Cass. civ., sez. III, sentenza 26/07/2002, n. 11059
CASS
Sentenza 26 luglio 2002

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La mera prestazione di fatto quale fonte di diritti non riguarda soltanto la prestazione di lavoro subordinato in assenza di un valido contratto, ma costituisce la regola generale di ogni altro rapporto di durata, ed in particolare di quello di somministrazione, che si protrae dopo la scadenza del contratto, in virtù della esecuzione che ad esso le parti continuano a dare, in special modo se a ciò tenute in base ad un obbligo di legge. Pertanto, la circostanza che il concessionario di un impianto per la distribuzione di carburante, affidato in gestione secondo lo schema previsto dall'art. 16 del D.L. 26 ottobre 1970 n. 745, convertito in legge 18 dicembre 1970 n. 1034, dopo la scadenza del relativo contratto continui a fornire, al gestore che ha rifiutato di procedere alla riconsegna dell'impianto, il carburante necessario per proseguire nell'attività, seppure non ha valore di tacita rinnovazione del contratto, perché la disciplina normativa alla quale va ricondotto il contratto fra le parti esclude ogni possibilità di tacito rinnovo del contratto stesso, avuto riguardo alla disciplina legale di tale contratto - che, in ragione della natura del rapporto pubblicistico che intercorre tra la pubblica amministrazione e il concessionario e della necessità di assicurare la continuità e regolarità del servizio di distribuzione, dispone che il contratto di gestione preveda l'obbligo del gestore di assicurare in ogni evenienza la continuità e la regolarità del servizio pubblico di distribuzione - , determina, tuttavia, la ultrattività in via di mero fatto della efficacia del contratto per il tempo successivo alla scadenza e sino a quando il concessionario non riacquisti la effettiva disponibilità dell'impianto stesso dal gestore.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. civ., sez. III, sentenza 26/07/2002, n. 11059
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 11059
    Data del deposito : 26 luglio 2002

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