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Sentenza 29 novembre 2025
Sentenza 29 novembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte d'Appello Salerno, sentenza 29/11/2025, n. 534 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte d'Appello Salerno |
| Numero : | 534 |
| Data del deposito : | 29 novembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO CORTE DI APPELLO DI SALERNO Sezione controversie di lavoro e previdenza ed assistenza La Corte, in persona dei magistrati: dr. Maura Stassano Presidente dr. Rocco Pavese Consigliere rel. dr. Francesca Tritto Consigliere ha pronunciato, all'esito della trattazione scritta, in grado di appello, la seguente
SENTENZA nella causa iscritta al n. 359/2023 R.G., vertente tra
, in persona del legale Parte_1
rappresentante p.t. (c.f. , rappresentata e difesa dall'Avv. Giulia P.IVA_1
Alviggi, (c.f. ), unitamente alla quale elegge domicilio CodiceFiscale_1
in Salerno, alla via M. Ripa 2, pec: Email_1
appellante
e
(c.f. ) appellato contumace Controparte_1 CodiceFiscale_2
nonché
in persona del legale rappresentante p.t. (c.f. , CP_2 P.IVA_2
rappresentato e difeso dell'avv. Tommaso Parisi (c.f. C.F._3
), pec: t appellato
[...] Email_2
OGGETTO: OPPOSIZIONE A INTIMAZIONE DI PAGAMENTO - PRESCRIZIONE
SVOLGIMENTO del PROCESSO e MOTIVI della DECISIONE
1. Con sentenza 2090/2022, pubblicata il 15.12.2022 nel proc. 2661/22, il
Tribunale di Nocera Inferiore, in composizione monocratica e in funzione di g.l., ha accolto l'opposizione proposta da e, per l'effetto, ha Controparte_1
annullato l'intimazione di pagamento n. 100 2019 90046138 85 000 “nei soli
1 limiti di quanto di giurisdizione (limitatamente ai 15 avvisi di addebito ivi richiamati)”, con spese poste a carico di ciascuna parte opposta nella misura del
50%, e liquidate per l'intero in € 1.300,00 oltre accessori.
§ 2. La decisione è così motivata: “Gli avvisi di addebito richiamati nell'intimazione di pagamento oggetto di opposizione nei limiti della giurisdizione del Giudice adito sono in buona parte prescritti ai sensi dell'art. 3 co.9, l. 335/1995 (cfr Cass. S.U. 2339/2016) per il decorso del termine quinquennale. Non v'è prova della notifica medio tempore di atti interruttivi della prescrizione. Degli avvisi di addebito che non sono prescritti, invece,
l' non ha prodotto la prova della notifica, conseguendone in parte qua la CP_2
nullità dell'intimazione. Le spese seguono la soccombenza nella misura della metà e si liquidano in dispositivo per intero ”.
§ 3. (di seguito ) ha proposto appello Parte_1 Pt_2
avverso la sentenza, con ricorso depositato il 14.6.2023, dolendosi dell'accoglimento dell'opposizione proposta dal e concludendo per la CP_1
riforma della sentenza impugnata, con conseguente rigetto dell'opposizione del suddetto e condanna di quest'ultimo al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio. Al riguardo ha dedotto, in sintesi:
• con il primo motivo, che il Tribunale aveva omesso l'esame della questione preliminare circa la carenza di legittimazione passiva di essa;
Pt_2
• con il secondo motivo, che il Tribunale aveva omesso di chiarire quali avvisi di addebito fossero stati annullati per intervenuta prescrizione e quali per omessa notificazione, limitandosi ad affermare che gli avvisi di addebito richiamati nell'intimazione “sono in buona parte prescritti” e che “degli avvisi di addebito che non sono prescritti, invece, l' non ha prodotto la prova della notifica”; CP_2
inoltre, il Tribunale ha annullato l'intimazione di pagamento opposta
2 “limitatamente ai 15 avvisi di addebito ivi richiamati”, ma in realtà gli avvisi di addebito oggetto di ricorso erano 10;
• con il terzo motivo, che il Tribunale aveva omesso la valutazione dei documenti prodotti da essa appellante, da cui si evinceva che il aveva CP_1
ricevuto i seguenti atti interruttivi della prescrizione da parte dell' stessa: Pt_2
- relata di notifica della comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria n. 100
762014 0000 3020 000 (datata 5.1.2015);
- relata di notifica dell'intimazione di pagamento n. 100 2016 90069563 66 000
(datata 16.4.2016);
- relata di notifica dell'intimazione di pagamento n. 100 2018 90068433 18 000
(datata 26.10.2018);
• con il quarto motivo, che il Tribunale aveva considerato erroneamente il termine di prescrizione pari a cinque anni, poiché il termine di prescrizione dell'azione esecutiva da parte dell è decennale in ipotesi di cartella Pt_2
esattoriale non opposta;
• con il quinto motivo, che il Tribunale aveva omesso di applicare la disposizione di cui all'art. 68 co. 4 bis d.l. 18/2020 e che, se fosse stato correttamente computato il periodo di sospensione VI, sarebbe stata accertata la mancata maturazione del termine di prescrizione quinquennale.
§ 4. Instauratosi il contraddittorio, l' si è costituito con memoria del CP_2
25.2.2025, con cui ha chiesto l'accoglimento dell'appello proposto da e, Pt_2
in via subordinata, di dichiarare il difetto di legittimazione passiva dello stesso
Al riguardo ha dedotto, in sintesi: CP_2
• che il Tribunale aveva omesso di valutare gli atti interruttivi della prescrizione prodotti da e consistenti nell'avvenuta notifica “di tre precedenti atti di Pt_2
messa in mora risalenti al 5.1.2015 (comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria), 16.4.2016 (intimazione di pagamento) e 23.10.2018 (intimazione di pagamento)”; 3 • che il Tribunale aveva erroneamente fatto riferimento a 15 avvisi di addebito, benché gli avvisi di addebito oggetto di ricorso fossero solo 10 e in particolare:
1) 400 2012 00011187 66 000, notificato in data 7.5.2012;
2) 400 2012 00060943 67 000, notificato in data 8.1.2013;
3) 400 2013 00004004 27 000, notificato in data 11.4.2013;
4) 400 2013 00034183 74 000, notificato in data 13.12.2013;
5) 400 2014 00006458 46 000, notificato in data 28.5.2014;
6) 400 2014 00033369 80 000, notificato in data 18.9.2014;
7) 400 2014 00067048 00 000, notificato in data 24.1.2015;
8) 400 2015 00016320 33 000, notificato in data 23.10.2015;
9) 400 2016 00001813 17 000, notificato in data 12.4.2016;
10) 400 2016 00042269 18 000, notificato in data 2.11.2016.
§ 5. non si è costituito in giudizio, nonostante rituale Controparte_1
instaurazione del contraddittorio (notificazione in data 4.7.2023), e pertanto va dichiarato contumace.
§ 6. All'esito della trattazione scritta ex art. 127 ter c.p.c., la causa è stata decisa in data 24.11.2025.
