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Sentenza 29 gennaio 2025
Sentenza 29 gennaio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Trieste, sentenza 29/01/2025, n. 92 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Trieste |
| Numero : | 92 |
| Data del deposito : | 29 gennaio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI TRIESTE
SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE INTERNAZIONALE E
LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE EUROPEA
N.R.G. 2188/2024
Il Tribunale, nella seguente composizione collegiale dott.ssa Carmela Giuffrida Presidente dott.ssa Francesca Ajello Giudice dott.ssa Michela Bortolami Giudice relatore ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa proposta da
, nato a [...], il [...], rappresentato e difeso Parte_1 dall'Avv.to Dora Zappia del Foro di Trieste
ricorrente contro
, C.F. in persona del Ministro pro Controparte_1 P.IVA_1 tempore, difeso ex lege dall'Avvocatura dello Stato di Trieste
Controparte_2 resistente
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso depositato il 3 maggio 2024, ha Parte_1 impugnato il decreto del Questore della Provincia di Trieste, emanato il 30 marzo
2024 e notificato il 4 aprile 2024, con cui è stata rigettata la domanda di rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale presentata dal ricorrente.
Nell'atto introduttivo, il ricorrente ha dedotto che: - egli è giunto in Italia, dopo aver svolto in Russia il servizio militare, presentando domanda di protezione speciale nel 2022;
- dopo la separazione dalla moglie russa, da cui ha avuto un figlio, egli ha instaurato una relazione affettiva con una cittadina italiana;
- in caso di rientro in Russia, vi sarebbe inoltre il rischio di una violazione dei suoi diritti umani fondamentali, come peraltro sembra riconoscere anche la
Commissione territoriale di Trieste che, nel parere negativo espresso sulla domanda di protezione speciale del ricorrente, ha sottolineato che “SUSSISTONO elementi che potrebbero condurre al riconoscimento dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria”, invitando la Questura “ad informare l'istante circa la possibilità di presentare domanda di protezione internazionale ai sensi della circolare della Commissione Nazionale per il Diritto di Asilo Prot. N. 7335 del
19/07/2021 pag.5”.
Alla luce di tali circostanze, comprovate dai documenti depositati in allegato al ricorso, ha chiesto, in via cautelare, la sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato e, in via principale, che venga dichiarato il suo diritto al rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale ex art. 19, comma 1 e
1.1, del D.Lgs. 286/1998.
A seguito della sospensione cautelare dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato, nonostante la regolarità delle notifiche, il
[...]
non si è costituito. CP_1
All'udienza del 20 novembre 2024, a seguito dell'interrogatorio libero del ricorrente, reso in lingua italiana, e dell'assunzione della testimonianza del SI.
, la difesa ha insistito per l'accoglimento del ricorso, Persona_1 chiedendo termine per il deposito di ulteriore documentazione e il giudice, autorizzato il deposito di una nota conclusiva e di ulteriore documentazione, ha poi riservato la decisione al Collegio.
Il 17 dicembre 2024 la parte ricorrente ha depositato ulteriore documentazione e ha concluso insistendo nuovamente per l'accoglimento del ricorso.
Pag. 2 di 15 MOTIVI DELLA DECISIONE
Il ricorso deve essere accolto.
Preliminarmente si deve dare atto che la c.d. protezione speciale, così come oggi prevista, è stata introdotta dal D.L. n. 130/2020, convertito con modifiche nella legge 18 dicembre 2020, n. 173, che, per quanto qui di rilievo, nel confermare la scelta della “tipizzazione” rispetto alla fattispecie di protezione complementare a catalogo aperto, ha modificato il testo dell'art. 5 comma 6 del Testo Unico
Immigrazione, ripristinando il principio del rispetto degli obblighi costituzionali e internazionali originariamente espresso e poi eliminato dal D.L. 4 ottobre 2018, n.
113, convertito con modifiche nella legge 1 dicembre 2018, n. 132.
Più in generale, la novella legislativa:
- ha previsto la convertibilità in permessi di soggiorno per motivi di lavoro di vari titoli di permesso, tra i quali il permesso di soggiorno per protezione speciale rilasciato a seguito di decisione della Commissione Territoriale ai sensi dell'art. 32, comma 3, D. Lgs. 25/2008;
- ha modificato l'art. 19 D. Lgs. 286/1998 estendendo espressamente l'ambito di applicazione del divieto di espulsione ai casi in cui il cittadino straniero rischi di essere sottoposto a trattamenti inumani o degradanti;
- ha previsto il divieto di espulsione dello straniero e correlativamente il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale (di durata biennale e non più annuale) anche nell'ipotesi in cui l'allontanamento dal territorio nazionale possa comportare la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare della persona, salvo ragioni di sicurezza nazionale ovvero di ordine e sicurezza pubblica, con espressa indicazione degli indici da considerare.
Non deve, invece, trovare applicazione la successiva riforma dell'art. 19 del
D.Lgs. 286/1998 ad opera del D.L. 20/2023 conv. in L. 50/2023, dato che, ai sensi dell'art. 7 del testo normativo, la novella non si applica alle domande di protezione speciale in relazione alle quali l'istante avesse già ricevuto l'appuntamento per la formalizzazione prima della sua entrata in vigore, come nel caso di specie.
Pag. 3 di 15 Peraltro, va sottolineato che, ai sensi dell'art. 7, comma 3, “resta ferma la facoltà di conversione del titolo di soggiorno in permesso di soggiorno per motivi di lavoro se ne ricorrono i presupposti”.
Appare quindi opportuno premettere alcune considerazioni di carattere generale relative ai presupposti per il riconoscimento della protezione in casi speciali di cui all'art. 19, comma 1.1, D.Lgs. 286/1998, come modificato dal D.L.
130/2020.
In particolare, la norma prevede il divieto di refoulement laddove “esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'art. 5, comma 6”, ovvero degli obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano,
o laddove “esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare”, riconosciuti anche dall'art. 8 Cedu, “a meno che esso sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale, di ordine e sicurezza pubblica, nonché di protezione della salute nel rispetto della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a
Ginevra il 28 luglio 1951, resa esecutiva dalla legge 24 luglio 1954, n. 722, e della
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea”.
Il legislatore ha poi specificato i criteri sulla base dei quali valutare il rischio di violazione dei diritti di cui all'art. 8 Cedu, prevedendo che, a tal fine, debba tenersi conto:
a) della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato;
b) del suo effettivo inserimento sociale in Italia;
c) della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale;
d) dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese
d'origine.
Ciò premesso, nel caso in esame, il Collegio ritiene che sussistano i presupposti di tale fattispecie.
Pag. 4 di 15 Chiarito dunque che la versione normativa applicabile al caso di cui trattasi
è quella vigente dopo il D.L. 130/2020 e prima del D.L. 20/2023, il ricorrente, in udienza, ha dichiarato, in lingua italiana:
“A settembre 2022, sono arrivato con un visto turistico. Ho lavorato in Russia in polizia e poi nell'esercito. Nel settembre 2022 c'è stata la mobilitazione e io non voglio andare in guerra. Sono stato molto fortunato ad essere arrivato in Italia. Sono venuto inizialmente per stare pochi mesi, pensavo che le cose si sarebbero sistemate presto. In Russia ho una figlia, la mia ora ex moglie vuole rimanere in Russia e per questo ho iniziato una relazione con una ragazza italiana. Sono tornato in Russia solo per due mesi l'inverno scorso per il processo di separazione da mia moglie. Per me tornare in Russia è molto pericoloso”.
Il testimone sentito, , ha riferito: Persona_1
“Conosco dall'estate 2023, perché era venuto in negozio da Parte_1 me. Ho intenzione di assumerlo nel mio negozio. Siamo sempre stati con mia madre in negozio, ma ultimamente non sta bene, ha tanti problemi di salute. Quindi cercavo qualcuno che potesse aiutarmi in negozio. Sono andato dal mio commercialista, dopo che ho conosciuto e mi pare una persona di cui fidarmi, non è facile Parte_1 trovare qualcuno di cui fidarsi, delle brave persone. Il commercialista mi ha spiegato che non potevo assumerlo subito, perché devo fare due corsi di sicurezza, come datore di lavoro. Mi sono informato ed era già tardi per iniziarli, ma ho scoperto che ci sono anche i corsi online, prima di Natale non riesco a farli per il troppo lavoro, inizio dopo le feste e poi è mia intenzione assumere Sono particolarmente Parte_1 interessato a lui perché il mio negozio vende prodotti tipici alimentari e prodotti di artigianato russi, quindi dato che è russo e parla perfettamente la sua Per_2 lingua, conosce i prodotti e ho molti clienti russi, per questo sono particolarmente interessato ad assumerlo”.
