Cass. pen., sez. feriale, sentenza 09/08/1990, n. 14664
CASS
Sentenza 9 agosto 1990

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La commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, istituita ai sensi dell'art. 80 del R.d. 18 giugno 1931 n. 773, disciplinata dagli art. 141 e seguenti del relativo regolamento di esecuzione e da altre Disposizioni regolamentari, del cui parere favorevole all'agibilità dei pubblici locali l'autorità amministrativa, titolare del potere di licenza, deve obbligatoriamente e preventivamente fornirsi sia in caso di prima apertura al pubblico che in tutte le altre circostanze previste dalle Disposizioni regolamentari, rende pareri scritti vincolanti assunti in Sede collegiale. Per la formulazione di tali pareri all'ammissione incombe l'Obbligo di acquisire, con istruttoria diretta (sopralluoghi) e in ogni altro modo opportuno, documentazione e quanto altro ritenuto necessario, salvi i casi di delega previsti dalla normativa nell'espletamento dell'attività istruttoria ciascun componente ha il dovere di informarsi in ogni aspetto concernente la sicurezza e l'igiene del locale di pubblico spettacolo e, contemporaneamente, ha diritto di avere parimenti informato, sì da essere posto in grado di attendere, con pienezza di cognizione, all'ufficio nel quale è stato chiamato, senza che rilevi distinzione alcuna, sia in relazione alla posizione istituzionale (presistente) sia con riferimento alla provenienza burocratica o sociocorporativa di ciascuno dei commissari. Nell'ambito di tale divieto - dovere rientra anche quello di richiedere che gli altri componenti la commissione, sempre in relazione all'attività informativa e di acquisizione istruttoria, si attivino, ponendo a disposizione le eventuali specifiche competenze, ove ad essa occorra far ricorso. La posizione di garanzia attribuita alla detta commissione e in ciascun componente, sotto i profili sopra considerati, comporta, nell'ipotesi in cui, per colpa, sia generica che specifica, cioè per negligenza o imprudenza nell'espletamento del proprio ufficio, ovvero per imperizia nell'individuazione delle "misure e cautele" atte ad impedire la verificazione dell'evento a rischio, oppure per violazione di "leggi" regolamenti ordini o discipline", a quello scopo finalizzati, non siano eliminate le situazioni di pericolo ovvero non siano state disposte le misure e le cautele necessarie a prevenirle, qualora l'evento (dal legislatore) temuto si verifichi, e sia individuato un rapporto di (con) causalità tra questo e la condotta (omissiva); ciascun componente della commissione in questione legittimamente viene chiamato a rispondere, a titolo di colpa, di quell'evento che la sua condotta ha concorso a cagionare. (fattispecie di incendio di locale adibito a cinema, con conseguente morte di molte persone. La Corte ha ritenuto non fondata la tesi difensiva secondo cui ciascun componente della commissione provinciale di vigilanza rappresenterebbe un determinato ufficio e, pertanto, si attiverebbe ed esprimerebbe parere solo in relazione alle specifiche competenze funzionali attinenti tale ufficio. Il parere della commissione, cioè, unitario sotto l'aspetto formale, si risolverebbe nella somma di pareri individuali, ciascuno incentrato sulle competenze specifiche del componente interpellato).*

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. feriale, sentenza 09/08/1990, n. 14664
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 14664
    Data del deposito : 9 agosto 1990

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