§ 7. In via preliminare, occorre precisare che l'intimazione di pagamento opposta,
n. 100 2019 90046138 85 000, fa riferimento a 29 atti, di cui 14 cartelle e 15 avvisi di addebito. Tra questi atti, sono oggetto di ricorso:
A) 2 cartelle
- 10020110025672921000, notificata il 12.1.2012;
- 10020140009495415000, notificata il 23.4.2014;
B) 10 avvisi di addebito
- 400 2012 00011187 66 000, notificato in data 7.5.2012;
- 400 2012 00060943 67 000, notificato in data 8.1.2013;
4 - 400 2013 00004004 27 000, notificato in data 11.4.2013;
- 400 2013 00034183 74 000, notificato in data 13.12.2013;
- 400 2014 00006458 46 000, notificato in data 28.5.2014;
- 400 2014 00033369 80 000, notificato in data 18.9.2014;
- 400 2014 00067048 00 000, notificato in data 24.1.2015;
- 400 2015 00016320 33 000, notificato in data 23.10.2015;
- 400 2016 00001813 17 000, notificato in data 12.4.2016;
- 400 2016 00042269 18 000, notificato in data 2.11.2016.
Ciò premesso, l'appello è fondato quanto al secondo, terzo e quinto motivo.
* 7.1. Quanto al secondo motivo, il Giudice di prime cure ha genericamente affermato che gli avvisi di addebito richiamati nell'intimazione “sono in buona parte prescritti” e che “degli avvisi di addebito che non sono prescritti, invece,
l' non ha prodotto la prova della notifica”; ciò, unito all'erroneo CP_2
riferimento a 15 avvisi di addebito, anziché 10 avvisi e 2 cartelle, non consente di chiarire in modo certo quali atti presupposti siano stati annullati per intervenuta prescrizione e quali per omessa notificazione, né consente di vagliare l'iter logico seguito dal Giudice per giungere alla decisione.
In materia di omessa esposizione delle ragioni di fatto e diritto della decisione, si
è espressa recentemente la Suprema Corte: “IIll vviizziioo ddii mmoottiivvaazziioonnee mmeerraammeennttee aappppaarreennttee ddeellllaa sseenntteennzzaa rriiccoorrrree aalllloorrqquuaannddoo iill ggiiuuddiiccee,, iinn vviioollaazziioonnee ddeell pprreecciissoo oobbbblliiggoo ddii lleeggggee ccoossttiittuuzziioonnaallmmeennttee iimmppoossttoo ((aarrtt.. 111166 CCoosstt..)) ee cciiooèè ddeellll''aarrtt.. 113322,, ccoo.. 22,, nn.. 44,, cc..pp..cc.. oommeettttee ddii eessppoorrrree ccoonncciissaammeennttee ii mmoottiivvii iinn ffaattttoo ee ddiirriittttoo ddeellllaa ddeecciissiioonnee,, ddii ssppeecciiffiiccaarree oo iilllluussttrraarree llee rraaggiioonnii ee ll''iitteerr llooggiiccoo sseegguuiittoo ppeerr ppeerrvveenniirree aallllaa ddeecciissiioonnee aassssuunnttaa ee cciiooèè ddii cchhiiaarriirree ssuu qquuaallii pprroovvee hhaa ffoonnddaattoo iill pprroopprriioo ccoonnvviinncciimmeennttoo ee ssuullllaa bbaassee ddii qquuaallii aarrggoommeennttaazziioonnii èè ppeerrvveennuuttoo aallllaa pprroopprriiaa ddeetteerrmmiinnaazziioonnee,, iinn ttaall mmooddoo ccoonnsseenntteennddoo aanncchhee ddii vveerriiffiiccaarree ssee aabbbbiiaa eeffffeettttiivvaammeennttee ggiiuuddiiccaattoo iiuuxxttaa aalllliiggaattaa eett pprroobbaattaa” (Cass.
Sez. L. 26611/2025, pag. 4 motivazione). Tale nullità naturalmente non 5 comporta la rimessione della causa al primo giudice, dovendo questa Corte provvedere alla decisione nel merito.
* 7.2. Quanto al terzo motivo, sussiste l'interruzione del termine di prescrizione del credito. Il Tribunale, infatti, nel ritenere che “non v'è prova della notifica medio tempore di atti interruttivi della prescrizione”, ha omesso la valutazione della documentazione prodotta da , dalla quale si evince che il Pt_2 CP_1
aveva effettivamente ricevuto diversi atti interruttivi.
In particolare, in data 5.1.2015, veniva notificata, a mani del padre
[...]
(cfr. allegato 14), la comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria Per_1
n. 100 762014 0000 3020 000 (cfr. allegato 13), con riferimento ai seguenti atti:
• 10020110025672921000, notificata il 12.1.2012;
• 10020140009495415000, notificata il 23.4.2014;
• 400 2012 00011187 66 000, notificato in data 7.5.2012;
• 400 2012 00060943 67 000, notificato in data 8.1.2013;
• 400 2013 00004004 27 000, notificato in data 11.4.2013;
• 400 2013 00034183 74 000, notificato in data 13.12.2013;
• 400 2014 00006458 46 000, notificato in data 28.5.2014;
Inoltre, in data 16.4.2016, veniva notificata, a mani della madre Parte_3
(cfr. allegato 16), l'intimazione di pagamento n. 100 2016 90069563 66 000 (cfr. allegato 15), con riferimento ai seguenti atti:
• 10020110025672921000, notificata il 12.1.2012;
• 10020140009495415000, notificata il 23.4.2014;
• 400 2012 00011187 66 000, notificato in data 7.5.2012;
• 400 2012 00060943 67 000, notificato in data 8.1.2013;
• 400 2013 00004004 27 000, notificato in data 11.4.2013;
• 400 2013 00034183 74 000, notificato in data 13.12.2013;
• 400 2014 00006458 46 000, notificato in data 28.5.2014;
6 • 400 2014 00033369 80 000, notificato in data 18.9.2014;
• 400 2014 00067048 00 000, notificato in data 24.1.2015;
Infine, in data 26.10.2018, veniva notificata, ancora a mani del padre
[...]
(cfr. allegato 7), l'intimazione di pagamento n. 100 2018 90068433 Per_1
18 000 (cfr. allegato 6), con riferimento ai seguenti atti:
• 10020140009495415000, notificata il 23.4.2014;
• 400 2014 00006458 46 000, notificato in data 28.5.2014;
• 400 2014 00033369 80 000, notificato in data 18.9.2014;
• 400 2014 00067048 00 000, notificato in data 24.1.2015;
• 400 2015 00016320 33 000, notificato in data 23.10.2015;
• 400 2016 00001813 17 000, notificato in data 12.4.2016;
• 400 2016 00042269 18 000, notificato in data 2.11.2016.
