Cass. pen., sez. III, sentenza 17/03/2010, n. 14860
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Sentenza 17 marzo 2010

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Il proprietario della cosa oggetto del reato di contrabbando doganale, anche se rimasto estraneo al processo, non gode, salvo quanto previsto dall'art. 301, comma terzo, del d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, della medesima tutela del terzo acquirente in buona fede della merce oggetto di contrabbando, in quanto il primo è, per legge, il soggetto passivo obbligato al pagamento dei diritti di confine. (Fattispecie in tema di confisca).

La disposizione dell'art. 301 del d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, che estende al terzo di buona fede, estraneo al reato di contrabbando doganale, la previsione dell'art. 240 cod. pen., trova applicazione non soltanto quando oggetto del contrabbando è la merce trasportata, ma anche quando oggetto del reato è lo stesso mezzo di trasporto. (In motivazione la Corte ha, altresì, disatteso la questione di costituzionalità della disposizione citata per presunto contrasto con gli artt. 117 Cost. e 7 C.E.D.U.).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. III, sentenza 17/03/2010, n. 14860
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 14860
    Data del deposito : 17 marzo 2010

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