Cass. pen., sez. V, sentenza 14/06/2005, n. 46852
CASS
Sentenza 14 giugno 2005

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Sono utilizzabili le dichiarazioni accusatorie nei confronti del coimputato - fatte in sede di esame dibattimentale dall'imputato del medesimo reato nell'ambito dello stesso procedimento - in assenza degli avvertimenti prescritti dall'art. 64, comma terzo, cod. proc. pen., in quanto tali avvertimenti riguardano l'interrogatorio della persona sottoposta ad indagini, garantendone il diritto al silenzio, e non si applicano all'esame dell'imputato nel dibattimento, disciplinato dagli articoli 208, 401, comma quinto e 503 cod. proc. pen., il quale ha una funzione del tutto diversa, essendo previsto per la fase dibattimentale in cui il contraddittorio tra le parti è pieno e il diritto di difesa può esplicarsi nella massima ampiezza; inoltre, detti avvertimenti, nella specie, sono superflui in quanto l'imputato non può assumere la veste di testimone per l'incompatibilità sancita dall'art. 197, comma primo, lett. a) cod. proc. pen. in virtù della sussistenza della connessione di cui all'art. 12, comma primo, lett. a), cod. proc. pen., e non essendosi verificate le condizioni di cui all'art. 197 bis, comma primo, cod. proc. (vedi C.cost., ord. n. 191 del 2003).

In tema di falso documentale, costituisce atto pubblico il verbale del Consiglio di Istituto di una scuola pubblica, in quanto atto idoneo a documentare, nell'ambito della P.A., le attività e gli adempimenti necessari per la realizzazione dei compiti istituzionali ed a produrre effetti nei confronti dei terzi. Integra, pertanto, il reato di cui all'art. 476 cod. pen. la condotta del soggetto che, in qualità di preside dell'Istituto, falsifichi, istigando altro soggetto all'esecuzione materiale, il detto verbale con aggiunte, concernenti l'utilizzo di locali ulteriori rispetto a quelli riportati nell'ordine del giorno del Consiglio di Istituto e di cui si sia chiesta l'autorizzazione all'utilizzo, in quanto il parere formulato dal Consiglio al riguardo è obbligatorio anche se non vincolante per il Sindaco cui spetta la decisione relativa e costituisce atto di un procedimento amministrativo necessario e preordinato a valutare la compatibilità tra eventuali usi occasionali o ordinari di detti locali da parte di altri soggetti.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 14/06/2005, n. 46852
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 46852
    Data del deposito : 14 giugno 2005

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