Le suddette notifiche sono regolari, in quanto effettuate a mezzo di raccomandata semplice e nelle mani di famigliari del (padre e madre), CP_1
persone aventi con lui un rapporto che il legislatore riconosce come idoneo alla conoscibilità degli atti notificati da parte del destinatario (sul punto, si richiama
Cass. 10012/2021, in particolare pag. 12 della motivazione: “ii ccaassii ddii ccoonnsseeggnnaa ddeellll''aattttoo nnoottiiffiiccaannddoo aa ppeerrssoonnaa ddiivveerrssaa ddaall ddeessttiinnaattaarriioo …… pprreevveeddoonnoo cchhee vveennggaa ssppeeddiittaa aa qquueesstt''uullttiimmoo uunnaa rraaccccoommaannddaattaa ""sseemmpplliiccee"" cchhee ggllii ddiiaa nnoottiizziiaa ddeellll''aavvvveennuuttaa nnoottiiffiiccaazziioonnee ddeellll''aattttoo mmeeddeessiimmoo …… nneeii ccaassii ddii ccoonnsseeggnnaa aa
""ppeerrssoonnaa ddiivveerrssaa"" vvii ppuuòò eesssseerree uunnaa rraaggiioonneevvoollee aassppeettttaattiivvaa cchhee ll''aattttoo nnoottiiffiiccaattoo vveennggaa eeffffeettttiivvaammeennttee ccoonnoosscciiuuttoo ddaall ddeessttiinnaattaarriioo,, ttrraattttaannddoossii ddii ppeerrssoonnee ((ffaammiigglliiaarrii,, aaddddeettttii aallllaa ccaassaa,, ppeerrssoonnaallee ddii sseerrvviizziioo,, ppoorrttiieerree,, ddiippeennddeennttee,, aaddddeettttoo aallllaa rriicceezziioonnee)) cchhee hhaannnnoo ccoonn lloo sstteessssoo uunn rraappppoorrttoo cchhee iill lleeggiissllaattoorree rriiccoonnoossccee ccoommee aassttrraattttaammeennttee iiddoonneeoo aa qquueessttoo ffiinnee,, eedd èè ppeerr qquueessttoo cchhee hhaa pprreesscceellttoo uunnaa ffoorrmmaa ddii ccoommuunniiccaazziioonnee ddeellll''aavvvveennuuttaa ccoonnsseeggnnaa ggaarraannttiittaa,, mmaa sseemmpplliiffiiccaattaa”).
7 Alla luce dei suddetti atti interruttivi, nessuno degli atti oggetto di ricorso, e qui richiamati, è prescritto:
1) 10020110025672921000, notificata il 12.1.2012, richiamata all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 762014 0000 3020 000 notificato in data 5.1.2015
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
2) 10020140009495415000, notificata il 23.4.2014, richiamata all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 762014 0000 3020 000 notificato in data 5.1.2015
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
- n. 100 2018 90068433 18 000 notificato in data 26.10.2018
3) 400 2012 00011187 66 000, notificato in data 7.5.2012, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 762014 0000 3020 000 notificato in data 5.1.2015
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
4) 400 2012 00060943 67 000, notificato in data 8.1.2013, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 762014 0000 3020 000 notificato in data 5.1.2015
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
5) 400 2013 00004004 27 000, notificato in data 11.4.2013 richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n.100 762014 0000 3020 000 notificato in data 5.1.2015
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
6) 400 2013 00034183 74 000, notificato in data 13.12.2013, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 762014 0000 3020 000 notificato in data 5.1.2015
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
8 7) 400 2014 00006458 46 000, notificato in data 28.5.2014, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 762014 0000 3020 000 notificato in data 5.1.2015
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
- n. 100 2018 90068433 18 000 notificato in data 26.10.2018
8) 400 2014 00033369 80 000, notificato in data 18.9.2014, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
- n. 100 2018 90068433 18 000 notificato in data 26.10.2018
9) 400 2014 00067048 00 000, notificato in data 24.1.2015, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
- n. 100 2018 90068433 18 000 notificato in data 26.10.2018
10) 400 2015 00016320 33 000, notificato in data 23.10.2015, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 2018 90068433 18 000 notificato in data 26.10.2018
11) 400 2016 00001813 17 000, notificato in data 12.4.2016, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 2018 90068433 18 000 notificato in data 26.10.2018
12) 400 2016 00042269 18 000, notificato in data 2.11.2016, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 2018 90068433 18 000 notificato in data 26.10.2018
* 7.3. Quanto al quinto motivo, il riconoscimento della prescrizione quinquennale da parte del Tribunale è erroneo anche alla luce dell'art. 68 co. 4 bis d.l.
18/2020, in quanto non è stato tenuto conto del periodo di sospensione VI
(cfr. il decreto c.d. Cura Italia n. 18/2020 che ha previsto la sospensione della prescrizione per 129 giorni dal 23 febbraio al 30 giugno 2020 e, successivamente, il decreto c.d. Milleproroghe n. 183/2020, che ha aggiunto un 9 ulteriore periodo di sospensione pari a 182 giorni, a partire dal 31 dicembre
2020 e fino al 30 giugno 2021, per un totale di 311 giorni).
Tale ulteriore elemento si aggiunge alla sussistenza degli atti interruttivi, confermando che le cartelle e gli avvisi di addebito oggetto del ricorso non sono prescritti.
Infatti, gli atti oggetto del ricorso per i quali è intervenuto l'atto interruttivo n.
100 2016 90069563 66 000, notificato in data 16.4.2016, sarebbero stati prescritti a febbraio 2022 (5 anni + 311 giorni di VI), ma è intervenuta l'intimazione di pagamento oggetto dell'attuale procedimento (n. 100 2019 90046138 85 000) in data 15.12.2021, interrompendo nuovamente la prescrizione. Ciò vale, a fortiori, per gli atti oggetto del ricorso per i quali è intervenuto l'atto interruttivo n. 100
2018 90068433 18 000, notificato in data 26.10.2018, la cui prescrizione, in assenza dell'ulteriore atto interruttivo n. 100 2019 90046138 85 000 notificato in data 15.12.2021, sarebbe decorsa ad agosto 2023 (5 anni + 311 giorni di VI).
* 7.4. Il primo e il quarto motivo (con cui l'appellante si è doluta della mancata pronuncia sul difetto di legittimazione e della mancata applicazione della prescrizione decennale) sono, invece, infondati. Infatti:
• il Giudice di prime cure ha, sia pure implicitamente, motivato in punto di legittimazione passiva di;
legittimazione, osserva questa Corte, che Pt_2
sussiste (cfr. Cass. Sez. L, sentenza 594 del 15/01/2016: 'NNeellll''ooppppoossiizziioonnee aa ccaarrtteellllaa eessaattttoorriiaallee rreellaattiivvaa aa ccoonnttrriibbuuttii pprreevviiddeennzziiaallii pprrooppoossttaa aaii sseennssii ddeellll''aarrtt..
661155 cc..pp..cc..,, ssuussssiissttee llaa lleeggiittttiimmaazziioonnee ppaassssiivvaa nneecceessssaarriiaa ddeell ccoonncceessssiioonnaarriioo aalllloorrcchhéé ssii ddeedduuccaa uunn vviizziioo ddii nnoottiiffiiccaa ddeeggllii aattttii ((nneellllaa ssppeecciiee,, ll''oommeessssaa tteemmppeessttiivvaa nnoottiiffiiccaa ddeellllaa ccaarrtteellllaa ddeetteerrmmiinnaannttee llaa pprreessccrriizziioonnee ddeell ccrreeddiittoo)) cchhee,,
iinn ccaassoo ddii aaccccoogglliimmeennttoo ddeellll''ooppppoossiizziioonnee,, ppoottrreebbbbee iinncciiddeerree ssuull rraappppoorrttoo ccoonn ll''eennttee iimmppoossiittoorree,, ttiittoollaarree ddeellllaa ppootteessttàà ssaannzziioonnaattoorriiaa ssootttteessaa aall ccoonnsseegguueennttee iinnsseerriimmeennttoo nneeii rruuoollii ttrraassmmeessssii').
