n. 1790 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Cagliari |
| Numero : | 1790 |
| Data del deposito : | 15 dicembre 2025 |
Testo completo
Tribunale ordinario di Cagliari Sezione Lavoro
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Ordinario di Cagliari, Sezione Lavoro, nella persona del Giudice del
Lavoro Dott. Giuseppe Amoroso all'esito dell'udienza del 09.12.2025, sostituita interamente dal deposito di note scritte ex art. 127-ter c.p.c., in data 15.12.2025 ha pronunciato e pubblicato la seguente
SENTENZA
Nella causa iscritta al n. 1418 del ruolo generale per l'anno 2025, promossa da
(c.f. ), nato a [...] il Parte_1 C.F._1
12.01.1959, residente a [...], elettivamente domiciliata in
Biella, via G. De Marchi, n. 4/A, presso lo Studio dell'Avv. Giovanni Rinaldi che lo rappresenta e difende, unitariamente agli Avv.ti. Walter Miceli, Fabio Ganci e
CO AM, in forza di procura speciale allegata al ricorso introduttivo;
ricorrente
contro
(C.F. ), in Controparte_1 P.IVA_1
persona del legale rappresentante pro tempore;
convenuto contumace
CONCLUSIONI
Nell'interesse del ricorrente:
pagina 1 “Voglia l'Ecc.mo Tribunale:
In via principale: previa eventuale disapplicazione dell'art. 1, commi 121, 122 e
124, della L. n. 107/2015, dell'art. 2 del DPCM del 23 settembre 2015 e dell'art.
3 del d.P.C.M. del 28 novembre 2016 (nella parte in cui limitano l'assegnazione
della carta elettronica ai soli docenti a tempo indeterminato) e/o dell'art. 15 del
DL. n. 69/2023 (nella parte in cui limita l'assegnazione della carta docenti ai soli
supplenti al 31 agosto), per violazione delle clausole 4 e 6 dell'accordo quadro
sul lavoro a tempo determinato (recepito dalla direttiva 99/70 del Consiglio
dell'Unione Europea), degli artt. 14, 20 e 21 della CDFUE e delle altre
disposizioni sopra richiamate, accertarsi e dichiararsi il diritto della parte
ricorrente ad usufruire della “Carta elettronica” per l'aggiornamento e la
formazione del personale docente per gli anni scolastici 2024/25 per ( Pt_1
), o per i diversi anni di precariato risultanti dovuti, con le medesime
[...]
modalità con cui è riconosciuta al personale assunto a tempo indeterminato, e
Cont conseguentemente condannarsi il a costituire in favore dell'attuale
ricorrente, con le modalità e le funzionalità di cui agli artt. 2, 5, 6 e 8 del DPCM
28 novembre 2016 ovvero con modalità e funzionalità analoghe, la Carta
elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente delle istituzioni
scolastiche di ogni ordine e grado, di cui all'art. 1, comma 121, della L. n.
107/2015, con accredito sulla detta Carta della somma pari a complessivi €
500,00, per ( ), quale contributo alla formazione professionale Parte_1
della parte ricorrente.
In via subordinata, previo accertamento e declaratoria dell'inadempimento
dell'obbligo formativo sancito dagli artt. 63 e 64 del CCNL del 29/11/2007 e
dall'art. 282 del d. lgs. n. 297/94, oltreché dalla clausola 6 dell'accordo quadro
sul lavoro a tempo determinato e dall'art. 14 della CDFUE., e del diritto della
parte ricorrente alla fruizione della “Carta elettronica” per l'aggiornamento e la
pagina 2 formazione del personale docente, di cui all'art. 1 della Legge n. 107/2015, per
Cont gli anni scolastici sopra indicati, condannarsi il al risarcimento del danno
per equivalente, danno da liquidarsi, anche in via equitativa, nella somma di €
500,00 per ogni anno di servizio o nella diversa somma risultante dovuta.
***
Condannarsi le Amministrazioni convenute a corrispondere, sulle somme
risultanti dovute, la maggior somma tra rivalutazione e interessi legali.
