TAR Salerno, sez. III, sentenza 18/02/2026, n. 298
TAR
Ordinanza cautelare 30 aprile 2025
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TAR
Sentenza 18 febbraio 2026

Argomenti

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  • Rigettato
    Revoca mascherata da disdetta della concessione

    La Corte ha ritenuto che la decisione del Comune di non rinnovare la concessione costituisca una disdetta, legittimamente esercitata in base alle clausole contrattuali, e non una revoca ai sensi dell'art. 21 quinquies della l. n. 241/1990.

  • Rigettato
    Erronea postulata proprietà dei manufatti sul suolo comunale

    La Corte ha rigettato questa argomentazione, affermando che i manufatti insistenti sul suolo comunale sono di proprietà del Comune per accessione, non essendovi prova di un titolo diverso a favore della ricorrente.

  • Rigettato
    Incongruenza dell'interesse pubblico alla valorizzazione del bene

    La Corte ha ritenuto che l'inscindibilità dei manufatti non impedisca la valorizzazione del suolo comunale e che la ricorrente non possa rivendicare un prezzo di acquisto più vantaggioso.

  • Rigettato
    Violazione del principio del 'contrarius actus'

    La Corte ha ritenuto che la delibera della Giunta non abbia contravvenuto al Piano delle alienazioni approvato dal Consiglio, ma abbia piuttosto orientato quest'ultimo verso una valorizzazione più remunerativa, poi ratificata dal Consiglio stesso.

  • Accolto
    Revoca dell'asta pubblica priva dei presupposti legali

    La Corte ha accolto questo motivo, ritenendo che la revoca sia stata in realtà un annullamento d'ufficio viziato da illegittimità, poiché basato su vizi genetici degli atti originari (erroneità, travisamento fattuale, difetto di presupposto e istruttoria) e adottato oltre i termini di legge.

  • Rigettato
    Erronea postulata proprietà dei manufatti sul suolo comunale

    La Corte ha rigettato questa argomentazione, affermando che i manufatti insistenti sul suolo comunale sono di proprietà del Comune per accessione, non essendovi prova di un titolo diverso a favore della ricorrente.

  • Rigettato
    Incongruenza dell'interesse pubblico alla valorizzazione del bene

    La Corte ha ritenuto che l'inscindibilità dei manufatti non impedisca la valorizzazione del suolo comunale e che la ricorrente non possa rivendicare un prezzo di acquisto più vantaggioso.

  • Rigettato
    Violazione del principio del 'contrarius actus'

    La Corte ha ritenuto che la determina dirigenziale non abbia contravvenuto al Piano delle alienazioni approvato dal Consiglio, ma abbia piuttosto orientato quest'ultimo verso una valorizzazione più remunerativa, poi ratificata dal Consiglio stesso.

  • Accolto
    Configurazione del provvedimento come annullamento d'ufficio anziché revoca

    La Corte ha accolto questo motivo, ritenendo che il provvedimento sia configurabile come annullamento d'ufficio viziato da illegittimità e tardivamente adottato rispetto ai termini di legge.

  • Accolto
    Erronee controdeduzioni alle osservazioni della ricorrente

    La Corte ha ritenuto che le controdeduzioni del Comune fossero erronee, in particolare riguardo all'acquisizione per accessione di opere preesistenti alla concessione.

  • Accolto
    Mancata comunicazione alla ricorrente

    La Corte ha accolto questo motivo, ritenendo che le delibere non siano state comunicate alla ricorrente, nonostante la sua posizione qualificata rispetto all'immobile.

  • Accolto
    Nullità per mancanza di oggetto

    La Corte ha accolto questo motivo, ritenendo che le delibere, includendo il soprasuolo di proprietà della ricorrente e non essendo corredate da adeguata documentazione, siano nulle per mancanza di oggetto e per difetto di istruttoria.

  • Accolto
    Illegittima appropriazione usurpativa del soprasuolo

    La Corte ha accolto questo motivo, ritenendo che le delibere, includendo il soprasuolo di proprietà della ricorrente, configurino una illegittima appropriazione.

  • Accolto
    Provvedimenti impliciti in autotutela senza presidi partecipativi

    La Corte ha accolto questo motivo, ritenendo che le delibere, incidendo sulle attività assentite, costituiscano provvedimenti impliciti in autotutela privi dei necessari presidi partecipativi e motivazionali.

  • Accolto
    Carenza di istruttoria e motivazione

    La Corte ha accolto questo motivo, ritenendo che le delibere manchino di adeguata istruttoria e motivazione su punti essenziali.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    TAR Salerno, sez. III, sentenza 18/02/2026, n. 298
    Giurisdizione : Tribunale amministrativo regionale - Salerno
    Numero : 298
    Data del deposito : 18 febbraio 2026
    Fonte ufficiale :

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