10 • il termine di prescrizione degli avvisi di addebito è quello quinquennale previsto dall'art. 3 co. 9 l. 335/1995 e non quello ordinario decennale (come chiarito da Cass. S.U. 23397/2016: “LLaa ssccaaddeennzzaa ddeell tteerrmmiinnee -- ppaacciiffiiccaammeennttee ppeerreennttoorriioo -- ppeerr pprrooppoorrrree ooppppoossiizziioonnee aa ccaarrtteellllaa ddii ppaaggaammeennttoo ddii ccuuii aallll''aarrtt.. 2244,, ccoommmmaa 55,, ddeell dd..llggss.. nn.. 4466 ddeell 11999999,, ppuurr ddeetteerrmmiinnaannddoo llaa ddeeccaaddeennzzaa ddaallllaa ppoossssiibbiilliittàà ddii pprrooppoorrrree iimmppuuggnnaazziioonnee,, pprroodduuccee ssoollttaannttoo ll''eeffffeettttoo ssoossttaannzziiaallee ddeellllaa iirrrreettrraattttaabbiilliittàà ddeell ccrreeddiittoo ccoonnttrriibbuuttiivvoo sseennzzaa ddeetteerrmmiinnaarree aanncchhee llaa ccdd..
""ccoonnvveerrssiioonnee"" ddeell tteerrmmiinnee ddii pprreessccrriizziioonnee bbrreevvee ((nneellllaa ssppeecciiee,, qquuiinnqquueennnnaallee,, sseeccoonnddoo ll''aarrtt.. 33,, ccoommmmii 99 ee 1100,, ddeellllaa ll.. nn.. 333355 ddeell 11999955)) iinn qquueelllloo oorrddiinnaarriioo
((ddeecceennnnaallee)),, aaii sseennssii ddeellll''aarrtt.. 22995533 cc..cc.... TTaallee uullttiimmaa ddiissppoossiizziioonnee,, iinnffaattttii,, ssii aapppplliiccaa ssoollttaannttoo nneellllee iippootteessii iinn ccuuii iinntteerrvveennggaa uunn ttiittoolloo ggiiuuddiizziiaallee ddiivveennuuttoo ddeeffiinniittiivvoo,, mmeennttrree llaa ssuuddddeettttaa ccaarrtteellllaa,, aavveennddoo nnaattuurraa ddii aattttoo aammmmiinniissttrraattiivvoo,, èè pprriivvaa ddeellll''aattttiittuuddiinnee aadd aaccqquuiissttaarree eeffffiiccaacciiaa ddii ggiiuuddiiccaattoo.. LLoo sstteessssoo vvaallee ppeerr ll''aavvvviissoo ddii aaddddeebbiittoo ddeellll' cchhee,, ddaall 11°° ggeennnnaaiioo 22001111,, hhaa ssoossttiittuuiittoo llaa ccaarrtteellllaa CP_2
ddii ppaaggaammeennttoo ppeerr ii ccrreeddiittii ddii nnaattuurraa pprreevviiddeennzziiaallee ddii ddeettttoo IIssttiittuuttoo aarrtt.. 3300 ddeell dd..ll.. nn.. 7788 ddeell 22001100,, ccoonnvv..,, ccoonn mmooddiiff..,, ddaallllaa ll nn.. 112222 ddeell 22001100”); la questione è peraltro assorbita da quanto si è detto in materia di interruzione della prescrizione quinquennale.
§ 8. Ne consegue l'accoglimento dell'appello, con conseguente riforma della sentenza impugnata e rigetto dell'opposizione proposta dal avverso CP_1
l'intimazione di pagamento n. 100 2019 90046138 85 000.
Per quanto riguarda le spese, si osserva quanto segue.
Nel rapporto tra l'appellante e , esse concernono il doppio grado Pt_2 CP_1
di giudizio e devono essere regolate secondo soccombenza, dunque a carico del
, la cui domanda è stata rigettata (cfr. Cass. Sez. 6 - CP_1
2, sentenza 18503 del 2/9/14: 'IInn mmaatteerriiaa ddii pprroocceeddiimmeennttoo cciivviillee,, iill ccrriitteerriioo ddeellllaa ssooccccoommbbeennzzaa ddeevvee eesssseerree rriiffeerriittoo aallllaa ccaauussaa nneell ssuuoo iinnssiieemmee,, ccoonn ppaarrttiiccoollaarree rriiffeerriimmeennttoo aallll''eessiittoo ffiinnaallee ddeellllaa lliittee,, ssiicccchhéé èè
11 ttoottaallmmeennttee vviittttoorriioossaa llaa ppaarrttee nneeii ccuuii ccoonnffrroonnttii llaa ddoommaannddaa aavvvveerrssaarriiaa ssiiaa ssttaattaa ttoottaallmmeennttee rreessppiinnttaa,, aa nnuullllaa rriilleevvaannddoo cchhee ssiiaannoo ssttaattee ddiissaatttteessee eecccceezziioonnii ddii ccaarraatttteerree pprroocceessssuuaallee oo aanncchhee ddii mmeerriittoo'). Non occorre provvedere in materia di rimborso del contributo unificato in favore dell , nei cui confronti si Pt_2
applicano la prenotazione a debito e la relativa procedura di recupero ex artt.
157 e 158 d.P.R. 115/02 (cfr. Cass., Sez. U., ordinanza 8810/2025, in particolare paragrafi 4.5 e 4.6. della motivazione).
° Nel rapporto tra l' e , invece, occorre distinguere tra primo e CP_2 CP_1
secondo grado. Con riguardo alle spese del primo grado, la riforma della impugnata sentenza comporta il venir meno della condanna dell' al CP_2
pagamento di metà delle spese in favore del –e ciò ai sensi dell'art. 336 CP_1
c.p.c.– ma non consente la liquidazione delle spese di tale grado di giudizio in favore dell' non avendo questi proposto appello incidentale. CP_2
Con riguardo alle spese del secondo grado, esse seguono la soccombenza e, pertanto, vanno poste a carico del . CP_1
° Le spese stesse si liquidano con riferimento allo scaglione di valore da € 26.001
a € 52.000, parametri minimi, ai sensi del d.m. 55/2014 e seguenti modifiche.
P.Q.M.
La Corte, definitivamente pronunciando sull'appello proposto da
Parte_1
nei confronti di
Controparte_1
nonché di
CP_2
avverso la sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore – Sezione Lavoro n.
2090/2022, pubblicata il 15.12.2022, ogni diversa istanza, eccezione e deduzione disattesa, così provvede:
12 I. dichiara la contumacia di Controparte_1
II. accoglie l'appello e, per l'effetto, in riforma della sentenza impugnata, rigetta l'opposizione proposta da avverso l'intimazione di pagamento n. Controparte_1
100 2019 90046138 85 000;
III. condanna al pagamento delle spese del doppio grado di Controparte_1
giudizio, in favore di , che liquida come segue: Pt_2
per il primo grado, a titolo di compensi, € 851,00 per la fase di studio, € 602,00 per la fase introduttiva, € 903,00 per la fase di trattazione, € 1.453,00 per la fase decisionale;
oltre al rimborso forfettario del 15%, e contributi e IVA come per legge;
per il secondo grado, a titolo di compensi, € 1.029,00 per la fase di studio, € 709,00 per la fase introduttiva, € 1.523,00 per la fase di trattazione, € 1.735,00 per la fase decisionale;
oltre al rimborso forfettario del 15%, e contributi e IVA come per legge.
IV. revoca la condanna di al pagamento delle spese di lite del primo grado CP_2
di giudizio, e condanna al pagamento delle spese del secondo Controparte_1
grado, in favore di che liquida come segue: CP_2
a titolo di compensi, € 1.029,00 per la fase di studio, € 709,00 per la fase introduttiva, € 1.523,00 per la fase di trattazione, € 1.735,00 per la fase decisionale;
oltre al rimborso forfettario del 15%, e contributi e IVA come per legge.