A sostegno della sua domanda di protezione speciale, ha depositato la seguente documentazione:
- documento d'identità e codice fiscale della SI.ra ; Parte_2
Pag. 5 di 15 - dichiarazione di ospitalità da parte della SI.ra in favore del Pt_2 ricorrente del 28 marzo 2024;
- attestazione di iscrizione ad un corso di lingua italiana L2 di livello A1 della durata di 100 ore, iniziato il 23 gennaio 2024;
- contratto di locazione, stipulato dal richiedente, relativo ad un immobile ad uso abitativo dal 16 settembre 2024 al 15 settembre 2028;
- carta d'identità militare russa con relativa traduzione, da cui risulta lo svolgimento del servizio militare;
- libretto di lavoro russo con traduzione.
Alla luce di tali elementi, Il Collegio ritiene che sussistano presupposti per il riconoscimento della protezione speciale, sia ai sensi del comma 1 che ai sensi del comma 1.1 dell'art. 19 del D.Lgs. 286/1998.
Sotto il primo profilo, va evidenziato che il ricorrente ha dimostrato di aver regolarmente svolto il servizio militare ed essere dunque un riservista.
Come noto, a partire dalla primavera del 2021, il conflitto già in essere tra
Russia e Ucraina si è riacceso: la Russia ha ammassato soldati ai confini intorno all'Ucraina, gli sforzi diplomatici per una de-escalation sono falliti1. Il 24 febbraio
2022, le truppe russe hanno invaso l'Ucraina, con un atto considerato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite come un'aggressione2.
Inizialmente la Russia voleva condurre la guerra in Ucraina, descritta come
“operazione militare speciale”, solo con soldati professionisti e membri degli organi di sicurezza, ma le perdite hanno costretto il Presidente ad annunciare una CP_3 mobilitazione parziale nel settembre 20223. Oltre all'esercito regolare russo, sono stati schierati in particolare i ceceni, che secondo il leader ceceno Ramzan DY
CP_ 1 lpb - Landeszentrale für politische Bildung Baden-Württemberg: Ukraine-Krieg aktuell -
conflict explained, marzo 2023, https://www.lpb-bw.de/ukrainekonflikt CP_5 2 , UN Resolution against Ukraine invasion: full text, 3 marzo 2022, CP_6 h w.aljazeera.com/news/2022/3/3/unga-resolution-against-ukraine-invasion-full-text 3 NZZ - Neue Zeitung: 4000 Franken Belohnung für einen abgeschossenen Kampfjet – wie CP_7 Russland und die Ukraine mit den Herausforderungen des Krieges umgehen, 30 gennaio 2023, https://www.nzz.ch/international/ukraine-krieg-rekrutierung-ausbildung-entloehnung- durch-armeen-ld.1721275
Pag. 6 di 15 si offrono volontari per combattere in Ucraina4, e il gruppo paramilitare Per_3 che recluta anche prigionieri5. Ai condannati è stata promessa la grazia e la libertà completa alla fine del contratto, nonostante il fatto che il diritto penale russo non preveda alcuna disposizione per tale amnistia o libertà condizionale. In pratica, la grazia dei detenuti reclutati è stata concessa attraverso decreti presidenziali, che sono stati secretati6. Nel marzo 2023, gli esperti delle Nazioni Unite hanno parlato di “tattiche di pressione da parte dei reclutatori suggerendo che in alcuni Per_3 casi il reclutamento è stato effettuato attraverso minacce o intimidazioni”. Nel Cont maggio 2023, il servizio russo della ha riferito del reclutamento di prigionieri da parte del Ministero della Difesa russo (MoD)7. Il 21 giugno 2023, la Duma di
Stato ha approvato un pacchetto di proposte di legge per consentire a “attuali ed ex detenuti, nonché a sospetti criminali, di arruolarsi” con il MoD e di cancellare la loro fedina penale dopo aver completato il servizio in Ucraina8. La legge è stata firmata dal Presidente il 24 giugno 2023. CP_3
Il 17 marzo 2023, la Corte penale internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto per il Presidente MI UT e RI VO, Commissario per i diritti dei bambini presso l'Ufficio del Presidente della Federazione Russa. Come rilevato dalla CPI, “ci sono ragionevoli motivi per ritenere che ciascun sospettato sia responsabile del crimine di guerra di deportazione illegale di popolazione e di trasferimento illegale di popolazione dalle aree occupate dell'Ucraina alla
Federazione Russa, in pregiudizio dei bambini ucraini”9. Il 25 settembre 2023, la
Pag. 7 di 15 Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sull'Ucraina ha riferito di “continue prove che le forze armate russe stanno commettendo crimini di guerra in Ucraina, tra cui attacchi illegali con armi esplosive, attacchi che danneggiano i civili, torture, violenze sessuali e di genere e attacchi alle infrastrutture energetiche”10.
Il 21 settembre 2022 per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale la
Russia ha indetto una mobilitazione militare, e per la prima volta nella sua storia questa mobilitazione è stata definita “parziale”. Non esisteva nel diritto civile o militare russo questa fattispecie, e la sua stessa natura ha generato confusione.
La confusione ha generato diffidenza, e la diffidenza ha causato un massiccio esodo di uomini in età di leva o di riservisti. I numeri non sono chiari, ma si stima che la mobilitazione abbia portato fuori dal paese almeno 700.000 persone, un danno SInificativo perché l'età della coscrizione coincide con quella lavorativa, quindi è una SInificativa fetta della forza lavoro che ha lasciato il paese. Si rimane infatti riservisti a seconda del grado e del livello di formazione militare fino ai 50 anni per i soldati semplici e ai 70 anni per gli alti ufficiali. Fino a quando la mobilitazione non verrà revocata – il decreto non riporta una data massima di arruolamento – questa ampia categoria di persone è quindi soggetta a ricevere una cartolina di convocazione. Ma non solo: sono considerati riservisti anche coloro che non hanno svolto il servizio militare senza essere legalmente esentati, chi ha optato per il servizio civile, e le donne che hanno avuto formazione militare11.
Nonostante le garanzie costituzionali sul servizio alternativo, le richieste di prestare tale servizio da parte di individui arruolati per il dispiegamento in
Ucraina sono state sistematicamente rifiutate dai commissariati militari e dai tribunali12. Le autorità hanno sostenuto che, in assenza di specifiche disposizioni legislative per il servizio alternativo nei periodi di “mobilitazione parziale”, tali 10 UN OHCHR, UN Commission of Inquiry on Ukraine finds continued systematic and widespread use of torture and indiscriminate attacks harming civilians, 25 settembre 2023, https://www.ohchr.org/en/press-releases/2023/09/un-commission-inquiry-ukraine-finds- continued-systematic-and-widespread-use 11 https://www.balcanicaucaso.org/aree/Russia/La-mobilitazione-militare-in-Russia-224454 12 AI – Report 2022/23; The State of the World's Controparte_10 Controparte_10 Human Rights;
Russia 2022, 27 marzo 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2089409.html
Pag. 8 di 15 garanzie non si applicano13. La legislazione introdotta a novembre prevedeva che le persone impiegate nel servizio civile alternativo durante la mobilitazione potessero essere inviate a prestare servizio come personale civile nelle forze armate14.
