Cass. pen., sez. III, sentenza 09/07/1998, n. 2188
CASS
Sentenza 9 luglio 1998

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Al giudice dell'esecuzione, in ossequio al principio di intangibilità del giudicato, è preclusa la rivalutazione dei fatti oggetto del giudizio al fine di modificare il giudizio stesso. In deroga a tale principio egli può solo, a norma dell' art. 669, comma primo, cod.proc.pen., in caso di pluralità di giudicati relativi allo stesso fatto ed alla stessa persona, ordinare l'esecuzione del giudicato meno afflittivo e revocare i giudicati più afflittivi per il condannato: solo a questo fine limitato egli può valutare i fatti oggetto del giudicato. Ma anche in tal caso i giudicati più gravi sono caducati, non modificati nel loro contenuto. Peraltro il presupposto della medesimezza del fatto non ricorre quando questo è solo parzialmente identico.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. III, sentenza 09/07/1998, n. 2188
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 2188
    Data del deposito : 9 luglio 1998

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