Così deciso in Salerno, 24.11.2025
Il Consigliere estensore Il Presidente
dr. Rocco Pavese dr. Maura Stassano
Sentenza redatta con la collaborazione della dr. Greta Belli, magistrato ordinario in tirocinio
13
SENTENZA nella causa iscritta al n. 359/2023 R.G., vertente tra
, in persona del legale Parte_1
rappresentante p.t. (c.f. , rappresentata e difesa dall'Avv. Giulia P.IVA_1
Alviggi, (c.f. ), unitamente alla quale elegge domicilio CodiceFiscale_1
in Salerno, alla via M. Ripa 2, pec: Email_1
appellante
e
(c.f. ) appellato contumace Controparte_1 CodiceFiscale_2
nonché
in persona del legale rappresentante p.t. (c.f. , CP_2 P.IVA_2
rappresentato e difeso dell'avv. Tommaso Parisi (c.f. C.F._3
), pec: t appellato
[...] Email_2
OGGETTO: OPPOSIZIONE A INTIMAZIONE DI PAGAMENTO - PRESCRIZIONE
SVOLGIMENTO del PROCESSO e MOTIVI della DECISIONE
1. Con sentenza 2090/2022, pubblicata il 15.12.2022 nel proc. 2661/22, il
Tribunale di Nocera Inferiore, in composizione monocratica e in funzione di g.l., ha accolto l'opposizione proposta da e, per l'effetto, ha Controparte_1
annullato l'intimazione di pagamento n. 100 2019 90046138 85 000 “nei soli
1 limiti di quanto di giurisdizione (limitatamente ai 15 avvisi di addebito ivi richiamati)”, con spese poste a carico di ciascuna parte opposta nella misura del
50%, e liquidate per l'intero in € 1.300,00 oltre accessori.
§ 2. La decisione è così motivata: “Gli avvisi di addebito richiamati nell'intimazione di pagamento oggetto di opposizione nei limiti della giurisdizione del Giudice adito sono in buona parte prescritti ai sensi dell'art. 3 co.9, l. 335/1995 (cfr Cass. S.U. 2339/2016) per il decorso del termine quinquennale. Non v'è prova della notifica medio tempore di atti interruttivi della prescrizione. Degli avvisi di addebito che non sono prescritti, invece,
l' non ha prodotto la prova della notifica, conseguendone in parte qua la CP_2
nullità dell'intimazione. Le spese seguono la soccombenza nella misura della metà e si liquidano in dispositivo per intero ”.
§ 3. (di seguito ) ha proposto appello Parte_1 Pt_2
avverso la sentenza, con ricorso depositato il 14.6.2023, dolendosi dell'accoglimento dell'opposizione proposta dal e concludendo per la CP_1
riforma della sentenza impugnata, con conseguente rigetto dell'opposizione del suddetto e condanna di quest'ultimo al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio. Al riguardo ha dedotto, in sintesi:
• con il primo motivo, che il Tribunale aveva omesso l'esame della questione preliminare circa la carenza di legittimazione passiva di essa;
Pt_2
• con il secondo motivo, che il Tribunale aveva omesso di chiarire quali avvisi di addebito fossero stati annullati per intervenuta prescrizione e quali per omessa notificazione, limitandosi ad affermare che gli avvisi di addebito richiamati nell'intimazione “sono in buona parte prescritti” e che “degli avvisi di addebito che non sono prescritti, invece, l' non ha prodotto la prova della notifica”; CP_2
inoltre, il Tribunale ha annullato l'intimazione di pagamento opposta
2 “limitatamente ai 15 avvisi di addebito ivi richiamati”, ma in realtà gli avvisi di addebito oggetto di ricorso erano 10;
• con il terzo motivo, che il Tribunale aveva omesso la valutazione dei documenti prodotti da essa appellante, da cui si evinceva che il aveva CP_1
ricevuto i seguenti atti interruttivi della prescrizione da parte dell' stessa: Pt_2
- relata di notifica della comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria n. 100
762014 0000 3020 000 (datata 5.1.2015);
- relata di notifica dell'intimazione di pagamento n. 100 2016 90069563 66 000
(datata 16.4.2016);
- relata di notifica dell'intimazione di pagamento n. 100 2018 90068433 18 000
(datata 26.10.2018);
• con il quarto motivo, che il Tribunale aveva considerato erroneamente il termine di prescrizione pari a cinque anni, poiché il termine di prescrizione dell'azione esecutiva da parte dell è decennale in ipotesi di cartella Pt_2
esattoriale non opposta;
• con il quinto motivo, che il Tribunale aveva omesso di applicare la disposizione di cui all'art. 68 co. 4 bis d.l. 18/2020 e che, se fosse stato correttamente computato il periodo di sospensione VI, sarebbe stata accertata la mancata maturazione del termine di prescrizione quinquennale.
§ 4. Instauratosi il contraddittorio, l' si è costituito con memoria del CP_2
25.2.2025, con cui ha chiesto l'accoglimento dell'appello proposto da e, Pt_2
in via subordinata, di dichiarare il difetto di legittimazione passiva dello stesso
Al riguardo ha dedotto, in sintesi: CP_2
• che il Tribunale aveva omesso di valutare gli atti interruttivi della prescrizione prodotti da e consistenti nell'avvenuta notifica “di tre precedenti atti di Pt_2
messa in mora risalenti al 5.1.2015 (comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria), 16.4.2016 (intimazione di pagamento) e 23.10.2018 (intimazione di pagamento)”; 3 • che il Tribunale aveva erroneamente fatto riferimento a 15 avvisi di addebito, benché gli avvisi di addebito oggetto di ricorso fossero solo 10 e in particolare:
1) 400 2012 00011187 66 000, notificato in data 7.5.2012;
2) 400 2012 00060943 67 000, notificato in data 8.1.2013;
3) 400 2013 00004004 27 000, notificato in data 11.4.2013;
4) 400 2013 00034183 74 000, notificato in data 13.12.2013;
5) 400 2014 00006458 46 000, notificato in data 28.5.2014;
6) 400 2014 00033369 80 000, notificato in data 18.9.2014;
7) 400 2014 00067048 00 000, notificato in data 24.1.2015;
8) 400 2015 00016320 33 000, notificato in data 23.10.2015;
9) 400 2016 00001813 17 000, notificato in data 12.4.2016;
10) 400 2016 00042269 18 000, notificato in data 2.11.2016.
§ 5. non si è costituito in giudizio, nonostante rituale Controparte_1
instaurazione del contraddittorio (notificazione in data 4.7.2023), e pertanto va dichiarato contumace.
§ 6. All'esito della trattazione scritta ex art. 127 ter c.p.c., la causa è stata decisa in data 24.11.2025.
§ 7. In via preliminare, occorre precisare che l'intimazione di pagamento opposta,
n. 100 2019 90046138 85 000, fa riferimento a 29 atti, di cui 14 cartelle e 15 avvisi di addebito. Tra questi atti, sono oggetto di ricorso:
A) 2 cartelle
- 10020110025672921000, notificata il 12.1.2012;
- 10020140009495415000, notificata il 23.4.2014;
B) 10 avvisi di addebito
- 400 2012 00011187 66 000, notificato in data 7.5.2012;
- 400 2012 00060943 67 000, notificato in data 8.1.2013;
4 - 400 2013 00004004 27 000, notificato in data 11.4.2013;
- 400 2013 00034183 74 000, notificato in data 13.12.2013;
- 400 2014 00006458 46 000, notificato in data 28.5.2014;
- 400 2014 00033369 80 000, notificato in data 18.9.2014;
- 400 2014 00067048 00 000, notificato in data 24.1.2015;
- 400 2015 00016320 33 000, notificato in data 23.10.2015;
- 400 2016 00001813 17 000, notificato in data 12.4.2016;
- 400 2016 00042269 18 000, notificato in data 2.11.2016.