Nel luglio 2023 sono state riviste le multe per chi non si presenta all'ufficio di reclutamento militare dopo aver ricevuto una convocazione, e le multe più severe sono entrate in vigore il 1° ottobre 202315. In base all'articolo 21.5 modificato (Mancato adempimento degli obblighi di registrazione militare) del
Codice dei reati amministrativi, le multe sono aumentate da 500 - 3.000 rubli [circa
5 - 30 euro] a 10.000 - 30.000 rubli [circa 100 - 300 euro]16. La mancata informazione di abbandono del luogo di residenza all'interno della Russia e di espatrio per più di sei mesi è punita con un'ammenda che va da 5.000 a 20.000 rubli [circa 50 - 200 euro]17. Ai sensi dell'articolo 328 (Evasione dal servizio militare e dal servizio civile alternativo) del Codice penale, “la punizione per
l'evasione dal servizio di leva può essere una multa, il lavoro correttivo o la reclusione fino a due anni”18.
Nel maggio 2023, la Corte Suprema ha chiarito che l'elusione della leva è definita come la mancata partecipazione a una visita medica, a una valutazione psicologica professionale e a una riunione della commissione di leva senza un motivo valido. Inoltre, include la mancata presentazione alla data e al luogo deSInati, come specificato nell'avviso di leva, per l'invio al luogo di servizio militare. Come chiarito dalla Corte Suprema, la responsabilità penale sorge quando
Pag. 9 di 15 una persona tenta deliberatamente di sottrarsi al servizio militare19. Ciò include la mancata partecipazione alle procedure di servizio militare obbligatorio per diverse bozze consecutive e la mancata presentazione all'ufficio di reclutamento militare dopo che un valido motivo di assenza non è più applicabile. Secondo la Legge sul dovere militare e il servizio militare, confermata dalla Corte Suprema, un motivo valido per l'assenza comprende situazioni come la malattia o la lesione che ha causato la perdita della capacità lavorativa, una grave condizione di salute di un parente stretto o la partecipazione al funerale di un parente stretto, circostanze impreviste al di fuori del controllo della persona, o qualsiasi altro motivo riconosciuto valido da una commissione di leva, una commissione di arruolamento iniziale o un tribunale20.
Le fonti hanno riferito di numerosi casi di diserzione21, di abbandono del luogo di servizio militare senza autorizzazione22 e di rifiuto di dislocazione in Co Ucraina23. In un'intervista rilasciata ad nel marzo 2023, ha Persona_6 rilevato un'impennata dei procedimenti penali contro i soldati che hanno disertato o lasciato le loro unità senza permesso dal dicembre 2022, affermando anche che
“abbandonare la guerra SInifica automaticamente essere perseguiti penalmente”24. 19 Interfax, ВС разъяснил, кто не подлежит призыву на военную службу и что понимать под уклонением [The Supreme Court clarified who is not subject to military service and what is meant by evasion], 18 maggio 2023, https://www.interfax.ru/russia/902004 20 Interfax, ВС разъяснил, кто не подлежит призыву на военную службу и что понимать под уклонением [The Supreme Court clarified who is not subject to military service and what is meant by evasion], 18 maggio 2023, https://www.interfax.ru/russia/902004 21 Massicot, D., The Russian Military's Looming Personnel Crises of Retention and Veteran Mental Health, RAND, 1 giugno 2023, https://www.rand.org/blog/2023/06/the-russian-militarys- looming-personnel-crises-of-retention.html; Stories, How the Russian Servicemen Are Deserting and Escaping Russia so as Not to Kill in the War, 15 agosto 2023, https://istories.media/en/stories/2023/08/15/deserters/ 22 Caucasian Knot, Court in Grozny sends contract soldier to colony for evading service, 14 marzo 2023, https://eng.kavkaz-uzel.eu/articles/62274/; Spectator (The), Record number of Russian soldiers are going Awol, 27 maggio 2023, https://www.spectator.co.uk/article/record-numbers-of- russian-soldiers-are-going-awol/; Business Insider, Hundreds of Russian soldiers are going AWOL and refusing to fight as morale plummets, UK intelligence says, 30 agosto 2023, https://www.businessinsider.com/hundreds-russian-soldiers-awol-refusing-fight-uk-intel-2023-8 23 RFE/RL, Another Russian Soldier Sentenced for Refusal To Go To War In Ukraine, 31 luglio 2023, https://www.rferl.org/a/russia-sentenced-refusal-ukraine/32527601.html 24 AP, New Russian campaign tries to entice men to fight in Ukraine, 26 marzo 2023, https://apnews.com/article/russia-ukraine-war-mobilization-recruits-military-draft- 9339329bba5a5dc6956fe588bab98961
Pag. 10 di 15 Dalla fine di settembre 2022, i reati penali legati al servizio militare sono stati perseguiti come crimini commessi durante il periodo di “mobilitazione o legge marziale”, “tempo di guerra” o “condizioni di conflitto armato o ostilità”, consentendo pene più severe ai sensi del Codice penale25.
Nel luglio 2023, ha riferito che i soldati mobilitati costituivano la Tes_1 categoria più numerosa di soldati perseguiti dai tribunali militari di guarnigione ai sensi dell'articolo 337 nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2023 e il 30 giugno
202326. Il 21 settembre 2023, ha riferito che durante l'anno successivo Tes_1
al decreto di mobilitazione “parziale”, i tribunali hanno ricevuto più di 3.000 casi relativi all'articolo 337 e “hanno emesso un centinaio di verdetti su casi di assenteismo ogni settimana”27.
Come rilevato da la sospensione condizionale della pena Tes_1 permette di rimandare il condannato in prima linea e in alcuni casi questo impegno
è stato esplicitamente delineato nella sentenza28.
Inoltre, la sospensione condizionale della pena conferisce ai comandanti militari una maggiore autorità sui soldati, in quanto qualsiasi comportamento scorretto può portare a una vera e propria pena detentiva29. La pena massima
Pag. 11 di 15 prevista dall'articolo 337 è di dieci anni di carcere se commesso durante la mobilitazione, la legge marziale, il conflitto armato o le ostilità30.
Ai sensi dell'articolo 338 del Codice penale, la diserzione, che implica l'intenzione di abbandonare in modo permanente il servizio militare31, è punibile con una pena detentiva fino a 15 anni se commessa durante la mobilitazione o la legge marziale, il tempo di guerra, il conflitto armato o le ostilità32. Come ha osservato il responsabile del gruppo per i diritti umani Citizen. Esercito. Law
Sergei RI all'organo di informazione indipendente ci Persona_7 sono stati casi in cui i casi inizialmente caratterizzati come “diserzione” dall'accusa sono stati successivamente riclassificati da un tribunale come “assenza non autorizzata”, che è un reato meno grave ai sensi del Codice penale. Secondo
RI, la distinzione chiave tra “diserzione” e “abbandono non autorizzato di un'unità militare” si basa sull'intenzione di lasciare permanentemente le forze armate, che può essere più difficile da dimostrare per le forze dell'ordine33.
Alla luce delle COI appena richiamate, il ricorrente, in caso di rientro in
Russia, potrebbe effettivamente essere convocato per partecipare al conflitto armato in Ucraina, in cui, come visto, l'esercito russo ha commesso e continua a commettere crimini di guerra. Considerando la natura gerarchica del corpo militare, sussiste dunque il rischio che il ricorrente venga obbligato alla
Evading > refusing > fleeing. A year of mobilization in Russia through trials and Tes_1 verdicts, 21 settembre 2023, https://en.zona. Email_1 30 Worse than the maximum sentence As Russian AWOL convictions spike, judges are CP_14 ef sending defendants back to war, 12 maggio 2023, https://meduza.io/en/feature/2023/05/12/worse-than-the-maximum-sentence 31 "Люди не хотят воевать". В России растет количество уголовных дел Persona_8 з е войны в Украине, 6 settembre 2023, https://www.currenttime.tv/a/lyudi-ne-hotyat-voevat-v-rossii-rastet-kolichestvo-ugolovnyh-del- za-samovolki/32578866.html; Evading > refusing > fleeing. A year of mobilization in Tes_1 Russia through trials and verdicts, 21 settembre 2023, https://en.zona. Email_1 32 1 Russian Federation (The), Уголовный кодекс Российской Федерации от 13.06.1996 N 63-ФЗ (ред. от 04.08.2023) [Criminal Code of the Russian Federation of 13.06.1996 N 63-FZ (version 04.08.2023)], 4 agosto 2023, http://www.consultant.ru/document/cons_doc_LAW_10699/ 33 "Люди не хотят воевать". В России растет количество уголовных дел Persona_8 за "самоволки" на фоне войны в Украине, 6 settembre 2023, https://www.currenttime.tv/a/lyudi-ne-hotyat-voevat-v-rossii-rastet-kolichestvo-ugolovnyh-del- za-samovolki/32578866.html
Pag. 12 di 15 commissione di crimini di guerra, circostanza che configura i presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato.
