Cass. pen., sez. VI, sentenza 11/06/2013, n. 28974
CASS
Sentenza 11 giugno 2013

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Massime1

I titolari di tabaccheria delegati alla riscossione delle tasse automobilistiche vanno considerati incaricati di pubblico servizio poiché essi, per le incombenze loro affidate, subentrano nella posizione della p.a. e svolgono mansioni che ineriscono al corretto e puntuale svolgimento della riscossione medesima. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto configurabile il delitto di peculato nei confronti del tabaccaio che si era appropriato dei soldi riscossi).

Commentari2

  • 1Art. 314 - Peculato (1)
    https://www.filodiritto.com/

    Rassegna di giurisprudenza Elemento oggettivo In tema di peculato, la nozione di possesso, riferita al danaro, deve intendersi come comprensiva non solo della detenzione materiale, ma anche della disponibilità giuridica, con la conseguenza che l'appropriazione può avvenire anche attraverso il compimento di un atto - di competenza del pubblico agente o connesso a prassi e consuetudini invalse nell'ufficio - di carattere dispositivo, che consenta di conseguire l'oggetto della appropriazione (Sez. 6, 37076/2021). Per la consumazione del delitto di peculato è necessario che i beni siano caduti nella disponibilità giuridica dell'agente in senso penalistico, il quale, nella condotta di …

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  • 2Postino infedele, condanna per peculato (Cass. 38619/18)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 25 settembre 2018

    L'addetto a ricevere il pagamento di un tributo riveste la qualità di incaricato di pubblico servizio in considerazione della indubbia connotazione pubblicistica dello specifico servizio svolto. Una condotta appropriativa di una somma modesta, ma non irrilevante è idonea a ledere l'interesse all'integrità patrimoniale della pubblica amministrazione. CORTE DI CASSAZIONE SEZ. VI PENALE - SENTENZA 14 agosto 2018, n.38619 Pres. Rotundo - est. Giordano RITENUTO IN FATTO 1. La Corte di appello di Venezia, in parziale riforma da quella del Tribunale di Rovigo, concessagli l'attenuante di cui all'art. 323-bis cod. pen., ha condannato P.F.A. alla pena di anni uno e mesi quattro di reclusione per …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 11/06/2013, n. 28974
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 28974
Data del deposito : 11 giugno 2013

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