Ciò premesso, l'appello è fondato quanto al secondo, terzo e quinto motivo.
* 7.1. Quanto al secondo motivo, il Giudice di prime cure ha genericamente affermato che gli avvisi di addebito richiamati nell'intimazione “sono in buona parte prescritti” e che “degli avvisi di addebito che non sono prescritti, invece,
l' non ha prodotto la prova della notifica”; ciò, unito all'erroneo CP_2
riferimento a 15 avvisi di addebito, anziché 10 avvisi e 2 cartelle, non consente di chiarire in modo certo quali atti presupposti siano stati annullati per intervenuta prescrizione e quali per omessa notificazione, né consente di vagliare l'iter logico seguito dal Giudice per giungere alla decisione.
In materia di omessa esposizione delle ragioni di fatto e diritto della decisione, si
è espressa recentemente la Suprema Corte: “IIll vviizziioo ddii mmoottiivvaazziioonnee mmeerraammeennttee aappppaarreennttee ddeellllaa sseenntteennzzaa rriiccoorrrree aalllloorrqquuaannddoo iill ggiiuuddiiccee,, iinn vviioollaazziioonnee ddeell pprreecciissoo oobbbblliiggoo ddii lleeggggee ccoossttiittuuzziioonnaallmmeennttee iimmppoossttoo ((aarrtt.. 111166 CCoosstt..)) ee cciiooèè ddeellll''aarrtt.. 113322,, ccoo.. 22,, nn.. 44,, cc..pp..cc.. oommeettttee ddii eessppoorrrree ccoonncciissaammeennttee ii mmoottiivvii iinn ffaattttoo ee ddiirriittttoo ddeellllaa ddeecciissiioonnee,, ddii ssppeecciiffiiccaarree oo iilllluussttrraarree llee rraaggiioonnii ee ll''iitteerr llooggiiccoo sseegguuiittoo ppeerr ppeerrvveenniirree aallllaa ddeecciissiioonnee aassssuunnttaa ee cciiooèè ddii cchhiiaarriirree ssuu qquuaallii pprroovvee hhaa ffoonnddaattoo iill pprroopprriioo ccoonnvviinncciimmeennttoo ee ssuullllaa bbaassee ddii qquuaallii aarrggoommeennttaazziioonnii èè ppeerrvveennuuttoo aallllaa pprroopprriiaa ddeetteerrmmiinnaazziioonnee,, iinn ttaall mmooddoo ccoonnsseenntteennddoo aanncchhee ddii vveerriiffiiccaarree ssee aabbbbiiaa eeffffeettttiivvaammeennttee ggiiuuddiiccaattoo iiuuxxttaa aalllliiggaattaa eett pprroobbaattaa” (Cass.
Sez. L. 26611/2025, pag. 4 motivazione). Tale nullità naturalmente non 5 comporta la rimessione della causa al primo giudice, dovendo questa Corte provvedere alla decisione nel merito.
* 7.2. Quanto al terzo motivo, sussiste l'interruzione del termine di prescrizione del credito. Il Tribunale, infatti, nel ritenere che “non v'è prova della notifica medio tempore di atti interruttivi della prescrizione”, ha omesso la valutazione della documentazione prodotta da , dalla quale si evince che il Pt_2 CP_1
aveva effettivamente ricevuto diversi atti interruttivi.
In particolare, in data 5.1.2015, veniva notificata, a mani del padre
[...]
(cfr. allegato 14), la comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria Per_1
n. 100 762014 0000 3020 000 (cfr. allegato 13), con riferimento ai seguenti atti:
• 10020110025672921000, notificata il 12.1.2012;
• 10020140009495415000, notificata il 23.4.2014;
• 400 2012 00011187 66 000, notificato in data 7.5.2012;
• 400 2012 00060943 67 000, notificato in data 8.1.2013;
• 400 2013 00004004 27 000, notificato in data 11.4.2013;
• 400 2013 00034183 74 000, notificato in data 13.12.2013;
• 400 2014 00006458 46 000, notificato in data 28.5.2014;
Inoltre, in data 16.4.2016, veniva notificata, a mani della madre Parte_3
(cfr. allegato 16), l'intimazione di pagamento n. 100 2016 90069563 66 000 (cfr. allegato 15), con riferimento ai seguenti atti:
• 10020110025672921000, notificata il 12.1.2012;
• 10020140009495415000, notificata il 23.4.2014;
• 400 2012 00011187 66 000, notificato in data 7.5.2012;
• 400 2012 00060943 67 000, notificato in data 8.1.2013;
• 400 2013 00004004 27 000, notificato in data 11.4.2013;
• 400 2013 00034183 74 000, notificato in data 13.12.2013;
• 400 2014 00006458 46 000, notificato in data 28.5.2014;
6 • 400 2014 00033369 80 000, notificato in data 18.9.2014;
• 400 2014 00067048 00 000, notificato in data 24.1.2015;
Infine, in data 26.10.2018, veniva notificata, ancora a mani del padre
[...]
(cfr. allegato 7), l'intimazione di pagamento n. 100 2018 90068433 Per_1
18 000 (cfr. allegato 6), con riferimento ai seguenti atti:
• 10020140009495415000, notificata il 23.4.2014;
• 400 2014 00006458 46 000, notificato in data 28.5.2014;
• 400 2014 00033369 80 000, notificato in data 18.9.2014;
• 400 2014 00067048 00 000, notificato in data 24.1.2015;
• 400 2015 00016320 33 000, notificato in data 23.10.2015;
• 400 2016 00001813 17 000, notificato in data 12.4.2016;
• 400 2016 00042269 18 000, notificato in data 2.11.2016.
Le suddette notifiche sono regolari, in quanto effettuate a mezzo di raccomandata semplice e nelle mani di famigliari del (padre e madre), CP_1
persone aventi con lui un rapporto che il legislatore riconosce come idoneo alla conoscibilità degli atti notificati da parte del destinatario (sul punto, si richiama
Cass. 10012/2021, in particolare pag. 12 della motivazione: “ii ccaassii ddii ccoonnsseeggnnaa ddeellll''aattttoo nnoottiiffiiccaannddoo aa ppeerrssoonnaa ddiivveerrssaa ddaall ddeessttiinnaattaarriioo …… pprreevveeddoonnoo cchhee vveennggaa ssppeeddiittaa aa qquueesstt''uullttiimmoo uunnaa rraaccccoommaannddaattaa ""sseemmpplliiccee"" cchhee ggllii ddiiaa nnoottiizziiaa ddeellll''aavvvveennuuttaa nnoottiiffiiccaazziioonnee ddeellll''aattttoo mmeeddeessiimmoo …… nneeii ccaassii ddii ccoonnsseeggnnaa aa
""ppeerrssoonnaa ddiivveerrssaa"" vvii ppuuòò eesssseerree uunnaa rraaggiioonneevvoollee aassppeettttaattiivvaa cchhee ll''aattttoo nnoottiiffiiccaattoo vveennggaa eeffffeettttiivvaammeennttee ccoonnoosscciiuuttoo ddaall ddeessttiinnaattaarriioo,, ttrraattttaannddoossii ddii ppeerrssoonnee ((ffaammiigglliiaarrii,, aaddddeettttii aallllaa ccaassaa,, ppeerrssoonnaallee ddii sseerrvviizziioo,, ppoorrttiieerree,, ddiippeennddeennttee,, aaddddeettttoo aallllaa rriicceezziioonnee)) cchhee hhaannnnoo ccoonn lloo sstteessssoo uunn rraappppoorrttoo cchhee iill lleeggiissllaattoorree rriiccoonnoossccee ccoommee aassttrraattttaammeennttee iiddoonneeoo aa qquueessttoo ffiinnee,, eedd èè ppeerr qquueessttoo cchhee hhaa pprreesscceellttoo uunnaa ffoorrmmaa ddii ccoommuunniiccaazziioonnee ddeellll''aavvvveennuuttaa ccoonnsseeggnnaa ggaarraannttiittaa,, mmaa sseemmpplliiffiiccaattaa”).