È bene evidenziare come, con l'espressione servizio militare si fa soprattutto riferimento al servizio nelle forze armate statali, in tempo di pace o nel corso di un conflitto armato, su base volontaria o obbligatoria (cfr. Linee Guida in Materia di
Protezione Internazionale n. 10, da tempo elaborate dall'UNHCR sul claim del servizio di leva quale presupposto per la concessione dello status di rifugiato34).
La portata della norma, con riguardo all'obiezione di coscienza, è stata chiarita dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea nella sentenza resa il 26 febbraio 2015 nella causa C-472/2013, contro nell'interpretare Pt_4 CP_15 la norma del diritto unionale di cui l'art. 7 rappresenta la trasposizione (art. 9, par.
2, lett. e) della Direttiva Qualifiche n. 2004/83/CE.
Ebbene, la Corte, ha ricordato che l'art. 51 della Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale consuetudinario sanciscono il diritto di autodifesa degli Stati in forza del quale questi ultimi hanno il diritto di richiedere ai propri cittadini di svolgere il servizio militare per scopi militari, senza per ciò solo violare i diritti di un individuo e possono anche imporre sanzioni alle persone che disertano oppure evitano il servizio militare nei casi in cui ciò non si basi su validi motivi di coscienza, a condizione che tali sanzioni e le procedure connesse siano conformi alle norme internazionali. In questo senso, sussiste un diritto all'obiezione di coscienza contro il servizio militare obbligatorio quale 'diritto derivato, che discende da un'interpretazione del diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione di cui all'articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e all'articolo 18 dell .'; ciò sia quando l'obiezione al servizio militare statale sia CP_16 dettata da motivi di coscienza [obiettori di coscienza assoluti o parziali] ovvero quando sorga in caso di conflitti contrari alle regole fondamentali della condotta umana;
al tempo stesso, tuttavia, secondo le linee guida dell'UHCR '…una persona non può essere riconosciuta come rifugiato qualora l'unica ragione ad averla spinta
Pag. 13 di 15 alla diserzione o alla renitenza alla leva fosse il non gradire il servizio militare statale o la paura di combattere”.
Il manuale dell'Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni unite e le linee guida in materia di protezione internazionale n. 10 dell'UNHCR, relative alle domande di riconoscimento dello status di rifugiato fondate sul servizio militare, chiariscono, poi, che l'azione giudiziaria si configura come persecuzione quando un conflitto armato è considerato illegale secondo i principi del diritto internazionale
[in violazione dello jus ad bellum]; nel determinare la legittimità del conflitto in questione la condanna da parte della comunità internazionale rappresenta una prova evidente ma non essenziale per considerare che l'uso della forza violi il diritto internazionale.
Ne deriva che, a maggior ragione, sono integrati i presupposti di cui all'art. 19, comma 1, del D.Lgs. 286/1998.
Non solo.
Il ricorrente ha anche dimostrato di aver avviato un fruttuoso percorso di integrazione nei due anni di presenza sul territorio nazionale, imparando l'italiano, reperendo un'autonoma soluzione abitativa ed un'opportunità di lavoro.
Alla luce degli elementi presentati dalla difesa, il Collegio ritiene che, sulla base dei criteri indicati dall'art. 19, comma 1 e 1.1, D.Lgs. 286/1998, tenuto conto della sussistenza di un SInificativo inserimento sociale in Italia del ricorrente, dalla continuativa attività lavorativa, della durata del suo soggiorno in Italia, e dei deboli legami familiari, culturali e sociale con il suo Paese d'origine, l'eventuale ritorno dell'istante nel Paese di origine costituirebbe una lesione del suo diritto al rispetto della propria vita privata e, inoltre, in caso di ritorno il richiedente correrebbe il rischio di essere sottoposto ad atti persecutori.
Non sono poi allegate né sono altrimenti emerse ragioni di sicurezza nazionale ovvero di ordine e sicurezza pubblica ostative idonee a giustificare il respingimento o l'espulsione del ricorrente.
Pag. 14 di 15 Le circostanze di cui sopra, globalmente considerate, concretizzano una situazione che - valutata unitamente alla condotta regolare tenuta dal richiedente in Italia - dà diritto ad ottenere il permesso di soggiorno per protezione speciale.
Considerando che la decisione è stata assunta anche sulla base di documentazione che non era stata fornita all'Amministrazione, sussistono gravi motivi per la compensazione delle spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale di Trieste così provvede:
1. in accoglimento del ricorso, dichiara la sussistenza dei motivi che, ai sensi dell'art. 19, comma 1.1., D.Lgs. 286/1998, nella versione antecedente all'entrata in vigore del D.L. 20/2023, conv. in L. 50/2023, impediscono il rientro nel Paese di origine di , nato a [...], il Parte_1
12/07/1987, e conseguentemente dispone la trasmissione degli atti al
Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale;
2. compensa le spese tra le parti.
Così deciso in Trieste, 17 gennaio 2025.
Il Giudice relatore Il Presidente dott.ssa Michela Bortolami dott.ssa Carmela Giuffrida
Pag. 15 di 15 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 4 Caucasian Knot: DY denies forcibly sending CH to frontline, 30 dicembre 2022, https://eng.kavkaz-uzel.eu/articles/61902/ 5 BBC - British Broadcasting Corporation: What is Russia's Wagner of mercenaries in Pt_3 Ukraine?, 23 gennaio 2023, https://www.bbc.com/news/world-60947877 6 Using Russian Prisoners to Fight in Ukraine: legal or illegal, 14 marzo 2023, CP_9 https://www.ponarseurasia.org/using-russian-prisoners-to-fight-in-ukraine-legal-or-illegal/ 7 Moscow Times (The), Russian Army Found to Have Recruited Prisoners to Fight in Ukraine, 3 maggio 2023, https://www.themoscowtimes.com/2023/05/03/russian-army-found-to-have- recruited-prisoners-to-fight-in-ukraine-a81023 8 Moscow Times (The), Russia Moves to Allow Convicts to Join Army, 21 giugno 2023, https://www.themoscowtimes.com/2023/06/20/russia-moves-to-allow-convicts-to-join-army- a81569 9 ICC, Situation in Ukraine: ICC judges issue arrest warrants against Persona_4 and , 17 marzo 2023, https://ww Persona_5 ukraine-icc-judges-issue-arrest-warrants-against-vladimir-vladimirovich-putin-and 13 AI – Report 2022/23; The State of the World's Controparte_10 Controparte_10 Human Rights;
Russia 2022, 27 marzo 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2089409.html 14 AI – Report 2022/23; The Controparte_10 Controparte_10 Controparte_11 Human Rights;
Russia 2022, 27 marzo 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2089409.html 15 Moscow Times (The), Russia Ramps Up Fines for Draft Dodging, 31 luglio 2023, https://www.themoscowtimes.com/2023/07/31/russia-ramps-up-fines-for-draft-dodging- a82015 16 Moscow Times (The), Russia Ramps Up Fines for Draft Dodging, 31 luglio 2023, https://www.themoscowtimes.com/2023/07/31/russia-ramps-up-fines-for-draft-dodging- a82015 17 ombudsmen, Telegram, 25 luglio 2023, https://t.me/military_ombudsmen/26 CP_12 18 US, Library of Congress, Russian Federation: New Law Introduces Electronic Summons for Conscripts, 11 luglio 2023, https://www.loc.gov/item/global-legal-monitor/2023-07-10/russian- federation-new-law-introduces-electronic-summons-for-conscripts/ 25 Russian Federation (The), Уголовный кодекс Российской Федерации от 13.06.1996 N 63-ФЗ (ред. от 04.08.2023) [Criminal Code of the Russian Federation of 13.06.1996 N 63-FZ (version 04.08.2023)], 4 agosto 2023, http://www.consultant.ru/document/cons_doc_LAW_10699/; Reuters, Russian parliament toughens punishment for crimes during military mobilisation, 20 settembre 2022, https://www.reuters.com/world/europe/russian-parliament-toughens- punishment-crimes-during-mobilisation-2022-09-20/; Mediazona, Evading > refusing > fleeing. A year of mobilization in Russia through trials and verdicts, 21 settembre 2023, https://en.zona. Email_1 26 Mediazona, One hundred convictions a week. Over two thousand AWOL cases went to courts in CP_ the first half of primarily against mobilised soldiers, 19 luglio 2023, https://en.zona. Email_2 27 Evading > refusing > fleeing. A year of mobilization in Russia through trials and Tes_1 verdicts, 21 settembre 2023, https://en.zona. Email_1 28 Worse than the maximum sentenc are CP_14 effectively sending defendants back to war, 12 maggio 2023, https://meduza.io/en/feature/2023/05/12/worse-than-the-maximum-sentence; Mediazona, Evading > refusing > fleeing. A year of mobilization in Russia through trials and verdicts, 21 settembre 2023, https://en.zona. Email_1 29 Russian Federation (The), Уголовный кодекс Российской Федерации от 13.06.1996 N 63-ФЗ (ред. от 04.08.2023) [Criminal Code of the Russian Federation of 13.06.1996 N 63-FZ (version 04.08.2023)], 4 agosto 2023, http://www.consultant.ru/document/cons_doc_LAW_10699/; 34https://www.unhcr.it/wpcontent/uploads/2016/01/Linee_guida_domande_di_riconoscimento_d Email_3