***
Spese e competenze integralmente rifuse, oltre C.P.A. al 4% ed IVA al 22% oltre
il rimborso delle spese generali nella misura del 15%, somme da distrarre in
favore dei sottoscritti procuratori, che dichiarano di aver anticipato le prime e
non riscosso le seconde. Con richiesta di liquidazione dei compensi nella misura
maggiorata fino al 30% ai sensi dell'art. 4, comma 1-bis, D.M. 55/14 introdotto
dal D.M. 37/18, in vigore dal 27.04.2018”.
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
1. ha proposto ricorso davanti all'intestato Tribunale nei confronti Parte_1
del al fine di domandare la condanna di Controparte_1
quest'ultimo all'erogazione della somma di euro 500,00 annui di cui all'art. 1,
comma 121°, l. 13.07.2015, n. 107 per l'anno scolastico 2024/2025.
2. In particolare, il ricorrente ha esposto, per quanto di rilievo:
− che con la sentenza n.107 del 2025 emessa da questo Tribunale (estensore
Tuveri), ha ottenuto il riconoscimento della Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024 (doc.2
– Cagliari sentenza n.107/2025 – prodotta con il ricorso introduttivo); Pt_1
− di essere attualmente titolare di un incarico di sostegno presso la scuola secondaria di secondo grado I.I.S. "G. Brotzu" di Quartu Sant'Elena (circostanza
pagina 3 dedotta nelle note in sostituzione dell'udienza depositate il 01.12.2025 e documentata in atti dal contratto individuale di lavoro per l'anno scolastico
2025/2026);
− di aver prestato servizio in qualità di docente di sostengo a tempo determinato alle dipendenze del convenuto per l'anno scolastico 2024/2025; CP_1
− che per l'anno scolastico 2024/2025 non era stato riconosciuto beneficiario della c.d. Carta elettronica, del valore di euro 500,00, che consente agli insegnanti di ruolo di ricevere e utilizzare tale importo in prodotti e servizi correlati o propedeutici alla loro formazione professionale e all'accrescimento della propria cultura in generale;
− che la normativa che disciplina la Carta del docente doveva essere ritenuta illegittima nella parte in cui esclude i docenti non di ruolo dall'erogazione della c.d. Carta del docente, stante la contrarietà di detta esclusione rispetto ai precetti degli artt. 3, 35 e 97 Cost;
3. Il convenuto , pur avendo ricevuto regolarmente la notifica dell'atto CP_1
introduttivo, non si è costituito in giudizio e dovrà, pertanto, essere dichiarato contumace.
4. La causa è stata istruita con sole produzioni documentali ed è stata tenuta a decisione sulle istanze formulate.
5. La domanda proposta dal ricorrente è fondata e deve essere accolta.
In primis, occorre premettere che la sussistenza di un rapporto di lavoro a tempo determinato non può rappresentare, di per sé solo, motivo per escludere i docenti precari, assunti con contratto di lavoro temporaneo al fine di prestare supplenza,
dal godimento del beneficio in oggetto.
Una simile esclusione, in effetti sancita dalla legge, opererebbe quale atto discriminatorio e, come tale, in contrasto con il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato adottato con la direttiva n. 1999/70/CE..
pagina 4 Giova ricordare, al riguardo, che la Corte di Giustizia, con pronuncia interpretativa del diritto comunitario, vincolante per il Giudice nazionale, ha stabilito che le prescrizioni enunciate nel menzionato accordo quadro sono applicabili anche ai contratti e ai rapporti di lavoro a tempo determinato conclusi con le amministrazioni e con altri enti del settore pubblico.
La Corte di Giustizia ha chiarito che, conformemente all'articolo 1, comma 121°,
della legge n. 107/2015 cit., il bonus è versato al fine di sostenere la formazione continua dei docenti, la quale è obbligatoria tanto per il personale a tempo indeterminato quanto per quello impiegato a tempo determinato presso il
, e di valorizzarne le competenze professionali e che, inoltre, CP_1
dall'adozione del d.l. 08.04.2020, n. 22, il versamento di detta indennità è stato finalizzato a consentire l'acquisto dei servizi di connettività necessari allo svolgimento, da parte dei docenti impiegati presso il , dei loro compiti CP_1
professionali a distanza.