7 Alla luce dei suddetti atti interruttivi, nessuno degli atti oggetto di ricorso, e qui richiamati, è prescritto:
1) 10020110025672921000, notificata il 12.1.2012, richiamata all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 762014 0000 3020 000 notificato in data 5.1.2015
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
2) 10020140009495415000, notificata il 23.4.2014, richiamata all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 762014 0000 3020 000 notificato in data 5.1.2015
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
- n. 100 2018 90068433 18 000 notificato in data 26.10.2018
3) 400 2012 00011187 66 000, notificato in data 7.5.2012, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 762014 0000 3020 000 notificato in data 5.1.2015
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
4) 400 2012 00060943 67 000, notificato in data 8.1.2013, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 762014 0000 3020 000 notificato in data 5.1.2015
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
5) 400 2013 00004004 27 000, notificato in data 11.4.2013 richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n.100 762014 0000 3020 000 notificato in data 5.1.2015
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
6) 400 2013 00034183 74 000, notificato in data 13.12.2013, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 762014 0000 3020 000 notificato in data 5.1.2015
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
8 7) 400 2014 00006458 46 000, notificato in data 28.5.2014, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 762014 0000 3020 000 notificato in data 5.1.2015
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
- n. 100 2018 90068433 18 000 notificato in data 26.10.2018
8) 400 2014 00033369 80 000, notificato in data 18.9.2014, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
- n. 100 2018 90068433 18 000 notificato in data 26.10.2018
9) 400 2014 00067048 00 000, notificato in data 24.1.2015, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 2016 90069563 66 000 notificato in data 16.4.2016
- n. 100 2018 90068433 18 000 notificato in data 26.10.2018
10) 400 2015 00016320 33 000, notificato in data 23.10.2015, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 2018 90068433 18 000 notificato in data 26.10.2018
11) 400 2016 00001813 17 000, notificato in data 12.4.2016, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 2018 90068433 18 000 notificato in data 26.10.2018
12) 400 2016 00042269 18 000, notificato in data 2.11.2016, richiamato all'interno dell'atto interruttivo
- n. 100 2018 90068433 18 000 notificato in data 26.10.2018
* 7.3. Quanto al quinto motivo, il riconoscimento della prescrizione quinquennale da parte del Tribunale è erroneo anche alla luce dell'art. 68 co. 4 bis d.l.
18/2020, in quanto non è stato tenuto conto del periodo di sospensione VI
(cfr. il decreto c.d. Cura Italia n. 18/2020 che ha previsto la sospensione della prescrizione per 129 giorni dal 23 febbraio al 30 giugno 2020 e, successivamente, il decreto c.d. Milleproroghe n. 183/2020, che ha aggiunto un 9 ulteriore periodo di sospensione pari a 182 giorni, a partire dal 31 dicembre
2020 e fino al 30 giugno 2021, per un totale di 311 giorni).
Tale ulteriore elemento si aggiunge alla sussistenza degli atti interruttivi, confermando che le cartelle e gli avvisi di addebito oggetto del ricorso non sono prescritti.
Infatti, gli atti oggetto del ricorso per i quali è intervenuto l'atto interruttivo n.
100 2016 90069563 66 000, notificato in data 16.4.2016, sarebbero stati prescritti a febbraio 2022 (5 anni + 311 giorni di VI), ma è intervenuta l'intimazione di pagamento oggetto dell'attuale procedimento (n. 100 2019 90046138 85 000) in data 15.12.2021, interrompendo nuovamente la prescrizione. Ciò vale, a fortiori, per gli atti oggetto del ricorso per i quali è intervenuto l'atto interruttivo n. 100
2018 90068433 18 000, notificato in data 26.10.2018, la cui prescrizione, in assenza dell'ulteriore atto interruttivo n. 100 2019 90046138 85 000 notificato in data 15.12.2021, sarebbe decorsa ad agosto 2023 (5 anni + 311 giorni di VI).
* 7.4. Il primo e il quarto motivo (con cui l'appellante si è doluta della mancata pronuncia sul difetto di legittimazione e della mancata applicazione della prescrizione decennale) sono, invece, infondati. Infatti:
• il Giudice di prime cure ha, sia pure implicitamente, motivato in punto di legittimazione passiva di;
legittimazione, osserva questa Corte, che Pt_2
sussiste (cfr. Cass. Sez. L, sentenza 594 del 15/01/2016: 'NNeellll''ooppppoossiizziioonnee aa ccaarrtteellllaa eessaattttoorriiaallee rreellaattiivvaa aa ccoonnttrriibbuuttii pprreevviiddeennzziiaallii pprrooppoossttaa aaii sseennssii ddeellll''aarrtt..
661155 cc..pp..cc..,, ssuussssiissttee llaa lleeggiittttiimmaazziioonnee ppaassssiivvaa nneecceessssaarriiaa ddeell ccoonncceessssiioonnaarriioo aalllloorrcchhéé ssii ddeedduuccaa uunn vviizziioo ddii nnoottiiffiiccaa ddeeggllii aattttii ((nneellllaa ssppeecciiee,, ll''oommeessssaa tteemmppeessttiivvaa nnoottiiffiiccaa ddeellllaa ccaarrtteellllaa ddeetteerrmmiinnaannttee llaa pprreessccrriizziioonnee ddeell ccrreeddiittoo)) cchhee,,
iinn ccaassoo ddii aaccccoogglliimmeennttoo ddeellll''ooppppoossiizziioonnee,, ppoottrreebbbbee iinncciiddeerree ssuull rraappppoorrttoo ccoonn ll''eennttee iimmppoossiittoorree,, ttiittoollaarree ddeellllaa ppootteessttàà ssaannzziioonnaattoorriiaa ssootttteessaa aall ccoonnsseegguueennttee iinnsseerriimmeennttoo nneeii rruuoollii ttrraassmmeessssii').
10 • il termine di prescrizione degli avvisi di addebito è quello quinquennale previsto dall'art. 3 co. 9 l. 335/1995 e non quello ordinario decennale (come chiarito da Cass. S.U. 23397/2016: “LLaa ssccaaddeennzzaa ddeell tteerrmmiinnee -- ppaacciiffiiccaammeennttee ppeerreennttoorriioo -- ppeerr pprrooppoorrrree ooppppoossiizziioonnee aa ccaarrtteellllaa ddii ppaaggaammeennttoo ddii ccuuii aallll''aarrtt.. 2244,, ccoommmmaa 55,, ddeell dd..llggss.. nn.. 4466 ddeell 11999999,, ppuurr ddeetteerrmmiinnaannddoo llaa ddeeccaaddeennzzaa ddaallllaa ppoossssiibbiilliittàà ddii pprrooppoorrrree iimmppuuggnnaazziioonnee,, pprroodduuccee ssoollttaannttoo ll''eeffffeettttoo ssoossttaannzziiaallee ddeellllaa iirrrreettrraattttaabbiilliittàà ddeell ccrreeddiittoo ccoonnttrriibbuuttiivvoo sseennzzaa ddeetteerrmmiinnaarree aanncchhee llaa ccdd..