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI TRIESTE
SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE INTERNAZIONALE E
LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE EUROPEA
N.R.G. 2188/2024
Il Tribunale, nella seguente composizione collegiale dott.ssa Carmela Giuffrida Presidente dott.ssa Francesca Ajello Giudice dott.ssa Michela Bortolami Giudice relatore ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa proposta da
, nato a [...], il [...], rappresentato e difeso Parte_1 dall'Avv.to Dora Zappia del Foro di Trieste
ricorrente contro
, C.F. in persona del Ministro pro Controparte_1 P.IVA_1 tempore, difeso ex lege dall'Avvocatura dello Stato di Trieste
Controparte_2 resistente
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso depositato il 3 maggio 2024, ha Parte_1 impugnato il decreto del Questore della Provincia di Trieste, emanato il 30 marzo
2024 e notificato il 4 aprile 2024, con cui è stata rigettata la domanda di rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale presentata dal ricorrente.
Nell'atto introduttivo, il ricorrente ha dedotto che: - egli è giunto in Italia, dopo aver svolto in Russia il servizio militare, presentando domanda di protezione speciale nel 2022;
- dopo la separazione dalla moglie russa, da cui ha avuto un figlio, egli ha instaurato una relazione affettiva con una cittadina italiana;
- in caso di rientro in Russia, vi sarebbe inoltre il rischio di una violazione dei suoi diritti umani fondamentali, come peraltro sembra riconoscere anche la
Commissione territoriale di Trieste che, nel parere negativo espresso sulla domanda di protezione speciale del ricorrente, ha sottolineato che “SUSSISTONO elementi che potrebbero condurre al riconoscimento dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria”, invitando la Questura “ad informare l'istante circa la possibilità di presentare domanda di protezione internazionale ai sensi della circolare della Commissione Nazionale per il Diritto di Asilo Prot. N. 7335 del
19/07/2021 pag.5”.
Alla luce di tali circostanze, comprovate dai documenti depositati in allegato al ricorso, ha chiesto, in via cautelare, la sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato e, in via principale, che venga dichiarato il suo diritto al rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale ex art. 19, comma 1 e
1.1, del D.Lgs. 286/1998.
A seguito della sospensione cautelare dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato, nonostante la regolarità delle notifiche, il
[...]
non si è costituito. CP_1
All'udienza del 20 novembre 2024, a seguito dell'interrogatorio libero del ricorrente, reso in lingua italiana, e dell'assunzione della testimonianza del SI.
, la difesa ha insistito per l'accoglimento del ricorso, Persona_1 chiedendo termine per il deposito di ulteriore documentazione e il giudice, autorizzato il deposito di una nota conclusiva e di ulteriore documentazione, ha poi riservato la decisione al Collegio.
Il 17 dicembre 2024 la parte ricorrente ha depositato ulteriore documentazione e ha concluso insistendo nuovamente per l'accoglimento del ricorso.
Pag. 2 di 15 MOTIVI DELLA DECISIONE
Il ricorso deve essere accolto.
Preliminarmente si deve dare atto che la c.d. protezione speciale, così come oggi prevista, è stata introdotta dal D.L. n. 130/2020, convertito con modifiche nella legge 18 dicembre 2020, n. 173, che, per quanto qui di rilievo, nel confermare la scelta della “tipizzazione” rispetto alla fattispecie di protezione complementare a catalogo aperto, ha modificato il testo dell'art. 5 comma 6 del Testo Unico
Immigrazione, ripristinando il principio del rispetto degli obblighi costituzionali e internazionali originariamente espresso e poi eliminato dal D.L. 4 ottobre 2018, n.
113, convertito con modifiche nella legge 1 dicembre 2018, n. 132.
Più in generale, la novella legislativa:
- ha previsto la convertibilità in permessi di soggiorno per motivi di lavoro di vari titoli di permesso, tra i quali il permesso di soggiorno per protezione speciale rilasciato a seguito di decisione della Commissione Territoriale ai sensi dell'art. 32, comma 3, D. Lgs. 25/2008;
- ha modificato l'art. 19 D. Lgs. 286/1998 estendendo espressamente l'ambito di applicazione del divieto di espulsione ai casi in cui il cittadino straniero rischi di essere sottoposto a trattamenti inumani o degradanti;
- ha previsto il divieto di espulsione dello straniero e correlativamente il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale (di durata biennale e non più annuale) anche nell'ipotesi in cui l'allontanamento dal territorio nazionale possa comportare la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare della persona, salvo ragioni di sicurezza nazionale ovvero di ordine e sicurezza pubblica, con espressa indicazione degli indici da considerare.
Non deve, invece, trovare applicazione la successiva riforma dell'art. 19 del
D.Lgs. 286/1998 ad opera del D.L. 20/2023 conv. in L. 50/2023, dato che, ai sensi dell'art. 7 del testo normativo, la novella non si applica alle domande di protezione speciale in relazione alle quali l'istante avesse già ricevuto l'appuntamento per la formalizzazione prima della sua entrata in vigore, come nel caso di specie.
Pag. 3 di 15 Peraltro, va sottolineato che, ai sensi dell'art. 7, comma 3, “resta ferma la facoltà di conversione del titolo di soggiorno in permesso di soggiorno per motivi di lavoro se ne ricorrono i presupposti”.
Appare quindi opportuno premettere alcune considerazioni di carattere generale relative ai presupposti per il riconoscimento della protezione in casi speciali di cui all'art. 19, comma 1.1, D.Lgs. 286/1998, come modificato dal D.L.
130/2020.
In particolare, la norma prevede il divieto di refoulement laddove “esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'art. 5, comma 6”, ovvero degli obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano,
o laddove “esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare”, riconosciuti anche dall'art. 8 Cedu, “a meno che esso sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale, di ordine e sicurezza pubblica, nonché di protezione della salute nel rispetto della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a
Ginevra il 28 luglio 1951, resa esecutiva dalla legge 24 luglio 1954, n. 722, e della
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea”.
Il legislatore ha poi specificato i criteri sulla base dei quali valutare il rischio di violazione dei diritti di cui all'art. 8 Cedu, prevedendo che, a tal fine, debba tenersi conto:
a) della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato;
b) del suo effettivo inserimento sociale in Italia;
c) della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale;
d) dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese
d'origine.
Ciò premesso, nel caso in esame, il Collegio ritiene che sussistano i presupposti di tale fattispecie.
