Sentenza 7 aprile 2023
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Sul provvedimento
| Citazione : | TAR Roma, sez. 2S, sentenza 07/04/2023, n. 5987 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Tribunale amministrativo regionale - Roma |
| Numero : | 5987 |
| Data del deposito : | 7 aprile 2023 |
| Fonte ufficiale : |
Testo completo
Pubblicato il 07/04/2023
N. 05987/2023 REG.PROV.COLL.
N. 06519/2014 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Seconda Stralcio)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 6519 del 2014, integrato da motivi aggiunti, proposto da
AL UG, rappresentato e difeso dagli avvocati Pascal Corrado, Pierpaolo Palatella, con domicilio eletto in Roma, viale S.S. Pietro e Paolo, 24;
contro
Roma Capitale, in persona del legale rappresentante pro tempore , rappresentata e difesa dall'avvocato Umberto Garofoli, domiciliataria ex lege in Roma, via Tempio di Giove, 21;
per l'annullamento
della Determinazione Dirigenziale n. 1850 del 17.12.2013, prot. n. 122212, notificata in data 13.02.2014, con la quale il Dirigente dell’Unità Organizzativa Tecnica ha ingiunto al Sig. AL UG, in qualità di “proprietario responsabile”, la rimozione o la demolizione, entro 60 (sessanta) giorni dalla notifica della presente, di tutte le opere abusivamente realizzate così come specificate in narrativa e delle ulteriori eventuali opere abusive nel frattempo eseguite, ed il ripristino della destinazione d’uso originaria dei locali preesistenti siti in Roma – Via Guido Zanobini n. 57 – piano interrato.
Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Roma Capitale;
Visti gli artt. 35, co. 1, lett. c, e 85, co. 9, cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza smaltimento del giorno 3 marzo 2023, tenutasi mediante collegamento da remoto, la dott.ssa Giovanna Vigliotti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
1. Con il ricorso introduttivo del presente giudizio, il ricorrente ha impugnato la Determinazione Dirigenziale con la quale Roma Capitale ha ingiunto allo stesso in qualità di “ proprietario responsabile ”, “ la rimozione o la demolizione, entro 60 (sessanta) giorni dalla notifica della presente, di tutte le opere abusivamente realizzate così come specificate in narrativa e delle ulteriori eventuali opere abusive nel frattempo eseguite, ed il ripristino della destinazione d’uso originaria dei locali preesistenti siti in Roma – Via Guido Zanobini n. 57 – piano interrato ”.
2. Nel costituirsi in giudizio, Roma Capitale ha rilevato, e documentato, come il provvedimento impugnato sia stato annullato e sostituito da altra Determinazione (Determinazione Dirigenziale n. 492 del 22.02.2016) in ragione della sopravvenuta vendita dell’immobile in questione che aveva reso necessario indirizzare l’atto, oltre che al ricorrente in qualità di responsabile degli abusi contestati, anche al nuovo proprietario. La suddetta determinazione, sostitutiva di quella impugnata, non è stata gravata dal ricorrente.
3. In via pregiudiziale, pertanto, Roma Capitale eccepiva l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse data l’impossibilità per il ricorrente di conseguire dalla odierna impugnazione un risultato utile e giuridicamente apprezzabile.
4. All’udienza del 3 marzo 2023, la causa veniva trattenuta in decisione.
5. Il Collegio ritiene che l’eccezione pregiudiziale sollevata dalla difesa capitolina sia fondata in quanto, nelle more del giudizio, è venuto meno l’atto oggetto di impugnazione e il ricorrente non ha esteso l’impugnazione alla Determinazione che ha annullato e sostituito quella gravata, con la conseguenza che la stessa ha oramai consolidato i propri effetti.
6. Si rileva, sotto un profilo sostanziale, che nella fattispecie odierna il provvedimento successivo non impugnato non ha carattere meramente confermativo dell’atto impugnato in quanto la sua adozione è stata preceduta da un riesame della situazione di fatto che aveva condotto all’adozione del precedente provvedimento e da una nuova valutazione dei soggetti coinvolti e del rispettivo titolo di responsabilità. La nuova determinazione consegue, infatti, ad un sopralluogo effettuato in data 28.01.2015 dal personale tecnico del competente ufficio municipale, all’esito del quale è emersa l’inottemperanza del ricorrente alla prima ordinanza di demolizione e l’intervenuta vendita dell’immobile ad un soggetto terzo.
7. In applicazione dei consolidati principi giurisprudenziali in materia, qualora l’Amministrazione, sulla scorta di una rinnovata istruttoria e sulla base di una aggiornata motivazione, dimostri di voler confermare la volizione espressa in un precedente atto, il successivo provvedimento si qualifica come atto del tutto nuovo, sia pure con effetto confermativo di quello precedente; di conseguenza, deve essere dichiarato improcedibile, per sopravvenuta carenza di interesse, il ricorso diretto avverso il provvedimento che, in pendenza del giudizio, sia stato sostituito dal provvedimento di conferma (…) innovativo e dotato di autonoma efficacia lesiva della sfera giuridica del suo destinatario e, come tale, idoneo a rendere priva di ogni utilità la pronuncia sul ricorso proposto avverso il precedente provvedimento ” (T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 01/03/2016, n. 2738; T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. II, 02/07/2018, n. 1641).
8. Pertanto, la circostanza che il ricorrente non abbia impugnato, con autonomo ricorso o con motivi aggiunti, il sopravvenuto provvedimento comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’articolo 35, comma 1, lett. a), cod. proc. amm.
9. Cionondimeno, in ragione della definizione in rito del presente ricorso, il Collegio ritiene che sussistano giustificate ragioni per disporre la compensazione tra le parti delle spese di giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Stralcio), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 3 marzo 2023, tenutasi mediante collegamento da remoto, con l'intervento dei magistrati:
Antonella Mangia, Presidente
Luca Iera, Referendario
Giovanna Vigliotti, Referendario, Estensore
| L'ESTENSORE | IL PRESIDENTE |
| Giovanna Vigliotti | Antonella Mangia |
IL SEGRETARIO