""ccoonnvveerrssiioonnee"" ddeell tteerrmmiinnee ddii pprreessccrriizziioonnee bbrreevvee ((nneellllaa ssppeecciiee,, qquuiinnqquueennnnaallee,, sseeccoonnddoo ll''aarrtt.. 33,, ccoommmmii 99 ee 1100,, ddeellllaa ll.. nn.. 333355 ddeell 11999955)) iinn qquueelllloo oorrddiinnaarriioo
((ddeecceennnnaallee)),, aaii sseennssii ddeellll''aarrtt.. 22995533 cc..cc.... TTaallee uullttiimmaa ddiissppoossiizziioonnee,, iinnffaattttii,, ssii aapppplliiccaa ssoollttaannttoo nneellllee iippootteessii iinn ccuuii iinntteerrvveennggaa uunn ttiittoolloo ggiiuuddiizziiaallee ddiivveennuuttoo ddeeffiinniittiivvoo,, mmeennttrree llaa ssuuddddeettttaa ccaarrtteellllaa,, aavveennddoo nnaattuurraa ddii aattttoo aammmmiinniissttrraattiivvoo,, èè pprriivvaa ddeellll''aattttiittuuddiinnee aadd aaccqquuiissttaarree eeffffiiccaacciiaa ddii ggiiuuddiiccaattoo.. LLoo sstteessssoo vvaallee ppeerr ll''aavvvviissoo ddii aaddddeebbiittoo ddeellll' cchhee,, ddaall 11°° ggeennnnaaiioo 22001111,, hhaa ssoossttiittuuiittoo llaa ccaarrtteellllaa CP_2
ddii ppaaggaammeennttoo ppeerr ii ccrreeddiittii ddii nnaattuurraa pprreevviiddeennzziiaallee ddii ddeettttoo IIssttiittuuttoo aarrtt.. 3300 ddeell dd..ll.. nn.. 7788 ddeell 22001100,, ccoonnvv..,, ccoonn mmooddiiff..,, ddaallllaa ll nn.. 112222 ddeell 22001100”); la questione è peraltro assorbita da quanto si è detto in materia di interruzione della prescrizione quinquennale.
§ 8. Ne consegue l'accoglimento dell'appello, con conseguente riforma della sentenza impugnata e rigetto dell'opposizione proposta dal avverso CP_1
l'intimazione di pagamento n. 100 2019 90046138 85 000.
Per quanto riguarda le spese, si osserva quanto segue.
Nel rapporto tra l'appellante e , esse concernono il doppio grado Pt_2 CP_1
di giudizio e devono essere regolate secondo soccombenza, dunque a carico del
, la cui domanda è stata rigettata (cfr. Cass. Sez. 6 - CP_1
2, sentenza 18503 del 2/9/14: 'IInn mmaatteerriiaa ddii pprroocceeddiimmeennttoo cciivviillee,, iill ccrriitteerriioo ddeellllaa ssooccccoommbbeennzzaa ddeevvee eesssseerree rriiffeerriittoo aallllaa ccaauussaa nneell ssuuoo iinnssiieemmee,, ccoonn ppaarrttiiccoollaarree rriiffeerriimmeennttoo aallll''eessiittoo ffiinnaallee ddeellllaa lliittee,, ssiicccchhéé èè
11 ttoottaallmmeennttee vviittttoorriioossaa llaa ppaarrttee nneeii ccuuii ccoonnffrroonnttii llaa ddoommaannddaa aavvvveerrssaarriiaa ssiiaa ssttaattaa ttoottaallmmeennttee rreessppiinnttaa,, aa nnuullllaa rriilleevvaannddoo cchhee ssiiaannoo ssttaattee ddiissaatttteessee eecccceezziioonnii ddii ccaarraatttteerree pprroocceessssuuaallee oo aanncchhee ddii mmeerriittoo'). Non occorre provvedere in materia di rimborso del contributo unificato in favore dell , nei cui confronti si Pt_2
applicano la prenotazione a debito e la relativa procedura di recupero ex artt.
157 e 158 d.P.R. 115/02 (cfr. Cass., Sez. U., ordinanza 8810/2025, in particolare paragrafi 4.5 e 4.6. della motivazione).
° Nel rapporto tra l' e , invece, occorre distinguere tra primo e CP_2 CP_1
secondo grado. Con riguardo alle spese del primo grado, la riforma della impugnata sentenza comporta il venir meno della condanna dell' al CP_2
pagamento di metà delle spese in favore del –e ciò ai sensi dell'art. 336 CP_1
c.p.c.– ma non consente la liquidazione delle spese di tale grado di giudizio in favore dell' non avendo questi proposto appello incidentale. CP_2
Con riguardo alle spese del secondo grado, esse seguono la soccombenza e, pertanto, vanno poste a carico del . CP_1
° Le spese stesse si liquidano con riferimento allo scaglione di valore da € 26.001
a € 52.000, parametri minimi, ai sensi del d.m. 55/2014 e seguenti modifiche.
P.Q.M.
La Corte, definitivamente pronunciando sull'appello proposto da
Parte_1
nei confronti di
Controparte_1
nonché di
CP_2
avverso la sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore – Sezione Lavoro n.
2090/2022, pubblicata il 15.12.2022, ogni diversa istanza, eccezione e deduzione disattesa, così provvede:
12 I. dichiara la contumacia di Controparte_1
II. accoglie l'appello e, per l'effetto, in riforma della sentenza impugnata, rigetta l'opposizione proposta da avverso l'intimazione di pagamento n. Controparte_1
100 2019 90046138 85 000;
III. condanna al pagamento delle spese del doppio grado di Controparte_1
giudizio, in favore di , che liquida come segue: Pt_2
per il primo grado, a titolo di compensi, € 851,00 per la fase di studio, € 602,00 per la fase introduttiva, € 903,00 per la fase di trattazione, € 1.453,00 per la fase decisionale;
oltre al rimborso forfettario del 15%, e contributi e IVA come per legge;
per il secondo grado, a titolo di compensi, € 1.029,00 per la fase di studio, € 709,00 per la fase introduttiva, € 1.523,00 per la fase di trattazione, € 1.735,00 per la fase decisionale;
oltre al rimborso forfettario del 15%, e contributi e IVA come per legge.
IV. revoca la condanna di al pagamento delle spese di lite del primo grado CP_2
di giudizio, e condanna al pagamento delle spese del secondo Controparte_1
grado, in favore di che liquida come segue: CP_2
a titolo di compensi, € 1.029,00 per la fase di studio, € 709,00 per la fase introduttiva, € 1.523,00 per la fase di trattazione, € 1.735,00 per la fase decisionale;
oltre al rimborso forfettario del 15%, e contributi e IVA come per legge.
Così deciso in Salerno, 24.11.2025
Il Consigliere estensore Il Presidente
dr. Rocco Pavese dr. Maura Stassano
Sentenza redatta con la collaborazione della dr. Greta Belli, magistrato ordinario in tirocinio
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