Pag. 4 di 15 Chiarito dunque che la versione normativa applicabile al caso di cui trattasi
è quella vigente dopo il D.L. 130/2020 e prima del D.L. 20/2023, il ricorrente, in udienza, ha dichiarato, in lingua italiana:
“A settembre 2022, sono arrivato con un visto turistico. Ho lavorato in Russia in polizia e poi nell'esercito. Nel settembre 2022 c'è stata la mobilitazione e io non voglio andare in guerra. Sono stato molto fortunato ad essere arrivato in Italia. Sono venuto inizialmente per stare pochi mesi, pensavo che le cose si sarebbero sistemate presto. In Russia ho una figlia, la mia ora ex moglie vuole rimanere in Russia e per questo ho iniziato una relazione con una ragazza italiana. Sono tornato in Russia solo per due mesi l'inverno scorso per il processo di separazione da mia moglie. Per me tornare in Russia è molto pericoloso”.
Il testimone sentito, , ha riferito: Persona_1
“Conosco dall'estate 2023, perché era venuto in negozio da Parte_1 me. Ho intenzione di assumerlo nel mio negozio. Siamo sempre stati con mia madre in negozio, ma ultimamente non sta bene, ha tanti problemi di salute. Quindi cercavo qualcuno che potesse aiutarmi in negozio. Sono andato dal mio commercialista, dopo che ho conosciuto e mi pare una persona di cui fidarmi, non è facile Parte_1 trovare qualcuno di cui fidarsi, delle brave persone. Il commercialista mi ha spiegato che non potevo assumerlo subito, perché devo fare due corsi di sicurezza, come datore di lavoro. Mi sono informato ed era già tardi per iniziarli, ma ho scoperto che ci sono anche i corsi online, prima di Natale non riesco a farli per il troppo lavoro, inizio dopo le feste e poi è mia intenzione assumere Sono particolarmente Parte_1 interessato a lui perché il mio negozio vende prodotti tipici alimentari e prodotti di artigianato russi, quindi dato che è russo e parla perfettamente la sua Per_2 lingua, conosce i prodotti e ho molti clienti russi, per questo sono particolarmente interessato ad assumerlo”.
A sostegno della sua domanda di protezione speciale, ha depositato la seguente documentazione:
- documento d'identità e codice fiscale della SI.ra ; Parte_2
Pag. 5 di 15 - dichiarazione di ospitalità da parte della SI.ra in favore del Pt_2 ricorrente del 28 marzo 2024;
- attestazione di iscrizione ad un corso di lingua italiana L2 di livello A1 della durata di 100 ore, iniziato il 23 gennaio 2024;
- contratto di locazione, stipulato dal richiedente, relativo ad un immobile ad uso abitativo dal 16 settembre 2024 al 15 settembre 2028;
- carta d'identità militare russa con relativa traduzione, da cui risulta lo svolgimento del servizio militare;
- libretto di lavoro russo con traduzione.
Alla luce di tali elementi, Il Collegio ritiene che sussistano presupposti per il riconoscimento della protezione speciale, sia ai sensi del comma 1 che ai sensi del comma 1.1 dell'art. 19 del D.Lgs. 286/1998.
Sotto il primo profilo, va evidenziato che il ricorrente ha dimostrato di aver regolarmente svolto il servizio militare ed essere dunque un riservista.
Come noto, a partire dalla primavera del 2021, il conflitto già in essere tra
Russia e Ucraina si è riacceso: la Russia ha ammassato soldati ai confini intorno all'Ucraina, gli sforzi diplomatici per una de-escalation sono falliti1. Il 24 febbraio
2022, le truppe russe hanno invaso l'Ucraina, con un atto considerato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite come un'aggressione2.
Inizialmente la Russia voleva condurre la guerra in Ucraina, descritta come
“operazione militare speciale”, solo con soldati professionisti e membri degli organi di sicurezza, ma le perdite hanno costretto il Presidente ad annunciare una CP_3 mobilitazione parziale nel settembre 20223. Oltre all'esercito regolare russo, sono stati schierati in particolare i ceceni, che secondo il leader ceceno Ramzan DY
CP_ 1 lpb - Landeszentrale für politische Bildung Baden-Württemberg: Ukraine-Krieg aktuell -
conflict explained, marzo 2023, https://www.lpb-bw.de/ukrainekonflikt CP_5 2 , UN Resolution against Ukraine invasion: full text, 3 marzo 2022, CP_6 h w.aljazeera.com/news/2022/3/3/unga-resolution-against-ukraine-invasion-full-text 3 NZZ - Neue Zeitung: 4000 Franken Belohnung für einen abgeschossenen Kampfjet – wie CP_7 Russland und die Ukraine mit den Herausforderungen des Krieges umgehen, 30 gennaio 2023, https://www.nzz.ch/international/ukraine-krieg-rekrutierung-ausbildung-entloehnung- durch-armeen-ld.1721275
Pag. 6 di 15 si offrono volontari per combattere in Ucraina4, e il gruppo paramilitare Per_3 che recluta anche prigionieri5. Ai condannati è stata promessa la grazia e la libertà completa alla fine del contratto, nonostante il fatto che il diritto penale russo non preveda alcuna disposizione per tale amnistia o libertà condizionale. In pratica, la grazia dei detenuti reclutati è stata concessa attraverso decreti presidenziali, che sono stati secretati6. Nel marzo 2023, gli esperti delle Nazioni Unite hanno parlato di “tattiche di pressione da parte dei reclutatori suggerendo che in alcuni Per_3 casi il reclutamento è stato effettuato attraverso minacce o intimidazioni”. Nel Cont maggio 2023, il servizio russo della ha riferito del reclutamento di prigionieri da parte del Ministero della Difesa russo (MoD)7. Il 21 giugno 2023, la Duma di
Stato ha approvato un pacchetto di proposte di legge per consentire a “attuali ed ex detenuti, nonché a sospetti criminali, di arruolarsi” con il MoD e di cancellare la loro fedina penale dopo aver completato il servizio in Ucraina8. La legge è stata firmata dal Presidente il 24 giugno 2023. CP_3
Il 17 marzo 2023, la Corte penale internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto per il Presidente MI UT e RI VO, Commissario per i diritti dei bambini presso l'Ufficio del Presidente della Federazione Russa. Come rilevato dalla CPI, “ci sono ragionevoli motivi per ritenere che ciascun sospettato sia responsabile del crimine di guerra di deportazione illegale di popolazione e di trasferimento illegale di popolazione dalle aree occupate dell'Ucraina alla
Federazione Russa, in pregiudizio dei bambini ucraini”9. Il 25 settembre 2023, la
Pag. 7 di 15 Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sull'Ucraina ha riferito di “continue prove che le forze armate russe stanno commettendo crimini di guerra in Ucraina, tra cui attacchi illegali con armi esplosive, attacchi che danneggiano i civili, torture, violenze sessuali e di genere e attacchi alle infrastrutture energetiche”10.
Il 21 settembre 2022 per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale la
Russia ha indetto una mobilitazione militare, e per la prima volta nella sua storia questa mobilitazione è stata definita “parziale”. Non esisteva nel diritto civile o militare russo questa fattispecie, e la sua stessa natura ha generato confusione.
La confusione ha generato diffidenza, e la diffidenza ha causato un massiccio esodo di uomini in età di leva o di riservisti. I numeri non sono chiari, ma si stima che la mobilitazione abbia portato fuori dal paese almeno 700.000 persone, un danno SInificativo perché l'età della coscrizione coincide con quella lavorativa, quindi è una SInificativa fetta della forza lavoro che ha lasciato il paese. Si rimane infatti riservisti a seconda del grado e del livello di formazione militare fino ai 50 anni per i soldati semplici e ai 70 anni per gli alti ufficiali. Fino a quando la mobilitazione non verrà revocata – il decreto non riporta una data massima di arruolamento – questa ampia categoria di persone è quindi soggetta a ricevere una cartolina di convocazione. Ma non solo: sono considerati riservisti anche coloro che non hanno svolto il servizio militare senza essere legalmente esentati, chi ha optato per il servizio civile, e le donne che hanno avuto formazione militare11.