Nella stessa sede, il Giudice comunitario ha sottolineato che il bonus docenti deve essere considerato come rientrante tra le condizioni di impiego ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro e che, pertanto, spetta al Giudice del rinvio, che è il solo competente a valutare i fatti, stabilire se il richiedente il beneficio, allorché era alle dipendenze del con contratti di lavoro a CP_1
tempo determinato, si trovasse in una situazione comparabile a quella dei lavoratori assunti a tempo indeterminato da questo stesso datore di lavoro nel corso del medesimo periodo (ordinanza della Corte di Giustizia emessa nella causa C-451/21).
Sul punto, anche il più recente orientamento della Corte di Cassazione ha sancito la diretta applicabilità delle clausole della direttiva n. 1999/70/CE del Consiglio,
con conseguente obbligo in capo al Giudice nazionale, allorquando debba decidere di controversie tra amministrazione e propri dipendenti, di non
pagina 5 applicazione della normativa interna incompatibile (ex multis, Cass. civ., sez. L,
06.03.2020, n. 6441).
6. Orbene, alla luce di quanto appena sopra espresso è ben possibile affermare, in capo al ricorrente, in linea di principio, il diritto a beneficiare della Carta
elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, sul presupposto della non applicazione, da parte di questo Giudice, della norma nazionale (nel caso di specie l'art. 1, comma 121°, l. 13.07.2015, n. 107, nella parte in cui fa riferimento al solo docente di ruolo), perché incoerente rispetto alle regole dettate dal diritto comunitario, in forza del principio di primauté del diritto eurounitario.
Posto quanto sopra, è opportuno stabilire se, nel caso concreto, il ricorrente si trovasse, nei periodi dalla stessa indicati, in una condizione assimilabile, tale da non giustificare un trattamento difforme, a quella dei lavoratori a tempo indeterminato a essi comparabili.
Dal mero raffronto tra le mansioni e le funzioni assegnate al docente a termine e a quello a tempo indeterminato, non è rinvenibile alcuna diversificazione tra le due figure, di modo che non vi è dubbio alcuno che il docente a tempo determinato trovi nel docente a tempo indeterminato il lavoratore ad esso astrattamente comparabile.
D'altronde, è lo stesso che, tanto nel presente giudizio (non CP_1
costituendosi in giudizio) quanto nell'ambito del giudizio a quo in cui era stata pronunciata l'ordinanza resa dalla Corte di Giustizia nella causa C-451/21, non ha contestato l'equiparabilità tra i docenti con differente durata di contratto di lavoro.
Ebbene, una simile perfetta equiparazione, tale da non tollerare trattamento diversificato è possibile, in ragione dell'obiettivo formativo del bonus di cui si discute, solo con riferimento ai lavoratori a termine che, in ragione delle caratteristiche del rapporto di lavoro per come in concreto dipanatosi nel corso dell'anno scolastico, abbiano garantito una certa stabilità e continuità di rapporto
pagina 6 e, quindi, abbiano con stabilità e continuità erogato l'insegnamento agli studenti loro assegnati.
Deve, infatti, essere rilevato come l'impiego (la destinazione) di risorse in formazione del personale rappresenti per il datore di lavoro un vero e proprio investimento e, come tale, presupponga un ritorno che, nel caso di specie, non è
certo economico bensì in mera qualità della prestazione resa.
Tale investimento, pertanto, è giustificato nel solo caso in cui il lavoratore garantisca quella stabilità di rapporto che porti a far presumere che della spesa in formazione fatta in favore dal docente il datore di lavoro, il , possa trarre CP_1
un vantaggio immediato (tanto che la somma messa a disposizione deve essere spesa entro la tempistica circoscritta dei summenzionati 24 mesi) e sostanziale, in termini di qualità dell'insegnamento.
7. Occorre, oltre a ciò, senz'altro richiamare i più recenti principi espressi dalla della Corte di Cassazione sulla questione oggetto del presente giudizio, la quale,
preso le mosse dal nesso, evincibile dalla norma istitutiva della Carta docente, tra il sostegno economico alla formazione e la didattica e muovendosi lungo i concetti propri della Corte di Giustizia europea, ha affermato, in primo luogo, che
“sono proprio le ragioni obiettive perseguite dal legislatore, sotto il profilo del
sostegno alla didattica annua, ad impedire che, quando si presenti il medesimo
dato temporale, il beneficio formativo sia sottratto ai docenti precari. Essi, infatti,
allorquando svolgano una prestazione lavorativa pienamente comparabile,
devono consequenzialmente ricevere analogo trattamento”.
