Decreto cautelare 18 ottobre 2025
Ordinanza cautelare 5 novembre 2025
Sentenza breve 24 novembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | TAR Latina, sez. I, sentenza breve 24/11/2025, n. 1002 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Tribunale amministrativo regionale - Latina |
| Numero : | 1002 |
| Data del deposito : | 24 novembre 2025 |
| Fonte ufficiale : |
Testo completo
N. 01002/2025 REG.PROV.COLL.
N. 00838/2025 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
sezione staccata di Latina (Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 838 del 2025, proposto da Md OS Rahman, rappresentato e difeso dall'avvocato Alex Capponi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
contro
Ministero dell'Interno, Ufficio Territoriale del Governo Latina, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per l'annullamento
del decreto di revoca del Nulla Osta al Lavoro Subordinato avente codice identificativo P-LT/LN/2025/105398 emesso dalla Prefettura di Latina in data 07.07.2025 e notificato in pari data direttamente al datore di lavoro ed ordinare il rilascio di un permesso di soggiorno provvisorio per la durata del procedimento amministrativo così da consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro tra ricorrente e datore di lavoro;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Interno e dell’Ufficio Territoriale del Governo Latina;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 novembre 2025 la dott.ssa DO LA e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;
CONSIDERATO che con il provvedimento in epigrafe – depositato in atti l’11 novembre 2025 in esecuzione dell’ordinanza n. 297 del 5 novembre 2025 - lo Sportello Unico per l’Immigrazione di Latina ha revocato il nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno per motivi di lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato rilasciato in favore del ricorrente, in quanto è stato espresso il parere ostativo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro che non ha ritenuto sussistenti i presupposti normativi con la seguente motivazione: “ Il permesso di soggiorno è scaduto il 17/12/2023 e la domanda è stata presentata il 25.02.2025 .”;
CONSIDERATO che avverso il prefato provvedimento il ricorrente è tempestivamente insorto con il ricorso in epigrafe recante due articolate censure con cui ha denunciato l’illegittimità per 1) violazione degli artt. 7,8,9,10 e 10 bis legge 241/1990 e successive modifiche - eccesso di potere per illogicità e ingiustizia manifesta delle ragioni espresse dal provvedimento impugnato e/o di quelle ad esso sottese; motivazione erronea e/o insufficiente; travisamento dei fatti ed errore nei presupposti; 2) violazione dell’art. 24, comma 10, d.lgs n. 286/1998 e successive modifiche - eccesso di potere per illogicità e ingiustizia manifesta delle ragioni espresse dal provvedimento impugnato e/o di quelle ad esso sottese;
RILEVATO che il ricorrente lamenta, in sostanza, che non sono state considerate le osservazioni presentate a seguito del preavviso di revoca, nonostante fosse in possesso dei requisiti per ottenere la conversione del permesso di soggiorno e si fosse ribadito l’orientamento in materia di diversi Tribunali amministrativi, e che l'art. 24, comma 10, del d. lgs. 286/1998 (Testo Unico sull'Immigrazione) non prevede un limite esplicito al numero di domande di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato per la stessa persona, dovendo ogni nuova domanda essere esaminata caso per caso in base alle condizioni specifiche e ai requisiti richiesti e che, soprattutto, la medesima norma non prevede un termine perentorio entro cui presentare la domanda di conversione, come anche confermato dalla giurisprudenza, che ha chiarito che l'istanza di conversione può essere validamente presentata anche dopo la scadenza del permesso di soggiorno stagionale, purché il richiedente dimostri di possedere i requisiti necessari per il rilascio del permesso per lavoro subordinato;
CONSIDERATO che, pertanto ha chiesto l’annullamento del provvedimento impugnato;
CONSIDERATO che si è costituita in resistenza l’Avvocatura Generale dello Stato in difesa dell’intimato Ufficio Territoriale per il Governo con atto di mero stile;
CONSIDERATO che alla odierna camera di consiglio, fissata per l’esame dell’istanza cautelare, il ricorso è stato trattenuto in decisione ai sensi dell’art. 60 del c.p.a., come da avviso reso a verbale;
CONSIDERATO che il ricorso, manifestamente fondato, merita di essere accolto;