Nonostante le garanzie costituzionali sul servizio alternativo, le richieste di prestare tale servizio da parte di individui arruolati per il dispiegamento in
Ucraina sono state sistematicamente rifiutate dai commissariati militari e dai tribunali12. Le autorità hanno sostenuto che, in assenza di specifiche disposizioni legislative per il servizio alternativo nei periodi di “mobilitazione parziale”, tali 10 UN OHCHR, UN Commission of Inquiry on Ukraine finds continued systematic and widespread use of torture and indiscriminate attacks harming civilians, 25 settembre 2023, https://www.ohchr.org/en/press-releases/2023/09/un-commission-inquiry-ukraine-finds- continued-systematic-and-widespread-use 11 https://www.balcanicaucaso.org/aree/Russia/La-mobilitazione-militare-in-Russia-224454 12 AI – Report 2022/23; The State of the World's Controparte_10 Controparte_10 Human Rights;
Russia 2022, 27 marzo 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2089409.html
Pag. 8 di 15 garanzie non si applicano13. La legislazione introdotta a novembre prevedeva che le persone impiegate nel servizio civile alternativo durante la mobilitazione potessero essere inviate a prestare servizio come personale civile nelle forze armate14.
Nel luglio 2023 sono state riviste le multe per chi non si presenta all'ufficio di reclutamento militare dopo aver ricevuto una convocazione, e le multe più severe sono entrate in vigore il 1° ottobre 202315. In base all'articolo 21.5 modificato (Mancato adempimento degli obblighi di registrazione militare) del
Codice dei reati amministrativi, le multe sono aumentate da 500 - 3.000 rubli [circa
5 - 30 euro] a 10.000 - 30.000 rubli [circa 100 - 300 euro]16. La mancata informazione di abbandono del luogo di residenza all'interno della Russia e di espatrio per più di sei mesi è punita con un'ammenda che va da 5.000 a 20.000 rubli [circa 50 - 200 euro]17. Ai sensi dell'articolo 328 (Evasione dal servizio militare e dal servizio civile alternativo) del Codice penale, “la punizione per
l'evasione dal servizio di leva può essere una multa, il lavoro correttivo o la reclusione fino a due anni”18.
Nel maggio 2023, la Corte Suprema ha chiarito che l'elusione della leva è definita come la mancata partecipazione a una visita medica, a una valutazione psicologica professionale e a una riunione della commissione di leva senza un motivo valido. Inoltre, include la mancata presentazione alla data e al luogo deSInati, come specificato nell'avviso di leva, per l'invio al luogo di servizio militare. Come chiarito dalla Corte Suprema, la responsabilità penale sorge quando
Pag. 9 di 15 una persona tenta deliberatamente di sottrarsi al servizio militare19. Ciò include la mancata partecipazione alle procedure di servizio militare obbligatorio per diverse bozze consecutive e la mancata presentazione all'ufficio di reclutamento militare dopo che un valido motivo di assenza non è più applicabile. Secondo la Legge sul dovere militare e il servizio militare, confermata dalla Corte Suprema, un motivo valido per l'assenza comprende situazioni come la malattia o la lesione che ha causato la perdita della capacità lavorativa, una grave condizione di salute di un parente stretto o la partecipazione al funerale di un parente stretto, circostanze impreviste al di fuori del controllo della persona, o qualsiasi altro motivo riconosciuto valido da una commissione di leva, una commissione di arruolamento iniziale o un tribunale20.
Le fonti hanno riferito di numerosi casi di diserzione21, di abbandono del luogo di servizio militare senza autorizzazione22 e di rifiuto di dislocazione in Co Ucraina23. In un'intervista rilasciata ad nel marzo 2023, ha Persona_6 rilevato un'impennata dei procedimenti penali contro i soldati che hanno disertato o lasciato le loro unità senza permesso dal dicembre 2022, affermando anche che
“abbandonare la guerra SInifica automaticamente essere perseguiti penalmente”24. 19 Interfax, ВС разъяснил, кто не подлежит призыву на военную службу и что понимать под уклонением [The Supreme Court clarified who is not subject to military service and what is meant by evasion], 18 maggio 2023, https://www.interfax.ru/russia/902004 20 Interfax, ВС разъяснил, кто не подлежит призыву на военную службу и что понимать под уклонением [The Supreme Court clarified who is not subject to military service and what is meant by evasion], 18 maggio 2023, https://www.interfax.ru/russia/902004 21 Massicot, D., The Russian Military's Looming Personnel Crises of Retention and Veteran Mental Health, RAND, 1 giugno 2023, https://www.rand.org/blog/2023/06/the-russian-militarys- looming-personnel-crises-of-retention.html; Stories, How the Russian Servicemen Are Deserting and Escaping Russia so as Not to Kill in the War, 15 agosto 2023, https://istories.media/en/stories/2023/08/15/deserters/ 22 Caucasian Knot, Court in Grozny sends contract soldier to colony for evading service, 14 marzo 2023, https://eng.kavkaz-uzel.eu/articles/62274/; Spectator (The), Record number of Russian soldiers are going Awol, 27 maggio 2023, https://www.spectator.co.uk/article/record-numbers-of- russian-soldiers-are-going-awol/; Business Insider, Hundreds of Russian soldiers are going AWOL and refusing to fight as morale plummets, UK intelligence says, 30 agosto 2023, https://www.businessinsider.com/hundreds-russian-soldiers-awol-refusing-fight-uk-intel-2023-8 23 RFE/RL, Another Russian Soldier Sentenced for Refusal To Go To War In Ukraine, 31 luglio 2023, https://www.rferl.org/a/russia-sentenced-refusal-ukraine/32527601.html 24 AP, New Russian campaign tries to entice men to fight in Ukraine, 26 marzo 2023, https://apnews.com/article/russia-ukraine-war-mobilization-recruits-military-draft- 9339329bba5a5dc6956fe588bab98961
Pag. 10 di 15 Dalla fine di settembre 2022, i reati penali legati al servizio militare sono stati perseguiti come crimini commessi durante il periodo di “mobilitazione o legge marziale”, “tempo di guerra” o “condizioni di conflitto armato o ostilità”, consentendo pene più severe ai sensi del Codice penale25.
Nel luglio 2023, ha riferito che i soldati mobilitati costituivano la Tes_1 categoria più numerosa di soldati perseguiti dai tribunali militari di guarnigione ai sensi dell'articolo 337 nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2023 e il 30 giugno
202326. Il 21 settembre 2023, ha riferito che durante l'anno successivo Tes_1
al decreto di mobilitazione “parziale”, i tribunali hanno ricevuto più di 3.000 casi relativi all'articolo 337 e “hanno emesso un centinaio di verdetti su casi di assenteismo ogni settimana”27.
Come rilevato da la sospensione condizionale della pena Tes_1 permette di rimandare il condannato in prima linea e in alcuni casi questo impegno
è stato esplicitamente delineato nella sentenza28.
Inoltre, la sospensione condizionale della pena conferisce ai comandanti militari una maggiore autorità sui soldati, in quanto qualsiasi comportamento scorretto può portare a una vera e propria pena detentiva29. La pena massima
Pag. 11 di 15 prevista dall'articolo 337 è di dieci anni di carcere se commesso durante la mobilitazione, la legge marziale, il conflitto armato o le ostilità30.
Ai sensi dell'articolo 338 del Codice penale, la diserzione, che implica l'intenzione di abbandonare in modo permanente il servizio militare31, è punibile con una pena detentiva fino a 15 anni se commessa durante la mobilitazione o la legge marziale, il tempo di guerra, il conflitto armato o le ostilità32. Come ha osservato il responsabile del gruppo per i diritti umani Citizen. Esercito. Law
Sergei RI all'organo di informazione indipendente ci Persona_7 sono stati casi in cui i casi inizialmente caratterizzati come “diserzione” dall'accusa sono stati successivamente riclassificati da un tribunale come “assenza non autorizzata”, che è un reato meno grave ai sensi del Codice penale. Secondo
RI, la distinzione chiave tra “diserzione” e “abbandono non autorizzato di un'unità militare” si basa sull'intenzione di lasciare permanentemente le forze armate, che può essere più difficile da dimostrare per le forze dell'ordine33.