In secondo luogo, la Corte di legittimità in tale occasione ha evidenziato la necessità di rimuovere la discriminazione subita dagli insegnanti a tempo determinato, riconoscendo il diritto alla Carta docente in modo identico a quanto previsto per il docente di ruolo agli insegnanti incaricati di supplenze destinate a protrarsi per l'intera durata dell'attività didattica e ha concluso nel senso che l'art.
pagina 7 1, comma 121°, l. n. 107/2015 cit. si pone in contrasto con il principio di parità di trattamento di cui alla clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva
1999/70/CE, nella parte in cui limita il riconoscimento del diritto alla Carta
Docente ai solo insegnanti di ruolo e non lo consente rispetto agli insegnanti incaricati di supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche.
In particolare, la Suprema Corte ha precisato che “La Carta Docente di cui all'art.
1, comma 121, L. 107/2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi
annuali fino al 31.8, ai sensi dell'art. 4, comma 1, L. n. 124 del 1999 o incarichi
per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30.6, ai
sensi dell'art. 4, comma secondo, della L. n. 124 del 1999, senza che rilevi
l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al
”. CP_1
Infine, la Corte ha enunciato due ulteriori principi, distinguendo tra i docenti che
“al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema
delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze,
incaricati di una supplenza o transitati in ruolo”, a cui “spetta l'adempimento in
forma specifica, per l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema
proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o
rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data
del diritto all'accredito alla concreta attribuzione” e i docenti che, invece, al momento della pronuncia giudiziale, “siano fuoriusciti dal sistema delle docenze
scolastiche, per cessazione dal servizio di ruolo o per cancellazione dalle
graduatorie per le supplenze”, a cui “spetta il risarcimento, per i danni che siano
da essi allegati, rispetto ai quali, oltre alla prova presuntiva, può ammettersi la
liquidazione equitativa, da parte del giudice del merito, nella misura più
adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (tra
cui ad es. la durata della permanenza nel sistema scolastico, cui l'attribuzione è
pagina 8 funzionale, o quant'altro rilevi), ed entro il massimo costituito dal valore della
Carta, salvo allegazione e prova specifica di un maggior pregiudizio” (Cass. civ.,
Sez. L., 27.10.2023, n. 4090).
Dal principio da ultimo espresso, discende che le diverse azioni sono anche sottoposte a differenti termini di prescrizione, in quanto l'azione di adempimento in forma specifica per l'attribuzione della Carta docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948, n. 4 c.c., che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui all'art. 4, comma 1° e 2°, l. n.
124/1999, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore,
dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica;
invece, la prescrizione delle azioni risarcitorie per mancata attribuzione della Carta docente, stante la natura contrattuale della responsabilità, è decennale e il termine decorre, per i docenti già
transitati in ruolo e cessati dal servizio o non più iscritti nelle graduatorie per le supplenze, dalla data della loro fuoriuscita dal sistema scolastico.
8. Nella vicenda scrutinata, alla luce del contratto individuale prodotto col ricorso,
è risultato che il ricorrente, nell'anno scolastico 2024/2025, ha svolto l'attività di docente fino al termine delle attività didattiche (30 giugno).
Nello specifico, con riguardo alla suddetta annualità (2024/2025), il ricorrente non rientrava nel novero dei docenti in grado di provvedere, autonomamente, a richiedere la Carta docente secondo le modalità previste dal comunicato
24.06.2025 essendo stato titolare di un incarico di docenza fino al 30.06.2025.