RITENUTO che il provvedimento impugnato, basato unicamente sulla frattanto intervenuta scadenza del permesso di soggiorno del lavoratore straniero, non sia coerente con la normativa invocata, come da giurisprudenza del giudice di appello da cui il Collegio non ha motivo di discostarsi;
CONSIDERATO che in proposito è stato osservato che: “ Invero, non vi è alcuna indicazione legislativa dalla quale poter desumere che, ai fini della conversione del titolo di soggiorno, occorra la presentazione di un titolo di soggiorno in corso di validità. In senso opposto dispone invece lo stesso art. 24, comma 10, del d.lgs. n. 286/1998, dal quale si ricava la necessità, ai fini della conversione, dell’esito favorevole della procedura per l’attribuzione della quota di conversione del titolo di soggiorno, da stagionale a lavoro subordinato. La sussistenza di un titolo di soggiorno in corso di validità al momento della presentazione dell’istanza di conversione risulta peraltro smentita dalla giurisprudenza di questa Sezione che, sia pure con riferimento alla conversione del permesso di soggiorno per motivi umanitari in permesso per motivi di lavoro, ha ritenuto che il termine di scadenza del permesso di soggiorno «sia da considerarsi ordinatorio ai fini della richiesta di conversione» (Cons. St., sez. III, 15 settembre 2022, n. 7995). Valorizzando infatti la ratio legis, per il conseguimento del permesso di soggiorno per motivi di lavoro assume spessore preponderante una valutazione prospettica dell’Amministrazione in ordine alla congruità e alla stabilità delle future fonti di sostentamento del richiedente. Ciò che rileva, dunque, sono i presupposti sostanziali per l’accoglimento dell’istanza di conversione che riposano in via precipua sull’esistenza di un contratto di lavoro idoneo all’ottenimento del titolo nonché sull’attribuzione della quota fissata dai Decreti flussi per gli ingressi per motivi di lavoro. Rispetto a questi presupposti sostanziali, assume carattere recessivo il dato formale della tempestività dell’istanza e il fatto che il procedimento di conversione sia avviato nel periodo di validità del titolo di soggiorno da convertire. In altri termini, deve ritenersi che il formale superamento del termine di validità del permesso di soggiorno da convertire non può ostare ex se alla conversione del titolo, laddove venga data dimostrazione dei presupposti sostanziali legittimanti il conseguimento del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, quali un contratto di lavoro che assicuri mezzi di sostentamento adeguati, l’inequivoca volontà di integrazione dello straniero nel territorio e nel tessuto sociale, nonché l’esito favorevole del procedimento per l’attribuzione della quota di conversione del titolo .” (cfr. Cons. di Stato, Sez. III, n. 5604/2023);
CONSIDERATO che i principi declinati dal giudice di appello si attagliano anche al caso di specie e che, pertanto, il provvedimento impugnato è illegittimo in quanto collide con l’art. 24, comma 10, d.lgs. n. 286/1998 che ai fini in parola richiede l’aver svolto regolare attività lavorativa sul territorio nazionale per almeno tre mesi e l’offerta di un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, non costituendo elemento ostativo, ai fini in parola, l’intervenuta scadenza del permesso di soggiorno da convertire;
CONSIDERATO che dall’accoglimento del ricorso discende l’annullamento del provvedimento impugnato, cui consegue l’obbligo per l’Amministrazione di procedere al riesame dell’istanza di conversione del titolo di soggiorno per motivi di lavoro stagionale in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato valutando la sussistenza in capo al ricorrente dei requisiti come sopra indicati;
RITENUTO che le spese del giudizio seguono la soccombenza, come in dispositivo;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio sezione staccata di Latina (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato nei sensi di cui in motivazione.
Condanna la resistente Amministrazione alla refusione delle spese di lite, liquidate in complessivi euro 1.000,00, oltre accessori di legge, da distrarsi in favore dell’avv. Capponi che si è dichiarato antistatario.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Latina nella camera di consiglio del giorno 19 novembre 2025 con l'intervento dei magistrati:
DO LA, Presidente, Estensore
Valerio Torano, Primo Referendario
Emanuela Traina, Primo Referendario
| IL PRESIDENTE, ESTENSORE |
| DO LA |
IL SEGRETARIO