Alla luce delle COI appena richiamate, il ricorrente, in caso di rientro in
Russia, potrebbe effettivamente essere convocato per partecipare al conflitto armato in Ucraina, in cui, come visto, l'esercito russo ha commesso e continua a commettere crimini di guerra. Considerando la natura gerarchica del corpo militare, sussiste dunque il rischio che il ricorrente venga obbligato alla
Evading > refusing > fleeing. A year of mobilization in Russia through trials and Tes_1 verdicts, 21 settembre 2023, https://en.zona. Email_1 30 Worse than the maximum sentence As Russian AWOL convictions spike, judges are CP_14 ef sending defendants back to war, 12 maggio 2023, https://meduza.io/en/feature/2023/05/12/worse-than-the-maximum-sentence 31 "Люди не хотят воевать". В России растет количество уголовных дел Persona_8 з е войны в Украине, 6 settembre 2023, https://www.currenttime.tv/a/lyudi-ne-hotyat-voevat-v-rossii-rastet-kolichestvo-ugolovnyh-del- za-samovolki/32578866.html; Evading > refusing > fleeing. A year of mobilization in Tes_1 Russia through trials and verdicts, 21 settembre 2023, https://en.zona. Email_1 32 1 Russian Federation (The), Уголовный кодекс Российской Федерации от 13.06.1996 N 63-ФЗ (ред. от 04.08.2023) [Criminal Code of the Russian Federation of 13.06.1996 N 63-FZ (version 04.08.2023)], 4 agosto 2023, http://www.consultant.ru/document/cons_doc_LAW_10699/ 33 "Люди не хотят воевать". В России растет количество уголовных дел Persona_8 за "самоволки" на фоне войны в Украине, 6 settembre 2023, https://www.currenttime.tv/a/lyudi-ne-hotyat-voevat-v-rossii-rastet-kolichestvo-ugolovnyh-del- za-samovolki/32578866.html
Pag. 12 di 15 commissione di crimini di guerra, circostanza che configura i presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato.
È bene evidenziare come, con l'espressione servizio militare si fa soprattutto riferimento al servizio nelle forze armate statali, in tempo di pace o nel corso di un conflitto armato, su base volontaria o obbligatoria (cfr. Linee Guida in Materia di
Protezione Internazionale n. 10, da tempo elaborate dall'UNHCR sul claim del servizio di leva quale presupposto per la concessione dello status di rifugiato34).
La portata della norma, con riguardo all'obiezione di coscienza, è stata chiarita dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea nella sentenza resa il 26 febbraio 2015 nella causa C-472/2013, contro nell'interpretare Pt_4 CP_15 la norma del diritto unionale di cui l'art. 7 rappresenta la trasposizione (art. 9, par.
2, lett. e) della Direttiva Qualifiche n. 2004/83/CE.
Ebbene, la Corte, ha ricordato che l'art. 51 della Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale consuetudinario sanciscono il diritto di autodifesa degli Stati in forza del quale questi ultimi hanno il diritto di richiedere ai propri cittadini di svolgere il servizio militare per scopi militari, senza per ciò solo violare i diritti di un individuo e possono anche imporre sanzioni alle persone che disertano oppure evitano il servizio militare nei casi in cui ciò non si basi su validi motivi di coscienza, a condizione che tali sanzioni e le procedure connesse siano conformi alle norme internazionali. In questo senso, sussiste un diritto all'obiezione di coscienza contro il servizio militare obbligatorio quale 'diritto derivato, che discende da un'interpretazione del diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione di cui all'articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e all'articolo 18 dell .'; ciò sia quando l'obiezione al servizio militare statale sia CP_16 dettata da motivi di coscienza [obiettori di coscienza assoluti o parziali] ovvero quando sorga in caso di conflitti contrari alle regole fondamentali della condotta umana;
al tempo stesso, tuttavia, secondo le linee guida dell'UHCR '…una persona non può essere riconosciuta come rifugiato qualora l'unica ragione ad averla spinta
Pag. 13 di 15 alla diserzione o alla renitenza alla leva fosse il non gradire il servizio militare statale o la paura di combattere”.
Il manuale dell'Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni unite e le linee guida in materia di protezione internazionale n. 10 dell'UNHCR, relative alle domande di riconoscimento dello status di rifugiato fondate sul servizio militare, chiariscono, poi, che l'azione giudiziaria si configura come persecuzione quando un conflitto armato è considerato illegale secondo i principi del diritto internazionale
[in violazione dello jus ad bellum]; nel determinare la legittimità del conflitto in questione la condanna da parte della comunità internazionale rappresenta una prova evidente ma non essenziale per considerare che l'uso della forza violi il diritto internazionale.
Ne deriva che, a maggior ragione, sono integrati i presupposti di cui all'art. 19, comma 1, del D.Lgs. 286/1998.
Non solo.
Il ricorrente ha anche dimostrato di aver avviato un fruttuoso percorso di integrazione nei due anni di presenza sul territorio nazionale, imparando l'italiano, reperendo un'autonoma soluzione abitativa ed un'opportunità di lavoro.
Alla luce degli elementi presentati dalla difesa, il Collegio ritiene che, sulla base dei criteri indicati dall'art. 19, comma 1 e 1.1, D.Lgs. 286/1998, tenuto conto della sussistenza di un SInificativo inserimento sociale in Italia del ricorrente, dalla continuativa attività lavorativa, della durata del suo soggiorno in Italia, e dei deboli legami familiari, culturali e sociale con il suo Paese d'origine, l'eventuale ritorno dell'istante nel Paese di origine costituirebbe una lesione del suo diritto al rispetto della propria vita privata e, inoltre, in caso di ritorno il richiedente correrebbe il rischio di essere sottoposto ad atti persecutori.
Non sono poi allegate né sono altrimenti emerse ragioni di sicurezza nazionale ovvero di ordine e sicurezza pubblica ostative idonee a giustificare il respingimento o l'espulsione del ricorrente.
Pag. 14 di 15 Le circostanze di cui sopra, globalmente considerate, concretizzano una situazione che - valutata unitamente alla condotta regolare tenuta dal richiedente in Italia - dà diritto ad ottenere il permesso di soggiorno per protezione speciale.
Considerando che la decisione è stata assunta anche sulla base di documentazione che non era stata fornita all'Amministrazione, sussistono gravi motivi per la compensazione delle spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale di Trieste così provvede:
1. in accoglimento del ricorso, dichiara la sussistenza dei motivi che, ai sensi dell'art. 19, comma 1.1., D.Lgs. 286/1998, nella versione antecedente all'entrata in vigore del D.L. 20/2023, conv. in L. 50/2023, impediscono il rientro nel Paese di origine di , nato a [...], il Parte_1
12/07/1987, e conseguentemente dispone la trasmissione degli atti al
Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale;
2. compensa le spese tra le parti.
Così deciso in Trieste, 17 gennaio 2025.
Il Giudice relatore Il Presidente dott.ssa Michela Bortolami dott.ssa Carmela Giuffrida
Pag. 15 di 15 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 4 Caucasian Knot: DY denies forcibly sending CH to frontline, 30 dicembre 2022, https://eng.kavkaz-uzel.eu/articles/61902/ 5 BBC - British Broadcasting Corporation: What is Russia's Wagner of mercenaries in Pt_3 Ukraine?, 23 gennaio 2023, https://www.bbc.com/news/world-60947877 6 Using Russian Prisoners to Fight in Ukraine: legal or illegal, 14 marzo 2023, CP_9 https://www.ponarseurasia.org/using-russian-prisoners-to-fight-in-ukraine-legal-or-illegal/ 7 Moscow Times (The), Russian Army Found to Have Recruited Prisoners to Fight in Ukraine, 3 maggio 2023, https://www.themoscowtimes.com/2023/05/03/russian-army-found-to-have- recruited-prisoners-to-fight-in-ukraine-a81023 8 Moscow Times (The), Russia Moves to Allow Convicts to Join Army, 21 giugno 2023, https://www.themoscowtimes.com/2023/06/20/russia-moves-to-allow-convicts-to-join-army- a81569 9 ICC, Situation in Ukraine: ICC judges issue arrest warrants against Persona_4 and , 17 marzo 2023, https://ww Persona_5 ukraine-icc-judges-issue-arrest-warrants-against-vladimir-vladimirovich-putin-and 13 AI – Report 2022/23; The State of the World's Controparte_10 Controparte_10 Human Rights;
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