Sul punto, è opportuno precisare che, sul sito istituzionale del , così si CP_2
precisa: “con le modifiche introdotte dal decreto-legge numero 45 del 7 aprile
2025, contenente “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di attuazione delle
misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per l'avvio dell'anno
scolastico 2025/2026”, la Carta del docente è stata estesa, per l'anno scolastico
pagina 9 2024/2025, anche ai docenti con contratto a tempo determinato annuale per un
importo pari a 500 euro. A partire da oggi, martedì 24 giugno 2025, saranno
quindi aperte le funzioni di accesso alla piattaforma Carta del docente al
personale docente con contratto a termine fino al 31/08/2025”
(https://mim.gov.it/web/guest/-/carta-del-docente-al-via-l-accreditamento-per-i-
docenti-con-contratto-a-tempo-determinato-il-bonus-sara-utilizzabile-fino-al-31-
agosto-2026: sull'accesso diretto del Giudice ai documenti tratti da siti istituzionali di enti pubblici, cfr. Cass. civ., Sez. L, 28.08.2014, n. 18418 e Cass.
civ., Sez. III, 26.08.2020, ord. n. 17810).
In tale ottica, il mancato riconoscimento della Carta docente determinerebbe una disparità di trattamento rispetto ai docenti assunti sia a tempo determinato con contratto fino al 31 agosto per l'annualità 2024/2025, sia a tempo indeterminato la cui situazione è comparabile, senza che si ravvisino ragioni oggettive atte a giustificare tale disparità di trattamento, non potendosi sostenere, come si è visto,
sostanziali diversità quanto al diritto - dovere di formazione dei docenti a tempo determinato rispetto al personale di ruolo.
9. Il deve, quindi, essere condannato a Controparte_1
costituire a favore del ricorrente, con le modalità e le funzionalità di cui agli artt.
2, 5, 6 e 8, DPCM 28.11.2016 (GU n. 281 del 01.12.2016) ovvero con modalità e funzionalità analoghe, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all'art. 1, comma
121°, l. 13.07.2015, n. 107, con accredito sulla stessa del detto bonus e, quindi,
delle somme pari a complessivi 500,00 somma di cui il ricorrente potrà/dovrà
fruire, per le finalità formative di cui all'art. 1, comma 121°, l. 13.07.2015, n. 107,
non oltre il 24° mese decorrente dalla data di sua costituzione.
10. In virtù del criterio di soccombenza, quindi, il convenuto deve CP_1
essere condannato a rifondere il ricorrente delle spese del presente giudizio, che si
pagina 10 liquidano in dispositivo e che, in ragione della speciale semplicità della questione,
possono essere fissate al di sotto dei minimi tariffari pur in considerazione della presenza di tutte le fasi del giudizio ad esclusione di quella istruttoria (che non ha avuto luogo) e considerata la indiscussa natura seriale della controversia.
Deve disporsi la distrazione dei compensi in favore dei Difensori, ai sensi dell'art. 93 c.p.c., essendo agli atti la relativa dichiarazione.
Deve pure applicarsi l'aumento del 5% ai sensi dell'art. 4, comma 1°-bis, D.M.
55/2014, aumento che si reputa equo in ragione della semplicità e serialità
dell'atto predisposto.
PER QUESTI MOTIVI
Il Tribunale, in funzione di Giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando,
disattesa ogni contraria istanza, eccezione e deduzione:
1. Dichiara la contumacia del;
Controparte_1
2. Accoglie la domanda proposta dal ricorrente;
3. Condanna il , in persona del pro Controparte_1 CP_3
tempore, a erogare, in favore di la Carta elettronica per Parte_1
l'aggiornamento e la formazione di cui all'art. 1, comma 121°, l. 13.07.2015, n.
107, con accredito dell'importo complessivo pari a euro 500,00 per l'anno scolastico 2024/2025;
4. Condanna il , in persona del pro Controparte_1 CP_3
tempore, a rifondere il ricorrente delle spese del presente giudizio, che liquida in complessivi euro 310,25, di cui euro 21,50 per spese e euro 288,75 (complessivo di maggiorazione al 5% come da motivazione) per compensi di Avvocato, oltre a spese generali al 15%, I.V.A. e C.P.A., da corrispondersi direttamente in favore degli Avv.ti Giovanni Rinaldi , Walter Miceli, Fabio Ganci e CO AM,
dichiaratisi antistatari.
Cagliari, 15.12.2025
pagina 11 IL GIUDICE
Dott. Giuseppe Amoroso
pagina 12